Joaquin Piquer e la vicenda del rapimento alieno.

Joaquin Piquer è un tecnico di radiologia e testimone di un caso di abduction, che si lascia intervistare da David Parcerisa un investigatore, scrittore, con 24 anni di esperienza dedicati allo studio dell’ufologia, la parapsicologia, gli enigmi delle antiche civiltà, ed è specializzato nella cultura sumera e sugli antichi dei conosciuti come Annunaki.

Joaquin Piquer racconta una curiosa storia che riguarda i rapimenti alieni e sarebbe coinvolta tutta la sua famiglia. Stando alle sue dichiarazioni, tutto parte da un sogno lucido che gli viene raccontato, con tanto di dettagli, dalla madre.

Era l’estate del 1982-84 e Joaquin e la sua famiglia vivevano a Barcellona, quando una sera accade un fatto che rimarrà impresso per sempre nella memoria di sua madre e cambierà la vita di Joaquin Piquer.

La donna racconta di aver fatto uno strano sogno dove tutto sembrava troppo reale (il classico sogno lucido), si trovava in mezzo ad una nebbiolina di colore verde, sentiva caldo, così si alzò dal letto e si rese subito conto di trovarsi in mezzo ad un campo perché intravede della vegetazione, non era sola con lei c’era altra gente e camminavano tutti insieme.

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La madre racconta al figlio che tutti loro camminavano senza sapere dove stessero andando, si trattava di persone di media età, quindi né troppo giovani né troppo vecchie. Lei e tutte le altre persone sono state portate in una grossa stanza e mentre aspettavano, qualcuno gli spiegava perché si trovavano lì. Pare gli abbiano riferito che si trovavano in quel posto perché dovevano creare una loro copia per scopi unicamente scientifici, un clone che sarebbe stato studiato per comprendere meglio la razza umana di questo pianeta, e tutto sarebbe avvenuto senza procurare alcun dolore o danno fisico.

Dopo avergli fornito questa spiegazione viene portato del cibo ad ognuno di loro, ma qui la madre si accorge dello strano comportamento delle persone che mangiavano con gusto un alimento per niente invitante, si trattava infatti, di una pastura. Alle persone veniva fatto credere, tramite una sorta di allucinazione indotta, di mangiare probabilmente uno dei loro pasti preferiti. Questo strano alimento secondo la madre serviva per estrarre in qualche modo il DNA utile per riuscire a creare un clone. Lei stranamente riusciva a vedere il cibo per come si presentava veramente, era come se fosse immune a quel tipo di metodo che veniva utilizzato per illudere la gente mostrandogli ciò che dovevano vedere.

Una volta ingerita quella pastura sono stati portati in un’altra sala piena di barelle dove intubarono tutti. La donna racconta al figlio di aver notato che accanto ad ogni barella era presente una strana “creatura” che non aveva una forma definita ed era di un colore bianco-blu. In quella sala, a tutte le persone presenti viene inserito un ago nella schiena più meno all’altezza del petto, dopo di che gli viene estratto un liquido che entrava dentro quell’essere tramite un tubicino. Anche se la madre non ricorda con esattezza il colore di questo liquido, loro credono si trattasse di sangue.

La trasfusione di questo liquido permetteva di dare forma a quella strana creatura fino a farla diventare la copia esatta della persona a cui veniva eseguita la trasfusione. Apparentemente non si notava una qualche differenza, stando a ciò che racconta Joaquin, si trattava di veri e propri cloni, stessa fisionomia, stessa età, sesso, etc.

Dopo di che, questi presunti alieni di cui non si conosce l’identità ringraziano i presenti per essersi prestati ai loro scopi, dichiarando di aver terminato la loro missione e che si sarebbero di nuovo trovati nelle loro case senza alcun ricordo perché gli avrebbero cancellato la memoria, nel peggiore dei casi lo avrebbero ricordato come un sogno.


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Joaquin racconta che sua madre lo ricorda sì come un sogno, ma un sogno speciale perché pieno di piccoli dettagli. In pratica ha vissuto quell’esperienza come se i filtri utilizzati da questi rapitori (alieni) non avrebbero avuto alcun’effetto con lei.

La madre si svegliò dentro un altro sogno dove si rese conto di avere una piccola cicatrice sulla schiena, e si spaventò, quello spavento la fece svegliare di nuovo a casa sua, e la prima cosa che fece fu controllare se la stessa cicatrice era presente sulla schiena del marito e dei figli. Secondo Joaquin, una piccola cicatrice era presente in ognuno di loro, si trattava di un piccolo puntino a forma di mezza luna ma non si trovava nello stesso punto, alcuni di loro lo avevano sul collo o in altri punti della parte alta del corpo.

Purtroppo, questo caso di abduction ci viene testimoniato solo oggi (o meglio, il 27 agosto del 2014), quindi non ci sono più segni di queste cicatrici nei loro corpi, è un peccato perché una storia del genere se sarebbe stata accompagnata da segni visivi dimostrabili forse sarebbe stata presa più seriamente. Ad ogni modo, si rivela un racconto interessante, e non finisce qui.

Joaquin sostiene che la madre ha visto in quella stessa stanza, a parte il resto degli estranei, tutti i componenti della famiglia, quindi marito, figlio e figlia, questo significa che si tratta di uno dei pochi casi dove viene coinvolta l’intera famiglia in un rapimento alieno. Se la madre non si fosse ricordata questo “sogno” Joaquin non si sarebbe presentato per concedere questa intervista, ignaro di ciò che gli sarebbe accaduto circa trent’anni fa.

Ma la faccenda si complica perché il tecnico afferma che crescendo, un paio di volte gli è stato riferito da conoscenti di essere stato visto in luoghi dove non si ricorda di essere mai stato. Addirittura l’attuale moglie (o una ex moglie, non ho ben capito) in passato si è arrabbiata perché afferma di averlo visto camminare per strada, e non solo, lo chiama per nome ma lui la snobba come se fosse un’estranea. Ovviamente lui afferma che in quel momento si trovava a lavoro e non poteva essere in quel luogo dove è stato visto e chiamato da lei.

Comprenderete che questa faccenda ha dell’incredibile, perché fino ad oggi mai nessuno ha dubito di avere un suo clone che gira nella stessa sua città. Sì, parecchi addotti hanno rivelato di aver visto (nei loro rapimenti) degli strani contenitori dove venivano clonati esseri umani immersi in uno strano liquido, ma mai qualcuno ha dubitato del proprio corpo come lui.

Per molti sembrerà una storia da film di fantascienza, tra l’altro mi viene in mente il film Moon, dove l’attore Sam Rockwell interpreta un’astronauta che lavora sulla Luna aspettando impazientemente che qualcuno lo venga a prendere per riportarlo sulla Terra ma in realtà scopre di essere morto parecchie volte grazie ad un suo clone che lo cura, e un bel giorno scopre nella stiva del modulo, o della piccola base in cui si trova, decine e decine di suoi cloni pronti a sostituirlo in caso di incedenti gravi.

Lo stesso Joaquin Piquer afferma di avere alcune paranoie mentali. Egli da molto tempo, si pone delle domande, non sa se effettivamente il corpo in cui si trova è il suo o quello di un clone, mentre è assolutamente convinto che la coscienza sia la sua perché individuale, non è altrettanto convinto del suo corpo sospetta che possa essere una copia e che abbiano mentito a sua madre tranquillizzandola, quando in realtà potrebbero aver creato un clone dove avrebbero trasferito la loro coscienza.

Non solo, Joaquin afferma che nel nostro pianeta potrebbero trovarsi centinaia di cloni che vivono una vita normale e non sospettano di nulla.

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2 COMMENTI

  1. Me podrían ayudar con el email de joauin piquer ya que estoy interesado en obtener información de energía escalar,del vídeo de youtube del gran misterio.org donde explica< el funcionamiento de energía escalar a través de unas bobinas que el ha hecho y quisiera saber como las conecta para generar electricidad casera, mil gracias

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