Alieni: Uno spirito che racconta esistenze in altri pianeti e non solo

Uno spirito che racconta esistenze in altri pianeti e non solo

Questa è una delle poche ipnosi che forniscono tante informazioni differenti, non ne ha molte sul suo canale, Aurelio, non tutti si vedono incorporare esseri di altri mondi, anche se sono molti. Amanda è una donna che racconta un’interessante storia, ha aiutato a trapassare la gente che moriva, è stata in diversi pianeti, è affogata in quello che sembra essere stato il Titanic e anche un musicista ai tempi di Mozart e Beethoven. Il video dura circa 2 ore, quindi la traduzione sarà piuttosto lunga..

Nota: Mentre stavo caricando alcuni video su youtube, mi sono reso conto che il mio account ad un tratto ha una cattiva reputazione, non mi ero mai iscritto prima d’ora quindi non conoscevo bene le regole che sono sempre troppo lunghe e noiose da leggere, pare che non si possano caricare video che appartengono ad altri, la cosa abbastanza strana è che ci saranno un 80 per cento di persone su youtube che fanno la stessa cosa e vivono sereni, senza contare il fatto che se carico video di altri non faccio altro che pubblicizarli quindi non vedo tutto questo danno. So che esiste un ©opyright, ma non credevo fossero così pignoli anche per i documentari, li ho sempre visti su youtube, da altri utenti non proprietari. Pazienza, vuol dire che non caricherò più video, visto che mi hanno limitato la durata dei video caricabili a 15 minuti. Dico questo perché il seguente video è ancora presente sul canale di Aurelio, quindi ho potuto copiare il codice di incorporamento, ma lo stesso non potrò fare con altri, quindi se mi capiterà di tradurre nuovamente un video che è stato eliminato dal suo canale (Aurelio) non potrò più inserirlo prima della traduzione..

A: Aurelio – I: Amanda

A: Dimmi quello che vedi..

I: Vedo solo un piccolo tunnel e sento di aver paura, non ho un corpo… questo è tutto quello che vedo.. sto fluttuando dentro questo piccolo tunnel…

A: Devi attraversare questo tunnel?

I: Si, però mi spaventa, vedo una piccola macchia che appare ogni tanto, di vari colori.. credo che sono una piccola macchia.. ho come la sensazione che qualcuno mi stia dicendo di proseguire, ma sembra che ho distolto l’attenzione dal tunnel… ho voglia di piangere.. non voglio andarmene da dove mi trovo ora.. non voglio andarmene, ho paura.. sento una sensazione che ho provato altre volte, la conosco molto bene.. ho la sensazione di essere una bollicina.. si sono una bolla.. questa sensazione è molto gradevole, però sono consapevole che sto attraversando il tunnel.. è molto gradevole.. sono diventata molto grande.. non so cosa sono, ma sento di essere molto grande… qui non c’è niente e sembra tutto ok.. vedo delle luci distanti… sto bene qui, mi piace… non sono niente.. sto solo fluttuando.. non ho sensazioni, sono solo una bollicina, sono circolare e brillante, non ho peso.. sono tutto e non sono niente.. quando ero solo una piccola macchia e mi vedevo andare in direzione del tunnel, pensavo che fosse stato pericoloso e avevo paura, ma adesso che mi trovo qui, provo una sensazione piacevole, di pace.. però non c’è nulla..

A: Prova ad avanzare in questa esperienza, vedi un po’ cosa succede..

I: Sento come se mi stessero chiedendo di dividermi.. mi sto dividendo in tante piccole parti, ma ho la sensazione di essere dappertutto, in ogni piccola bolla.. è come quando una persona fa una bolla di sapone e ne vede uscire tante più piccole, è la stessa cosa…

A: Già.. sei una cellula!

I: Mi vedo più come una bollicina, una bollicina di acqua..

A: Adesso prova ad andare finché non superi questa fase della bollicina, fino a quando il tuo corpo prende un’altra forma, e racconta quello che vedi..

I: Posso sentire un essere superiore… vuole che faccia qualcosa, però non me lo dice… ma io so quello che vuole.. so che quello che mi chiederà mi genererà un certo timore, ma so che lo farò.. ho la sensazione di essere una bollicina che inizia a scendere a tutta velocità verso l’ignoto.. adesso vedo un leone che mi osserva, mi fa male qui (Aurelio, che la vede, dice nella zona vaginale) adesso si che ho un corpo.. credo che mi ha morso il leone… sono un nero, mi trovo in Africa, e il leone mi ha attaccato, ma non sono spaventato, ho 20 anni..

A: Come ti chiami?

I: Non ho un nome…

A: Come sei vestito?

I: Ho solo un “taparao” (penso voglia dire pezza, straccio o qualcosa del genere)

A: Sei magro o robusto?

I: Magro..

A: Con chi vivi?

I: Con la tribù.. il leone mi guarda..

A: Hai paura?

I: No..

A: Hai qualche arma?

I: No, sono già sdraiato per terra, so che sto morendo.. sto solo aspettando di morire…

A: Dove sei stato ferito?

I: Nel basso ventre a sinistra, ho la sensazione che mi ha mangiato lo stomaco… ma non ho paura di morire.. nonostante tutto è una bella sensazione… mi piace vedere il leone..

A: Prova ad andare avanti e osserva se ti liberi in fretta da quel corpo..

I: Sento le mani fredde.. ho la sensazione che metà del mio corpo vuole andare via e l’altra metà mi tiene legato, e mi fa male.. più cerco di separarmi e più sento dolore.. ok, me ne sono andato…

A: Dove vai?

I: Non mi sono separato totalmente perché sento ancora un po’ di dolore… ho la sensazione che c’è qualcosa che mi trattiene, il mio corpo è pesante, e non riesco a separarmi.. però non voglio rimanere, lo porterò via con me, penso… sembra che il negro è attaccato a me, non vuole lasciarmi e mi fa male.. adesso si che ho paura, non mi lascia andare.. non vuole che vada.. sembra che non sono io, è una strana sensazione, non sono io, ma non riesco a separarmi.. cerco di liberarmi, ma
non mi lascia andare..

A: Nero, tu avevi un corpo, ma non sei un corpo, questo corpo era passeggero, era come una pelle, tu non eri un corpo.. avevi un corpo! Lascialo andare è solo una pelle, vattene.. Nero prima che te ne vai completamente, puoi parlarmi nel tuo dialetto?

I: No, il nero è solo aggrappato a me.. però non è con me, non sono io.. ha paura che il leone lo usi come una pelle (probabilmente pensa che il leone è intelligente come l’uomo e si vendica comportandosi come gli uomini che indossavano la pelle degli animali uccisi).. non capisco, sto cercando di spiegarglielo che non funziona così, ma lui non mi da retta.. non so come fargli capire che il leone non farà questo… non riesco a convincerlo, ma non posso lasciarlo anche se potrei..
basterebbe aprire le mani e lasciarlo cadere, però non posso essere crudele con lui, è spaventato, e io sono qui per aiutarlo..

A: Ma sei lo stesso spirito del nero?

I: No, io non sono lui, sono qui per aiutarlo..

A: E che relazione avevi con lui?

I: Stava morendo e aveva bisogno di me..

A: Hai avuto qualche relazione in passato con questo ragazzo?

I: No, vengo solo quando ha bisogno…

A: Sei il suo maestro?

I: No.. mi hanno mandato ad aiutare la sua anima.. io vengo solo ad accompagnarli quando ne hanno bisogno..

A: Puoi dirmi di più su quella dimensione, sul lavoro che svolgi, così posso apprendere?

I: Non ho il corpo, però mi vedono, se vogliono vedermi mi possono vedere.. io scendo solo per aiutarli e niente più.. mi mandano, e posso andare in parecchi posti contemporaneamente..

A: Tu li accompagni verso la luce?

I: Si.. però lui non vuole lasciare il suo corpo perché ha paura, per me è divertente, sto cercando di spiegargli che può lasciare tranquillamente il suo corpo lì perché non succederà niente, ma lui non ne vuole sapere, è convinto che il leone lo userà come pelle.. non vuole capire, ma non posso abbandonarlo, non sarò crudele con lui e aspetterò che sarà pronto..

A: Tu evolvi o rimani per sempre in quella dimensione?

I: No io mi divido, faccio molte cose.. scendo anche.. se me lo chiedono, io scendo..

A: Significa che puoi fare una vita materiale?

I: Si!

A: E le vite materiali che hai avuto, o che hai, le hai trascorse tutte sulla Terra o anche in altri pianeti?

I: Non ho problemi, dove mi mandano io vado..

A: Hai vissuto in altri pianeti?

I: Si!

A: Mi parli di queste vite, così io apprendo? Come eri lì?

I: Mi mandano ad esplorare, apprendere, conoscere..A: Alcuni di questi pianeti utilizzano una qualche tecnologia?

I: In quale?

A: In uno di quelli che ti hanno mandato fuori dalla Terra..

I: Si.. alcuni si, altri no..

A: Mi parli di quelli che avevano una tecnologia? Che tipo di tecnologia usano?

I: Ad arrivare in uno di questi pianeti, mi sento una strana sensazione nella mandibola… sento che vibra, è differente..

A: Com’è il tuo corpo lì?

I: Non lo so, è floscio, non è denso..

A: La forma anatomica è uguale alla nostra, o è diversa?

I: Diversa..

A: Cos’ha di diverso?

I: Se devo trovare una forma che ci assomiglia qui sula Terra, mi viene in mente quella di una goccia..

A: E come si spostano da un posto all’altro?

I: Non lo so.. non hanno i piedi… forse non si muovono… però posseggono la tecnologia, quella la posso vedere..

A: Se non hanno piedi e braccia, come la costruiscono questa tecnologia?

I: (sorride..) Possono creare le braccia quando lo desiderano.. è curioso, vedo uscire le braccia dal nulla come se niente fosse, appaiono e spariscono in base alle loro necessità.. però non vedo la bocca..

A: E come si alimentano?

I: Energia..

A: Da dove la prendono?

I: Dalla mente. non hanno bisogno di mangiare e stanno sempre bene..

A: Si riproducono in qualche maniera?

I: C’è una zona del loro “corpo” (indica dal petto fino alla gola) che viene utilizzata per assorbire energia… si riproducono si, ma si dividono semplicemente.. e comunicano mentalmente, telepaticamente..

A: Hanno emozioni, tristezza, allegria..?

I: Qualcosa di simile, ma diverso dalla Terra..

A: Com’è il paesaggio?

I: Arido, non c’è niente di verde.. vedo molto grigio e celeste…

A: Dove vivono?

I: E’ un posto molto tecnologico.. riesco a vedere una specie di struttura, ma non so cos’è, sembra metallica ma non è metallo.. però è grigia ci sono dei pannelli, e schermi, ma non so di cosa si tratta.. sto cercando di capire, sono come loro, sto apprendendo… sono qui per questo, per apprendere..

A: Posseggono qualche tipo di arma?

I: No! sono come si vedono (ride) tranquilli, si aiutano a vicenda..

A: Sai se qualche volta sono andati in un altro pianeta?

I: Credo che potrebbero, ma non lo fanno.. (ride) non lo fanno perché hanno paura di separarsi.. si sta bene qui..

A: Hanno qualche tipo di nave per spostarsi da un posto all’altro?

I: No.. credo che si muovono molto poco nella loro vita, forse si muovono più telepaticamente che fisicamente.. si.. fisicamente quasi non si muovono..

A: Hanno qualcosa che li distingue l’uno dall’altro?

I: Loro si riconoscono a vicenda, ma da fuori sembrano tutti uguali..

A: Si ammalano?

I: No!

A: Muoiono?

I: No.. (ride) no… è molto strano non so come spiegarlo, quando arriva il momento si uniscono fra di loro…

A: E’ triste questo momento?

I: No, si dividono nuovamente e si ricomincia…

A: Come chiami questo pianeta?

I: Credo che con questa bocca non riuscirei a pronunciarlo…

A: Potresti produrre un suono per capire com’è…

I: Krouwn (min. 39:32) è simile a Krouwn..A: C’è l’acqua in quel pianeta?

I: No

A: Bene, visto che mi hai detto di aver viaggiato per il cosmo, vai in un altro pianeta e raccontami
com’è..

I: Ahi.. questi sono violenti… (faccia stupita)

A: Sono violenti?

I: Si questi sono violenti…

A: Non è che mi stai parlando della Terra, perché questo pianeta già lo conosco?

I: No… questi hanno una forma rettiliana… e sono violenti, non fra di loro, ma sono violenti.. come rabbiosi..

A: Hanno tecnologia?

I: Si ma non è buona.. i suoi corpi sono molto robusti e pesanti… questo corpo non mi piace…

A: questo pianeta non ti piace?

I: No! stare dentro questo corpo non mi piace, è pesante..

A: Provano emozioni?

I: No! mi sento come se sono di natura arrabbiato… non mi piace..

A: Vedi vegetazione o altri esseri tipo noi, che abbiamo gli animali?

I: Si! sono piccolini, sono differenti dagli altri, sono tutti grandi ma vedo questi altri esseri piccolini…

A: Le piante come sono?

I: Azzurre.. (sorride)

A: C’è acqua?

I: C’è un liquido ma non è acqua..

A: Prova a vedere se è metano?

I: Il suo colore è simile al mercurio.. si è mercurio.. ohi… sento che qui devo apprendere che questa non è la miglior maniera di vivere, troppa rabbia.. è un posto molto denso, faccio fatica a stare qui, devo mettere tutta la mia forza, è stancante stare qui…

* Devo dire che Aurelio pare non sia d’accordo nel parlare di razze aliene cattive, ho notato questo. Quando gli capita di sentire parlare di esseri cattivi lui si blocca, ma forse è solo una miasensazione. Mi sarebbe piaciuto conoscere di più su questi rettiliani, di cui ne parlano a migliaia, ma sempre troppo poco. Queste sono le cose che non capisco di Aurelio, però rimane una brava persona. L’altro giorno guardavo un video in cui spiegava che per 16 anni ha svolto un’ipnosi
regressiva al giorno gratis (tipo Edgare Cayce, il profeta dormiente, solo che lui aiutava più persone, lo fece fino alla sua morte), fino a quando pare abbia dovuto cambiare sistema per via dei costi di viaggio, materiale e altre ragioni personali…

A: Adesso vai in un altro pianeta..

I: Qui non c’è gravità, è silenzioso.. non c’è niente da apprendere, è vuoto e non c’è nessun essere intelligente, però ci sono particelle..

A: Ci sono particelle ma niente esseri intelligenti?

I: Si ci sono solo particelle… è come stare in vacanza..

A: Sei mai stata sul sistema stellare di Orione?

I: Solo per visita… non mi sono fermata, perché non ne avevo bisogno, non sono mai stata mandata per trattenermi.. vedo una specie di porto, dove c’è molta gente, alcuni si fermano in quel posto, altri come me, vanno via.. sembra un aeroporto, dove ti fermi solo per poco tempo, gente che va e altri vengono.. non dovevo restare in quel posto..

A: Bene, adesso torna sulla Terra, nel corpo di Amanda quando era nel corpo del nero..

* Anche qui Aurelio sembra “forse” non aver capito che Amanda non era il nero, ma uno spirito che aiutava l’anima del ragazzo a lasciare il suo corpo, perlomeno è quello che ho capito io..

I: Dovevo solo trasmettergli la pace irradiando il suo corpo, e avere pazienza, doveva sapere che io ero lì presente e che non gli sarebbe successo nulla.. l’ho lasciato.. mi vedo salire con lui, è una situazione strana, è come se lui fosse un uovo e devo metterlo in uno dei posti liberi, insieme alle altre uova.. è un posto molto bello e luminoso.. lo lascio lì, era quello che dovevo fare..

A: Lascialo lì e vai in pace, segui il tuo cammino..

I: ……

A: Lasciami parlare con il negro. Nero come ti senti lì?

I: L’ho lasciato lì…

* Questo è quello che intendo, come può parlare con il ragazzo di colore se non era lei? Ma Aurelio
non vuole capire… strano..

A: Come?

I: Io non sono con lui, l’ho lasciato lì..

A: Hai ragione, siccome non mi hai detto il nome io no so come chiamarti, voglio parlare con il
nero..

I: Noo… io lo so il mio nome..A: Qual’è?

I: Muriel!

A: Prima non me lo avevi detto e non sapevo come chiamarti (è ancora convinto che sia la stessa
persona).. Muriel come ti senti in questa luce?

I: Normale…

A: Cosa dovevi apprendere dalla vita che hai passato come un nero?

I: Io non sono stata nella vita del nero, sono solo andata ad aiutarlo..

A: Aspetta perché sono confuso… (troppo lavoro.. :)) che relazione hai tu con lo spirito del nero?

I: Mi hanno solo mandato ad aiutarlo nell’ultimo processo..

A: Ok, però tu hai già passato questo processo? continua con il tuo cammino vai in pace.. ora voglio parlare con lo spirito del nero..

I: Forse non hai capito che io non sono il nero.. (più chiara di così)

A: Perfetto, ho capito.. però la tua missione è finita, vai in pace… tu hai aiutato lo spirito del nero nel momento che stava morendo, perché ti hanno mandata, corretto?

I: Si io sono quello che vedi…

A: Ecco appunto io voglio parlare con lui.. 🙂 (non capisce)

I: Quindi mi stai chiedendo di tornare indietro a quel momento, quando ero con lui?

A: E perché devi tornare con lui?

I: Perché io non sono lui.. tu non puoi parlare con lui attraverso me, hai capito?

A: Ma se ti sto dicendo che devi proseguire il tuo cammino….

I: Però io sono tutto quello che hai, fino ad ora hai parlato con me..

A: Si è vero mi hai parlato anche dei tuoi viaggi sugli altri pianeti, ma io voglio parlare con lo spirito del nero…

I: Con lo spirito del nero? (povera… sta rimbambendo uno spirito, Aurelio)

A: Si! voglio parlare con l’energia del nero..

I: Però io non posso farti parlare con lui, non ho l’accesso…

A: Va bene, allora lasciami con Amanda..

I: …….Mi sembra giusto ricordare che loro non usano dire ragazzo di colore, o uomo di colore, dicono semplicemente nero. Nero non è considerata una parola razzista.

A: Amanda viaggia molto profondo fino a trovare quella paura e tristezza di cui mi parlavi, localizza l’origine e la causa.

I: Acqua.. credo che sto affogando! ..riesco a tenere fuori solo gli occhi.. percepisco molta angoscia.. è un naufragio! è un naufragio! ..non mi piace stare lì.. è molto fredda l’acqua, non sto affogando è che mi sta uccidendo il freddo, è scuro non c’è nessuno… si! c’è gente ma sono tutti nella mia stessa situazione.. ho mal di testa..

A: Sei uomo o donna?

I: Donna..

A: Come ti chiami?

I: Adela.. non sta affondando! non può affondare! (inizia a piangere dal minuto 55:38) sono aggrappata a qualcosa per questo non affogo..

A: Hai detto che non si affondava.. come potevi sapere che non affondava?

I: Mi dissero che non sarebbe potuto affondare… (piange, e continuerà per parecchi minuti) sta affondando….

A: Sai come si chiama la nave?

I: E’ un disastro….

A: E’ per caso il Titanic?

I: Siiii…. sta affondando… non posso fare niente, morirò…

A: Che sta succedendo?

I: Sto solo guardando.. non posso fare nulla, tutto quello che posso fare è morire.. non sto affogando, sono a galla… sta affondando e non poteva succedere… che disastro… non avrei dovuto essere lì..

A: Con chi sei lì?

I: Con molta gente ma non cambia niente… moriremo tutti..

A: Sei li con qualcuno della tua famiglia?

I: No, non conosco nessuno..

A: Quanti anni hai?

I: Sono molto giovane.. stavo andando a sposarmi… dovevo sposarmi…

A: Dove ti aspettava il tuo ragazzo?I: Quando sarei arrivata con la nave, io non so dove era diretta, mi hanno mandata..

A: Hai sentito qualche allarme sulla nave?

I: Sento musica…

A: Stavano suonando della musica?

I: Si!

A: Hai sentito qualche colpo, o uno scossone?

I: No, non mi sono resa conto di niente.. io stavo ascoltando la musica nel salone.. ero molto tranquilla..

A: Come ti sei resa conto che la nave aveva problemi?

I: La gente corre… però io non voglio guardare, non voglio… rimango ad ascoltare la musica..

A: Adela di che nazionalità sei?

I: Italiana!

A: Potresti parlarmi nella tua lingua?

I: Non so… ho caldo.. ho caldo… non c’è nessuno, non so cosa fare..

A: Sai nuotare?

All’inizio Adela diceva di trovarsi in acqua, poi Aurelio per farsi spiegare bene la storia le ha chiesto dove fosse cominciato tutto, quindi lei sente caldo perché quando parla si trova dentro la nave, il presunto Titanic.

I: No! fa molto caldo.. sono spaventata ma non so che fare.. ho la sensazione che se sto tranquilla finirà bene… fa troppo caldo.. non c’è nessuno.. e non riesco a stare tranquilla… non so cosa fare.. nessuno può aiutarmi, sono rimasta sola e non so che fare…. (nel frattempo, lei sta sempre piangendo da 10 minuti).. ho paura, ho molta paura.. cosa ci faccio qui.. non sarei dovuta essere qui.. sono in acqua.. non so come ci sono arrivata, ma sono in acqua.. non credo di essermi lanciata.. l’acqua mi avrà presa..

A: Dove ti sei aggrappata?

I: Una specie di tavola, non so cos’è, sento che è di legno ma non so cos’è… vedo solo tante teste come la mia.. sta affondando.. c’è meno rumore, sento meno rumore… la gente non grida più… anche io non ho più la forza… sono solo molto triste.. (smette di piangere..)

A: Che sta succedendo Adela?

I: Niente.. (muore)

A: Stai andando verso la luce o ti trovi già nella luce?

I: In questo spazio non c’è luce…

A: E che sensazione senti in questo spazio?

I: Vedo qualcosa di strano.. vedo delle macchioline come me che appaiono e se ne vanno, credo che si tratta di tutte le persone che sono affogate.. le vedo apparire e andarsene…

A: E tu cosa stai aspettando ad andartene?

I: Sento che devo rimanere qua…

A: Fammi un bilancio della vita che hai appena concluso e dimmi cosa avresti dovuto apprendere…

I: Apprendere a non essere troppo innocente, credulona..

A: Sei riuscita ad apprenderlo o no?

I: No! Se l’avessi appreso, non avrei fatto questa fine..

A: Cosa centra? quindi anche tutti gli altri dovevano apprendere la stessa cosa?

I: Non lo so!

A: Spiegami cosa centra quella nave?

I: Varie cose, non so se c’era qualcuno che mi aspettava realmente dall’altra parte per sposarmi..

A: Che matrimonio era, se non eri neanche sicura che ti aspettava il tuo futuro sposo?

I: Mi mandarono, io non conoscevo il mio futuro marito.. furono i miei genitori..

A: Come è possibile che i tuoi genitori ti organizzarono il matrimonio?

I: Erano già d’accordo con un’altra famiglia..

A: Quindi il tuo futuro sposo era italiano?

I: Si!

A: Quindi non sei stata una credulona, hai seguito solo le disposizioni dei tuoi genitori, non è colpa tua.. vorrei che mi dicessi lo stesso, però dalla luce, non da dove di trovi adesso.. vai nella luce!

*Pare che gli spiriti siano più saggi quando si trovano nella luce..

I: Non posso, sento come una barriera che mi respinge..

A: Devi perdonare qualcuno? o devi farti perdonare da qualcuno?

I: Non mi perdono!

A: Vorresti perdonarti? (Aurelio parla del destino, secondo lui era il suo momento, lui pensa che ilgiorno della nostra morte fisica è già scritto, la vuole convincere a perdonarsi) Ti perdoni?

I: Credo che puoi portartelo via… (questo sentimento)

Aurelio lo fa con il solito processo, e dice di inserire sentimenti d’amore e di pace, in quello spazio vuoto…

A: Vai verso la luce..

I: Non la vedo!

A: Devi ancora perdonare qualcosa, i tuoi genitori?

I: Si, mio padre..

A: Lo perdoniamo? …mi lasci portare via questo sentimento che non ti è più necessario?

I: Non mi è tanto facile.. …ok…. (dopo alcuni secondi, sembra riuscirci)

A: Dopo aver collocato in quello spazio vuoto più amore, guarda se riesci a scrutare la luce…

I: …Sono già dentro..

A: Ora che sei dentro la luce come ti senti?

I: Tranquilla..

A: Adesso se la luce lo permette, vorrei che mi dicessi cosa dovevi apprendere dalla vita appena passata..

I: Obbedienza.. e amore per la famiglia (sorride..)

A: L’hai appreso?

I: Si!

A: Da quello che hai imparato in quella vita, puoi trasmettere qualche insegnamento alla vita del presente di Amanda?

I: Amanda lo sa… non ne ha bisogno..

A: Adela vorrei chiederti un favore, approfittando che sei ancora nella luce.. visto che Amanda è ossessionata da questo sentimento di paura e tristezza, riusciamo ad eliminarlo dalla vita presente?

I: Questo sentimento è utile ad Amanda, ne ha bisogno..

A: Per quale motivo? Perché deve aver bisogno di questa tristezza e paura? Nessuno necessita questo tipo di sentimento.. la paura è stata utilizzata, e lo è ancora, per manipolare l’umanità.. (hai capito Aurelio… la sa lunga)

I: Credo di avere male interpretato..

A: Non devi chiedermi scusa, chiedi il permesso alla luce e togliamo questo sentimento inutile..

I: Si!

A: Ok, allora lo ritiro…..

I: Me né rimasto ancora un po’… (indica il suo collo, lato sinistro)

A: A posto?

I: No, sento che ne ho ancora vicino la spalla… (spalla sinistra)

A: Va bene allora te lo tolgo completamente, dimmi quando sei a posto…

I: Ok, adesso si..

A: Ora riempi quello spazio..

I: Questo spazio è già pieno..

A: Di cosa?

I: Fiducia!

A: Adela, devo chiederti un’altra cosa, Amanda ha un blocco nell’apprendere la lingua inglese, sai dirmi perché?

I: Stavo andando in un altro paese, ma non sono arrivata (parla del Titanic, doveva sbarcare negli Stati Uniti, ma è affondato)

A: Capisco.. inconsciamente associ l’inglese alla tragedia, e non riesci ad apprenderlo..

A: Adela questo ciclo è terminato, chiudiamolo! Togliamo questo blocco che riguarda l’inglese per Amanda, lo facciamo?

I: Facciamolo..

A: Bene chiedi il permesso alla luce… (elimina questo blocco…)

Aurelio chiede ad Amanda di dialogare in inglese, ma lei dice di conoscere solo poche parole (gli ha appena detto che aveva un blocco.. il solito Aurelio.. 🙂 ), lui insiste e lei per farlo contento ripete solo 4 parole, perché ha avuto fino ad oggi difficoltà ad apprenderlo. La conversazione va avanti per qualche minuto.. la salto..

A: Adesso vai all’origine della fonte.. trova una tua esistenza dove sei legata a questa tua inefficienza nel non riuscire ad andare bene negli studi..

I: Vedo coltelli… sembrano ghigliottine… ho una parrucca e sono un uomo..

A: Come ti chiami?

I: Joan! (un nome simile)A: Di che nazionalità sei?

I: Sento di averne due, una da parte di mia madre e l’altra di mio padre..

A: Quindi tuo padre?

I: Irlandese..

A: Tua madre?

I: Bulgaria..

A: Che anno è?

I: 1728..

A: Che lavoro fai?

I: Sono un musicista, suono il pianoforte..

A: Quanti anni hai?

I: 34..

A: Sei sposato o single?

I: Tutte e due.. (ride)

A: Sei felice?

I: Si!

A: Stai bene di salute?

I: Ho la tosse…

A: Sei magro o robusto?

I: Magro..

A: Hai figli?

I: Ancora no..

A: Dimmi la verità, non ti va di parlare della tua vita privata?

I: No!

A: Va bene, allora vai un po’ avanti in quella vita e vedi cosa succede…

I: Sono un compositore, ma il merito va ad altri..A: Dove vivi?

I: Parigi..

A: Hai avuto mai problemi con le autorità?

I: No, solo con gli sposi (ride..)

A: Si abbiamo capito.. cosa dicevi ai mariti che stavi suonando il piano? (Aurelio scherza con il presunto donnaiolo)

I: L’autorità mi protegge…

A: Chissà per quanto…. Vai avanti in quella vita fino a quando non ti capita qualcosa che ti ha
segnato quell’esistenza..

I: Sto litigando con la mia sposa, c’è qualcosa che non va, non voglio vederla triste ma non ci riesco, la faccio sempre soffrire ma non è mia intenzione.. mi dice di aspettare.. lei vuole che io diventi una persona importante, ma a me non interessa che quello che compongo venga attribuito ad altri, a me interessa solo comporre e non mi interessa chi dice di averlo fatto, o chi suona la mia musica.. l’unica cosa che chiedo è di comporre, perché mi piace molto, però a lei da fastidio questa cosa… mi pagano per farlo, cosa importa chi si prende il merito?… lei non capisce questa cosa.. mi stressa..

A: Hai mai sentito parlare di Mozart e Beethoven?

I: Si!

A: Che giudizio gli dai, cosa ne pensi?

I: Sono bravi.. ma anche io sono bravo come loro..

Aurelio fa la faccia schifata, come se fosse convinto che è una balla..

I: Mozart lo sento vicino, mi piace.. Beethoven no..

A: Adesso vai ancora avanti nella vita in un altro momento che ti ha segnato..

I: Vedo parrucche.. stanno ghigliottinando della gente… vedo cadere le parrucche.. però la cosa non mi riguarda personalmente, io sono uno spettatore..

A: Ora vai ancora avanti e vedi come termina il tuo corpo…

I: Ti riferisci alla tosse? (Aurelio non capisce, poi mette a fuoco, all’inizio ha detto di soffrire di tosse)

A: Si..

I: La tosse mi ha ucciso.. i miei polmoni.. non era tosse.. non so cosa fosse ma avevo i polmoni che non funzionavano bene, hanno tentato di curarmi ma non ha funzionato… la mia sposa ha nascosto tutte le mie composizioni, non voleva che qualcuno le rubasse… credo che sia l’unica cosa che le ho potuto lasciare.. ….ha un bambino… abbiamo avuto un bambino, le uniche cose che le ho potutolasciare… lei ne saprà approfittare sicuramente meglio di me… (si riferisce alle composizioni forse)

A: Ti liberi in fretta da quel corpo?

I: Mi piaceva suonare il piano e comporre, mi piaceva riunirmi con i miei amici… non mi interessava il riconoscimento, l’unica cosa che per me era importante, era comporre e suonare…

I: Mi sto trasformando in un nucleo solo… sono di nuovo una macchiolina..

A: Vai verso la luce o sei già nella luce?

I: Mi sto rendendo conto che sono molte macchioline, alcune vanno altre restano, sono varie macchioline, alcune più grandi, altre più piccole..

A: Quello che tu stai dicendo ha un senso… tutte le macchioline si stanno riunendo per formarne una sola più grande, è come una goccia che si unisce nell’immenso oceano..

I: Si, è quello che sta accadendo, sto diventando sempre più grande.. è finito quel processo..

A: Bene, adesso segui il tuo cammino verso la luce..

I: Sono già li..

A: Ok, se la luce ci autorizza, dimmi cosa avresti dovuto apprendere da quella vita..

I: Imparare ad accettare il giusto riconoscimento…

A: E cosa potremmo fare da lì per trasmetterlo nella vita presente di Amanda?

I: E’ valorosa.. questo gli posso trasmettere..

A: Ora capisco perché Amanda ha avuto sempre difficoltà nel superare il suo ultimo esame, quindi possiamo togliere questo suo blocco?

I: Si!

Aurelio lo toglie, poi chiede ad Amanda di esaminare la sua gamba che pare gli faccia male, nella vita attuale, quindi chiede di fare una scansione spirituale e applicare un balsamo magico. In pratica gli chiede senza troppi giri di parole di mettere apposto la gamba facendo fluire l’energia in quella zona, come dovrebbe. Lo stesso fa con la sua narice per un problema che ha attualmente, lei dice che il problema della narice era la tristezza (Titanic), quindi Aurelio chiede di sistemare anche quella parte del suo corpo..

Dopo la pulizia “spirituale” del suo corpo gli chiede se è tutto ok, lei risponde di si, quindi la risveglia dall’ipnosi.

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