Alieni e UFO: Bob Dean e Clifford Stone raccontano le loro esperienze

Alieni e UFO: Bob Dean e Clifford Stone raccontano le loro esperienze

Ho trovato dei video interessanti, che riguardano due, ormai famosi, personaggi (lo sono per chi segue questi argomenti). Si tratta di un’intervista da parte di Kerry Cassidy di Project Camelot. L’intervista dura circa 1 h e 20 min, ed è divisa in 4 video da 20 minuti. In realtà all’inizio volevo inserire i sottotitoli nei video e upparli sul canale YouTube, ma datemi retta.. ci vogliono parecchie ore, se non giorni, per fare un lavoro decente se consideriamo che bisogna inserire minuto per minuto le esatte parole, settare un tempo limite da una frase all’altra, inserire il tipo di carattere, il colore e la grandezza… insomma, dopo aver perso qualche ora (nonostante sarebbe venuto un bel lavoro), ho preferito adottare questo sistema che è un po’ più rapido. Traduco i video e trascrivo sotto.. 😉 Posterò per ogni video (4) la traduzione, vi assicuro che più si andrà avanti e più diventerà interessante quello che ci diranno, Bob Dean e Clifford Stone.

bob dean e clifford stoneClifford Stone e Bob Dean

Sergente Maggiore Bob Dean e Sergente Clifford Stone entrambi in pensione – Il Caso The Old Boys Network (2012)

Per i primi 10 minuti farò un riassunto poi proseguirò traducendo frase per frase.

In questa prima fase Kerry Cassidy si avvicina a Bob Dean e ascolta una conversazione, già iniziata che sta avendo con della gente. Bob Dean stava raccontando di una situazione interessante, parlava di un gruppo di Anunaki che furono ricevuti nel 1954, a Muroc, che ora è la Base Aerea Edwards.

In questa faccenda centra anche un arcivescovo di Los Angeles, che si chiamava Mike Mclntyre, il quale fu mandato per essere presente al loro arrivo. Disse che questi ragazzi (così li chiama gli Annunaki, e poi capirete il perché) rimasero in quel posto per due giorni. Erano in possesso di una tecnologia allucinante, tanto da sconvolgere persone importanti dell’esercito.

Questi ebbero una conversazione faccia a faccia con dei militari e l’arcivescovo, e fu tutto registrato. I ragazzi (Anunnaki) vennero con una loro nave, atterrarono di fronte ad un hangar discussero di qualcosa, non sa cosa, si fermarono due giorni in quel posto, e poi ripartirono con la loro nave. L’Intelligence disse all’arcivescovo che per nessuna ragione al mondo avrebbe dovuto mai raccontare “a qualcuno” quello che aveva visto. Mike Mclntyre fu accompagnato a Chicago, poi da lì andò a New York. L’Intelligence fu molto chiara con lui; “Non deve mai parlarne con nessuno, questo va oltre il Top Secret”, e lui annuì.

Bob Dean racconta che Mclntyre, al contrario di ciò che gli avevano raccomandato, vola a Roma e va dal Papa di allora [Pio XII (Eugenio Pacelli) – Pontificato 1939-1958] a raccontargli tutto. L’ex Sergente Maggiore Bob Dean, ironizza per il fatto che, non lo va a riferire a Washington, al Presidente, ma va direttamente da Sua Santità. (*Questo dovrebbe farvi riflettere…)

Ma secondo quello che dice Bob Dean, per loro non era una novità perché parecchie volte sono arrivate voci che facevano intendere che molti papi ebbero contatti faccia a faccia con esseri di altri mondi, nelle camere del “Vaticano”. Poi l’ex Sergente Maggiore fa un discorso che vuole dimostrare che in realtà molta gente “sà” ma finge di non sapere.

Ad un certo punto di questa prima fase del video entra in scena l’ex Sergente Clifford Stone. Egli si occupò principalmente del recupero dei mezzi alieni, compresi i corpi.

Clifford fu quel personaggio che nel famoso congresso di Disclosure Project del 2001, disse che “lui personalmente” era a conoscenza di oltre 50 specie di razze aliene.

Clifford spiega a chi lo intervista che era in possesso di un autorizzazione speciale, che andava oltre il segretissimo, e la cosa strana è che lui non l’ha saputo fino al 1987. In pratica gli veniva data questa autorizzazione “fantasma” solo all’occorrenza, perché non poteva esistere tale autorizzazione.

Afferma che Roswell non fu l’unico incidente “importante” (trovarono dei corpi alieni), ma che in realtà ce né furono molti altri. Si occupava degli UFO crash, aveva a che fare con personale di altissimo livello, pur non sapendolo era in possesso di questa autorizzazione segreta. Corse parecchi rischi, e afferma che in quel periodo collaboravano militari di altri paesi, tipo, Germania e Unione Sovietica.

Da qui in poi faccio la traduzione letteraria (o almeno cerco di fare del mio meglio)..

Kerry Cassidy: Paola Harris, giornalista.. Questo è il suo libro..

Paola Harris: No in realtà è di Clifford..

Kerry Cassidy: Tu cosa hai fatto, lo hai pubblicato?

Paola Harris: Lo sponsorizzai.. Feci l’intervista. (min. 10:40 mostra l’immagine)

Clifford: Lasciatemi dire la verità su questo.

Bob qui è l’unico che lo può capire meglio di chiunque altro è stato nell’esercito.

Ma è difficile raccontare la mia storia..

Perché la vedo nella mia mente e la rivivo ogni volta che la racconto.

Poi divento emotivo ed è una cosa che non mi piace.

Nonostante sia passato molto tempo, provo ancora le stesse emozioni.

Vedi, lei lo sapeva (Paola Harris) che questo era un libro che bisognava scrivere.

Fece molte interviste, e lo fece in maniera molto accurata.

Lei, essenzialmente, catturò tutta la mia vita, ci misi tutto il mio impegno.

Quindi la fuori c’è un libro che non ho mai scritto, e mia nipote, che è il mio amore, pensa che sia la cosa giusta. Quando parliamo mi dice: “Nonno stai conservando delle cose”, e io gli rispondo: “Si, tesoro, è così.”

Pero’ è un libro, non tanto per me, ma per chi è stato nella milizia. Per tutti coloro che si sono trovati in certe situazioni di cui non ne hanno mai potuto parlare, neanche con la propria famiglia.

Per questo libro ho ricevuto centinaia di chiamate.

E di fatto alcune delle chiamate più importanti, che in realtà furono 3, però la più importante fu di un soggetto che era presente con me in uno dei salvataggi. (UFO)

Lui lo tenne nascosto alla sua famiglia. Non gli disse mai nulla.

Anche se loro sapevano che comunque qualcosa stava succedendo. (famiglia)

A volte lui toccava il tema degli UFO.. ma non ha mai potuto descriverlo alla sua famiglia.

Lui comprò il libro, lo lesse, e dopo riunì la sua famiglia. Mentre stava con la sua famiglia uno di loro mi chiamò. Mi disse: “George si è trovato con te durante uno di questi incidenti.”

Gli dissi: “Beh, mi dispiace, ma non riesco a ricordare le persone che si trovavano con me..”

In questi casi nessuno memorizza i nomi, sapete? Così le dissi che..

Molte persone si sono trovate in quelle situazioni solo una volta, ed è così che lo conobbi.

Poi mi raccontarono qualcosa che feci con una graffetta e delle pinzette…

..e la nave in cui ci trovavamo cominciò a ronzare, e tutti si spaventarono; “Che sta succedendo?” Io risposi che non lo sapevo. Pero’ questo ragazzo si trovava vicino a me.

“Che hai fatto?”, mi disse, “Che succederà adesso?”..

L’ha potuto sapere solo perché si trovava lì con me, non c’era altro modo.

Così, dopo che mi raccontò questa cosa, mi resi conto.. (di chi fosse al telefono) ..pero’ ricordo che lui non era interessato a questa faccenda, non gli interessavano gli UFO, ne tanto meno voleva averci a che fare..

..non voleva essere filmato. Lui voleva solo, come dice mia nipote: “Una vita normale”.

La verità è che queste cose ti cambiano. Anche lui cambiò.

Il fatto è che lui non si rese conto che bastò una sola esperienza per cambiarlo.

A tutte le persone che affrontano un’esperienza come questa, cambia la loro vita..

Pero’ devi dirlo alla tua famiglia, perché una volta che lo dirai a loro, riuscirai ad andare avanti, e superarlo insieme a loro.

Su questo libro che uscì, lui e la sua famiglia furono capaci di dirmi che non c’era niente di dimostrabile.

Così gli inviai una grande quantità di documenti che mostravano tutto quello che abbiamo fatto durante i ritrovamenti.

E finalmente, riuscì a convincere se stesso e la sua famiglia che quello che diceva era reale, era la verità.

Adesso si, si convinsero che stavamo parlando di qualcosa che era di origine extraterrestre, di conseguenza riuscirono con il tempo ad accettarlo e a superarlo.

Fu la prima volta che accettò l’idea che si trattava di qualcosa di reale. Lui lo superò, e questa fu la cosa importante.

Quindi questo libro fu scritto, l’intenzione era principalmente quella di aiutare quelle persone che si sono trovate in certe situazioni…

Loro non sono appassionati di UFO, non vanno neanche alle conferenze.

Così il risultato finale fu, a chi rivolgersi? Non c’è nessuno lì fuori a cui appellarsi.

Fortunatamente leggendo il libro, lui, riuscì a superarlo. Lo superammo insieme.

Bob Dean: E’ cosi, come io e te quando parliamo..

Clifford: ..possiamo parlare apertamente, perché siamo stati lì, e sappiamo da dove veniamo.

Quando lo racconti a qualcun altro, gli è difficile comprenderlo. Invece quando parlo con te è diverso, siamo fratelli.

Bob Dean: E’ vero..

Clifford: Un tipo di fratellanza molto isolata. Siamo molto pochi di numero.

Bob Dean: E non ne rimangono molti di noi.. non siamo rimasti in molti e continuo a dirlo a Dio, e ai vecchi amici tutti i maledetti anni.

Clifford: Beh, tu rimarrai qui ancora per molto tempo.

Bob Dean: Oh, sta zitto! Finché mi troverò da queste parti lo riuscirò a gestire, ok?

Clifford: Mi vedrai ogni tanto.

Bob Dean: Maledizione, sono contento di vederti, Cliff!

* Da qui in poi comincia l’intervista a 3. Kerry Cassidy, intervista Bob Dean e Clifford..

Salve, sono Kerry Cassidy di Project Camelot. Spero di riuscire a raccogliere più informazioni possibili. Siete d’accordo con me?

Bob Dean: Devi fare attenzione tesoro, perché se oltrepassi il buco nero, probabilmente non riuscirai a risalire.

Kerry Cassidy: Lo so..

Bob Dean: Ok?

Kerry Cassidy: Sono già stata molto attenta quando mi gettai dalla finestra di casa tempo fa.

Bob Dean: Già.. lo so..

Kerry Cassidy: Quindi.. Comunque tra tutte le volte che ci siamo incontrati.. sai già a cosa mi sto riferendo…

Bob Dean: So esattamente di cosa stai parlando..

Kerry Cassidy: Che dire, siamo molto felici che Bob Dean sia riuscito a sopravvivere ad una penosa esperienza, che passò se non sbaglio ad Ottobre?

Bob Dean:

Il primo Ottobre. Dopo la tua conferenza di Settembre, dove si è parlato di Orange. Dieci giorni dopo mi trovai in terapia intensiva, in stato di coma, in un ospedale qui a Phoenix, per una meningite virale, e tutto il resto.

I medici chiamarono mio figlio e mia moglie dicendogli: “Non sappiamo se riuscirà a sopravvivere, ha 82 anni, e la meningite può essergli fatale.”

In poche parole gli dissero di non aspettarmi a casa. Mio figlio e mia moglie vendettero la mia vecchia auto mentre mi trovavo in ospedale! Non li ho perdonati per questo.

Io morì, amore. Letteralmente morì. Sono stato fuori dal corpo.

Kerry Cassidy: Bene, pero’ so che tornasti per una ragione.

Bob Dean:

Andai a casa! Sono stato realmente a casa mia! Sai, mi sono trovato fuori dal mio corpo parecchie volte durante gli anni passati nell’esercito, in combattimento.

Ma quella volta, andai a casa mia, ed ero felice di trovarmi lì. Mi sono visto una paio di altri tipi accanto al mio letto che mi dicevano: “No, non ti tratterai qui.”

“Devi tornare.” Io gli dissi: “No, non voglio tornare. Ho terminato la mia missione lì.”

“Voglio rimanere qui!” E loro: “No, non hai terminato, devi ancora fare un paio di cose. Quindi torna nelle tue ossa e vai!”

Di conseguenza mi risvegliai dentro un vecchio, in un letto di un ospedale, e mi stavano facendo delle iniezioni, mi prelevavano il sangue e mi medicavano.

Dio mio! sono qui, tesoro. Sono ancora qui, così sgradevole come sempre.

Kerry Cassidy: Così è… sei qui..

Bob Dean: Sono tornato con un proposito…

Kerry Cassidy:

D’accordo, allora cerchiamo di scoprire qual’è questo proposito, qui e adesso.

Clifford, anche tu fai parte di questo. Tu sei un contattato, ho già avuto modo di parlare con te in altre interviste, in passato, e fu molto gradevole. Anche ieri ne ho registrata una con voi due, molto breve ma interessante, molto intuitiva, lo posso assicurare.

Anche anni fa, a Roswell, abbiamo avuto una gradevole conversazione.

Clifford: Lo ricordo, signora..

Kerry Cassidy: Per me è un piacere averti qui, so che non esci molto.

Clifford: Così è, signora. Non esco più tanto..

Kerry Cassidy: Ma adesso sei qui, come sempre molto espressivo, questo te lo posso dire.

Clifford: Grazie..

Kerry Cassidy: Voi due parlate molto delicatamente. Siete di labbra delicate..

Bob Dean: Non ci ho fatto mai caso a questa cosa. Tu sei di labbra delicate? (Clifford)

Clifford: Che io sappia no, mia moglie mi urla dietro tutto il tempo…

Bob Dean: Io non parlo delicatamente!

Kerry Cassidy: Lo fate..

Bob Dean:

Siamo vecchi amici, da molti anni. Io e Cliff siamo gli ultimi della Rete dei Vecchi (Old Boys Network).

Questa rete comprendeva un 200 persone, negli anni saranno diventati 500.. di tutti i ranghi, di tutti i servizi.

Ne facevano parte Sergenti, Ammiragli, Generali, ci fu anche un’astronauta russo, anche lui fece parte del nostro vecchio gruppo. Però la maggior parte è tornata a casa (deceduti).

Quindi io e Cliff facciamo parte degli ultimi vecchi. Io lo voglio bene, e so che è un buon amico, perché so quello che ha passato.

Io mi sono trovato in parecchie situazioni simili alle sue, per questo ci troviamo bene insieme. Ed è meraviglioso riuscirlo a rivedere anche questa volta.

Clifford: Noi possiamo discutere tranquillamente. Intendo dire.. Tu puoi parlare con altre persone sulle tue esperienze passate, ma loro non capiscono completamente.

Bob Dean: Non possono, Cliff, non possono..

Clifford:

Non possono. Loro non sono stati lì, quindi.. lo sai… Quando parliamo tra noi due, ci capiamo al volo, sappiamo quello che sta succedendo, proprio perché ci siamo trovati in quelle condizioni, eravamo presenti fisicamente.

Non posso dire lo stesso quando ne parlo con altre persone, sai a volte è veramente difficile..

Bob è sempre stato.. Chiedo scusa, il Sergente Maggiore Robert Dean, Sargente Maggiore di Comando! E’ sempre stato un amico vicino, da quando ci conosciamo.

Questo ci fa sentire fratelli, esiste una fratellanza tra noi due che la gente non comprende.

E’ una forma di fratellanza milizia. Pero’ specialmente in questo campo, quando fai parte di questo e lo esponi, si trasforma in un’amicizia più forte.

Kerry Cassidy: Capisco..

Il video che ho utilizzato per la traduzione

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