Clifford Stone parla di razze aliene

Clifford Stone sulle razze aliene..

 

Il video che segue risale al 2006, ma è molto interessante e credo sarà apprezzato dalle persone che si interessano di ufologia anche solo a livello amatoriale.

E’ una video intervista da parte di Kerry Cassidy di Project Camelot a Clifford Stone, riguardo le razze aliene e le doti “sovrumane” anche se lui non lo ammette, che ha quest’uomo. Già, perché dovete sapere, per chi non lo conoscesse, che l’ex Sergente Clifford Stone lavorava in un reparto speciale dell’esercito, considerato al di sopra del top-secret. In pratica Clifford Stone era uno dei “7” uomini (secondo sue affermazioni) in grado di comunicare telepaticamente con razze aliene. Erano conosciuti come gli “ET. Interpreter”, coloro che facevano da tramite per comunicare con razze aliene. Ma il suo compito non era solo questo, infatti doveva anche recarsi sui cosiddetti UFO crash cercare di recuperare più elementi possibili ed eventuali corpi alieni.

Clifford Stone possiede questa dote fin da piccolo, egli infatti racconta che già in tenera età riusciva a mettersi in contatto con altri esseri, dopo qualche tempo riusci a “vedere” una di queste entità aliene che si presentò con il nome di Korona. Un essere che viveva in un sistema stellare distante circa 100 anni luce dalla Terra…

Per aiutare meglio a comprendere l’intervista, che potrebbe essere un po’ confusionaria, aggiungo che da quel che si capisce, all’ex Sergente Clifford Stone e tanti altri, soprattutto quelli che svolgevano il suo stesso lavoro, veniva fatto una specie di lavaggio del cervello per fargli ricordare solo il necessario e cancellare tutto il resto. Egli infatti, di parecchie sue avventure non ha ricordi chiarissimi e solo grazie alle varie letture di informazioni recuperate da colleghi unite alle sue, riesce ad avere un quadro della situazione più chiaro. Più avanti nella lettura, egli stesso nomina il titolo di un famoso film per fare l’esempio di alcuni trattamenti: “The Manchurian Candidate”..

Novembre 2006, Roswell, New Mexico [ Il canale che ospitava il video è stato chiuso, accontentatevi della traduzione 😉 ]

Quasi tutta l’intervista è tradotta parola per parola, tranne in alcuni casi dove si è cambiato qualcosa per rendere la lettura più scorrevole..

Inizio dell’intervista.

K: Clifford Stone, sono molto contenta di poterti intervistare oggi qui. Nutro un profondo rispetto per quello che hai fatto e per il tuo coraggio nel parlare di tutto questo. Non ti nascondo che averti dietro una telecamera è molto eccitante.

C: Grazie, Madam.

K: Se poi consideriamo che ci troviamo in un sito realmente misterioso.. Questo è il Museo di UFO di Roswell, ti dispiacerebbe dirci come sei finito a Roswell?

C: Certo, l’esercito degli Stati Uniti mi mandò qui… Sono in pensione.

K: Bene…

C: Quindi, essendo un militare in pensione, sono sempre soggetto a recuperare, e sono sempre soggetto alla possibilità che mi vengano chieste informazioni a titolo consultivo. Visto che sono andato in pensione come un sergente di prima classe.

K: Questo era il tuo titolo anteriore? Se non ho capito male la tua è stata una carriera di copertura. Esatto?

C:In realtà, avevo un mio compito reale nell’esercito. Era tutto reale, anche le missioni. Quello che tu intendi, accadeva solo quando veniva segnalato un incidente UFO e ci recavamo nelle immediate vicinanze. Posso dirvi che nel 1965, in Vietnam c’era un campo base nel quale hanno tentato di aprire il fuoco su un UFO. Accadde che all’improvviso le loro armi smisero di funzionare, andò via la corrente e tornò solo dopo che l’UFO si allontanò. Posso dirvi che sono stato quattro anni in Vietnam, si, erano quattro anni anche se nei rapporti c’è scritto 37 mesi, perché c’è da aggiungere tutto il periodo del TDY (performing temporary duty), o esecuzione di servizio temporaneo. quelli furono momenti in cui ero molto teso e impaurito, non avevi il potere di nulla.

K: A che età cominciasti?

C: Probabilmente 19 o 20 anni.

K: Ok.

C: Quando si parla di persone che fanno gli Interconnection (ET. Interpreter), bisognerebbe sapere che non esiste una scuola per questo. Erano cose che accadevano per caso nel corso della tua vita.. .. quando andai in pensione c’erano sette persone che facevano ancora parte di questo settore nell’esercito, solo sette in tutto l’esercito.

Ricordo che una volta mi trovai in una situazione dove mi portarono in un luogo dove avvenne un incidente, senza neanche sapere dove si trovava questo posto, so che atterrammo a Ben Hua, solo perché lo lessi da qualche parte guardando indietro.

K: Ben Hua?

C: Si, si trova in Vietnam.

K: Oh.

C: So che era questo il luogo (Ben Hua) perché ci ritornai. Beh, comunque, fu uno degli incidenti che accadde…

K: Si trattava di un incidente? O di una visita?

C: Vedemmo dell’entità.

K: Ok.

C: Il nostro lavoro era quello di cercare di estrarre i passeggeri, lo dovemmo tagliare, credo in 7 parti.

K: Ok. Era uno dei loro?

C: No, no, questo era un B-52…

K: Ok…

C: …che non si schiantò in un modo normale.

K: Era un viaggio nel tempo?

C: No, si trattava di un aereo che fu abbattuto, dove tutti furono assassinati, erano tutti morti in quel B-52.

K: Abbattuto dai visitatori?

C: Erano coinvolti in una missione di bombardamento, per quanto ne posso sapere, anche se non c’è mai stata data una conferma, erano diretti a Nord del Vietnam. Il danno riportato faceva presupporre un attacco antiaereo contro il B-52. Il danno era di questo tipo, questo era un cacciabombardiere convenzionale. Ma la cosa che ci ha incuriosito era che il mezzo aveva dei segni particolari, sembrava che andò contro una mano gigante che lo prese con forza per poi scagliarlo in mezzo alla giungla.

K: Oh…

C: Noi non sapevamo nulla, non te lo dicono. Quando salimmo con l’aereo negli Stati Uniti per andare in quel posto, ci venne detto che eravamo diretti in Florida.

Quando siamo atterrati a Oakland, sapevamo di non trovarci in Florida. ricordo che ci diedero un piccolo sacchetto di plastica. Dovevamo tagliare il logo della US Army, e l’etichetta con il nostro nome. Una cosa che non facevamo mai era toglierci le placche di identificazione. Una volta eliminato logo ed etichetta di riconoscimento, consegnavamo i sacchetti che venivano conservati da qualcuno a Ben Hua, fino al nostro ritorno. Dopo di che, ci portavano in una baracca in campagna dove al suo interno c’era un tavolo, una sedia un block-notes, e un paio di penne. Ci lasciavano li a scrivere i nostri pensieri …

K: Ok…

C: Ad ogni modo, tornando in questa baracca, questo era quello che mi aspettava, scrivere, e ancora scrivere. Così, il tempo passava e io mi annoiavo, cominciai a giocare con quello che avevo a disposizione, carta e penna. Andai fuori a fumare una sigaretta e portai con me quei pezzi di carta piegati in due dentro la tasca. Ricordo che quando si accorsero di quel gesto (dei pezzi di carta messi in tasca), un ragazzo che era sempre presente, chiamò il colonnello il quale si infuriò, mi tolse la sigaretta dalla bocca e mi disse:

“Che stai facendo qui fuori? Cos’è questo?”

“Potrebbero spararti solo per un pezzo di carta!”

Perché? Era considerata spazzatura classificata. Non potevamo prendere nulla, da quel posto non usciva nulla. Tutto quello che scrivevamo rimaneva in quel posto, fino a quando veniva un’incaricato speciale a prenderselo. Tutti i miei pensieri vennero messi in una valigetta e portati via dal messaggero speciale. Che tra l’altro provai anche a scrivergli, ma non ricevetti mai alcuna risposta, non mi fu permesso di rivederlo mai più.

K: Hmm…

C: Ora, ho scritto cose di cui ignorai l’importanza? Si, lo feci, però posso dirti che grazie a tutto quello che ho letto, ora ho un comprensione più grande della situazione in cui ci troviamo. Paul (un suo amico che è venuto per parlare con noi) può raccontarti parecchie cose, incluso mostrarti qualche file. Ma sai una cosa? Io non ho bisogno di leggere ogni singola pagina perché ho registrato tutto nella mia testa. Nonostante per alcuni siano vecchie notizie, potrei averne alcune interessanti. Alcune notizie saranno sconcertanti per loro, stiamo andando nella direzione giusta ma non abbiamo ancora i puntini sulle “i”. E se non si conosce nulla riguardo le formule matematiche, si rischia di interpretare male i dati..

K: E’ affascinante questa cosa, chi avrebbe mai pensato che durante la guerra del Vietnam, qualcuno si occupava anche di studiare culture di altri mondi.

C: Sai perché? Veniva riferito che si trattava di elicotteri. Ci trovavamo in una zona di guerra, non è stato difficile inserire determinate informazioni per ridurre ed eliminare il denominatore più basso. Non potevano esistere gli UFO. Riformulo meglio, non è un buon termine la parola UFO. Il trasporto interplanetario non poteva esistere, quindi doveva per forza essere qualcosa di terrestre. La NSA proseguì chiamandoli UFO, durante il monitoraggio delle comunicazioni con l’Unione Sovietica. Fu archiviato un documento dove veniva riportato di un monitoraggio di più UFO, definiti poi globi. Ma noi sappiamo che questi “globi” viaggiavano a 1.700 miglia orari (circa 2.700 km orari). I globi non si comportano così, non sono in grado di far questo.

K: Già..

C: Rimasi perplesso da questi fenomeni, e lo ero anche da bambino quando la gente diceva “Io non credo nei fantasmi. Tuttavia, era quello che si verificava … ” mi volevano convincere che avevamo assistito ad una sensazionale storia di fantasmi. Personalmente ho imparato molto presto che negare la realtà degli UFO e altri fenomeni che si verificano equivale a negare me stesso.

K: Si probabilmente per via del tuo lavoro..

C: No, perché non sempre ci veniva riferito quello che era accaduto, ricordi quello che ti dissi prima?

K: Si, che tu non senti quello che loro sentono, ma loro sentono quello che tu senti. (si riferisce ad un altro momento dell’intervista, mancante, i questo caso parla delle entità)

Per fare un po’ di chiarezza. Clifford Stone accenna in varie interviste che in quel periodo di vita militare, una delle doti che aveva per cui fu inserito in quel programma dove svolgeva missioni considerate al di sopra del top-secret erano, oltre per la sua intelligenza, era che riusciva a comunicare telepaticamente con esseri alieni. Non so se avete mai sentito parlare del “remote viewing”, persone che hanno doti fuori dal comune, queste riuscivano a vedere e sentire a distanze incalcolabili, probabilmente venivano aiutate con una qualche tecnologia utile per ampliare questa dote.

C: Non sempre si trattava il tema fra colleghi perché una delle cose che spesso sentivo era che loro venivano qui perché “invitati”. Anche se il nostro esercito avrebbe detto: “Bene, questo è un nostro ospite”.. …non venivano trattati da ospiti, anche perché io sentivo quello che provava questa entità.

K: Oh…

C: Em.. in una situazione aiutai uno di loro a scappare. E questo era.. (risata) no posso raccontare tutta la faccenda..

K: sono curiosa. Cosa successe? Era… prima di tutto, che tipo di entità era? Da quel che ho capito era un prigioniero. E come mai tu potevi…? E di fatto, anche Dan Burisch ne parla.

C: Bene, non so se si trattava di uno Stargate o altro, sta di fatto che tenevamo prigioniera questa entità, esiste anche un filmino con molti dettagli. Se avessimo tentato di tirarla fuori da quel posto, sarebbero morte molte persone e questa entità era contraria. Sto cercando di spiegarti le cose senza entrare nel dettaglio, sarò anche un po’ vago, però ti posso dire che convinsi questa “persona” che conoscevo e gli chiesi se poteva mostrarmi qualcosa e lui mi rispose che lo avrebbe fatto se fossimo stati solo io e lui. Riuscimmo ad introdurci e tirammo fuori l’entità.

Prima che se ne accorgessero, questa entità si trovava già fuori dal perimetro. Naturalmente erano tutti arrabbiati e cercarono anche di sparagli contro, ma non ci fu niente da fare perché l’entità si trovava già in una posizione dove era circondata da una luce brillante, sempre più brillante, questa luce scese fino ad una certa altezza. Non siamo riusciti a vedere nessuna nave, probabilmente per il bagliore, sta di fatto che all’improvviso l’entità sparì nel nulla. (per questo accenna ad un possibile Stargate)

Naturalmente dopo, questa persona che io chiamavo “il Colonnello”, mi disse che potevano farmi fare una brutta fine in tribunale… Ma non andò così, chiusero un occhio raccomandandosi che non sarebbe mai più accaduta una cosa del genere, naturalmente fui rimproverato ma si suppone che questi esseri sarebbero stati “nostri invitati”, quindi perché trattarli da prigionieri, anche peggio dei prigionieri. (non passò guai seri proprio perché lui era considerata una persona speciale e “molto” utile)

Non so se hai mai visto il film “The Manchurian Candidate”, giusto per farti un’idea….

Quando mi ritirai dal servizio, all’epoca, sapevamo dell’esistenza di 57 specie differenti. Si utilizzava la sigla Heinz 57, esiste anche una frase su questa sigla in un film…

K: Uh huh…

C: Oh Dio, mi piacerebbe dire che esistono solo una, due, o tre razze. Mi piacerebbe poterlo affermare ma non è così. Se a volte non sono esplicito nelle affermazioni lo faccio solo perché dico quello che la gente vorrebbe sentirsi dire, ma non è la verità…

K: Beh, per quale motivo preferiresti dire che ne esistono solo poche?

C: Perché forse qualcuno crederebbe più alle mie interviste… Ad esempio, dire che una determinata entità è grigia sarebbe più credibile? Il fatto è che la gente non sa ancora quello che vuole, preferisce una storia credibile, o la verità? La verità forse potrebbe essere diversa da quello che si crede, ma è pur sempre l’unica verità che conosco. Ed essendo questa la verità che conosco, questa vi posso raccontare…

K: Avete mai fotografato questi esseri?

C: Esistono delle foto..

K: Ok. Tu ne possiedi alcuna? Hai qualche immagine o disegno?

C: Si, posseggo alcune immagini.

K: E le hai mai mostrate?

C: No.

K: Puoi mostrarle liberamente? O farcele vedere?

C: Solo alcune..

K: Hai familiarità con le basi sotterranee?

C: ..compresa la tecnologia.

K: Ok! Quindi presumo che sei già stato in basi sotterranee..

C: Non per scelta..

K: Non per scelta? Si capisco, però hai visto mai… diciamo, Rettiliani, o come vengono chiamati dalla comunità ufologica. Li chiamano i Rettiliani?

C: Alcune specie potrebbero essere definite Rettiliane, si.

K: E sei in grado di comunicare anche con loro telepaticamente?

C: Loro sono in grado di comunicare con te. E’ difficile da spiegare, non puoi nascondere segreti.

K: Naturalmente..

C: Un’altra cosa che dovrei dire è che qualsiasi fosse stato il programma in cui ci si sarebbe trovati, tutto era predisposto perché la persona ricordasse “solo il necessario”. Anche se a volte capitava di sapere più del necessario, in realtà era solo una minima parte.

K: Ok.

C: E ti garantisco che se qualcuno afferma di sapere tutto, ti sta dicendo una bugia.

K: Hai mai stretto un rapporto di amicizia con qualche extraterrestre nell’arco di tutto il periodo di tempo che hai trascorso quando eri in servizio? Anche comunicando…

C: Ne citai uno.

K: Come, scusa?

C: Ne citai uno.

K: Uno, che sarebbe Korona?

C: Esatto.

K: Ok, e sai di che pianeta era (è) Korona?

C: Uh… so che si trova a 100 anni luce di distanza dalla Terra, perché lo usava sempre come esempio.

K: Ok..

C: In realtà, dal momento in cui si mettono in viaggio, non è molto gradevole questa cosa, dal momento in cui parte dal suo pianeta che si trova in un sistema stellare a circa 100 anni luce dal pianeta Terra, ci impiega, un’ora e quaranta minuti, partenza–>arrivo 01:40:00.

K: Fantastico! e che tipo di mezzi utilizzano? Si teletrasportano attraverso lo spazio o si muovono fisicamente su velivoli?

C: Si tratta di una nave. Loro viaggiano realmente, però lo fanno attraverso dei buchi neri, quelli che noi chiamiamo i buchi di Tarlo.

K: Ok.. ..e dimmi, hai mai provato personalmente a fare un viaggio del genere?

C: Che io ricordi, no. Ti rispondo in questo modo perché sono sicuro di aver visto stelle oltre il nostro sistema solare, ma purtroppo non ricordo nulla.

K: Quindi mi stai dicendo che non conservi ricordi coscienti? Però potrebbe essere accaduto…

C: Guarda, nella mia vita sono accadute cose che fanno veramente paura. Voglio dire, di fatto provi paura prima di vedere realmente le entità..

K: Quindi una persona come te della quale si potrebbe pensare che non provi paura proprio perché abituata ad interagire con loro, in realtà prova paura, mi ha sorpreso questa tua risposta. Ma ho capito bene, provi paura “oggi”? O ti riferivi al passato?

C: In passato avevo paura, e ancora oggi ne ho. Devi capire che la paura rimane perché riesci a sentire la paura che loro provano. Siamo una specie molto pericolosa.. (e come se l’altra entità gli trasmette ciò che prova)

K: Sicuramente.

C: Credetemi è meglio averne, perché loro cadono nelle nostre mani..

K: Ok, quindi questa è la ragione perché loro si avvicinano a voi per cercare di comunicare, per usarvi come interconnettori (Interconector), giusto?

C: Beh, sono molto preoccupati per il nostro benessere. Abbiamo fatto cose terribili a noi stessi, e loro lo sanno. Stanno cercando di capire alcune cose riguardo il nostro comportamento, e allo stesso modo credo che vogliano mettersi in contatto per farcelo capire. Penso che molte delle mutilazioni, dei rapimenti umani, molte delle persone scomparse abbiano a che fare con questo. Alcune persone sono scomparse totalmente dalla faccia della Terra…

K: Ok, quindi mi stai dicendo che ci sono persone che spariscono regolarmente, è corretto?

C: Oh si.

K: E dove finiscono? In altri pianeti o basi extraterrestri?

C: Non ho una risposta da darti a riguardo.

K: Ok.

C: Se ti stai chiedendo se qualcuno sta uscendo regolarmente dal nostro pianeta, ti potrei rispondere che è possibile, però come ti dicevo prima, c’è una ragione perché sta avvenendo tutto questo anche se io non la conosco.

K: Allora… quello che tu stai facendo adesso, è rendere consapevole le persone che questo fenomeno è reale, non solo, ma esistono molte altre razze aliene la fuori. E forse stai alludendo che dovremmo prepararci ad un qualche evento? Perché è questo che sto capendo, stai alludendo ad un evento che neanche tu conosci?

C: Fin quando i due punti lontani, non si avvicineranno sufficientemente, non sapremo quello che accadrà. Avverranno dei contatti. Il dipartimento di Astrobiologia della NASA ha tenuto una conferenza nel 2000. Dimenticate la Relazione del Brookings Institute, in questo rapporto vi era scritto: “Sapete, in realtà non sappiamo quale potrebbe essere la reazione del mondo”. Quante persone hanno letto questo rapporto? Quante persone lo conoscono? Quando diciamo che siamo in grado di accettare la realtà che dei visitatori sono qui, lo pensiamo veramente? Siamo veramente pronti per un confronto faccia a faccia? E vi garantisco che è diverso ogni volta. Ogni volta nella tua mente ti attraversa un pensiero, “Cosa succederà adesso?”.

Potrebbe andare qualcosa storto, si potrebbe perdere la vita, non perché loro sono pericolosi, ma perché lo siamo noi stessi. Quindi la situazione è questa: “come si potrebbe preparare la popolazione mondiale ad un evento del genere, ad un contatto finale”, che è molto differente da quello che credono gli astronomici che pensano ad un segnale radio proveniente dalla profondità dello spazio.. o no, qui si tratta di un contatto vero e proprio, faccia a faccia…

K: Certo, beh, quello che sta accadendo con i militari no?

C: Oh, in realtà avviene più di quello che la gente pensa. Però ti ripeto, la maggior parte delle persone non ne parlerà di questo fenomeno, perché l’unica cosa che vuole, una volta terminato il servizio militare, è una vita normale e tranquilla..

K: Perché? Perché vuole questo?

C: Per me la cosa più importante è servire. Prendersi cura di altre persone è la cosa più importante. Mi gratifica essere in grado di aiutare altre persone, questo è importante. Ma troppo spesso le persone si mettono davanti agli altri. Ed è proprio lì dove ci sono i problemi che affliggono il pianeta oggi.

K: Suppongo, tornando al discorso che avverrà un contatto, in un certo senso tu sei avvantaggiato, sei una persona che può preparare il resto dell’umanità per questo vero e proprio contatto, proprio perché tu stesso hai avuto di questi contatti. In un certo senso gli alieni, o quelli che non sono di questo mondo, hanno sempre comunicato fra loro, stanno selezionando delle persone di questo pianeta e tu sei una di queste, giusto? Quindi il contatto è già in fase di preparazione anche mentre stiamo parlando, giusto?

C: A livello planetario.

K: Ok. Molta gente si chiede come avverrà… si vedranno atterrare dischi volanti sulla Casa Bianca o qualcosa del genere?

C: No.

K: Alcune fonti sostengono che accade tutti i giorni.. I militari lavorano in questo.. sicuramente alcuni di loro sono stati catturati, come dicevi, stanno tenendo imprigionati alcuni di questi alieni. Esistono anche dei trattati con alcune di queste razze, no?

C: Ok, ho sentito della storia dei trattati, ma non chiedermi dei rapimenti perché non faceva parte del mio lavoro..

K: Ok.

C: Bene, ti dirò questo, credo che dal 2016 accadrà qualcosa, ci sarà qualche novità. Perché nel 2016 penso che sarà fatto un annuncio mondiale, si tratta di una sonda che si avvicina molto alla Terra ogni 15-20 anni. Ce l’hanno sempre fatta passare per un asteroide, ma non è un asteroide, è una sonda artificiale. In altre parole, qualcuno l’ha messa lì. Ci hanno trovato molto tempo fa. La tecnologia sarà probabilmente paragonabile a quella delle Voyager (in viaggio dal 1977). E’ ormai una tecnologia vecchia e superata su tutti i criteri.

K: Quindi… cosa vuoi dire, chi l’ha messa questa sonda, quale razza?

C: Ti sto dicendo che ci siamo accorti di questo oggetto molto tempo fa. Le nostre conoscenze ci suggeriscono che non si tratta di una nave aliena, per questo abbiamo accettato di considerarlo un asteroide. Sto parlando di BG1991 ( o VG1991). Ha un diametro di circa 30 metri e una superficie molto lucida. Gli asteroidi non hanno una superficie lucida, e non solo, questo oggetto corregge la sua traiettoria per evitare collisioni con altri asteroidi, ora non ce bisogno che ti dica che un asteroide non è in grado di far questo…

K: E non sappiamo di chi è? Di quale razza, o pianeta?

C: No lo so.

K: Pensi che gli extraterrestri ti abbiano migliorato, modificando il tuo DNA in qualche modo? Percepisci qualche cambiamento nelle tue abilità?

C: Penso di si, perché mi è capitato di conoscere alcuni eventi in anticipo, anche se la maggior parte delle volte non mi è stato utile. Venni a sapere che uno dei miei figli moriva prematuramente in un incidente in moto. E’ stato un periodo molto difficile per me, prima che mio figlio subiva l’incidente, il Mercoledì anteriore, sapevo che se avessi voluto potevo distruggere quella moto che era sempre parcheggiata dietro la mia auto, ma sapevo anche che la mia famiglia non avrebbe capito..

K: Quindi sei un “precognitore”, voglio dire, conosci il futuro prima che accada, anche se non sei capace di cambiarlo o modificarlo. Forse perché esiste una ragione per il quale accadono certe cose, credo tu sia d’accordo con questo?

C: Certo…

K: Quindi, in un certo senso proverai una pace anteriore, perché non si tratta di una sensazione solo fisica, credo che anche l’anima sia consapevole.. In altre parole, siamo tutti consapevoli quando moriamo. Forse non ce ne rendiamo conto consciamente, però lo sappiamo, giusto? Quindi, in questo senso non è una tua responsabilità, non puoi impedire il verificarsi o meno di certi eventi, se questo è un qualcosa che in un certo senso implica che come anime, siamo d’accordo fin dal principio. Giusto?

C: Beh, come ho già detto altre volte, loro possono comunicare con quello che noi chiamiamo il nostro “sé”. Ma nonostante la loro tecnologia avanzata, ci sono questioni proibite.

K: Ok.

C: Ho cercato di evitare di aprire alcuni argomenti in questa sede. Ti posso dire solamente che dopo la morte di mio figlio, loro mi aiutarono a rivederlo un’altra volta.

K: Caspita..

C: Come dicevo prima esistono delle leggi naturali su cui non si può intervenire. Sapevo che se solo fossi tornato indietro per 15 minuti in quel posto dove sarebbe avvenuto l’incidente… sarebbero bastati 15 minuti, avrei potuto impedire che accadesse l’incidente. Tutto quello che avrei dovuto fare era incontrarlo nel suo tragitto anche solo per un minuto, avrei alterato l’evento…

K: Quindi..

C: Ma ti ripeto, c’è questa partizione. Qui si trova la nostra realtà, e avrei creato un’altra realtà parallela. E per qualche ragione non è un bene, loro questo lo sanno. Inoltre, ti faccio presente che non si può sfuggire alla realtà di questo continuum temporale in cui ci troviamo, perché la sua morte è reale per me in questo lasso di tempo.

Questa è una cosa che non posso spiegare scientificamente ma si tratta di una specie di barriera naturale. Cerco di spiegarmi nel migliore dei modi. Anche se fossimo in grado di viaggiare nel tempo esiste una barriera protettiva, forse potremmo vedere, sentire, forse potremmo anche interagire in una certa misura. Ma nulla di associato con il futuro legato a quel determinato giorno verrà lasciato in qualche altra realtà alterata. Alcuni dicono: “Il viaggio nel tempo non esiste perché non abbiamo alcuna prova”. E mai l’avremo! Come ti dicevo, esiste una barriera naturale lì. Lo so, è una situazione complicata, il fatto è che noi siamo parte di qualcosa di molto grande, molto vasto, ci troviamo in un’avventura, noi facciamo parte di questa avventura.

Ognuno di noi gioca il suo ruolo. Noi cerchiamo le differenze tra le 57 specie aliene, e se vi dicessi che noi siamo loro? Questo è il punto cruciale della situazione, quando abbiamo cominciato a capire che abbiamo tutti qualcosa in comune, siamo arrivati a pensare che siamo come loro, nel senso che tutto l’universo è interconnesso, tutte le specie sono interconnesse, vi siete mai chiesti perché il denominatore comune è l’umanoide? E’ ovvio che dietro tutto questo esiste un “progetto galattico”. Questa vita ci servirà ad evolverci spiritualmente, tutti, anche quelli che sono considerati pazzi, d’altra parte, non esistono pazzi..

K: Forse potremmo scoprire qualcosa in più sulle varie tipologie di visitatori con cui avete avuto a che fare. Li vedi fisicamente? Oppure siete in uno stato alterato che vi permette di vederli nella vostra mente? Comunicate con loro telepaticamente?

C: Sono in carne ed ossa come lo siamo io e te.

K: Ok..

C: Si, anche telepaticamente, ma alcuni possono parlare come noi.

K: Ok.

C: Ma molti non lo facevano… avevano solo voglia di comunicare con noi. Ma c’è una cosa che dovete tenere a mente, questo è ciò che trattiene molte persone, ed è per questo che è così difficile parlarne. In realtà tu non parli solo con uno di loro, tutti sanno quello che tu sai, e senti. Loro sanno.. noi non ci siamo comportati sempre bene con loro, alcune erano cattive persone, nonostante usavano il termine “visitatori”, ma li trattavano da prigionieri..

K: Capisco..

C: ..e non esiste una legge che li tutela…

K: Mmmm… Anche Dan Burisch ha parlato di questa cosa.

C: Nel 1960, e posso fornire il documento: avevamo raccolto e formulato, la NASA lo fece, un libro che chiamarono “Law of Outer Space” (Legge dello Spazio Esterno). Tutto cominciò dagli anni Settanta quando fu pensato di creare una legge per i diritti degli esseri non appartenenti a questo mondo. E sapete quali sono questi diritti? Non ce ne sono.

K: Anche oggi?

C: Già, un’animale da laboratorio ha più diritti di un visitatore. Nonostante loro siano di gran lunga superiori a noi in intelletto e spiritualmente, è concesso ucciderli. Molti di loro, molte specie, si preoccupano per noi nonostante il nostro comportamento nei loro confronti. Loro si fanno uccidere! Perdonami (emozionato), questo è quello che cerco di evitare.

K: Capisco quello che vuoi dire. Quindi in un certo senso, alcuni di loro si sacrificano perché hanno una compassione profonda nei nostri confronti?

C: Assolutamente.

K: Questo significa che devi essere un persona con una gran forza spirituale per riuscire a comunicare con le varie razze di altri pianeti nella maniera in cui lo fai. Questo è senza dubbio un dono, non è qualcosa che ti insegnano, è qualcosa che hai ottenuto in questa incarnazione.

C: Mi piace pensare che sono una persona normale, non so se capisci quello che voglio dire..

K: Già..

C: So quello che stai pensando…

K: Esteriormente sembri una persona normale e sicuramente hai svolto lavori abbastanza normali, si io credo che tu sia una persona normale, comunque sia, stai utilizzando alcune delle parti umane che sono buone e non sono utilizzate dall’uomo comune, spero di essermi spiegata..

C: Beh, spero che sia così… (sorriso)

K: D’accordo.. questo è un bene e siamo contenti di trovarci davanti ad una persona come te.

C: Che dire.. lascia che ti racconti rapidamente questo piccolo aneddoto. Quando ero giovane, giocavo con bambini con i quali nessuno amava giocarci, perché per qualche ragione non erano ben visti. Per me invece era una cosa normale, quindi non capivo perché venivano allontanati.

Fin da piccolo mi accadevano strane cose delle quali non mi preoccupavo perché pensavo fosse una cosa comune a tutti. Esempio, mi capitava di sentire delle voci che dicevano che quei bambini con cui giocavo non erano stati selezionati e che loro non potevano vederli. Capisci che per me era una cosa normale avere amici immaginari o cose di questo tipo, e pensavo che tutte le persone provavano le stesse mie esperienze. Questa era una mia realtà, erano cose che accadevano a me, e quando scoprii che in realtà non era una cosa così comune, non è stato facile per me, mi prendevano per pazzo e quindi dovevo mentire, dire che non sentivo niente, negare quello che mi stava accadendo, non potevo raccontare nulla..

K: Capisco..

C: Per me era tutto ok, non accadde mai niente di straordinario. Che devo dirti.. mi sono sempre preoccupato degli animali, se ne incontravo uno per strada ferito ho sempre cercato di curarlo. Ma una volta, ero piccolo e non mi rendevo conto.. mia madre quando mi procuravo un piccolo taglio sulla mano aveva l’abitudine di mettermela sott’acqua per sciacquarla, così un giorno incontrai un uccellino ferito, lo presi e lo misi sotto l’acqua… ah.. povero uccellino, si lamentava e io no capivo il motivo, volevo solo aiutarlo e invece lo affogai. Credo di aver pianto per una settimana per aver ucciso quell’uccellino..

K: Oh …

C: Immediatamente per la prima volta nella mia vita riuscì a vedere quell’essere che io chiamavo “bambino”, riuscii a vedere com’era realmente. E questa entità in particolare, che ho sempre conosciuto con il nome di Korona.. mi disse “Io sono Korona”, e si scrive con la “K”. Ai tempi ero talmente piccolo che non sapevo ancora scrivere.

K: Di che razza era, come la chiameresti, che tipo di essere era?

C: Alle persone piacerebbe che dicessi grigio, ma non lo era, lui era verde, un verde pastello. Subito si incuriosì, volle sapere perché io riuscivo a sentire quello che sentivo, era una cosa insolita. Era strano, io riuscivo a sentire quello che anche lui sentiva, era una specie di monitor per me.

K: Quindi stai dicendo che lui aveva capacità e qualità di empatia naturale, e anche tu.. avveniva una specie di scambio telepatico in ambe le direzioni..

C: Io la vedo diversamente… noi vediamo i visitatori come personaggi dei cartoni animati, ma non è così, loro hanno una cultura, una società, hanno famiglie, provano amore, hanno le loro preferenze, possono sentire dolore, e possono provare paura.

K: Quindi, questa fu la tua prima introduzione in questo nuovo mondo, giusto?

C: Si, fu la prima volta e fu scioccante, queste cose accadono, però non tutte le persone le condividono parlandone come sto facendo io. Non mi sentii mai così tanto solo.. ricordo che piansi e implorai i miei genitori di portarmi dal dottore perché speravo che in quel modo i mostri se ne sarebbero andati.

K: Mi domando se qualcuno con le tue stesse doti, uno dei sette che erano in grado di comunicare con gli extraterrestri, non siano mai stati portati in una base sulla Luna, o su Marte. Ora non so, se tu lo ricordi o no, perché non so se usarono alcune tecniche per cancellare quel tipo di ricordi ed esperienze dal tuo cervello.

C: Ci sono cose di cui non riesco a ricordare se mi sono capitate qui sulla Terra… sono scene di ricordi molto chiari che ho in mente. Ad esempio ricordo di una piccola tazzina da caffè di un colore dorato, che si riempiva da sola una volta bevuto il caffè.. Capisci quello che voglio dirti? E’ per questo motivo che non parlo molto volentieri di queste cose..

K: Ok.. Presumo debba essere straziante. Bisogna ammettere che dal punto di vista delle persone che non sono mai andate sulla Luna e su Marte…. Infondo sei qui seduto che parli con noi e chissà forse hai vissuto esperienze lontane da qui e da questo pianeta e credo… insomma.. potrebbe farti piacere condividere con altri le tue esperienze..

C: Certo.. ma a volte commetto errori e lascio vedere delle cose che le persone non dovrebbero vedere. Perché questo fa parte della mia vita personale, qualcosa che riguarda me..

K: Chiaro.

C: Anche se non lo comprendo, e non so perché..

K: E’ incredibile, hai cominciato a lavorare in questo mondo (alieni) dagli anni Sessanta, questo significa che stai parlando per lo meno di 40 anni di esperienza, e nonostante tutto ancora oggi ti poni queste domande.. del tuo destino, di ciò che farai in futuro…

C: Ci sono cose che accadranno e probabilmente in alcune di queste ne faremo parte anche noi. Anche se non so cosa accadrà..

K: Iniziasti negli anni Sessanta ad occuparti di questa mansione? ( ET. Interpreter)

C: A fine degli anni Sessanta.

K: Ok. Non credo di dire una bugia se affermo che lo sei ancora oggi, non credo che certe abilità si perdano, infondo tu sei uno dei sette, e chissà qualche volta riceverai visite..

C: Beh, ogni tanto si fanno sentire.

K: Bene, da quel che affermi ci sono diverse razze di visitatori la fuori e loro sapranno certamente come trovarti, sanno dove sei. Ad esempio in questo momento potrebbero osservarti e dirti: “Parla di questa faccenda, perché è un qualcosa che devi dire..”. Correggimi se sbaglio… Tu stai facendo questo perché è il tuo destino, non lo fai per soldi, ne lo si può chiamare un lavoro in termini formali. E’ una missione terrestre che ha comunque un senso, quella che stai vivendo.

C: Proseguirò su questa strada, non ho bisogno di capire tutto completamente, però sento che è qualcosa che devo fare. Anche se c’è un aspetto spaventoso… non sai quello che devi fare, non sai quello che accadrà, ma sai che comunque “qualcosa” accadrà perché stiamo arrivando all’apice, ormai è questione di tempo..

K: Cosa intendi? Centra per caso il 2012?

C: Non lo so. Molte persone dicono “Caspita, se sei quello che dici di essere devi avere già le risposte”. Ma non è così semplice, non si hanno tutte le risposte. E se qualcuno un giorno verrà a dirvi di avere tutte le risposte, non sarà onesto con voi. Tu non hai presente di cosa sto parlando.. Perché qualcuno dovrebbe affermare certe cose, entrare in questo campo e rendersi ridicolo? E creare problemi nella propria famiglia.

Vedi la mia famiglia non riesce a comprendere questa cosa, anche se mi stanno attorno, mia moglie più dei miei figli. Credo che mia figlia in Vietnam.. ..abbiamo avuto una figlia in Vietnam, per cui tra l’altro abbiamo lottato per quasi 30 anni per riuscire a farla uscire e portarla cono noi. Comunque dopo tanto sforzo siamo riusciti a farla venire, ed è venuta che aveva già una sua famiglia. Quando cominciammo a parlare di UFO, tutti sapevano di ciò che stavo parlando, sapevano di certe cose di cui io ero coinvolto. Il governo gli raccontò che io ero caduto. E in questo momento ci sono molti interessi riguardo gli UFO in Vietnam.

K: Oh, veramente?

C: Una delle prime cose che accaddero in Vietnam fu che mi chiamarono per nome, molti mi chiamavano Stoney o Cliff.. noi sparavamo a questa gente (forse intende ai vietnamiti?) ed io fui il primo a premere il grilletto. Ma la cosa strana era che mi veniva chiesto cosa ci facevo lì, si suppone che io mi trovavo in missione, lavorando per l’esercito. Eppure cosa cercavano di dirmi? Devi sapere che l’esercito è una cosa dell’uomo, è nostra. Quindi i visitatori cosa avevano pianificato per me? (Credo intenda dire che se questo è il suo destino, perché finì in Vietnam dove si trovò ad uccidere anche delle persone?)

K: Beh, sai risponderti a questa domanda?

C: No non ho una risposta. Ho più domande di quelle che potresti avere nella tua mente..

Lasciai perdere il campo dell’ufologia per due o tre volte. Vuoi che ti riveli un segreto? Non posso…

C’è gente la fuori, e io sono uno di quelli, che non fa queste cose per soldi, magari fosse così, a mala pena ho i soldi per pagare le mie bollette. E’ più di questo.. ma la cosa più difficile è riuscire a far capire alla gente che è ora di pensare con il proprio cervello, che inizino ad informarsi. Devono leggere i documenti che testimoniano le prove dei vari governi, devono leggere tutto questo cercando di restare con una mente aperta, devono arrivare a riflettere dicendo; “Qui sta accadendo altro, non solo quello che ci fanno credere..”

K: Sicuramente.

C: Quindi le uniche domande a cui mancano ancora le risposte sono: Che sta succedendo? Quanto sa il nostro governo? E da quanto tempo?

K: Ok, bene, vorrei ringraziarti per il tuo coraggio, per la tua integrità, per il tuo sviluppo spirituale e la tua consapevolezza che ti permette di comunicare con esseri provenienti da altri mondi, in un’epoca in cui pochi sul pianeta sono in grado di farlo consapevolmente.

Sui titoli di coda Clifford parla di alcuni episodi dei periodi della guerra fredda, quando vi furono degli avvistamenti di UFO, e che per poco non scoppiò una guerra nucleare, grazie ad un intervento da parte di extraterrestri i quali disattivarono tutte le testate nucleari in partenza contro la Russia. Poi accenna che sempre i quei periodi vi fu un tentativo di conflitto a fuoco tra caccia (di quel tempo) e UFO, ma nessuno dei caccia riuscì a concludere nulla perché puntualmente gli UFO erano in grado di disattivare le loro armi.

 

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