Cosa c’è su Sirio? Storia di una civiltà

Sirio, o Sirius in latino, è il nome proprio della stella Alfa Canis Majoris (conosciuta anche come Stella del Cane o Stella Canicola), la stella più brillante del cielo notturno vista dalla Terra, che si trova nella costellazione meridionale dell’emisfero celeste Canis Maior.
Vista dalla Terra possiede due volte la luminosità apparente di Canopo (α Carinae), la seconda stella più brillante del cielo; in una notte limpida, senza Luna e possibilmente senza i pianeti più luminosi, è pure in grado di proiettare a terra una leggerissima ombra degli oggetti. Sirio può essere osservata da tutte le regioni abitate della Terra e, nell’emisfero boreale, è uno dei vertici dell’asterismo del Triangolo Invernale.

Sirio, o Sirius in latino, è il nome proprio della stella Alfa Canis Majoris (conosciuta anche come Stella del Cane o Stella Canicola), la stella più brillante del cielo notturno vista dalla Terra, che si trova nella costellazione meridionale dell’emisfero celeste Canis Maior.
Vista dalla Terra possiede due volte la luminosità apparente di Canopo (α Carinae), la seconda stella più brillante del cielo; in una notte limpida, senza Luna e possibilmente senza i pianeti più luminosi, è pure in grado di proiettare a terra una leggerissima ombra degli oggetti. Sirio può essere osservata da tutte le regioni abitate della Terra e, nell’emisfero boreale, è uno dei vertici dell’asterismo del Triangolo Invernale.

Sirio è riportata nei primissimi registri astronomici, conosciuta presso gli antichi egizi col nome di Sopdet; durante il Medio Regno, gli egizi basavano il loro calendario sul sorgere eliaco di Sirio, ossia il giorno in cui la stella diventava visibile all’alba poco prima che la luce del Sole la oscurasse in cielo, che all’epoca coincideva con il prossimo arrivo delle inondazioni annuali del Nilo e del solstizio, dopo circa 70 giorni in cui la stella non era stata visibile nei cieli. Il capodanno egizio cadeva in estate, nel giorno detto 1 Thoth, corrispondente all’odierno 29-30 agosto. Tra gli egizi il geroglifico spdt, per indicare questa stella (Sothis, nella traslitterazione greca) mostra una stella e un triangolo; nella mitologia egizia, Sothis era identificata con la grande dea Iside, che formava una trinità con il marito Osiride e il loro figlio Horus, mentre i 70 giorni di assenza della stella simboleggiava il passaggio di Iside attraverso il duat (l’oltretomba egizio). Da Sothis deriva il termine “ciclo sothiaco”, ad indicare appunto il particolare periodo di “reset” orbitale della stella, di 1460 anni.

Gli antichi Greci credevano che la comparsa di Sirio portasse con sé il clima caldo e secco dell’estate e che mostrasse i suoi effetti sull’avvizzimento delle piante e sull’indebolimento degli uomini.[25] A causa della sua luminosità, probabilmente si notò che Sirio scintillava maggiormente nelle sere di inizio estate, fenomeno dovuto in realtà all’instabilità meteorologica tipica di quel periodo, e si credeva che questo fosse dovuto alle emanazioni deleterie della stella che arrivavano sulla Terra. Chi “soffriva” degli effetti della stella veniva detto ἀστρόβλητος (astròbletos) col significato di “colpito dalla stella”. Sirio veniva descritta in letteratura come “bruciante” o “fiammante”; il nome stesso di Sirio deriva dall’aggettivo σείριος (séirios; originariamente σϝείριος, swéirios), che significa “splendente”.

La stagione che seguiva l’avvento della stella nel cielo mattutino era chiamata Canicola (con evidente riferimento al termine “Cane”, che designa la costellazione di appartenenza della stella) o estate. Gli abitanti dell’isola di Ceos, nel Mare Egeo avrebbero offerto dei sacrifici a Sirio e a Zeus per invocare i venti rinfrescanti, e avrebbero atteso la riapparsa della stella in estate. Se questa, alla prima levata, sorgeva nitidamente, avrebbe significato buona fortuna, ma se sorgeva debole e scintillante, avrebbe portato effetti deleteri o pestilenze. Le monete provenienti dall’isola dal III secolo a.C. mostravano dei cani o delle stelle che emanavano raggi, ribadendo l’importanza che Sirio aveva presso i suoi abitanti. I Romani celebravano il tramontare eliaco di Sirio intorno al 25 aprile, sacrificando un cane, accompagnato da incenso, vino e una pecora alla dea Robigo in modo che le emanazioni nefaste della stella non causassero danni al raccolto del grano di quell’anno.

Esiste una relazione tra la stella Sirio e il nostro pianeta?
Vedremo qui una serie di dettagli che ci faranno comprendere il motivo della domanda, e magari ci dareano una risposta.

La domanda è formulata da un astronomo inglese, il dottor Robert Temple, studiando antichi documenti egiziani. La sua ricerca lo ha portato a una tribù africana, i Dogon, che basano la loro intera mitologia e gran parte del loro costumi in quella stella. Il Dr. Temple ha trovato, per esempio, che i Dogon sanno che Sirio ha una compagna invisibile che ruota attorno, la nana bianca Sirio B, la cui esistenza è stata dimostrata dopo essere stata fotografata con successo nel 1970. Sanno anche l’esatto periodo (tempo che impiega a girare intorno al corpo principale) di Sirio B, che è di circa 60 anni ed è una delle più pesanti stelle nell’universo.
E’ bene tenere a mente che Sirio B non è solo invisibile ad occhio nudo, ma è anche invisibile ai telescopi più potenti fino a qualche decennio fa, in più, per determinare il loro peso e il periodo di rotazione sono necessari strumenti di precisione e delle conoscenze necessarie matematiche molto avanzate. Sappiamo anche che i Dogon sono una tribù che si è appena un po evoluta oltre l’età della pietra.

Come possono sapere queste cose? Dicono che le sanno perchè un visitatore proveniente da Sirio gli ha spiegato queste cose, diverse migliaia di anni fa.
Il Dr. Temple ha scoperto segni e simboli di Sirio in gran parte del mondo antico, soprattutto in Egitto e Babilonia. Scoprì, per esempio, che tutti i calendari egiziani ruotavano intorno ai movimenti di questa stella, e che per gli antichi egizi, la dea Iside era un simbolo di Sirio e il dio Osiride (marito di Iside), dei simboli indicavano la Compagna Oscura di Sirio (chiariamo che una nana bianca come Sirio B, è una stella che non brilla più, perché ha completamente consumato le risorse che gli permettono di farlo).
A partire da iscrizioni antiche, i Templi mostrano una delle immagini più famose di Iside, con una stella sopra di lei, un’altra ai suoi piedi nell’acqua e l’altra nella terra, era un simbolo del legame tra il nostro pianeta e Sirio; sappiamo che questa immagine appare in una delle carte dei Tarocchi … “La Stella”.

Ci fu un contatto?

Attraverso un esame approfondito della mitologia egizia, babilonese e Dogon, il Dr. Temple ha detto che c’è stato un contatto con esseri provenienti da Sirio dal sistema solare nella regione di Sumer, intorno all’anno 4500 aC. La gente di quel tempo unì le loro mitologie con un tale incontro e le conoscenze acquisite attraverso di essa, e con il tempo ampliato le loro tradizioni su altri luoghi, riportandole al giorno d’oggi.

Il Presente
Alcuni archeologi dicono che, tra il 4500 e 3500 aC., i popoli dell’ Egitto e culture Sumer sono passate da uno stato tribale primitivo, ad una civiltà prosperosa su base di monarchie, con un ampio sviluppo delle scienze, arti e mestieri, il tutto in un tempo relativamente breve, in termini storici, cosa quasi impossibile per qualsiasi gente di quel tempo. Uomini di scienza suggeriscono che questo progresso è dovuto al contatto con esseri molto più avanzati, e alcuni fanno riferimento ad Atlantide.
Un dato che coincide con queste teorie è che la mitologia dell’antico Egitto parla dei loro Dei come esseri che sono arrivati dall’esterno e hanno istruito il popolo sulla scienza, arte e altro ancora.

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