Il Caso Amicizia e i W56

Il Caso Amicizia uno straordinario caso Italiano di contatto alieno con gli uomini, rimasto segreto per mezzo secolo. A Pescara, tra gli anni 50 e 70, un gruppo di extraterrestri avrebbe contattato direttamente un insospettato numero di persone. Il progetto fu chiamato Amicizia. Gli umani sarebbero stati portati nelle loro basi e a bordo degli UFO. I personaggi coinvolti sono di alto livello sociale e culturale. Il leader del gruppo italiano era Bruno Salmaciccia.
Ho deciso di trascrivere un dialogo che ebbe Stefano Breccia con un alieno del gruppo W56 avvenuto nel maggio del 1967 in un bar di Bologna. Ricordiamo che il caso “Amicizia” si distingueva dal fatto che gli esseri ET erano quasi identici a noi a parte le misure che variavano ( anche se in realtà c’erano altre razze ma più o meno simili fra loro), c’erano esseri che arrivavano ad un’altezza di 3,50 m per loro era già + difficile inserirsi in mezzo alla gente comune, e le mani che erano più lunghe delle nostre.

Molti di loro parlavano parecchie lingue terrestri, alcuni sapevano anche i dialetti, erano esseri molto intelligenti, quindi in questo dialogo Stefano B. parla con uno di loro, non ha dato il nome perché per questa gente i nomi non avevano molta importanza, quindi anche nel libro si legge che venivano inventati di sana pianta, come anche la sigla W56 (W di vittoria, 56 il presunto anno in cui iniziarono i contatti, questa sigla fu inventata da Bruno Salmaciccia, forse anche CTR anche se non è specificato nel libro), questa cosa si viene a scoprire leggendo il libro di Stefano Breccia il quale era un amico di Bruno. Partecipò anche lui anche se in maniera meno compromettente. Ovviamente nel libro è spiegata tutta la storia dal principio alla fine, già, perché a quanto pare, il caso “Amicizia” non finì nel migliore dei modi. Molta gente terrestre che si volle unire al gruppo di Bruno Salmaciccia creo problemi, alcuni impazzirono, altri tradirono il gruppo. Così i CTR riuscirono ad avere la meglio su questa gente terrestre, questo perché gli uomini che si vollero inserire nel gruppo non erano abbastanza forti. Si presero di panico ed alcuni dei più coinvolti, quelli che non si credevano pazzi, ma avevano paura delle possibili conseguenze, infamarono Bruno ed il resto del gruppo. A tal punto che non c’era più unione, a parte pochi, quindi il gruppo pian piano si sciolse, e, i W56, tra le varie guerre contro i CTR e la situazione che si venne a creare, fu costretto ad andarsene via. Tutto questo dopo 20 anni di “Amicizia” con i terrestri.

caso amicizia w56

U = Stefano Breccia W = Interlocutore (uno di loro W56)

U: Perego aveva effettivamente ragione quando diceva di aver mangiato con voi abbacchio e patatine fritte. Chi si sarebbe aspettato di vedere un extraterrestre bere whisky?
W: Che c’ è di strano? Tanto vale accettare i lati positivi dei mondi che si visitano.
U: E’ da molto tempo che vai in giro da un posto all’altro?
W: Decisamente si. Comunque non si è mai stanchi di imparare cose nuove.
U: Ma non hai nostalgia di casa tua? Da dove vieni?
W: In effetti casa mia è dovunque mi trovi. Non ho un posto fisso nel senso che tu intendi. Sono nato in un posto assai lontano dalla Terra. Non so dirti come si chiami la stella attorno cui ruota il mio pianeta, perché non conosco bene la vostra nomenclatura. Comunque si tratta di una stella gialla, poco più grande del vostro sole. Il mio pianeta è il quinto del sistema, anche lui un poco più grande della Terra. La differenza vistosa è che c’è più ossigeno e meno azoto nell’atmosfera.
U: E questo non ti ha dato fastidio?
W: Ben poco, e comunque solo nei primi giorni passati sulla Terra. D’ altro canto, prima di intraprendere un soggiorno su di un nuovo pianeta, i nostri biologi riescono ad adattare i nostri corpi al nuovo ambiente, se le differenze non sono troppo forti.
U: Da quanto tempo vivi sulla Terra?
W: Da circa trent’ anni. Sono stato dapprima in Cina (questo non te l’aspettavi, vero?), poi in Australia, poi in Germania, e finalmente in Italia. Quando sono entrato in Germania, ho assunto un’ identità tedesca, che ho mantenuto venendo in Italia. Il lavoro che compio, importazione dalla Germania, mi offre una discreta libertà di movimento. Resto inoltre cittadino tedesco, e penso che manterrò questo stato fino alla conclusione del mio soggiorno sulla Terra.
U: Fra quanto tempo te ne andrai?
W: Non è ancora ben chiaro; comunque fra pochi anni.
U: Avete installato basi stabili anche in Cina ed in Australia?
W: Sono secoli, ed anzi millenni, che noi abbiamo basi sulla Terra. La stabilità è un concetto stupido: tutto è in evoluzione. A volte chiudiamo una base, a volte ne apriamo un’altra. Dipende dalle esigenze.
U: Avete basi anche su altri pianeti del nostro sistema?
W: Qualcuna. In realtà non hanno molto senso, in quanto le nostri basi vere e proprie sono alcune navi madre che circolano all’interno del sistema. Solo sulla Terra, per non dare nell’occhio, dobbiamo attrezzarci con ricoveri nascosti, sotto terra, sotto i mari, od in zone inaccessibili.
U: comunque, la vostra libertà di movimento è assai grande.
W: Solo se si ha la certezza di inserirci nella vostra società, come ho fatto io. Volendo vivere in clandestinità, si incontra un’infinità di ostacoli.
U: Perché cercate la clandestinità? Perché non vi fate conoscere a tutti?
W: In primo luogo, non ci interessa. Che cosa guadagneremmo noi? E che cosa, oltre tutto, guadagnereste voi da una cosa del genere? In questo momento non avete un bisogno vero e proprio di guide spirituali, dovete scavarvi la vostra strada da soli, dato che avete le capacità per farlo. Noi siamo qui fondamentalmente per studiare, ed incidentalmente per difendervi da possibili aggressioni da parte dei CTR (alieni nemici). Naturalmente, in questa seconda attività, ci fa comodo poter fruire di aiuto da parte di alcuni fra voi.
U: Come avete scelto le persone contattate?
W: In primo luogo, fra coloro che sono dotati di buon equilibrio mentale, di serenità, e di capacità di autocontrollo.
U: Bruno Salmaciccia, quindi.
W: Si, e non solo lui.
U: E che cosa mi dici di una fantomatica “polizia cosmica”, di cui mi ha accennato non ricordo più chi?
W: E’ una struttura analoga alla vostra, ad un livello più elevato, controllata da miei simili ad un livello superiore. Sono coloro che effettivamente controllano l’attività di quelli che chiamate CTR.
U: Già, tutte queste sigle del cavolo. E W56?
W: Francamente non lo so. Credo che 56 faccia riferimento all’anno 1956, anche se non ho ben chiaro che cosa sia successo di tanto importante quell’anno. Circa il W non ne ho la più pallida idea. Non è un’iniziale, perché sarebbe eventualmente l’iniziale del nome Weiros, i vostri CTR.
U: E CTR?
W: Idem. Non so cosa significhi, né chi abbia inventato questa sigla.
U: quante lingue terrestri parli?
W: Tedesco, inglese, italiano, cinese, hindi, russo, latino, sanscrito.
U: Anche latino e sanscrito?
W: Il sanscrito è una lingua splendida, così come il latino.
U: Swasti Uttara Devadam?
W: La tua pronuncia è assurda. D’altro canto, voi non sapete come si pronuncia veramente il sanscrito.
U: Dovremmo esserci comunque abbastanza vicini.
W: Si, scherzavo. Comunque, se ti interessa, posso farti avere delle registrazioni dell’epoca, ammesso che riesca a scoprire chi le possiede.
U: Probabilmente, in questo momento, mi interesserebbero di più registrazioni dell’egiziano classico.
W: Vedremo. Non ti prometto niente.
U: D’altra parte, la vostra tecnologia è relativamente semplice. Una volta ottenuta energia illimitata attraverso le batterie madri, non c’è nessuna difficoltà sostanziale a comprendere come funzionano le vostre apparecchiature.

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