Ricerca su tecnologia possibili impianti alieni su umani

Adrian Dvir é un ingegnere informatico israeliano di origine rumena che attualmente lavora nel campo delle Tecnologie Informatiche militari di Israele. Adrian è un medium/guaritore e asserisce di essere in contatto con creature aliene benevole che lo rendono partecipe delle loro avanzate conoscenze mediche attraverso le quali lui é in grado di guarire le persone.
E’ chiaro che le affermazioni di Adrian Dvir devono essere prese con molta cautela, poi ognuno tira le proprie somme e si fa una idea su quanto raccontato. Tuttavia questo articolo potrebbe ritornare utile per tutti coloro che effettuano ricerche sui Rapimenti e impianti Alieni, su cosa servono e come potrebbero funzionare questi ultimi. Lo stesso Adrian Dvir ha stilato un resoconto, basato sulle informazioni provenienti dal Team Medico Alieno, di cui lui stesso è in contatto.
Gli impianti alieni rappresentano un fatto noto e ben documentato, anche perchè la stragrande maggioranza di persone che hanno avuto incontri con gli alieni o che sono state addotte, possiedono impianti, che potrebbero servire come sistema di tracciamento ed identificazione.
Premesso che questo tipo di collaborazione medica e l’attività extraterrestre, sta avvenendo in Israele dal 1995. L’equipe medica Aliena proviene da altri regni o dimensioni per curare gli esseri umani in cliniche alternative, grazie al supporto di guaritori Medium. I pazienti si sentono strane sensazioni durante i trattamenti (prurito, caldo o freddo) e alcuni partecipano anche alle comunicazioni con il team di medici Alieni. Il numero di cliniche degli Alieni sta aumentando costantemente e attualmente (2011) ci sono più di 50 cliniche in Israele, e circa 500 negli USA. Tali cliniche esistono anche in altri paesi (Inghilterra, Danimarca, Australia) e tale attività medica degli ET, contribuisce a sensibilizzare l’opinione pubblica e aumentare il riconoscimento di esistenza degli Alieni.
La collaborazione tra gli ET medici e i guaritori Medium – racconta Adrian Dvir – rappresenta sicuramente un balzo in avanti nelle relazioni (diplomatiche future) di scambio e collaborazione tra Umani e Alieni. Gli alieni che tentano di intervenire o colloquiare con gli esseri umani nelle cliniche di medicina alternativa, lo fanno sempre dopo che i pazienti danno il loro pieno consenso. Nessun rapimento alieno è mai avvenuto durante i colloqui o durante le visite mediche. IL Team medico Alieno collabora e risponde alle domande su temi diversi, tra cui: informazioni sugli Alieni e la loro attività sulla Terra, argomenti scientifici in generale, astrofisica e gli eventi d’attualità che riguardano la Terra.
Massimo Fratini

impianto alieno

Impianti di Tracciamento ed Identificazione
Collaboro con il team medico degli Alieni fin dal 1994. Loro hanno descritto gli impianti come un mezzo per localizzare e identificare i pazienti per i trattamenti futuri. Ciò assomiglia al modo in cui i nostri scienziati etichettano gli uccelli e attaccano trasmettitori agli animali selvaggi per tracciarne gli spostamenti. Gli alieni mi hanno detto che io ho 5 impianti di questo tipo nel mio corpo. Quelli che hanno inserito loro sono 3 mentre i restanti 2 sono stati messi da altre razze aliene. Anche Haya Levy (altra contattata, medium e guaritrice; n.d.t.) é rintracciabile in questo modo. Lei ricorda che 20 anni fa ebbe un incontro con gli alieni e da allora cominciò a soffrire di problemi respiratori nelle vie nasali. Un medico le disse che aveva un pezzo di tessuto nel naso e le raccomandò di asportarlo chirurgicamente. Ma lei rifiutò. Un anno fa Haya chiese al capo del team medico alieno X3 suo referente di effettuare un check su questo pezzo di tessuto. X3 le rispose che si trattava di un impianto di tracciamento che lui stesso rimosse poi dal naso e lo reimpiantò in un’altra parte del suo corpo. Egli le spiegò che loro non rimuovono mai gli impianti che sono stati inseriti da altri tipi di alieni perché sono importanti. Per questo se gli impianti creano problemi alla persona lui li riposiziona in altri posti.

Adrian Dvir

Gli impianti di tracciamento e identificazione sono quelli più semplici e servono per usi futuri, per localizzare e identificare i soggetti umani da studiare o per riconoscere le persone che possono potenzialmente andar bene per contatti futuri. Ci sono numerosi team alieni di ricerca che sono attivi in diversi campi di studio: medico, ecologico, sociologico, di sopravvivenza alle esplosioni atomiche. Il 25 Dicembre del 1997 Haya ed io avemmo un incontro con Avi Grief, il capo del centro ricerche UFO di Israele. Durante uno dei suoi test egli chiese agli alieni di identificare un oggetto racchiuso in un involucro. Inizialmente gli alieni non volevano rispondere sostenendo che non gli era consentito di fornire simili informazioni. Alla fine però svelarono che l’oggetto era un impianto alieno di riconoscimento ed identificazione. Avi Grief confermò che l’oggetto era molto piccolo, meno di un millimetro, e che era stato rimosso chirurgicamente dal braccio di qualcuno. In seguito a questo episodio cominciai a chiedere informazioni agli alieni circa questo impianto. Essi mi spiegarono che si tratta di un vecchio tipo di impianto che proveniva da una specie aliena meno avanzata.

L’ impianto é fatto da un qualche materiale fisiologico. Chiesi come funziona. Mi spiegarono che si tratta di un “transponder” (come quello che hanno a bordo gli aerei e che permette ai controllori di volo del traffico aereo di tenere sotto controllo ogni aereo in volo minuto per minuto, potendo distinguere l’uno dall’altro proprio grazie al segnale del transponder; n.d.r.). E’ un pezzo di materiale. Non é un’apparecchiatura. Gli alieni spiegarono che ogni atomo e ogni molecola possiede un suo specifico “rumore” sottoforma di una qualche onda di bassissima frequenza. Ogni pezzo di materiale possiede il suo gruppo di “rumore” molecolare ed un gruppo di frequenze. L’impianto di riconoscimento ed identificazione é fatto con un composto di materiali specifici ed ha una specifica forma. Questo minuscolo pezzo di materiale agisce come un’antenna ricevente e trasmittente allo stesso tempo. Gli alieni non utilizzano onde elettromagnetiche. Loro asseriscono di usare altri tipi di onde, a livello bassissimo, atomico o sub-atomico.
Gli alieni trasmettono questo tipo di onde e gli impianti li ricevono, risuonano, e le ritrasmettono indietro verso la fonte che le ha originate. La diversità e la complessità di tali onde (come una orchestra sinfonica) permette di distinguere fra molti impianti. Avi Grief portò così l’impianto ad uno specialista che lo studiò al microscopio. La conclusione finale dello specialista fu che l’oggetto assomiglia ad un comune pungiglione o a un aculeo di un insetto. Gli alieni dissero che la forma dell’impianto è scelta apposta per sembrare naturale onde nascondere la sua origine. Gli impianti che sono usati oggi dal team medico sono fatti da materiali speciali che non possono essere rilevati oppure assomigliano a normali tessuti corporei o a coaguli ematici. E adesso andiamo a vedere alcuni impianti alieni più interessanti.

Impianti di comunicazione
Gli alieni impiantarono nel corpo di Haya Levy un apparecchio di ascolto che le permetteva di udire i discorsi degli alieni. Si tratta di un’apparecchio trans-dimensionale che trasforma il suono alieno proveniente dalla loro dimensione alla nostra, trasmettendolo direttamente nel cervello umano. Uri Gal ha ricevuto una apparecchiatura di ascolto simile a questa.

Uri Gal, collaboratore del team Alieno
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