Le testimonianze del 1947 quando trovarono 5 corpi alieni

Quella sera del 1947 trovarono 5 corpi alieni.

Quanto si è detto sull’incredibile caso di Roswell? Forse troppo! Tale caso mi fa venire in mente in un certo senso la Bibbia, e tutti quei testi antichi considerati sacri da molte persone. Il problema è che molto probabilmente la Bibbia è stata modificata da diverse persone da duemila anni a questa parte e sembra che qualcuno abbia volutamente occultato alcune informazioni modificandole a suo piacimento. Tant’è che molti pensano che quel testo in origine avrebbe raccontato un’altra storia. Similmente come il caso della Bibbia, anche l’incidente di Roswell è stato (e lo è ancora) volutamente occultato. Ognuno ha raccontato la propria versione, ma pochi hanno detto la verità. Probabilmente il caso Roswell è tra quelli più insabbiati nell’ambito ufologico. Sono passati circa 68 anni, vi rendete conto? Dopo quasi settant’anni “molte persone” non hanno ancora capito cosa è successo quella notte del 1947 nei pressi di Roswell, tante altre sono convinte che non sia accaduto nulla. Questo è dovuto dal gran lavoro svolto da professionisti di spionaggio e/o debunker (disinformatori), che sono riusciti a manipolare l’opinione pubblica (popolazione adulta).

Personalmente non capisco quale sia la vera ragione, voglio dire, forse a quei tempi era una scelta saggia nascondere determinate informazioni considerato il caos che si generò solo per un messaggio trasmesso in radio dalla CBS nel 1938, la sera prima di Hallowen (La Guerra dei Mondi realizzata da Orson Welles), dove si narrava un romanzo di fantascienza che sostanzialmente dava ad intendere al pubblico ignaro, che sarebbero atterrati gli alieni invadendo il nostro pianeta. Quello “scherzo” generò panico tra migliaia di americani, e da quel che si legge in alcuni documenti, pare sia stata questa una delle ragioni che convinsero i militari e/o governi a nascondere certe informazioni riguardo l’ufologia.

Ma oggi 2015, molte cose sono cambiate, e da qualche decennio molte persone hanno dimostrato di essere pronte e pretendono la verità, perché un’informazione del genere non si può nascondere all’intera umanità. Con quale diritto viene occultata una storia del genere? Una faccenda (naturalmente non è l’unica) in grado di “cambiare definitivamente” il pensiero collettivo della razza umana, qui stiamo parlando di “riscrivere” la nostra storia. Perché ci vengono mostrate scene di guerre, massacri di innocenti, decapitazioni, e barbarie varie mentre ci viene nascosta una storia del genere? A me pare che sia più inumano dover assistere ad una scena del genere che vedere un alieno, anche se dall’aspetto animalesco.

È chiaro che non è tanto l’alieno che vogliono nasconderci, ma tutto ciò che hanno appreso e sviluppato grazie a quella Nuova Scienza, come la chiamava Philip Corso. Una tecnologia che ha fruttato diversi miliardi alle varie potenze, una tecnologia che nascondono gelosamente perché vale più del petrolio. Corso sosteneva che al principio, tale tecnologia era incomprensibile, ma ormai sono passati quasi 70 anni da quel giorno, e molto probabilmente oggi l’uomo è in grado di compiere “magie” viste con occhio di un’ignorante. Forse molti UFO sono terrestri ma è molto più semplice continuare a far credere che non lo siano, così da non doversi giustificare. Forse l’uomo ha già messo piede su altri pianeti del nostro sistema solare (se non oltre), ma è meglio far credere che non riusciamo neanche ad atterrare sulla Luna. I fondi economici sono molto importanti…

Così mentre il mondo intero viene distratto dalle guerre, dalla fame, dalla politica, e da questa interminabile crisi economica che ci sta letteralmente tagliando le gambe, qualcuno da qualche parte sta portando avanti chissà quale progetto sofisticato di natura aliena.

Per fortuna in questo mondo ci sono uomini come Philip Corso che hanno scelto di condividere informazioni “segrete” perché hanno reputato che sia ingiusto nasconderle all’umanità. Perché certe informazioni devono appartenere ad un ristretto numero di persone? Perché la gente non deve sapere che alcuni di quegli strani oggetti non identificati che ogni tanto si vedono volare sopra le nostre teste, sono già atterrati da “molto” tempo? E perché nascondere le creature che le pilotavano, esseri dall’aspetto extraterrestre?

Philip Corso nel suo famoso libro – Il giorno dopo Roswell – si presenta in questo modo (introduzione del suo libro):

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“…per due incredibili anni agli inizi dei ’60, condussi una doppia vita mentre, con il grado di tenente colonnello, ero a capo dell’Ufficio Tecnologie Straniere nel Dipartimento Ricerca e Sviluppo dell’Esercito, presso il Pentagono. Fra l’altro, come responsabile ricerca e valutazione dei sistemi d’arma per conto dell’Esercito, ebbi modo di studiare armamenti elicotteristici francesi, mezzi tattici di un sistema missilistico antimissile, o nuove tecnologie per il vettovagliamento delle nostre truppe. Mi sono aggiornato, mediante relazioni tecniche e incontri con ingegneri collaudatori dell’Esercito, sia sui nuovi arsenali sia sulla dislocazione di fondi di programmazione tecnica. Sottoponevo i loro rapporti al mio superiore, il generale di corpo d’armata Arthur Trudeau, capo del Dipartimento Ricerca e Sviluppo dell’Esercito (Army R&D) e responsabile di un organico di oltre tremila uomini, impegnato in progetti a livelli differenziati. All’apparenza, soprattutto agli occhi dei parlamentari preoccupati del giusto impiego dei soldi dei contribuenti americani, si trattava di semplice routine. Tuttavia, le mie mansioni presso il reparto Ricerca e Sviluppo dell’Esercito includevano il ruolo di ufficiale di lntelligence e di consigliere per il generale Trudeau, il quale aveva già diretto lo spionaggio dell’Esercito, prima di passare al R&D. Personalmente, avevo ricevuto un addestramento specifico durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra di Corea. Il mio servizio al Pentagono prevedeva il riesame di informazioni coperte dal massimo grado di segretezza e quindi, per conto del generale Trudeau, mi trovai coinvolto nelle più delicate aree dello spionaggio militare. In servizio presso lo Stato Maggiore del generale Mac Arthur, in Corea, mi resi conto che – nel 1961 e forse ancora oggi – mentre il popolo americano si godeva in TV il Dr. Kildarc e Gunsmoke, prigionieri americani, reduci della Seconda Guerra Mondiale e del conflitto coreano, erano internati in gulag sovietici e coreani. Alcuni di loro soffrivano condizioni di tortura psicologica. E non hanno mai fatto ritorno a casa. Così, come ufficiale dell’Intelligence, venni a conoscenza di un segreto agghiacciante: alcune delle più rispettabili istituzioni del governo erano state infiltrate da agenti del KGB e certi aspetti chiave della nostra politica estera venivano pilotati dal Cremlino. Informazioni che, per la prima volta nell’aprile del 1962, rivelai in sede di sottocommissione senatoriale presieduta dal senatore Everett Dirksen dell’Illinois e che, appena un mese dopo, fornii al Ministro della Giustizia Robert Kennedy che, ne sono certo, le passò al fratello, il Presidente John Kcnnedy. Nel 1964, dopo il mio congedo dall’Esercito, già inserito nello staff del Senatore Strom Thurmond, per ironia della sorte condussi indagini per conto del senatore Richard Russell, membro della Commissione Warren. Ma nel cuore di una doppia vita di cui nessuno aveva mai immaginato nulla, nascosto nel mio passato di uomo dell’Intelligence, sepolto nei recessi del mio lavoro al Pentagono, c’era un piccolo armadio-archivio, che conteneva il segreto più impenetrabile e più protetto dell’Esercito: il Roswell File, composto da un insieme di reperti e di rapporti informativi, frutto di un’operazione notturna, condotta da uomini del 509° Stormo, di stanza nella Base Aerea dell’Esercito, a Roswell, nella prima settimana del luglio 1947. La squadra aveva recuperato i rottami di un disco volante precipitato nei pressi di Roswell, nel deserto del New Mexico. Il Roswell File rappresentava la testimonianza di ciò che avvenne nelle ore e nei primi giorni successivi all’incidente, quando scattò il cover-up governativo ufficiale. Mentre i militari si interrogavano sulla natura e la provenienza dell’oggetto, e le intenzioni dei suoi occupanti, un gruppo segreto alle dipendenze del direttore dell’Intelligence, l’ammiraglio Roscoe Hillenkoetter, studiava l’origine dei dischi volanti, si documentava sulla fenomenologia degli incontri e, nel contempo, doveva negarne ufficialmente e pubblicamente l’esistenza. Tale operazione è stata condotta per cinquanta anni sotto varie forme, nel più totale ed assoluto riserbo.”

“…a Roswell, nel 1947, un disco volante atterrò veramente. Altro che fantasie. l militari non poterono impedirlo e le autorità non desideravano affatto ritrovarsi coinvolti in un’altra “Guerra dei Mondi”. Ecco il perché della disperata necessità di insabbiare tutta la storia. Inoltre, sulle prime, l’Esercito ritenne che il velivolo potesse essere un nuova arma sperimentale sovietica: era simile infatti ad alcuni velivoli tedeschi costruiti verso la fine del conflitto mondiale, in particolare all’ala volante progettata da Horten (vedi immagine).”

incidente roswell ala volante horten

“A prescindere dalle differenti versioni testimoniali, il file top secret su Roswell giunse nelle mie mani nel 1961, quando ricevetti l’incarico di dirigere l’Ufficio Tecnologie Straniere del Dipartimento Ricerche e Sviluppo. Il mio capo, il Generale Trudeau, mi chiese di utilizzare i programmi di ricerca e sviluppo delle Forze Armate per far affluire le scoperte sulla “tecnotogra Roswell” nel principali programmi di sviluppo industriale, mediante contratti d’appalto nel campo della difesa. Oggi diamo quasi per scontati i laser, i circuiti integrati, le reti a fibre ottiche, i dispositivi a fasci di particelle accelerate ed anche il Kevlar dei giubbotti antiproiettile. Ma le loro matrici furono scoperte all’interno dello scafo alieno precipitato a Rowell e le informazioni che le riguardavano le trovai nei fascicoli custoditi nel mio ufficio, quattordici anni dopo. E non e tutto!”

“Durante le concitate ore che seguirono Il ritrovamento di Roswell, l’Esercito concluse che, in mancanza di ulteriori informazioni, il velivolo doveva essere di provenienza extraterrestre. Ma la cosa più sconcertante è che quell’oggetto, e altri dischi volanti, avevano ripetutamente sorvolato e sorvegliato le nostre postazioni difensive e sembravano evidenziare tecnologie precedentemente riscontrate presso i Nazisti. Ciò indusse i militari a ritenere che le intenzioni del dischi volanti fossero ostili…”

“…Non conoscevamo le intenzioni degli equipaggi di questi velivoli, ma fummo costretti a desumere dal loro comportamento, dalle loro interferenze nelle vite degli esseri umani e dalle mutilazioni di bestiame, che rappresentavano potenziali nemici.”

Philip Corso sostiene che tale tecnologia aliena (anche se dopo diversi anni, e tentativi falliti) fu adattata a programmi di difesa spaziale, nel programma SDI, Difesa Strategica, noto anche come “Guerre Stellari”. Un programma che consentiva di abbattere satelliti, di neutralizzare i sistemi di puntamento elettronico di testate nucleari e di mettere fuori uso navi spaziali, in caso costituissero una minaccia. Grazie all’incidente di Roswell, iniziò l’era dei raggi laser, ordigni a fasci di particelle accelerate, aerei a prestazioni Stealth, e molto altro.

“…Gli avvenimenti accaduti all’indomani dell’incidente di Roswell hanno dell’incredibile: recuperato l’oggetto alieno, ne studiammo la tecnologia e la impiegammo per fronteggiare una possibile minaccia proveniente dallo Spazio. In tal modo, riuscimmo anche a vincere la Guerra Fredda. lo stesso non riuscii a capacitarmene.”

Ora, prima di proseguire vorrei ancora elencarvi la lunga lista dei ringraziamenti che potete trovare nel libro anche se oggi è più probabile troviate solo la versione in lingua inglese. La seguente lista serve per capire l’importanza di quanto viene descritto da Philip Corso nel suo libro.

“Desidero ringraziare i 18 enti dell’Esercito degli Stati Uniti ai quali ho richiesto informazioni generali e storiche concernenti i dettagli dei progetti e degli studi ai quali ho partecipato, Ringrazio inoltre il personale dei suddetti enti, adoperatosi ben oltre il dovuto per fornire dati che si sono rivelati di valore inestimabile per la stesura di questo libro, Segue la lista degli enti: Historical Reference Branch, US Army Military History lnstitute – Ufficio Documentazione Storica. Istituto di Storia Militare dell’Esercito, Carlisle Barracks, Carlisle Pennsylvania; Il Comandante, Corpo del Genio, Washington DC; Dipartimento di Ricerca e Sviluppo (R&D) dell’Esercito, Pentagono: US Army Missile Command, Ufficio Storico, Arsenale di Redstone, Alabama; Centro di Ricerca e Sviluppo Ingegneristico Belvoir dell’Esercito. Fort Belvoir, Virginia: Comando per la Difesa Strategica e Spaziale, Arsenale di Redstone, Huntsville, Alabama: Centro Sensori Elettronici e Visione Notturna. Fon Belvoir, Virginia: Ufficio Comando, Laboratorio di Ricerca dell’Esercito; Harry Diamond Laboratories, Adelphia, Maryland: Istituto di Ricerche Mediche dell’Esercito Walter Reed, Washington DC: Ufficio Storico, Centro di Storia Militare dell’Esercito, Washington DC: Ufficio Storico del Genio, Fort Belvoir, Virginia: Quartier Generale, Corpo Trasmissioni dell’Esercito – Centro Ricerca e Sviluppo Ingegneristico, Direttorato per i Sensori Elettronici e Vbione Notturna, Fort Monmounth, New Jersey; Missile Command USASS DC-H, CSSD-PA, Huntsville, Alabama; Centro Fureria dell’ Esercito. Fort Lee, Virginia: Ufficio Ricerca e Sviluppo. Quanier Generale, US Army Materiel Command, Alexandria, Virginia; Lincoln Laboratories, Lexington, Massachusetts; Bell Laboratories, Westminister Colorado. …Infine. desidero ringraziare il Generale di Corpo D’armata Anhur G. Trudeau per avermi consentilo di utilizzare liberamente il contenuto delle sue memorie, di cui mi ha consegnato personalmente una copia.”

Secondo te, una persona di questo tipo, che si apre all’umanità raccontando una storia allucinante come quella che segue, va presa alla leggera? Bada che anche alcuni gruppi di ufologi hanno cercato di insabbiare certe prove, questo la dice lunga… Adesso capisci cosa intendevo quando sostenevo che entrando in molti forum dedicati all’ufologia ne esci con più dubbi di prima. La cosa triste è che sono pochi a dirigere l’orchestra, molti vanno a fiducia e credono ogni cosa gli venga detta da quel determinato ufologo (o gruppo). Ho conosciuto persone che sono talmente confuse da non credere più a nulla, sanno che esistono da qualche parte esseri alieni ma non credono alle abduction, alle tecnologie aliene, alle tecnologie aerospaziali, pensano che l’uomo sia in grado “solo” di arrivare ad entrare all’interno della ISS. 🙂 Sottovalutano la tecnologia di cui dispongono alcune agenzie private.

Philip Corso parla della tecnologia aliena (della Nuova Scienza) acquisita dopo lo schianto di Roswell, racconta delle testimonianze che sono state messe a tacere, del corpo morente trasportato all’ospedale più vicino, dei 5 corpi presenti nel luogo dell’impatto, uno dei quali ucciso ingenuamente dai militari perché si stava allontanando dal luogo dell’impatto.

Racconta di quella sera del 1947 mentre l’allora Maggiore Corso era di ronda, dove notò in penombra il maresciallo Brown che sotto shock cercò di attirare la sua attenzione per un qualcosa che aveva visto, qualcosa che non faceva parte di questo pianeta. Questa cosa era nascosta dentro una cassa situata in una zona inaccessibile a chiunque. Le stesse casse che degli uomini (militari) scaricarono dai loro autocarri provenienti da Fort Bliss, contenenti resti di un incidente avvenuto nel New Mexico. Una faccenda considerata top secret, ma ciononostante alcuni militari incuriositi come Brown riuscirono a dare una sbirciatina scoprendo qualcosa di allucinante.

Il maresciallo Brown incuriosì il maggiore Corso, il quale nonostante fosse adirato per l’accaduto, decise di fare aspettare fuori il maresciallo ed entrare in quell’edificio veterinario dove erano custodite tali casse.

Corso, indaga e, forse per la fretta, decide di non accendere le luci ma di utilizzare la sua torcia. Osservando alcune casse ne nota una compromessa (forse aperta in precedenza), quindi decide di provare a sollevare il coperchio. Si accorge che quelle casse fungevano da bare, e ciò che vide fu uno spettacolo raccapricciante. Notò che dentro vi era uno spesso contenitore di vetro con un denso liquido azzurro, simile all’additivo “gel” per carburanti diesel. All’interno di questo liquido vi era qualcosa che in principio sembrava una salma di un bambino, misurava circa un metro e venti centimetri, ma aveva delle strane mani, si notavano solo 4 dita (non riusciva a vedere il pollice), aveva delle gambe esili e una testa sproporzionata a forma di lampadina. Quella creatura aveva una pelle di color grigiastro e sembrava ricoperta da una specie di tuta sottilissima. Philip Corso, non riusciva a capire cosa stava osservando, nonostante avesse un aspetto umanoide, non era “normale”. Cercò di osservarlo meglio e notò che gli occhi erano diversi, e che non c’era traccia dell’iride o le pupille, pensò quindi che dovevano essere rivolti all’indietro. Ad ogni modo, non presentavano quei piccoli particolari che lo rendevano umano, le orbite erano enormi, di forma allungata e puntavano verso il piccolo naso. Quest’ultimo più simile ad un’escrescenza, sembrava un nasino di un bambino ma con narici più grandi. Quel cranio era talmente sproporzionato che tutti i lineamenti erano disposti frontalmente ed occupavano sol una piccola area circolare nella parte inferiore della testa. Inoltre, le orecchie quasi non esistevano, come le sopracciglia, la peluria facciale e il mento, anche la sua bocca era molto strana. Più che una bocca, sembrava una piccola fessura piatta, completamente chiusa. Corso, ammette di essere rimasto scioccato per quanto vide tale notte nel Kansas. Quel corpo non umano immerso in quello strano liquido non presentava lesioni o segni causati da un’incidente, inoltre, non vide sangue e gli arti sembravano intatti.

Cercò, all’interno della cassa la bolla di consegna o un foglio di accompagnamento per capire la natura della provenienza, ma trovò un documento dello spionaggio dell’Esercito che descriveva la creatura come passeggero di un velivolo che si era schiantato nei pressi di Roswell. Insieme vi era un foglio di accompagnamento per l’ufficio accettazione dell’Air Materiel Command a Wrigth Field, il quale indicava la destinazione del cadavere, ovvero il reparto di Patologia dell’ospedale Militare Walter Reed.

Corso non avrebbe dovuto vedere quel corpicino senza vita, quella zona era off-limits per tutti, per cui rimise tutto al suo posto, tornando al suo lavoro che stava trascurando senza avere alcuna spiegazione per giustificare eventuali controlli.

Egli sperava di aver visto una mutazione umana causata dall’esposizione a radiazioni atomiche, ma ben presto si rende conto di aver assistito a qualcosa di molto più grande. Ad ogni modo, era consapevole del fatto che quanto appena visto doveva cancellarlo dalla sua mente, e lo stesso consigliò al maresciallo Brown.

In base a l’autopsia effettuata si è scoperto che le EBE sono da considerarsi come robot umanoidi, più che come forme di vita, appositamente create per viaggi su lunghe distanze attraverso lo spazio e il tempo, rappresentano la fine di un processo ingegneria genetica, sviluppato per viaggi interplanetari, in ambienti caratterizzati dalla presenza di onde elettromagnetiche ed a velocità tali, da creare condizioni fisiche descritte nelle teorie di Eistein. Dal referto medico si deduce che il tempo biologico doveva essere trascorso molto lentamente per l’entità, poiché possedeva un metabolismo lento,come provato dalla notevole capienza dell’enorme cuore e dei polmoni. La fisiologia di questo essere indicava che il corpo non doveva essere sottoposto a grandi sforzi per preservarsi. Secondo il referto,le grandi dimensioni del cuore prefiguravano un numero inferiore di battiti rispetto a un cuore umano medio,per pompare il suo fluido semilinfatico, latteo e poco denso attraverso un sistema cardiocircolatorio limitato,primitivo e di capacità ridotta,di conseguenza,l’orologio biologico batteva più lentamente rispetto a quello umano e permetteva alla creatura di viaggiare su lunghe distanze in un tempo biologico più breve.

Per la struttura del cuore viene ipotizzato che funzionava sia come accumulatore passivo di sangue che come muscolo-pompa,era diverso da un cuore umano,il cuore dell’alieno sembrava avere dei muscoli diaframmatici interni che lavoravano meno del muscolo cardiaco umano,in quanto la creatura doveva vivere in un ambiente a gravità ridotta,almeno secondo il nostro concetto di gravità. I patologi esaminando i polmoni si accorsero che occupavano un volume maggiore,nella cavità toracica,rispetto ai polmoni umani,un indizio di avere a che fare con un’entità progettata per viaggi su grandi distanze. Anche l’analisi del tessuto scheletrico indicava un intervento di bioingegneria,le ossa della creatura,apparivano fibrose e più sottili a confronto con ossa umane,risultavano più flessibili di quelle umane e presentavano un’elasticità tale da poter funzionare come ammortizzatori;le ossa umane,a causa della loro fragilità,si frantumerebbero facilmente se sottoposte alle stesse sollecitazioni che tali entità sembrava riuscissero a sopportare. A bordo della navicella non fu trovato del cibo,quindi i medici erano alla ricerca di come queste creature potessero nutrirsi,si cercava di capire il fluido che fungeva da sangue,ma che sembrava anche regolare le funzioni corporee,proprio come fanno le secrezioni ghiandolari nel corpo umano,in queste entità il sistema circolatorio e quello linfatico sembravano essere combinati,eventuali scambi di sostanze nutritive o l’eliminazione delle scorie potevano avvenire solo attraverso la pelle o le mute protettive,in quanto le creature non erano dotate di alcun apparato digestivo ne di smaltimento delle scorie. La tuta spaziale o pelle esterna della creatura sembrava avvolgerla completamente,proprio come fosse stata tessuta su misura intorno al corpo,per fornire una guaina protettiva perfettamente aderente,i patologi immaginarono che senza la tuta,l’entità sarebbe stata vulnerabile ad una combinazione di traumi fisici,dovuta al costante bombardamento delle particelle di energia. La pelle somigliava ad un sottile strato di tessuto adiposo,qualcosa di completamente permeabile, come se avvenisse un continuo scambio di sostanze chimiche circolatorio-linfatico. Era forse questo il modo in cui si nutrivano?

Ma non avendo un apparato digerente l’opinione comune fu che fossero androidi. In base alle grandezze del cranio che avevano solo 4 sezioni distinte ed al ritrovamento della fascia occipitale,gli ingegneri arrivarono a pensare che il funzionamento del velivolo e per governare il volo fossero da ricercare non tanto nello scafo,ma nel rapporto tra pilota e velivolo. Ipotizzarono un sistema di guida ad onde cerebrali,tanto specifico da rappresentare l’impronta elettronica sia del pilota che del velivolo stesso. La navicella era in grado di opporsi all’attrazione gravitazionale attraverso la propagazione di onde,controllate per mezzo dell’inversione dei poli magnetici del velivolo,al fine di poter regolare su una rotta non tanto il sistema di propulsione,ma la repulsione fra cariche elettriche dello stesso segno. Le prime rivelazioni sulla natura della navicella spaziale e sull’interfaccia di pilotaggio arrivarono molto velocemente dalla base di Norton. L’aeronautica scoprì che l’intera navicella funzionava come un grosso condensatore. Essa stessa immagazzinava l’energia necessaria a far propagare l’onda magnetica che la faceva alzare in volo,che le faceva raggiungere la velocità di fuga dal campo gravitazionale terrestre e che le permetteva di muoversi a velocità superiori alle 7000 miglia orarie. Si ipotizzò che i piloti comunicassero con l’onda generata attraverso le tute aderenti,l’allineamento atomico longitudinale dello strano tessuto faceva in modo che i piloti divenivano parte del sistema elettrico del velivolo stesso,il loro compito non si esauriva nel pilotaggio,ma divenivano parte integrante dei suoi circuiti elettrici,il velivolo era un’estensione del loro corpo, perché strettamente collegato al loro sistema neurologico. Le creature erano,quindi,in grado di sopravvivere per lunghi periodi all’interno di un’onda ad elevata energia,diventando il circuito primario deputato al suo controllo. Erano protette dalle tute,che le avvolgevano dalla testa ai piedi e che permettevano loro di essere un tutt’uno con la navicella,in pratica parte dell’onda.

L’astronave a forma di mezzaluna non aveva alcun sistema di controllo di navigazione tradizionale,non vi erano cloche,ne volantini o manette,pedali,cablaggi, flap o timoni,si supponeva che il funzionamento era integrato con le fasce,le tute,il cervello e l’intera astronave,i comandi di volo venivano convertiti dalle fasce in una sorta di flusso di corrente che scorreva nelle tute e che veniva convogliato nei pannelli in rilievo,in cui erano presenti le impronte delle mani delle creature. L’astronave non aveva motore,però poteva immagazzinare e gestire una grande quantità di corrente,a livello teorico,l’astronave poteva essere un condensatore,che immagazzinava corrente controllata o monitorata dal pilota e che poteva,in qualche modo ricaricarsi con l’ausilio di un generatore di bordo. Corso si pose degli interrogativi:se le EBE, oltre ad essere state progettate biogeneticamente per i viaggi interstellari,non fossero state soggette ai tipi di forze che i piloti umani avrebbero normalmente incontrato? Se le EBE utilizzavano una tecnologia basata sulla propagazione di onde come propulsione antigravitazionale e sistema di navigazione,allora potevano viaggiare dentro una specie di onda elettromagnetica regolabile. Fece notare al Generale Trudeau la necessità di studiare i potenziali effetti fisiologici sugli umani,dovuti a lunghe esposizioni alle fughe di energia generate dalla propagazione di un campo elettromagnetico.

La parte finale del libro è dedicata al Progetto HORIZON, volto all’installazione di una base militare permanente sulla superficie lunare.

La creazione di un avamposto lunare permanente avrebbe dimostrato la capacità d’avanguardia nel campo scientifico degli Stati Uniti, fornendo supporto agli studi e alle esplorazioni scientifiche, sorvegliando e controllando lo Spazio, migliorando le comunicazioni e fornendo un laboratorio di base per le attività di ricerca e sviluppo in ambiente spaziale. Inoltre, tale progetto mirava a fornire una base avanzata d’emergenza con capacità di salvataggio e di ausilio alla navigazione per ulteriori attività spaziali.

Tuttavia nonostante venga illustrato il progetto per intero, diviso in 3 capitoli, non sappiamo (noi persone comuni) se siano mai riusciti a portarlo a termine. Di sicuro sono atterrati sulla Luna perché si legge tra le note lo sconforto nell’essere stati preceduti dai Russi. Il documento è militare con tanto di firme e date (20 Marzo 1958). Che poi abbiano creato un filmino sullo sbarco lunare, questa è un’altra storia, di cui non mi preoccuperei troppo date le circostanze.

L’incidente di Roswell è un fatto “accaduto realmente” e ci sono stati centinaia di testimoni, anche civili, ma purtroppo sono stati messi a tacere, alcuni comprati e molti altri terrorizzati da militari. Ad ogni modo, pare che gran parte della tecnologia che possediamo oggi è merito di un disastroso incidente dove venne coinvolto un velivolo alieno, quella notte del 1947 nei pressi di Roswell…

Il libro in lingua originale:

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