Notizie e rivelazioni top secrets riguardo gli alieni p.6

Continua l’intervista del Sergente Clifford Stone:

Ci ho lavorato. Sono stato lì. E so che alcune delle cose che facciamo sono davvero, davvero, davvero, davvero terribili. Essi non ci sono ostili. Noi siamo i nemici, in questo caso – ma siamo nemici, mi piace pensarlo, per buone ragioni. Ci preoccupiamo per quello che qualche altro paese potrebbe fare. Ho concluso che sto lottando contro il tempo. Che ho solo poco tempo per cercare di convincere le persone che ci stiamo muovendo sulla strada della militarizzazione dello spazio. Una volta militarizzato lo spazio avremo una nuova intera strada di tecnologie a noi aperte. La NASA sa che ci vorranno altri 1400 anni per realizzare ciò che chiamiamo viaggi interstellari. Vi dico che alla fine di questo secolo li staremo già facendo. Se non cresciamo spiritualmente – e questa è per me una cosa difficile da affermare – se non faremo nulla per crescere spiritualmente non riusciremo ad effettuare i viaggi interstellari. Essi ci bloccheranno. Ciò che è peggio è che essi si faranno conoscere dalla inconsapevole popolazione di questo pianeta. Noi vogliamo acquisire una tale tecnologia. Vogliamo che questa tecnologia diventi parte della nostra tecnologia. Nel corso dei prossimi 25 anni militarizzeremo lo spazio. Come risultato della militarizzazione dello spazio acquisiremo nuove tecnologie e perfezioneremo tali tecnologie che ci porteranno ai viaggi interstellari. Come diretto risultato, noi diventeremo per loro un pericolo se non cresceremo anche spiritualmente. Ma io sento che se non cresceremo spiritualmente forzeremo la situazione al punto di costringere queste creature a rivelarsi. E loro si riveleranno. E nessuna potenza sulla Terra potrà impedire che accada. Gli ET lo faranno allo scopo di impedirci di uscire nello spazio e diventare per loro un pericolo. Se questo dovesse succedere, accadrebbe ad una popolazione mondiale inconsapevole e ciò potrebbe creare problemi molto seri.

(Si veda la testimonianza del Dottor Carl Rosin sulle preoccupazioni di Wernher Von Braun sulla militarizzazione dello spazio. SG.) Ma questo non ha a che fare solamente con gli Stati Uniti. E’ una verità della quale deve essere informato il mondo intero. E la verità è che l’uomo non è solo, ci sono popoli di altri pianeti, di altri sistemi solari che vengono qui. Credo che i servizi segreti abbiano le loro buone intenzioni quando classificano le informazioni che hanno a che fare con gli UFO. Credo che si pongano domande molto serie e dure: che impatto si avrebbe se la gente nel mondo sapesse che non siamo più soli nell’universo, che ci sono intelligenze che visitano questo pianeta? E penso che le loro intenzioni fossero buone. Come tutti i servizi segreti del mondo, naturalmente vuoi andare avanti nell’acquisizione di tecnologia per applicazioni militari. Così vuoi provare a tenere parte di quella conoscenza il più possibile segreta classificandola nel modo più alto possibile, mantenendo l’informazione aperta solo ad una piccola manciata di persone, per cui ecco i Programmi ad Accesso Speciale. Comunque credo che mentre era frutto di buone intenzioni mantenere queste informazioni classificate, la cosa (ora) stia irritando le persone. Credo che nessun governo abbia il diritto di far apparire pazzo chiunque semplicemente veda un UFO. Credo che nessun governo ne abbia il diritto sapendo che la psicologia degli individui può condurre alla fine ad un tremendo accumulo di depressione, e portare, in ultima analisi, a molti, molti casi di suicidio o autodistruzione.

Wernher_von_BraunWernher Von Braun

Quando vediamo accadere questo genere di cose abbiamo l’obbligo di riconsiderare i nostri pensieri e le nostre posizioni. Suggerirei che dobbiamo abbattere i muri della segretezza, che dobbiamo essere responsabili nel far emergere la verità. Dobbiamo essere responsabili di come questa verità viene a galla. E dobbiamo essere sinceri. Non si tratta di una storia spaventosa. Imparerete che gli ET hanno una percezione della divinità. Scoprirete che hanno famiglie. Scoprirete che hanno culture. Scoprirete che ci sono cose che gli piacciono e cose che non gli piacciono. Cercherete ciò che hanno di simile a noi, non le differenze. E quello è il modo di iniziare sulla strada della verità. Il problema che abbiamo in questo momento è che li vediamo come qualcosa di cui parlare, qualcosa di cui meravigliarsi ed essere stupiti. Bene, tornando alla mia storia, avevamo appena finito l’addestramento per diventare sottufficiali NBC. Ed un mio amico mi portò a Fort Lee in Virginia. Lui stava andando a Fort Meade, nel Maryland e mi disse, – vieni con me, ti darò un passaggio alla tua base -. E discutemmo degli UFO sulla strada per Fort Lee. Diverse settimane dopo essere giunto a Fort Lee, ricevetti una chiamata da questa persona ed andai a trovarla a Fort Meade. Quando arrivai a Fort Meade dove egli sarebbe dovuto essere, mi dissero che stava per essere arrestato e che avrebbero parlato con me di questa situazione più tardi, qualora fosse stato liberato. Questa persona mi chiese, tra l’altro, – Sei mai stato al Pentagono? – Beh, all’epoca non c’ero mai stato.

Così mi dissero, – Bene, è davvero un posto unico. Andiamoci e facciamoci il giro turistico dei venticinque centesimi -. Così ci andammo. Entrammo. Mi diedero un piccolo badge, senza fotografia. Ma il tipo che era con me, ne aveva uno con la fotografia e disse alle guardie che io ero autorizzato a seguirlo. Fu sempre lui a guidarmi. Alla fine arrivammo in un posto dove c’era un ascensore. Scendemmo con esso – non so quanto – verso il basso. Non so dirvi se ci sia un solo piano sotto il Pentagono, o due o cinquanta. Ma andammo sotto. Quando arrivammo giù, c’erano due monorotaie. Voglio dire, che ci sono delle monorotaie sotto il Pentagono.

Sembrano come grossi tubi, piuttosto spessi al centro, uno per parte. Insomma ci sono queste piccole monorotaie con dei veicoli che somigliano a proiettili, dove possono sedere due persone avanti e due persone dietro. Salimmo su di una monorotaia e cominciammo a muoverci, mi sembrò per circa una ventina di minuti, ma posso solo tirare ad indovinare perché non ne sono sicuro. Quando scendemmo, mi disse, – Vieni, ti faccio vedere alcuni posti interessanti sotto questo corridoio. Così proseguimmo lungo il corridoio e sembrava esserci una porta alla fine di esso. Mentre ci avvicinavamo a quella porta, la mia guida si voltò verso di me e mi disse, – Sai, le cose non sono sempre come sembrano -. Mi disse che un sacco di gente non sapeva nulla di questi corridoi nei sotterranei del Pentagono. Solamente pochi erano a conoscenza del fatto che esistevano monorotaie sotterranee che collegavano vari siti. Disse, – E’ proprio come queste mura intorno, non tutte sembrano mura -. Ed io gli dissi, – Che intendi dire con non sono mura? Di cosa stai parlando? -.

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