Notizie Stefano Breccia dei W56 ci lascia

Ci ha lasciati un altro pezzo importante dell’ufologia italiana.

Dopo la scomparsa di Leandro Trento, contattista pescarese legato a casi clamorosi di Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo in Abruzzo, questa volta dobbiamo salutare con rammarico Stefano Breccia.

Ricercatore scrupoloso, uomo onesto ed equilibrato, la cui ineccepibile professionalità non ha mai fatto discutere tanto negativamente l’ambiente ufologico nazionale quanto dovrebbe, visti i contenuti (anzi, egli fece parlare di sè anche oltre confine) l’ingegnere aquilano, da sempre legato ad un’inossidabile passione per l’ufologia, ci ha per fortuna lasciato il suo testamento editoriale che è ancora oggetto di ampie vedute e possibili verifiche, attraverso l’importante saggio a sua firma, intitolato: “Contattismi di Massa” (Nexus Edizioni) pubblicato nel 2007 e tuttora reperibile. In questo controverso testo, si discute in maniera scrupolosa e peculiare ogni singolo dettaglio del caso “Amicizia”, ovvero uno dei più clamorosi e controversi fatti degni di un X-File, capaci di affascinare e interessare chiunque si sia mai trovato a trattare almeno una volta di “dischi volanti”.

S.Breccia

È uno dei più sensazionali e controversi libri mai scritti sugli UFO. Il racconto lasciato a noi terricoli da Bruno Sammaciccia a proposito di un gruppo di alieni, i “W56”, che sono sulla terra “da millenni”, che hanno scavato un’immensa caverna sotto il mare Adriatico fin verso l’Italia centrale (!), e da Ortona a Rimini (due città a 235 km di distanza, da nord a sud), che usano come la principale base terrestre di operazioni. Per toccare un simile caso di così massiccia infiltrazione del nostro ambiente terrestre, la prima parte del libro si interessa diffusamente allo studio dell’affare Ummo, che diversi studiosi continuano a considerare un caso genuino, e non una truffa elaborata. Sammaciccia è stato, per molti anni, l’anello di congiunzione fra i W56 ed il “nostro” mondo. Le storie dei suoi eroici sforzi volti ad assistere i W56 ed il loro lavoro sono ad un tempo affascinanti e spesso divertenti, ad esempio le richieste di camion carichi di frutta e vegetali, da acquistare e consegnare presso una base aliena senza suscitare il benché minimo sospetto nei terricoli. Ancora più strani, e divertenti, i racconti circa occasionali visite dei W56 presso le abitazioni di terrestri, con problemi tutt’altro che trascurabili, visto che uno degli alieni era alto tre metri! I W56 sono stati fra noi fino alla fine degli anni 70, allorché i loro nemici sono riusciti ad attaccare e a distruggere la maggior parte delle loro installazioni sotterranee. I W56 sono dovuti fuggire, ma si ha la sensazione che ora siano tornati, ed abbiano preso contatto con un nuovo gruppo di umani che li assistano nel loro lavoro sulla Terra. Anche affascinanti sono le storie delle battaglie fra i W56 ed i loro nemici, i “CTR”. Ci sono “incidenti” ben documentati, ad esempio l’“incidente di Pescara”, nel corso del quale le forze liberate nel corso dei combattimenti hanno coinvolto larghe aree, sia su terra che sul mare.

Questo è uno dei più strani racconti che si siano mai sentiti nell’ambito dell’ufologia. La storia è stata tenuta segreta per lungo tempo, ma Sammaciccia, poco prima di morire, si convinse a rendere note le sue esperienze. L’autore, Stefano Breccia, ha conosciuto Sammaciccia assai bene, e si è sobbarcato il compito di portare questa storia alla lucetti coloro che gli hanno voluto bene.

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