Alieni: Steven Greer, perché gli Et non Intervengono?

Odiato dagli scettici e dai debunkers e inviso alla classe degli Ufologi di Stato, il medico americano Steven Greer è stato sempre nell’occhio del ciclone, per via del suo impegno ad affermare una nuova Ufologia, fatta di una presa di coscienza radicale contro il sistema politico vigente e a favore delle fonti energetiche alternative. Su tutti i ricercatori che ho conosciuto, Greer è quello che ha ottenuto i risultati più concreti nella lotta al cover-up e nel promuovere il processo di divulgazione pubblica della verità sull’esistenza del fenomeno UFO e della presenza aliena interagente con il nostro pianeta. Un impegno che ha avuto come apice la storica conferenza stampa del 9 Maggio 2001, tenutasi presso il National Press Club a Washington DC, che vide la partecipazione di decine di testimoni militari a civili, fra i quali ricordo (traendo la lista da Wikipedia):

Steven Greer (foto: Paola Harris)

– John Callahan, Capo Divisione Incidenti e Investigazioni per la FAA in Washington, negli anni ‘80 (in pensione).

– Charles Earl Brown, tenete colonnello USAF, in pensione.

– Michael Smith, sergente USAF (1967-73), controllore radar.

– Enrique Kolbeck, Controllore del traffico aereo, Messico.

– Graham Bethune, pilota comandante della marina (US Navy) in pensione (oggi deceduto).

– Dan Willis, US Navy, autorizzazione Top Secret di 14º livello.

– Don Phillips, USAF e CIA.

– Robert Salas, capitano USAF, ufficiale di lancio dei missili Minuteman, testimone dell’incidente di Malmstrom (Montana) del 16 Marzo 1967.

– Dwynne Amesson, USAF, ufficiale di comunicazioni elettroniche.

– Harland Bentley, US Army.

– John Maynard, sergente in pensione della DIA (Defence Intelligence Agency).

– Karl Wolf, sergente USAF, autorizzazione Crypto Top Secret a Langley, Virginia.

– Donna Hare, impiegata NASA (Philco Ford Aerospace, 1967-81);

– Larry Warren, USAF, ufficiale di sicurezza (caso Bentwaters).


– George Filer III, maggiore USAF e pilota in pensione, che riporta, tra le altre cose, anche l’avvistamento di Teheran.

– Clifford Stone, sergente di prima classe US Army, testimone di UFO Crash che dichiarò: “So che non siamo soli nell’Universo. So che l’assenza di evidenza non è evidenza di assenza. Èevidenza che è stata negata al popolo americano. Sono qui davanti a voi e Dio Onnipotente, e vi dico questo: se il Congresso mi chiama a testimoniare in dettaglio ciò che so, oggi vi dico che sono pronto a farlo. I governi non devono mai mentire ai popoli, per nessuna ragione”.

– Mark McCandlish, USAF.

– Daniel Sheehan, avvocato e consigliere generale del Disclosure Project, che racconta diversi fatti, tra cui la richiesta di Carter (allora presidente USA) a Bush Senior (allora direttore CIA) di informazioni sugli UFO, ma queste vennero negate.

– Dottoressa Carol Rosin, che racconta il suo incontro con Von Braun.

Se questo non bastasse a definire il curriculum di Greer, valga un altro punto, che sta indigesto alle categorie di “ricercatori” che ho menzionato in apertura: Greer possiede qualità che ad altri fanno difetto. Onestà intellettuale, innanzitutto. E franchezza. Steven ha sempre richiesto (e ricevuto) sostegni economici per portare avanti il suo lavoro, di questo non ha mai fatto mistero. Altri preferiscono ottenerli sottobanco e farsi passare per “puristi”. Chissà perché, poi, quando si tratta di dire la verità – ammesso la sappiano – ne dicono un decimo e gli altri nove decimi restano sepolti altrove.

L’Intervista che segue, risalente all’Ottobre 2000 e pubblicata sul mensile “Stargate”, resta per me una delle più significative, come manifesto della Nuova Ufologia. E i suoi contenuti, oggi, sono più attuali che mai.

Amici o nemici? Nessuno dei due

Perché gli Extraterrestri non intervengono, pur di fronte a un potere occulto che vuole militarizzare lo spazio, votando la Terra all’autodistruzione. L’imperativo è: svegliare la coscienza di chi sa e potrebbe parlare.
In visita di lavoro a Roma lo scorso Settembre, il Presidente e Direttore dello statunitense CSETI (Center for the Study of Extraterrestrial Intelligence), promotore del Disclosure Project, Iniziativa di informazione globale contro la segretezza sugli UFO/ET, ci ha rilasciato l’intervista che segue.

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Maurizio Baiata: Steven, a che punto siamo?

Steven Greer: Dice un bellissimo proverbio cinese: “Meno cambiamo direzione più facilmente arriveremo alla meta”. 50 anni fa l’umanità ebbe l’opportunità di modificare il proprio comportamento, farla finita con la guerra, agire per la pace e permettere alle tecnologie di salvare l’ambiente. Non l’abbiamo fatto. Perché la gente che aveva potere e soldi non volle cambiare. Ora il 2000 è qui: li abbiamo solo rimandati, ma i cambiamenti devono avvenire. Due, i problemi principali con cui l’umanità si sta confrontando. Il primo è la pace. Ci sono persone che vogliono esportare i conflitti internazionali ed etnici, creando un nemico nello spazio e portando le armi nello spazio. Non è un percorso di sopravvivenza, non è fattibile. Il secondo è il sostentamento. L’ambiente sta collassando, il ghiaccio dei poli si sta sciogliendo, l’acqua è inquinata, la terra è contaminata e nel giro di 20, 30 anni, saremo in piena crisi mondiale per le fonti di energia.

L’altra parte del problema è che le tecnologie soppresse, i sistemi ad energia a punto zero, i sistemi di propulsione, la tecnologia UFO, che sono stati già scoperti, retroingegnerizzati, non possono attendere ulteriormente prima di essere rivelati. Se oggi si facesse un annuncio, dovremmo attendere almeno 20 anni per cambiare tutti i sistemi energetici, i motori delle auto, i sistemi delle case, per sostituire le fonti di energia che stanno distruggendo il pianeta e impiegare quelle giuste prima che il petrolio finisca. Ora il mondo, in quanto società, deve prendere una decisione che non può più essere rimandata. Un impegno ereditato dalla nostra generazione sin dagli anni ’50. Per fare la cosa giusta, dobbiamo immediatamente svelare i segreti, far parlare i militari e usare la tecnologia per scopi pacifici. Così avremo una civiltà capace di sostentarsi per migliaia di anni. Altrimenti ci troveremo di fronte alla distruzione e non solo geologica, geofisica e ambientale. Credo che un gruppo segreto di persone malvagie stia militarizzando lo spazio.

Ma esiste una legge universale che non lo consente, quindi una civiltà come la nostra deve correggersi. Perché ci sono forme di vita extraterrestri che non consentirebbero agli umani di andare nello spazio con le armi e rappresentare una minaccia per pianeti con civiltà innocenti e inermi, pur essendo avanzate tecnologicamente. Chi abbia deciso di immettere ordigni nello spazio, non rispetta la legge universale e costituisce una minaccia per gli umani e per le altre popolazioni. Gli extraterrestri non sono una minaccia per noi se noi per primi non minacciamo la pace. Quindi, se il controllo di questi progetti non sarà nelle mani di persone sagge, saremo in grave pericolo.

M.B.: In uno dei suoi incontri con entità aliene, il colonnello Corso chiese: “Sei amico o nemico?” e l’essere gli rispose “nessuno dei due”.

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1 COMMENTO

  1. per noi terrestri, l’unica soluzione è essere draconiani sottomessi e basta. orione ci comanda anima e corpo. nessuna possibilità di fuga. nessun futuro libero. servi inutili siamo, creati per servire e per concedere energia ai draks. I paa tal o esseri con l’anima servono i regni di thuban, con il sacrificio della loro anima e noi siamo un popolo paa tal. la razza rettile autoctona terrestre ha fallito e non’era abbastanza intelligente per i draks, imperatori del sistema rettile, così, decisero di creare un complesso ibrido paa tal che, sulla terra, nutrisse, con l’anima ed il sangue, le loro menti sovrane. Dovremmo essere contenti di essere servi dei signori della galassia, in fondo, non sono una razza negativa . Se fossero stati distruttivi ci avrebbero ucciso, ma stanno cercando di istruirci con diverse religioni, ai misteri dello spirito. purtroppo, se non faremo il fatidico salto quantico, non potranno cederci ai loro superiori, che sono dimensionali ed iper-temporali, con i quali, ritroveremo la nostra natura, ma questa volta rettificata dal rigore draconiano. Non dovete pensare che i draks siano parassiti, semplicemente fanno il lavoro duro di creare delle razze, al meglio e purtroppo, devono metterle dentro delle trappole, per vedere se riescono a superare l’inganno dell’ego. Noi, fino ad ora non abbiamo superato l’esame e continuiamo a rigirarci nel fango, come una scrofa insoddisfatta. Essi è vero, potrebbero liberarci, ma se lo facessero, ci darebbero la possibilità di distruggere mezzo universo, quindi, devono per forza aspettare che parta da noi un libero afflato all’equilibrio ed all’armonia. essi non pretendono altro che l’avanzamento della razza terrestre ed auspicano che prima o poi, con le buone o con le cattive, la trasformazione tanto sperata avvenga. In ultima istanza, il tanto disrezzato nuovo ordine mondiale sotto i draks luminosi, non sarebbe affto così pessimo, anzi! Se considerate che l’unione e la comunione delle cose è Armonia, come un’orchestra che suona con ordine, capirete che stati e staterelli e barriere di sorta, impediscono l’unione totale del pianeta. nel passato, guerre omicide, genocidi impressionanti, han già macchiato la terra, troppe volte si è rimandata l’unione ed ora, alle soglie della nuova era, i draks sono davvero disperati per noi. Come farnno a presentarci in tempo a SION? che è la città delle razze spirituali? .. il tempo stringe e non vi è più tempo per altre stupide guerre trà stati. la libertà è la conseguenza dell’amore . Quest’ultimo sentimento è retto dal libero arbitrio, che non tollera divisioni di sorta e muri di nessun tipo. Se , dopo milioni di anni, non siamo riusciti ad unirci, lo faranno loro, costi quel che costi, con l’abbattimento delle barriere economiche trà stati per far sì che nasca un mondo unito.. ONE WORLD.. ONE LOVE.. LET’S GET TOGETHER AND FEEL ALL RIGHT.. come diceva il buon BOB MARLEY.. che , come vedete, non’è molto diverso dai draks. Putroppo Loro speravano che ci potessimo arrivate prima, con metodi “soft” ma visto che siamo ultra ripetenti.. ora ci toccano le legnate. Punto e basta.

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