Pianeti, galassie e vita aliena

Pianeti, galassie e vita aliena

Nonostante le evidenze scientifiche molte persone sono convinte che la Terra sia l’unico pianeta in grado di sostenere forme di vita più o meno intelligenti all’interno di questo infinito universo (fino a prova contraria). Eppure i numeri parlano chiaro…

Stime conservative suggeriscono che nell’universo esisterebbero circa 500 miliardi di galassie, ciascuna con una media di 300 miliardi di stelle. Anche se ci tenessimo “molto bassi” utilizzando una media di un solo pianeta a stella, si otterrebbe una stima di 150 sestilioni di pianeti nel nostro universo.

500.000.000.000 * 300.000.000.000 = 150.000.000.000.000.000.000.000

Anche se prendessimo in considerazione il fatto che molti di questi pianeti potrebbero non essere abitabili, almeno per forme di vita dotate di intelligenza complessa/avanzata, quindi, seguendo questa logica diciamo che solo 0.00001% dei pianeti sono abitabili. che tradotto in numeri corrisponde a circa 15 quadrilioni di pianeti abitabili nel nostro universo.

150.000.000.000.000.000.000.000 * 0.0000001 = 15.000.000.000.000.000

Se poi si divide la stima totale di pianeti abitabili dalla stima di galassie nell’universo (500 miliardi), ci ritroviamo con una media di 30 mila pianeti abitabili per galassia.

15.000.000.000.000.000 / 500.000.000.000 = 30.000

Quindi in base a questa stima conservativa, ci sono potenzialmente 30.000 e forse più, pianeti abitabili solo all’interno della Via Lattea. Se consideriamo le prove fotografiche, video e testimonianze dei rapimenti/contattisti, e le inseriamo nel contesto delle stime matematiche di cui sopra, mi è difficile credere che certe persone parlino seriamente quando affermano che i fenomeni ufologici (gli alieni) siano tutta una favola inventata per manovrare le masse. C’è addirittura chi chiama questa evidenza “nuova religione”. 😉

Ad affermare della probabile esistenza di centinaia di miliardi di galassie furono gli scienziati che analizzano i dati del Telescopio spaziale Hubble e della missione Kepler. Grazie ad una simulazione eseguita da un supercomputer il quale stimò nel 2013 che il numero di queste ultime poteva raggiungere i 500 miliardi. Inoltre, molte di queste galassie sarebbero più antiche della Via Lattea. In poche parole l’Universo ha il potenziale per essere pieno di vita.

Con l’avvento di potenti telescopi spaziali infrarossi, come il telescopio spaziale Spitzer e il (recentemente scomparso) Herschel Space Telescope, gli astronomi sono stati in grado di studiare le proprietà delle polveri in galassie così lontane che la loro luce ha viaggiato verso di noi per oltre il novanta per cento della dell’età dell’universo. Tali oggetti vengono rilevati perché sono molto luminosi nell’infrarosso, grazie al gran numero di stelle la cui luce riscalda la polvere che a sua volta irradia a lunghezze d’onda infrarosse.

hubble galassie

Esempio di testimonianze attendibili

Clifford Stone: Per gran parte dei miei anni sono stato coinvolto con gli UFO, sebbene all’inizio non sapessi che si trattasse proprio di questo. Mentre trascorrevo la mia infanzia e durante i miei primi dieci anni, strani eventi accaddero nella mia vita. In seguito, entrai nell’esercito e scoprii che questi eventi mi avrebbero seguito anche lì.

Nel corso degli anni dell’indagine UFO, ufficialmente gestita dal governo degli Stati Uniti, il governo decretò che ci fosse solo un’agenzia coinvolta in queste indagini, la US Air Force. A dire il vero, all’inizio, era l’Army Counter Intelligence Corps (i corpi del controspionaggio dell’Esercito, ndt) a gestire le indagini. Ufficialmente cominciammo dopo l’avvistamento del 24 Giugno 1947. Il CIC, l’Army Counter Intelligence Corps, era coinvolto in quelle indagini e lo sarebbe stato fino a che l’Air Force non fosse diventata un ente separato nel 1947, in conseguenza del National Security Act del 1947.

clifford stone

Il 17 Settembre 1947 entrò in vigore il National Security Act. Il 23 Settembre 1947, l’Army Air Force Corps divenne la United States Air Force. Coloro che facevano parte del CIC assunsero le indagini sugli UFO. Dato l’alto numero di resoconti ufologici che arrivavano alla US Air Force, ci si rese conto del bisogno di avere un punto di smistamento dove ricevere i report UFO e confermare che questi ricevessero l’attenzione ufficiale.

Quindi l’Air Force predispose quello che venne chiamato il Project Sign. Il Project Sign ebbe inizio il 22 Gennaio 1948: la stampa lo chiamò Project Saucer, per proteggere il nome in codice “Sign”, che era riservato. Nel Febbraio 1949 venne rilasciato un rapporto del Project Sign in cui si affermava che tutti gli UFO potessero essere spiegati come frodi, illusioni e misidentificazioni di fenomeni conosciuti come aerei visti in condizioni insolite. L’Air Force rilasciò il rapporto ben sapendo che fosse sbagliato. Questo, naturalmente, non fermò l’afflusso di segnalazioni UFO che arrivavano all’Aeronautica. Con l’affluenza di tutti quei report si videro obbligati a riconoscere che il Project Sign non era morto nel Febbraio 1949, ma era continuato. Il nome era stato cambiato, essendo il termine “Sign” compromesso, ed era diventato Project Grudge e tale sarebbe rimasto fino al 1952, quando diventò Project Blue Book. Questo manterrà il suo nome fino alla sua chiusura nel Dicembre 1969, quando avrebbero dichiarato di non avere più intenzione di indagare sugli UFO. Tuttavia, non fu quella la fine.

Ciò che il popolo americano non sapeva era che, dietro le quinte, le indagini sugli UFO andavano avanti, ed erano indagini più approfondite, che si occupavano di avvistamenti molto più attendibili. Quelli dei militari. Gli avvistamenti riportati dagli astronomi. Gli avvistamenti degli scienziati. Anche questo aveva un nome in codice. Non so quale fosse. Per capire la situazione bisogna risalire al lontano periodo durante il quale ci furono delle indagini sul fenomeno, a cominciare dai Foo Fighters nella Seconda Guerra Mondiale, quando cominciammo ad interessarci veramente. Fu allora che ebbe inizio il coinvolgimento ufficiale nel fenomeno UFO. I Foo Fighters, avvistati dai nostri piloti e le torri d’accesso, erano qualcosa di reale. Qualcosa che mostrava un controllo intelligente e che effettuava azioni elusive. Il desiderio di sapere cosa fossero era forte. L’Esercito degli Stati Uniti, sotto gli auspici del Generale McArthur, creò la United States Army Interplanetary Phenomenon Research Unit. Nel 1943, McArthur poté accertare, grazie al suo personale del CIC, che vi fossero sicuramente velivoli interplanetari che facevano visita al nostro pianeta, osservando l’Evento Mondiale, come chiamavamo all’epoca la Seconda Guerra Mondiale, e che se si fossero dimostrati ostili, sarebbe stato un bel problema. Questo non è mai stato reso pubblico al popolo americano. Si sa dell’Interplanetary Phenomenon Research Unit, ma non si sa quando ebbe inizio davvero. Dal rilascio di documenti da parte dell’FBI sappiamo anche che il Blue Book non fu mai incaricato davvero di nulla.

In sordina, dal 1947 al 1953, precisamente dal Gennaio 1953, l’OSI – Office of Special Investigations (coloro che erano subentrati al CIC dell’Esercito, che svolgeva le indagini iniziali), si occupò di monitorare la situazione UFO a Wright-Patterson. Il Blue Book dovevaannacquare i resoconti, soprattutto i più importanti.

Nel Gennaio 1953 si verificò un evento unico. La United State Air Force creò un’unità molto d’élite, che sarebbe stata conosciuta come il 4602d Air Intelligence Service Squadron. Il Generale Burgess suggerì al Capitano Ruppelt di creare un’unità specificamente per uscire e svolgere indagini sul campo, e che se a questa unità fosse stato permesso di indagare sugli UFO noi saremmo stati finalmente in grado di trovare qualcosa di valido a riguardo. Ruppelt, nel suo libro del 1956, “Unidentified Flying Objects” allude di essere stato colui che suggerì a Burgess quanto sopra. I files del Blue Book che avevano a che fare con l’AISS, i files dell’Air Intelligence Service Squadron, mostrano chiaramente che fu Burgess a fare la proposta a Ruppelt.

Il 4602d AISS ebbe una missione in tempo di guerra: l’utilizzo di velivoli nemici caduti, del personale e delle dottrine nemiche. Non aveva missioni in tempo di pace anche se nel al suo concepimento, a dire il vero, una missione in tempo di pace l’aveva: svolgere ricerche sul campo riguardo agli Oggetti Volenti Non Identificati. Le indagini erano svolte da personale militare composto da osservatori estremamente preparati come scienziati, astronomi, personale considerato credibile che sapeva di cosa stesse parlando nel fornire dati accurati. Venne creato anche un nuovo programma, sconosciuto al Project Blue Book. Ogni report UFO che arrivava all’Air Materiale Command, in seguito denominato Air Tactical Intelligence Centre, prima passava per il centro di smistamento. L’Operazione Blue Fly ora era pienamente operativa. Il suo scopo era l’immediata utilizzazione e recupero di qualunque velivolo nemico, o presunto tale, caduto nel continente degli Stati Uniti o nei territori amici oltremare, come anche il recupero sul campo di tecnologie avanzate. Questo includeva il recupero e l’utilizzo di quelli che chiamiamo Oggetti Volanti Non Identificati, e continuò molto dopo la fine del Blue Book, nel 1969.

Tratto da un vecchio articolo pubblicato sulla rivista XTimes

Ad ogni modo se può interessarti trovi qualcosa anche su questo sito, ad esempio: Clifford Stone e Bob Dean.

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