Le sonde aliene sono invisibili ai nostri occhi

Qualche mese fa, due matematici dell’Università di Edimburgo, Arwen Nicholson e Duncan H. Forgan, sostennero che le sonde aliene potrebbero già aver esplorato il nostro sistema solare e non è escluso che si aggirino sul nostro pianeta “oggi”, anche se non siamo in grado di individuarle. La notizia fece scalpore, e fu pubblicata anche sull’International journal of astronomy.

Prima di parlare della loro ipotesi, sarebbe meglio ricordare al lettore che qualcosa del genere sarebbe già in uso da alcuni governi, secondo quanto è scritto sul documento Blue Planet Project. In pratica l’uomo (terrestre) conosce già una tecnologia che gli permette la mimetizzazione quasi completa (se non del tutto) di un mezzo aereo. Aggiungo, che con qualche ricerca in rete, potrete visualizzare dei video, anche se non molto facili da trovare, su YouTube, che mostrano delle riprese con e senza filtro infrarossi nei quali vengono ripresi degli oggetti luminosi, solo all’infrarosso. Per dimostrare che non si tratta di una bugia, ho cercato personalmente uno dei vari video condivisi, non so per quanto sarà disponibile, per adesso è presente, e risale al 30/08/2010. Nel video si nota che ad un certo punto dove è montato il filtro infrarossi, spuntano delle sfere, oggetti luminosi, UFO, Ovni, o come preferite chiamarli, dal lato destro dello schermo. Questo significa che determinati oggetti, umani o no, sono già presenti nei cieli del nostro pianeta, quindi i due matematici non sono così spostati mentalmente come qualcuno potrebbe credere.

So già che lo scettico dirà che è un fotomontaggio, perché così è deciso. Trovo sia inutile discuterne, per il semplice fatto che queste persone, le quali non credono a nulla, esistono, ed esisteranno sempre nella storia dell’umanità, quindi perché perderci del tempo, cercando di convincerli che potrebbero essere loro quelle che ragionano male.

Non mi stancherò mai di ripeterlo che se una persona è veramente interessata ad un determinato argomento, non ha bisogno di essere convinta da nessun altro, poiché troverà le risposte alle sue domande facendo una ricerca personale e approfondita.

Chi si accontenta della pappa pronta, è una persona superficiale che preferisce seguire l’onda, lasciarsi trasportare, senza impegnarsi minimamente utilizzando un briciolo del proprio cervello. I “furbi” si arricchiscono grazie a queste persone, facendo credere che loro sono i buoni e gli altri sono i cattivi. È un po’ anche la storia della politica italiana (anche se in realtà tutto il mondo è paese), e qui mi fermo, rischio di andare troppo fuori tema.

Questo è il video aggiornato

I due matematici Arwen Nicholson e Duncan H. Forgan, sono arrivati a questa conclusione, rispolverando il concetto di sonde autoreplicanti, avanzato già negli anni Cinquanta da John Von Neumann, un fisico matematico di origine ungherese considerato una delle menti più brillanti del XX secolo. Egli aveva ipotizzato la possibilità di creare sonde robotiche autoreplicanti, quindi dotate di intelligenza artificiale avanzata che le rendevano capaci di viaggiare nello spazio e duplicare se stesse all’infinito utilizzando le materie prime che si trovavano in qualunque sistema stellare.

Ragioniamo da “tonti” facendo finta che quello che c’è stato detto fino ad oggi, sia vero, cioè che la nostra tecnologia è ancora ad un livello preistorico per ciò che riguarda i viaggi planetari. Noi siamo dei poveretti che conoscono ben poco, o nulla a riguardo, e riusciamo a mala pena “forse” ad atterrare sulla Luna, di certo è, che tutte le sonde che girano intorno ai vari pianeti, comprese quelle che sono atterrate, non ci mostrano mai nulla di ciò che accade intorno a loro. E’ un paradosso, che le sonde siano protette da privacy, e gli esseri umani no. Nessuno si è mai posto questa domanda vero? Ma lasciamo stare, ragioniamo da poveri scimmiotti poco più evoluti, convinti che i viaggi interplanetari siano impossibili e che la velocità della luce non sia né raggiungibile, né superabile, e che non vi siano tecnologie superiori alle nostre, ne tanto meno, vi sia la possibilità di attraversare sistemi stellari tramite “scorciatoie”. E infine, che tutte le nostre idee e convinzioni siano corrette, perché noi siamo i più intelligenti dell’universo, altro paradosso.

Quindi, continuando su questo ragionamento, le sonde visiterebbero la Galassia in 10 milioni di anni. Ma fortunatamente, Nicholson e Forgan, sono due “cervelloni” i quali ritengono che non sia affatto impossibile che una civiltà evolutasi su qualche mondo lontano abbia già sviluppato una tecnologia del genere spedendo nello spazio le sue sonde. E questi mezzi alieni avrebbero potuto sfrecciare intorno alle stelle utilizzando una specie di ‘effetto fionda’ in modo da acquistare velocità sempre più elevate e diffondersi in tutte le direzioni attraverso la Via Lattea, la Galassia a cui appartiene il nostro sistema solare.


Per verificare la loro ipotesi i due ricercatori effettuarono una simulazione al computer traendone una conclusione sorprendente. Hanno infatti calcolato che, usando questa tecnica, le sonde potrebbero raggiungere velocità pari al 10 per cento di quella della luce, il che consentirebbe loro di esplorare l’intera Galassia nell’arco di 10 milioni di anni. Badate che non è una cifra così pazzesca se si pensa che la Terra ha circa 4,5 miliardi di anni.

Secondo i due matematici quindi, qualche sonda aliena può benissimo aver raggiunto il nostro sistema solare, e aver visitato più volte la Terra, chissà forse anche quando era popolato dai soli dinosauri. Tutto questo ragionando con la nostra tecnologia limitata, di cui se ne parlava prima.

sonde aliene

Perché non le vediamo?

Gli esperti rispondono, che forse le sonde aliene sono state programmate per prendere contatti solo con civiltà sufficientemente progredite, verificandone la maturità e il livello cognitivo.

Neumann aveva previsto che, se l’uomo fosse riuscito a costruire le sonde autoreplicanti da lui teorizzate, sarebbe stato possibile inviare nello spazio ovuli umani fecondati o le informazioni biologiche necessarie per crearli, per popolare i vari mondi senza preoccuparsi dei tempi lunghi necessari ai viaggi interstellari, ma prima le sonde avrebbero dovuto individuare i pianeti simili alla Terra per “terraformarli”.

Ora, la domanda sorge spontanea… Siamo sicuri che non abbiano fatto la stessa cosa con i nostri più antichi avi?

Molte persone, che ammettono di credere nell’esistenza di civiltà più evolute, dicono; “Perché mai gli alieni dovrebbero venire a visitarci, a quale scopo?”

E se uno dei motivi fosse, perché noi terrestri discendiamo da alcune di queste razze, quindi controllano semplicemente come sta progredendo la nostra specie?

Naturalmente esisteranno altre ragioni, per esempio, la ricerca di minerali rari, ma non credo che il nostro pianeta sia unico per certe tipologie di minerali, considerando che esisteranno miliardi di pianeti solo nella nostra Via Lattea.

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