Disclosure Project: Testimonianze concrete eventi Ufo (p.10)

Disclosure Project: Testimonianze concrete eventi Ufo (parte 10)

Testimonianza del Colonnello Ross Dedrickson, Aeronautica degli Stati Uniti (in pensione)/AEC – Settembre 2000

Dedrickson è un Colonnello in pensione dell’USAF. Ha studiato alla Stanford Business School dove ha studiato management. Negli anni ’50 parte delle sue responsabilità riguardavano il mantenimento e l’inventario delle scorte di armi nucleari per l’AEC e l’accompagnamento dei team di sicurezza al centro di controllo efficienza delle armi. Cominciarono a pervenire numerosi rapporti di osservazioni UFO su diversi impianti di stoccaggio nucleare e di produzione di manufatti. Ne è stato testimone egli stesso, molte volte, ed è stato presente al celebre volo sulla capitale avvenuto nel luglio del 1952. In quel caso egli ricorda di aver visto nove dischi volanti illuminati. Egli racconta anche di almeno due occasioni in cui gli Extraterrestri hanno distrutto armi nucleari nello spazio, una diretta verso la Luna per essere fatta detonare per prova. Vennero distrutte in quanto – le armi nucleari nello spazio…non sono accettabili per gli extraterrestri…-. R.D.: Col. Ross Dedrickson S.G: Dr. Steven Greer R.D.: Mentre ero in servizio all’A.E.C. nel 1952, ho assistito al mio primo incidente UFO, era metà luglio, quando volarono su Washington D.C. i primi nove UFO… Ero ufficiale di stato maggiore per il comitato di collegamento tra il presidente dell’AEC ed il Segretario della Difesa. Divenni pratico non solo dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica ma anche delle agenzie civili, della CIA, dell’N.S.A. e di altri contatti che sviluppai. Durante questo periodo di tempo uno dei miei compiti era quello di accompagnare i team di sicurezza presso tutti gli impianti nucleari, per verificare la sicurezza degli armamenti. Ci furono segnalazioni di osservazioni UFO sulle strutture di stoccaggio ed anche su alcuni impianti di produzione. E ciò avveniva di continuo… Così, questo assedio andò avanti per tutti gli anni ’50. Fui assegnato al Comando unificato sotto l’Ammiraglio Felt nel ’60. Ero responsabile del posto di comando alternato e coinvolto nella pianificazione di operazioni con armi nucleari. Durante quel periodo mantenevo i contatti con il NORAD, con le operazioni S.A.C. e fui coinvolto nei piani operativi per l’uso degli armamenti nucleari. In questo periodo venni a conoscenza di un certo numero di incidenti che coinvolgevano gli UFO. Successivamente lasciai, finalmente, l’Air Force ed entrai a far parte della Boeing Company, dove fui assegnato la programma Minute Man, come responsabile della contabilità di tutto l’arsenale nucleare, che comprendeva i Minute Uno, Due e Tre. Durante quel periodo di tempo venni a conoscenza di incidenti che riguardavano le armi nucleari. E tra questi c’erano quelli in cui un paio di armi nucleari erano state spedite nello spazio e distrutte dagli extraterrestri… S.G.: I voli sopra gli impianti nucleari erano presi sul serio? R.D.: Oh sì, sicuramente sì. In effetti, vennero presi così seriamente che gli osservatori spesso non li riportavano, perché coinvolgevano tanta burocrazia e protocollo, ecc. Essi non li riportavano deliberatamente. Per la maggior parte di quei casi in cui un UFO veniva almeno individuato dal radar o con avvistamento, si tentava di lanciare aerei per intercettarlo. Si potrebbe dire che la risposta era molto aggressiva, da parte del nostro governo. Ora, ci fu un incidente, quando esplose una testata nucleare nel Pacifico, e successe più o meno nel ’61, credo. La costernazione che ne è derivata è stata causata dal fatto (dagli ET) che sono state bloccate le comunicazioni, nel bacino del Pacifico, per un certo numero di ore durante le quali nessuna trasmissione era disponibile, in nessun momento. E’ stato molto significativo. E, naturalmente, questo era un lancio di cui gli extraterrestri erano davvero preoccupati, perché avrebbe influenzato la nostra ionosfera. In effetti, i veicoli spaziali alieni non sarebbero stati in grado di funzionare a causa dell’inquinamento del campo magnetico dal quale dipendevano. Capii che sia verso la fine degli anni ’70 che all’inizio degli anni ’80, tentammo di portare un’arma nucleare sulla Luna per farla esplodere a scopi scientifici ed altri motivi che non erano accettabili per gli extraterrestri. S.G.: E, che cosa è successo? R.D.: Gli ET distrussero l’arma nucleare mentre viaggiava verso la Luna. L’idea di una qualsiasi esplosione nucleare nello spazio, da parte di qualsiasi governo della Terra, non era accettabile per gli extraterrestri, e ciò è stato dimostrato più e più volte. S.G.: Come è stato dimostrato? R.D.: Con la distruzione di qualsiasi arma nucleare inviata nello spazio… E, successivamente, durante la nostra visita a Los Alamos e Livermore trovammo persone molto interessate alla tecnologia extraterrestre. S.G.: Quelle conversazioni indicarono che esistevano materiali extraterrestri oggetto di studi? R.D.: Oh sì, Oh sì. In effetti quello è stato quando l’Area 51 è diventata famosa…
Testimonianza di Harry Allen Jordan, Marina degli Stati Uniti Novembre 2000 Il Signor Jordan ha trascorso 6 anni e mezzo nella US Navy ed è stato operatore radar sulla USS Roosevelt, nel 1962. Addestrato alle operazioni di intelligence, possiede un’autorizzazione di livello classificato ed ha anche lavorato nel campo delle contromisure elettroniche. Egli testimonia che, come operatore radar sulla Roosevelt, ha avuto un contatto radar con un enorme oggetto volante a 65000 piedi, che procedeva ad una velocità di circa 1000 nodi. Il comandante fece decollare due Phantom-2 ad indagare. Come i Phantom si avvicinarono all’UFO esso scomparve, per poi ricomparire mezz’ora dopo, ma questa volta più vicino alla nave. Egli descrive le intimidazioni che seguirono l’evento. Scoprì che nell’anno precedente la Roosevelt aveva già avuto un altro evento UFO, del quale erano state scattate delle fotografie, in cui la gente vide scendere un disco dalle nuvole. Ciò si è verificato più frequentemente, dopo che la Roosevelt imbarcò armi nucleari. Molti anni dopo che il Sig. Jordan si era dimesso dalla Marina Militare, racconta che mentre si trovava all’ascolto, con la sua radio HAM, delle comunicazioni con lo Space Shuttle STS 48, sentì dire loro di aver avvistato una nave spaziale aliena. Egli descrive le intimidazioni che seguirono, dopo aver reso noto ciò che aveva sentito. …Comunque, ero a metà guardia, durante la mia seconda crociera. Era, oh, qualcosa come tra la mezzanotte e le 2:00. Un contatto è apparso sul radar… Questo obiettivo era sopra i 65000 piedi e la potenza del segnale era forte la superficie di contatto, sull’acqua, di una portaerei, per cui era davvero enorme. Ha attirato la mia attenzione, come quella degli altri che erano di guardia. C’erano quattro ragazzi di leva e due ufficiali, nel momento in cui è successo. L’abbiamo ingaggiato e verificato i codici. Non era commerciale. Poi ha iniziato a muoversi, abbastanza lentamente prima, poi molto rapidamente. Andava a più di 1.000 nodi. Quando l’ho avvistato sul radar, era in volo stazionario, dopodiché viaggiava a circa 1.000 nodi. Quando abbiamo cercato di contattarlo, era a più di 500 miglia di distanza… In questo caso particolare, l’oggetto era visualizzato sull’attrezzatura di rilevamento dell’altezza e sul radar. Il C.O. è venuto lì e ha voluto sapere cosa diavolo stava succedendo, ha guardato ed ha chiesto se sapevo cosa diavolo fosse. Al che ha informato il Capitano di quel tempo, il Capitano Clark, mentre il mio comandante era Gibson. C’era una sola persona di guardia all’ECM ed in circa 15 minuti la nave è stata messa in posizione e due Phantom-2 si sono preparati al decollo. A quel punto ho indossato un paio di cuffie e sono andato al ripetitore SPA8. Ho ascoltato le comunicazioni fra i piloti ed il Capo Operazioni Volo. Quando lavori ai quartier generali fai così ed io ero abituato a farlo, poiché uno dei miei compiti al Quartier Generale era di sedere accanto al comandante della nostra divisione e di ascoltare le comunicazioni dei velivoli, Il mio compito era quello di comunicare, tra l’altro, tutti i tally-no (un tally-no è un contatto con l’obiettivo, stabilito dai piloti da caccia). Il mio lavoro consisteva nell’essere esperto in ricognizioni oltre ad essere in grado di individuare i diversi tipi di navi della Marina, navi straniere, navi commerciali ed aerei. Non solo visivamente, ma per via elettronica e dovevo avere familiarità con i segnali digitali elettronici. In ogni caso, i Phantom-2 avevano acceso i post-bruciatori quando erano a circa 100 miglia dal contatto ed attivato la scansione conica per bloccarlo sul radar, ma quel contatto si era volatilizzato. Proprio scomparso. Potevo vedere i due Phantom-2 sul mio radar mentre la cosa era scomparsa. Hanno continuato a volare là intorno per circa 10 minuti e poi sono rientrati alla nave. Dopo che sono atterrati, circa 35 minuti più tardi, questa cosa è riapparsa di nuovo è si è posizionata a circa 12 – 15 miglia dalla nave, stazionando a circa 30000 piedi… Naturalmente non potevo dire nulla. Non ho detto nulla perché mi è stato detto dai miei C.O., – Sai, Jordan, quello che c’è nel tuo registro non è accaduto – e non ero lì solo di guardia, quella notte. Quindi, chiunque era lì in quel momento sa di cosa sto parlando e sa qual’è la verità. Ma meno di una dozzina di persone sapevano cosa era successo quella notte. E quella nave aveva 5000 uomini a bordo… In questo caso, il contatto radar non segnalava alcun tipo di traccia di calore. Non mostrava di fare alcun tipo di rotta. Non si muoveva a velocità usuali. Questa cosa si spostava di 10, 15 miglia in 30 secondi, 20 miglia, 30 miglia, 40 miglia e poi di 100 miglia. In tre minuti e mezzo si è spostata di quasi 500 miglia. Poi si spostava da un’altezza all’altra, in un modo che avrebbe provocato ad un normale pilota un black-out. Era un contatto reale. Questo contatto, a quella distanza e a quella altitudine, rifletteva un segnale forte quanto la stessa Roosevelt e la Roosevelt era lunga oltre 1000 piedi Un tenente comandante che non conoscevo molto bene è venuto da me e mi ha chiesto:- Sa, cosa è successo Jordan? Che cosa ha scritto nel suo rapporto? – e poi, – Non è necessario che tu scriva di questa cosa -. Ora, questa era una cosa irregolare, era molto irregolare, ma in particolare, avevo registrato un contatto. Ed avevo scritto di aver visto un UFO…
Anni più tardi, durante la missione STS 48 dello Space Shuttle, mentre erano in orbita, ero in ascolto sulla radio HAM. Avevo un’antenna OMNI e gli astronauti dicevano: – Abbiamo un UFO in contatto visivo – e poi li ho sentiti dire – Abbiamo una nave spaziale sconosciuta sotto osservazione -. Ero uno degli operatori HAM che avevano ascoltato tutto. Così ho interpellato il Dott. Kasher sul fatto. Egli era un mio amico, ed aveva un figlio che frequentava la scuola dove insegno. Gli ho riferito che stavano parlando di navi spaziali aliene. Essi hanno effettivamente usato questo termine, chiaramente. Questa cosa mi aveva colpito, mi aveva proprio stordito. Successivamente, ho visto delle automobili governative sulla mia strada e gente ben vestita che mi scattava fotografie. Hanno fotografato me e mia moglie anche a Kansas City quando siamo andati al World of Fun. Ne ho parlato con altre persone perché ero molto seccato da ciò che stava succedendo. Ho preso il numero di targa del veicolo ed ho scoperto che era registrato presso una base dell’Air Force. Un agente dell’Ufficio Intelligence dell’Air Force venne a farmi visita a casa mia… Il pianeta sta diventando intellettualmente celibe a mio parere. La gente va in giro instupidita. Essa non ha alcuna idea, nessuna idea di cosa sta succedendo. Molte aziende si sono arricchite (con la ricerca correlata ed i materiali UFO). Sì, essi stanno fornendo all’umanità, nel suo insieme, l’evoluzione tecnologica che dà benefici a tutti noi ma non stanno realmente condividendo con noi la fonte da cui proviene tutto ciò e, in definitiva, non stanno condividendo la verità sugli UFO. Testimonianza del Signor James Kopf, Marina degli Stati Uniti/N.S.A. Ottobre 2000 Il Signor Kopf si è arruolato nella Marina Militare nel 1969 ed ha lavorato alle comunicazioni, per qualche tempo, sulla USS JFK, che trasportava armi nucleari. Ha lavorato per l’N.S.A. dal 1980 al 1997. Nella sua testimonianza egli racconta di come, nell’estate del 1979, tutti i componenti elettronici per le comunicazioni a bordo della USS JFK smisero di funzionare quando un enorme UFO, di colore giallo-arancione ed incandescente, volò su di essa. Egli vide personalmente quest’UFO luminoso, così come molti altri. Tutte le otto telescriventi di bordo si misero a stampare in modo casuale e la nave fu allarmata in situazione di combattimento per due ore. Un operatore radar, suo amico, gli raccontò che gli schermi radar divennero incandescenti
e si oscurarono fino al punto che non fu più possibile rilevare nulla. Dopo questo incidente, l’Ufficiale comandante e l’Ufficiale esecutivo apparvero 158
nella televisione a circuito chiuso della nave e ricordarono all’equipaggio che certi eventi che si verificavano a bordo della nave erano da considerarsi classificati e non dovevano essere discussi con nessuno. Quando la nave, finalmente, tornò a Norfolk, VA, uomini ben vestiti interrogarono i vari membri dell’equipaggio. J.K. James Kopf S.G.: Steven Greer J.K.: …Tutte ed otto le telescriventi, stavano semplicemente stampando spazzatura. Totalmente incoerenti. Avevo visto uno o due errori nei messaggi, ma mai nulla di così vasto. Al che ho immediatamente chiamato il servizio di controllo con il citofono, per comunicare che le mie trasmissioni erano fuori uso; loro mi hanno informato di essere molto impegnati, perché tutte le comunicazioni si erano interrotte, su tutta la nave. Questo non si era mai verificato, in precedenza. Avevamo un citofono ed un sistema a tubo pneumatico che andava dalla sala comunicazioni al ponte segnalazioni, che si trova al vertice dell’isola della portaerei. Abbiamo udito una voce moto eccitata gridare: – Dio è qui. E’ la fine del mondo -. Ci siamo guardati ed abbiamo pensato che era strano. Che cosa era successo? Passarono un altro paio di secondi e parlò un’altra voce, più controllata. Questa persona diceva che c’era qualcosa sopra la nave. Beh, ho guardato un mio amico, un compagno, lui ha ricambiato lo sguardo ed abbiamo deciso di andare a dare un’occhiata… Così, siamo usciti dal Centro Comunicazioni, siamo andati sulla passerella di babordo della nave, sul ponte di volo, ed abbiamo osservato una grande sfera luminosa sopra la nave. E’ stato difficile interpretare le dimensioni di quest’oggetto, perché non c’era alcuna prospettiva. Era tarda sera, il sole era tramontato, era il crepuscolo, ma sembrava enorme… Dopo di che, ho parlato con alcuni amici marinai che avevo sulla nave. Uno, in particolare, lavorava nel dipartimento radar ed era di guardia durante l’incidente. Egli mi ha raccontato che tutti gli schermi radar sono divenuti incandescenti e poi il nulla. Non potevano rilevare alcunché sul radar. Abbiamo passato la maggior parte della notte a parlarne. Abbiamo sentito che le bussole sul ponte non funzionavano e che il sistema radar di navigazione si era disattivato… Pochi giorni dopo, l’Ufficiale comandante e l’Ufficiale esecutivo sono comparsi nel sistema televisivo a circuito chiuso che avevamo a bordo. Era l’unico modo che avevamo per parlare a tutto l’equipaggio di 5000 uomini. Egli (l’Ufficiale comandante) ha guardato la telecamera – non potrò mai dimenticarlo – ed ha detto: – Vorrei ricordare all’equipaggio che certi eventi che si verificano a bordo di una grande nave da guerra sono considerati 159

classificati. Non se ne deve discutere con nessuno che non abbia bisogno di sapere -. E’ questo tutto ciò che disse… L’UFO è rimasto sopra la nave, forse solo per cinque minuti o forse meno, ma le conseguenze delle interruzioni sono durate almeno un’ora. Questo è il motivo per cui ci siamo messi in assetto di guerra, per due ore. Immagino che erano in attesa di vedere se tornava. Stavano ancora cercando di riavviare i sistemi e riportare le cose allo stato pienamente operativo. Probabilmente, ci è voluta almeno un’ora. Non c’erano aerei in volo. Erano tutti a bordo quando è iniziato l’incidente. Sulla nave c’erano pronti due Phantom F-4 chiamati Ready PAC, Combat Air Patrol. Da quello che ho saputo, non sono decollati. Erano fuori uso… Avevamo un’organizzazione su questa nave, chiamata I.O.I.C., Integrated Operation Intelligence Comunications, qualcosa del genere. Ho sentito che hanno scattato delle foto di questa cosa, durante l’evento. Sono convinto che qualcuno nel governo sappia molto di più di quello che sappiamo. Ho le mie teorie sulle motivazioni per cui viene nascosta. Penso che ci siano molte ragioni per cui queste informazioni vengono mantenute segrete al pubblico. S.G.: Quali sarebbero? J.K: Probabilmente, ritengono che il pubblico in generale non possa gestire la conoscenza delle visite degli extraterrestri. Ritengo che dispongano di informazioni che potrebbero seriamente minare l’economia del paese. Penso che esistano dispositivi che potrebbero produrre energia a costi molto bassi e senza inquinamento, ma l’avidità delle aziende li proibisce. Questa sarebbe la parte che mi dà più fastidio di questo cover up. Penso a tutto l’inquinamento che c’è e tutto ciò che avrebbe potuto essere salvato… Testimonianza del Tenente Colonnello Joe Wojtecki Ottobre 2000 Il Tenente Colonnello Wojtecki ha trascorso 20 anni nell’Air Force ed è andato in pensione nel 1988. Egli ha trascorso la maggior parte del tempo presso lo Strategic Air Command ed il Tactical Air Command. Racconta di quando una notte dell’aprile 1969, mentre era assegnato alla base aeronautica di Loring nel Maine, lui ed il suo istruttore di volo videro tre luci, disposte come un perfetto triangolo equilatero, che silenziosamente si spostavano nel cielo. Essi stimarono che questo UFO si trovava al di sotto dei 3000 piedi. Egli scoprì, la mattina dopo, durante il suo briefing che per sei ore un UFO era stato avvistato in volo stazionario su di un gruppo di B52 che trasportava armi nucleari. Ogni volta che un aereo cercava di 160
avvicinarsi alle luci, queste si staccavano, volando in modo non convenzionale. Quando gli aerei invece si allontanavano, le luci si riavvicinavano focalizzandosi sul gruppo di B52. Molti anni dopo, il Tenente Colonnello Wojtecki, partecipando ad una conferenza tenuta da Steven Greer, vide la foto di un UFO che aveva le medesime caratteristiche di quello che aveva visto anni prima. J.W: Tenente Colonnello Joe Wojtecki S.G.: Dott. Steven Greer J.W.: …Appena usciti dall’auto il mio istruttore di volo si è voltato a guardare in direzione nord est, verso la pista di volo ed ha esclamato: – Che cos’è quello? -. Mi sono girato a guardare il cielo da quella parte, sopra la pista. Ciò che abbiamo visto erano tre luci brillanti, ma indipendenti. Voglio dire tre luci distinte. Abbiamo supposto che fossero indipendenti e formavano un perfetto triangolo equilatero con una punta a sud e le altre due punte direttamente verso nord. La cosa curiosa di questa formazione di luci che ci ha spinti ad osservarle per un periodo di tempo prolungato – siamo rimasti ad osservarle per 10 o 15 minuti – era che, in primo luogo erano silenziose ed in secondo luogo si muovevano lentamente ma ad una altitudine perfettamente costante, a velocità perfettamente costante ed in direzione perfettamente costante, da nord a sud. Insieme abbiamo realizzato, più tardi, che provenivano dal punto in cui il mio istruttore di volo aveva osservato, precedentemente, un lampo di luce… La mattina successiva, ho presentato rapporto. Era la mattina del 18 aprile. Il primo dovere che avevo ogni giorno era quello di mettermi a rapporto al comando di squadriglia. Era una base dello Strategic Air Command equipaggiata, da come ricordo, con tre squadroni di B52, due squadroni di CK-135 (tanker) ed uno squadrone di intercettori F106. Quando sono arrivato al comando, la mattina successiva, più o meno alle 6.30 del mattino, questo era particolarmente attivo ed insolitamente pieno di personale. In realtà era un vespaio di attività. C’erano persone che avevano palesemente trascorso la maggior parte della notte lì, a giudicare dal loro aspetto esteriore e dal loro evidente livello di frustrazione. Ho capito, molto in fretta, che ciò che si era verificato nella notte era iniziato, più o meno, nel momento in cui il mio istruttore di volo ed io avevamo visto quelle luci. E sembrava che esse si fossero posizionate sopra una formazione di B52 che era in stato di allerta ed era configurata per una missione di guerra. Pertanto, si trattava di un area molto sensibile, naturalmente…
E quando i voli sono rientrati, mi è stato riferito da coloro che avevano passato la notte là fuori, che gli era stato impartito l’ordine di avvicinarsi e cercare di identificare quelle luci. Questo riguardava i B52, i CK-135 ed alcuni intercettori F106 che erano stati fuori durante la loro particolare missione di addestramento. Il loro schema era sempre lo stesso: ogni volta che un aereo si avvicinava, le luci si separavano in modi che sfidavano ogni conoscenza aerodinamica conosciuta. Si verificavano accelerazioni rapide, rapidi cambiamenti di direzione, inclusi quelli verticali. Facevano cose che sfidavano le leggi dell’aerodinamica che conosciamo, e che qualsiasi velivolo non sarebbe mai stato in grado di compiere. Poi tornavano sempre nella posizione di partenza, sopra la formazione di aerei nell’area di allerta. Poi, nelle prime ore del mattino, la loro curiosità fu soddisfatta e sparirono rapidamente in linea retta. Vorrei sapere quante ore è durato questo evento, dall’inizio alla fine ma, probabilmente tutto si è svolto in un intervallo di sei ore o forse più. Così ho archiviato la questione, ci ho riflettuto sopra ne ho discusso con altre persone, nel corso degli anni, ma non tante. Fino a quando un giorno, nei primi anni ’90 – ho dimenticato l’anno e la data esatta, ma era tra il ’93 e il ’94 – ho avuto occasione di partecipare ad una conferenza del Dottor Steven Greer nei pressi di Hampton, in Virginia. Qui ho visto una foto di quello che ora comprendo essere un avvistamento molto frequente tra coloro che hanno il privilegio di vedere effettivamente un UFO. Quando ho visto la foto, sono letteralmente saltato dal mio posto, ho afferrato la mano di mia moglie ed ho detto: – E’ lui! -. Era esattamente ciò che avevo visto quasi 25 anni prima. Ma vedere quella foto mi aveva portato indietro in modo così sorprendentemente chiaro che non c’era più alcun dubbio nella mia mente. Era esattamente quello che avevamo visto sopra la pista nel mese di aprile del 1969. Ed è stato solo allora che ho avuto l’idea che si trattasse in realtà di una singola macchina e non tre macchine distinte. Deduco, con un certo grado di conoscenza, che devono essere state la causa dei ripetuti tentativi da parte degli aerei di avvicinarsi loro da altitudini e distanze dalle quali non avrebbero potuto avvistarli visivamente quella notte, a causa del buio incombente. E deduco da questo fatto che esse sono state monitorate sul radar, sia quello del controllo a terra sia dai radar di bordo degli aerei che stavano facendo ritorno alla base. Sarebbe una deduzione molto ragionevole dire che erano stati facilmente monitorati sul radar… Mi ricordo molto chiaramente che nessuna azione aggressiva è stata intrapresa dall’Air Force, nella squadriglia, in risposta alle luci, perché esse in realtà non hanno mostrato alcun atteggiamento aggressivo o minacce di alcun tipo. Esse, semplicemente, si trovavano in uno spazio aereo interdetto, ma non stavano facendo nulla che potesse provocare un qualsiasi tipo di risposta, per la sicurezza… S.G.: Era più grande di un aereo convenzionale?
J.W.: Oh, assolutamente. Ecco perché sono rimasto così sorpreso, quando ho visto le fotografie, nel realizzare che quelle luci così lontane fra loro potessero essere parti di una singola macchina. Ecco perché avevo naturalmente concluso, e creduto per tutti quegli anni, di aver visto tre distinte macchine operare indipendentemente, sebbene la loro formazione fosse così perfetta che, in retrospettiva, non c’era alcuna ragione di dare per scontato che fossero tre, eccetto per il fatto che per loro essere parte di una sola unità avrebbe comportato di essere enormemente grande, paragonata a qualsiasi altra cosa. E, all’epoca, i B52 erano considerati aeroplani abbastanza grandi. Essa, certamente, rendeva minuscola qualsiasi cosa fosse parte di un B52. Testimonianza personale del Sergente Stoney Campbell, Aeronautica degli Stati Uniti Ottobre 2000 Il Sergente Campbell è entrato nell’Air Force nel 1966. Nell’estate del 1967, era di guardia ad un B52, in una Base del S.A.C. in Oklahoma, quando all’improvviso, su uno dei B52, apparve un’enorme foschia bluastra. Aveva la forma di ala a boomerang ed era luccicante e non solido. E’ stato monitorato sul radar e visto da numerose persone. …E’ successo più di 30 anni fa. E’ accaduto ad Altus, in Oklahoma, nella base S.A.C.. Ero di guardia ad un B52. Il S.A.C. è il Comando Aereo Strategico, ed eravamo di guardia ad armamenti nucleari. Ero in servizio di guardia, presso un bombardiere B52, nell’area bombardieri, che è divisa in due sezioni, con quella che chiamavamo “Hurry House” al centro. E’ la dove gli ufficiali e l’equipaggio stazionano in prontezza operativa, se sono in allarme, per raggiungere in fretta gli aerei. Era l’estate del 1967, nel periodo estivo. C’erano circa quattro aerei su ogni lato. Era di notte, probabilmente tardi, tra la mezzanotte e le prime ore del mattino, in quell’arco di tempo. Improvvisamente, su uno dei B52, che erano armati con ordigni nucleari, apparve una foschia bluastra, quasi a forma di boomerang o di un’ala. Ed in questa foschia c’era una luce scintillante. Non avevamo idea di cosa fosse. Le squadre S.A.C. furono messe in allarme e si diressero agli aerei. Ma prima che ciò accadesse, questo (oggetto) ha volteggiato sui velivoli, per un breve periodo di tempo e poi è svanito. Ci è stato detto che successivamente è stato avvistato sul radar. Non lo abbiamo visto effettivamente volare via. C’è stato come un “whoosh” e se n’é andato. Copriva la maggior parte dell’apertura alare del B52, era grande…

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