Disclosure Project: Testimonianze concrete eventi Ufo (p.9)

Disclosure Project: Testimonianze concrete eventi Ufo (parte 9)

Testimonianza del Professor Robert Jacobs, Luogotenente dell’Aeronautica degli Stati Uniti – Novembre 2000.

Il Professor Jacobs è un rispettato professore di una delle principali università degli Stati Uniti. Nel 1960 egli era nell’Air Force. Era il responsabile della strumentazione ottica ed il suo lavoro era di filmare i test balistici di missili lanciati dalla Base Aerea di Vandenberg, in California. Nel 1964, durante il primo test di un missile che avevano filmato, rimase impresso sulla pellicola un UFO che volava proprio accanto allo stesso missile. Lo descrive come due piattini uno sull’altro con mezza palla da ping pong nella parte superiore. Il filmato mostrava un fascio di luce, indirizzato dalla palla verso il missile. Questo è successo quattro volte, da quattro diverse angolazioni, mentre il missile era a circa 60 miglia di quota e viaggiava da 11.000 a 14.000 miglia all’ora. Il missile è uscito fuori, nello spazio, e l’UFO è scomparso. Il giorno successivo egli mostrò il film al suo comandante che gli chiese di non parlarne. Se la storia fosse venuta fuori non avrebbe mai dovuto dire che l’UFO aveva colpito il missile con il suo laser. Jacobs pensò che la richiesta fosse insolita perché, nel 1964, i laser erano ancora prodotti solo in laboratorio, ma nondimeno accettò e non ne ha più parlato per 18 anni. Anni più tardi, dopo un articolo uscito sul filmato, il professor Jacobs cominciò a ricevere telefonate moleste, nelle prime ore del mattino. La sua cassetta postale fu fatta esplodere di fronte a casa sua.

Quello che filmammo alla Base Aerea di Vandenberg, mi colpì per il resto della mia vita ed ebbe un enorme impatto sulla mia comprensione del cosmo e della manipolazione governativa. Lo sfondo di questo evento erano i test di missili balistici, che dovevano portare le armi nucleari sul bersaglio. Questo era ciò per cui eravamo stati addestrati. Non lanciavamo vere e proprie armi nucleari, ma testate da esercitazione. Esse avevano le esatte dimensioni, la forma ed il peso di una vera testata nucleare. Ero il responsabile della strumentazione ottica nel 1369° squadrone fotografico della Base Aerea di Vandenberg e come tale era mio dovere controllare la strumentazione fotografica di ogni missile, utilizzato in quell’area occidentale del test. A quei tempi li chiamavano ICBM, missili balistici intercontea, perché la maggior parte di loro esplodeva al lancio. Il nostro lavoro era quello di determinare perché esplodevano, fornendo agli ingegneri buone sequenze filmate così che potessero vedere ciò che andava storto con i bruciatori che esplodevano in volo. Per le mie capacità nell’allestire le stazioni di monitoraggio di questi test mi conferirono l’onorificenza per i missili teleguidati dell’Air Force. Sono stato il primo fotografo dell’Air Force ad ottenere l’autorizzazione sui missili, e questa era una cosa molto ambita in quel periodo. L’incidente accadde sicuramente nel 1964, ed il Maggiore Mansmann lo confermò perché aveva registrato la data esatta dell’avvenimento. Dopo il conto alla rovescia sentimmo il rumore dei motori al decollo e capimmo che il missile era partito. Guardavamo in direzione sud, sud-ovest, ed il missile apparve attraversa la nebbia. Era uno spettacolo. I nostri ragazzi, a bordo di un cingolato M45 dotato di una lente da 180 pollici, filmavano il missile. Il grande telescopio BU si orientò su di esso e noi seguimmo la cosa. Certamente, tutti e tre potemmo vedere i bruciatori spegnersi e separarsi durante le fasi di volo. Poi, ad occhio nudo, tutto ciò che potemmo vedere fu una traccia di fumo andare nel sub spazio, diretta verso il suo obiettivo che era un isola del Pacifico. Beh, era la nostra prima ripresa di un lancio e l’abbiamo ottenuta. Inviammo il filmato alla base e non so esattamente quanto tempo passò dopo l’evento, forse un giorno o due, ma fui chiamato nell’ufficio del Magg. Mansmann, al Quartier generale della 1^ Divisione strategica aerospaziale. Entrai nel suo ufficio dove erano montati uno schermo ed un proiettore 16 millimetri. C’era un divano e Mansmann mi invitò a sedermi. C’erano due ragazzi, in abiti civili grigi, e ciò era abbastanza insolito. Il Maggiore Mansmann disse di guardare il filmato ed accese il proiettore. Guardai lo schermo e capii che si trattava del lancio del giorno o due giorni prima.

Fu davvero emozionante. A causa della lunghezza del telescopio potevamo vedere tutto il terzo stadio del missile. Era un’ottica piuttosto entusiasmante. Vedemmo quello stadio spegnersi, poi vedemmo anche il secondo stadio spegnersi ed infine il terzo stadio. Poi, sul telescopio, vedemmo la finta testata esplosiva. Mentre stava volando, qualcos’altro apparve dentro l’immagine, qualcosa che proiettò un fascio di luce sulla testata. Ora, ricordate, tutta questa roba volava a diverse migliaia di miglia all’ora. Quindi, questa cosa (UFO) sparò un fascio di luce alla testata esplosiva, la colpì e poi (l’UFO) si sposto su un altro lato sparando un altro fascio di luce, quindi un nuovo spostamento e di nuovo proiettò un altro fascio di luce, infine scese, sparò un altro fascio di luce e volo via nel modo in cui era apparsa. La testata esplosiva si perse nello spazio. L’oggetto, i puntini di luce che vedemmo, la testata esplosiva e così via, finirono nel sub spazio a circa 60 miglia di altezza. Volavano ad una velocità tra le 11.000 e le 14.000 miglia orarie quando quest’UFO si avvicinò e volo intorno a loro per poi andare via. Io l’ho veduto! Non m’importa di cosa pensano gli altri. L’ho visto nel filmato! Ero lì! Ora, quando le luci si riaccesero, il Magg. Mansmann si girò verso di me e disse: – Siete stati voi, ragazzi, a fare questo casino lassù? – ed io ho risposto: – No, signore – e lui: – Che cosa era quello, allora? -. Io ho risposto: – A me sembra, che abbiamo visto un UFO -. Ora, la cosa che vedemmo, questo oggetto che era apparso, era circolare, modellato come due piatti accoppiati insieme con una palla da ping-pong in cima. Questo è quello che vidi nel filmato. Il Magg. Mansmann mi disse, dopo averne discusso per un po’: – Non devi parlare di questa cosa con nessuno. Per quanto ti riguarda, questo non è mai accaduto. Non ho bisogno di sottolineare le conseguenze di una violazione della sicurezza, o devo? – ed io ho risposto: No, signore -. E lui: – Bene, questo non è mai accaduto -. Come mi mossi verso la porta, egli disse: – Aspetta un minuto. Fra qualche anno, da oggi, se tu fossi mai costretto da qualcuno a parlare di questo, devi dire che erano colpi di laser, colpi di laser traccianti -. Ebbene, nel 1964 non possedevamo alcun laser tracciante. Non avevamo per niente un laser tracciante. I laser non erano ancora sviluppati, nel 1964. Erano giocattoli da laboratorio. Ho risposto: – Si, signore – sono uscito e quella è stata l’ultima volta che ne ho parlato, in 18 anni.

Non ne parlai con nessuno, alla Base Aerea di Vandenburg, e nessuno nel mio squadrone ne fu al corrente. Nessuno vide il filmato, eccetto me. Il mio comandante, il Maggiore S. Lewis Clemente, non lo vide. Il mio addetto alle operazioni, il Capitano Kenneth R. Callahan, non lo vide. Il suo assistente, Tenente Ronald O. Baylor, non lo vide. Il loro assistente, Chief Ward Spooner non lo vide. Nessuno lo vide nella mia squadra. E non dovevo parlarne a nessuno per ordine diretto del Magg. Florence Mansmann e di conseguenza nessuno a Vandenburg, che io sappia, sa nulla di questo. Suona un po’ sospetto, no? Qualcuno deve aver visto. Qualcuno deve averne parlato. Beh, non l’hanno fatto in quei giorni, nessuno parlava di argomenti top secret o di cui ci era stato ordinato di non parlare. Ci sono cose di cui sono a conoscenza e che mi sono accadute durante il servizio di cui non parlerei nemmeno con voi adesso, perché sono top secret e potrei mettere a rischio la mia sicurezza per averne parlato. Dopo 18 anni so di poter parlare di questo episodio, perché nessuno mi ha detto che fosse classificato top secret. Se analizzate ciò che il Magg. Mansmann disse, cioè – devi dire che ciò non è accaduto -, ebbene questo non significa classificarlo top secret, vero? Ecco perché me la sono sentita di parlarne. Non è una storia di seconda mano. E’ accaduta a me. Io sono stato parte di un cover up da parte dell’USAF, per 18 anni. Dopo un articolo (uscito sul fatto), la merda colpì il ventilatore! Iniziai ad essere molestato sul posto di lavoro. Cominciai a ricevere strane telefonate, che arrivavano durante il giorno. Di notte, a casa mia, ricevevo telefonate, a volte per tutta la notte o la mattina verso le 3:00, alle 4:00, al mattino, a mezzanotte, alle 10:00: qualcuno chiamava e iniziava ad urlarmi: – Stai per affondare, stronzo! Stai per affondare stronzo! -; questo è tutto ciò che dicevano e continuavano ad urlare fino a quando non riagganciavo il telefono. Una notte, qualcuno fece esplodere la mia cassetta postale, mettendoci dentro un grosso carico di razzi pirotecnici. La cassetta postale andò in fiamme. Quella notte, all’1:00 del mattino, il telefono squillò. Risposi, e qualcuno disse: – i razzi nella tua cassetta sono una bella vista, stronzo! -. Sono accadute altre cose simili dal 1982. Vi ho già detto che, dal momento che questo evento è venuto fuori su History Channel, e da quando hai iniziato a farmi domande, queste cose sono di nuovo accadute, ho iniziato di nuovo a ricevere telefonate. Mia moglie ed io riceviamo telefonate qui, in mezzo al nulla, nella fattoria dove ci siamo ritirati. Ed è strano…non dicono nulla. Prendo il telefono e dico: – Pronto, pronto? – e dall’altra parte si sente solo un – hmmmmm – e poi un clic. E’ sconcertante. Ma ho imparato a non darci peso. Non m’importa più. Che cosa faranno, mi uccideranno? Che vogliono fare, screditarmi? Faranno più di quello che Philip Klass mi ha già fatto? Stanno facendo di me un folle? Questo è tutto quel che possono farmi. Credo che questo guscio protettivo intorno agli UFO faccia parte di uno sforzo concertato per soffocare studi seri su di essi. Ogni volta che qualcuno cerca di studiare seriamente questo fenomeno viene soggetto al ridicolo. Sono professore ordinario di una università relativamente grande. E sono certo che i miei colleghi all’università ridono di me e si divertono alle mie spalle, quando sentono che ho un interesse per lo studio di oggetti volanti non identificati. Questa è solo una delle cose con cui devo convivere. L’Air Force ha negato tutto. Ero mai stato, io, nell’Air Force? L’Air Force ha negato. Sono stato a Vandenburg? Beh, naturalmente non ho potuto esserci se non ero nell’Air Force. Come potevo essere a Vandenburg? Ho installato un sito di monitoraggio lungo la costa della California? No, non esiste alcun sito di monitoraggio in California. Questa è una cazzata! Il sito di monitoraggio è ancora lì, proprio dove l’ho messo io e lo usano per mostrare la navetta spaziale, ogni volta che atterra in California. E da lì che la vedete, al principio. E da lì che fotografano ancora missili a Vandenburg, dal quel sito di monitoraggio. In ogni caso, a conferma della mia storia, Lee Graham ha rintracciato Florence J. Mansmann, lo stesso maggiore che mi aveva ordinato di chiudere il becco. E’, ora, dottore a Stanford e possiede un ranch a Fresno, California. Ha risposto a Lee, confermando che tutto ciò che dico nella mia storia è assolutamente vero. Egli ha confermato la mia storia ed ha continuato a farlo anno dopo anno, ogni volta che qualcuno l’ha tirata fuori, ogni volta che qualcuno lo ha contattato, lui ha confermato tutto dicendo che sì, era esattamente ciò che era accaduto. Ci vuole molto coraggio per farlo. Sono diventato un fan di Sonny (Mansmann), ma egli è ormai deceduto. E’ stato il mio eroe per un po’. Non ero nella stanza, in quel momento, ma ciò che è accaduto al film è una storia interessante, di per sé, per come il Magg. Mansmann ne ha raccontato a me e ad altre persone. Qualche tempo dopo che me ne ero andato, dei ragazzi in abiti civili (ho pensato che fosse la CIA, ma mi hanno detto che non lo era, si trattava di qualcun altro) hanno preso il filmato e tagliato la parte in cui appariva l’UFO. Hanno preso un paio di forbici e l’hanno tagliata via. L’hanno messa su un’altra bobina e posta in una loro valigetta. Hanno riconsegnato al Magg. Mansmann il resto del filmato ed hanno detto: – Non c’è bisogno di ricordare, Maggiore, la gravità di una violazione della sicurezza; noi consideriamo questo incidente chiuso – e se ne sono andati con la parte del film. Il Magg. Mansmann non lo ha mai più visto. E, per quanto ne so, nessun altro lo ha mai visto nuovamente, certamente non a Vandenburg. Sono certo che ha lasciato Vandenburg ed è finito da qualche altra parte. Il Magg. Mansmann, che è un ottimo lettore di film, ha dichiarato che doveva trattarsi di un oggetto extraterrestre. Si presume che il fascio di luce che ha colpito la finta testata fosse una sorta di fascio di plasma, perché sembrava un fascio di plasma. Il Maggiore Mansmann era un uomo di grande onore e con una grande reputazione scientifica, nella comunità. La sua conferma è una cosa positiva per me. Anche se non crederei a me stesso personalmente, crederei al Magg. Mansmann. Eravamo due ufficiali dell’Air Force in quel momento, abbiamo visto e confermiamo uno con l’altro ciò che abbiamo visto. E quello che ho da chiedere agli scettici o alle persone che non credono a ciò che sto dicendo è il motivo per cui dovrei fare questo, perché il Magg. (e Dottore) Mansmann dovrebbe mentire? Che cosa avremmo da guadagnare? Non ho ricevuto nulla se non dolore e sofferenza, per averne parlato. Sono stato molestato a casa mia. Tutto è stato usato contro di me, in parte, per farmi perdere il posto di insegnante. Ho avuto una vita d’inferno dopo che ho raccontato questa storia, ma io continuo a raccontarla perché penso che sia importante per la gente capire che questa tipo di merda passa attraverso il Governo. Che il Governo copre informazioni che abbiamo il diritto di conoscere, come cittadini di questo paese. Ecco perché racconto la mia storia, Ecco perché la sto raccontando a voi. Ora, continuerò a raccontarla finché vivrò, e la racconterò sempre allo stesso modo, perché è accaduta in un solo modo. Non ho mai cambiato la storia perché non posso, è la verità. Sono stato oggetto di lettere e telefonate umilianti da parte di scettici come James O’Berg alla NASA e Phillip J. Klass, che è un informatore pagato dal Governo degli Stati Uniti, che ha perseverato nello sminuirmi. E questo va bene, se vogliono sminuire me, ma non Sonny Mansmann! La posizione attuale dell’Air Force è che non c’è stato alcun incidente del genere e nessun film su di esso. La cosa importante per me, in tutta la faccenda, è semplicemente questa: il più grande evento nella storia dell’umanità è la scoperta che non siamo soli, che vi sono altre entità viventi, entità intelligenti, in questo universo e che noi non siamo soli. Questa è un’enorme, enorme scoperta. E’ la scoperta più importante dell’intera storia dell’umanità, non è vero, scoprire che non siamo soli? Ecco perché credo che sia importante parlare di queste cose. Credo che sia emozionante. E credo sia importante per noi, come esseri umani, venire a patti, crescere e riconoscere che non dobbiamo paragonarli ad animali, dopo tutto. Potrebbe esserci qualcosa che è più grande ed emozionante di noi. E che forse, forse essi ci stanno dicendo qualcosa. Per questo, ciò che ho visto quel giorno era qualcosa che sparava ad una testata nucleare fittizia. Che messaggio devo interpretare da ciò? Non pasticciate con le testate nucleari. Questo è probabilmente il messaggio che ne trarrei. Forse qualcuno non vuole che distruggiamo Mosca; forse dovremmo smettere di fare questo. (Ho intervistato molti ufficiali militari, che hanno raggiunto la stessa conclusione, dopo che velivoli extraterrestri sono apparsi presso gli impianti nucleari: forse altri che si sono evoluti fino al punto di intraprendere viaggi interstellari, sanno quanto queste armi siano pericolose e capiscono che il loro uso distruggerebbe la nostra civiltà. E certamente non ci vogliono nello spazio con tali armi. S.G.) Ronald Reagan, una sera, è apparso in televisione e ha fatto una cosa davvero sorprendente: era davanti all’America ed ha detto che stavamo per costruire uno scudo difensivo, chiamato SDI, Iniziativa di Difesa Strategica, e la sua missione sarebbe stata di proteggerci, proteggere tutti noi. Ronald Reagan ha detto che lo avremmo condiviso con tutti, con i nostri stessi nemici russi, quei ragazzi che solo pochi anni fa stavamo fingendo di annientare. Ora, improvvisamente ci accingevamo a proteggerli con uno scudo. Da chi li stiamo proteggendo? Forse è stato il primo tiro d’arco, il primo colpo di avvertimento da parte di qualcuno che ci ha detto – ragazzi, questo è il momento di crescere. Non volete annientare questo pianeta, non è vero? -. Le informazioni che ti ho appena dato, su ciò che è accaduto, sono basate non solo su mie speculazioni ma anche sulla lettura di altre cose e conversazioni con altre persone, negli anni trascorsi. Forse la nostra paranoia è infondata e, se ci incontrassimo con esseri dotati di tecnologie superiori, bisognerebbe accoglierli ed essere amichevoli con loro, perché potrebbero mostrarci come sopravvivere.

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