Cosa accadde circa vent’anni fa a Varginha? Furono catturate forme di vita extraterrestri?

Stando a quanto detto da Vitorio Pagaccini, Belo Horizonte, in Brasile il 10 gennaio del 1996, forze militari catturarono due creature apparentemente extraterrestri – ancora in vita. La cattura avvenne nelle vicinanze della città di Varginha, situata nello stato di Minas Gerais, nel Brasile centrale. L’evento è considerato uno dei più significativi mai registrati in Brasile e forse nel mondo intero. Le autorità militari tengono segreti i dettagli dell’operazione, ma l’informazione ha raggiunto la comunità UFO grazie al lavoro investigativo del Prof. Vitorio Pacaccini e di Ubirajara Rodriguez. Entrambi vivono nelle vicinanze e sono considerati ricercatori seri e assidui. Essi hanno dedicato circa 3000 ore di investigazione a questo caso. Nel pomeriggio del 20 gennaio, verso le 03:30 del pomeriggio ora locale, tre giovani ragazze di nome Liliana, Falquira e Katia passeggiavano fuori città. Esse si imbatterono in una strana piccola creatura in una zona di piccoli cespugli sul margine di un campo a poca distanza da dove vivevano. Era sabato e le ragazze tornavano a casa dal lavoro. Nell’attraversare un’area vuota, la loro attenzione fu attratta da una creatura molto strana a pochi metri da loro. L’E.T. era in ginocchio e sembrava ferito e sofferente. Nessun UFO era stato avvistato fino a quel momento. Le ragazze osservarono la creatura per qualche minuto e poi scapparono, spaventate dal fatto che potevano avere incontrato il Diavolo. Le tre ragazze furono estesamente interrogate dai sopraccitati ricercatori, non lasciando loro alcun dubbio su quanto era successo. Essendo bambine molto semplici, esse descrissero la creatura come di colore scuro con un piccolo corpo di quattro o cinque piedi di altezza. Non aveva capelli, ma una grande testa marrone ed un piccolo collo. Il viso fu descritto come avente due occhi – grandi e rossi – senza visibili pupille. C’era un taglio al posto della bocca, un naso molto piccolo, e cosa interessante, tre protuberanze proprio in cima alla sua fronte. Le ragazze descrissero le protuberanze come simili a corna, cosa che causò la loro paura di aver incontrato il demonio. Seguendo le tracce, i ricercatori Pacaccini e Rodriguez iniziarono a condurre interrogatori ovunque intorno alla città di Varginha, per scoprire se qualcun altro avesse visto la stessa creatura.

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Essi trovarono diverse persone che avevano visto azioni militari cosi come la creatura nello stesso luogo e, forse, altre creature in posti diversi; nel condurre l’investigazione, entrambi scoprirono che diversi testimoni, proprio quella mattina, avevano visto camion dell’Esercito ed altri veicoli con personale militare, a poca distanza da dove le ragazze ebbero il loro incontro. Mentre cercavano di scoprire cosa stessero facendo i militari, Pacaccini e Rodriguez finirono per incontrare alcuni soldati e Sottufficiali. Uno dei soldati decise di parlare in segreto della missione militare e rilasciare una intervista registrata confidenziale. Il militare confermò che verso le 09:00 del mattino del 20 gennaio i pompieri di Varginha furono chiamati dai militari per catturare uno strano “animale” nel distretto di Jardim Andere. Tra i pompieri che risposero c’erano il Sergente Palhares, il soldato Nivaldo, il Caporale Rubens ed il soldato Santos, al comando del Maggiore Maciel presente anch’egli sul luogo. All’arrivo sulla scena, i pompieri si resero conto che non c’era alcun strano animale e realizzarono che avrebbero dovuto riportare la scoperta al Comando della Scuola Sottufficiali dell’Esercito – Escola de Sargentos das armas [ESA], nelle vicinanze di Tres Coracoes, a circa 10 miglia da Varginha. Prima che ci fosse il tempo per la scuola di rispondere, un camion dell’Esercito apparve sulla scena.

I pompieri capirono che anche il Comando dell’ESA era stato informato circa l’incidente. La creatura fu catturata mediante l’uso di reti e di altro equipaggiamento normalmente usato per catturare animali selvaggi. La creatura ancora vivente fu messa in una scatola di legno di un metro quadrato, coperta con del tessuto resistente ed il tutto fu caricato sul camion dell’Esercito. La creatura era rannicchiata ed avvolta nella rete. I testimoni affermarono che emetteva un suono ronzante simile ad un ape. Il veicolo si diresse all’ESA. A tutto il personale coinvolto fu ordinato dal T.Col. Wanderley di astenersi dal parlare dell’incidente con chiunque, dicendo loro che si trattava di una operazione segreta. Fatto interessante, il T.Col. Wanderley, era un esperto in guerra atomica, biologica e chimica. Forse è per questo che fu messo al comando dell’operazione anche se all’epoca l’ESA era agli ordini di un generale. Il poliziotto Marco Chereze, fu coinvolto nella cattura di una delle creature. Egli toccò la forma di vita senza una protezione. Morì due settimane dopo di una infezione generale. La famiglia mostrò a Pacaccini gli ultimi esami del sangue, che mostravano che il sangue conteneva l’8% di una sostanza tossica sconosciuta. Secondo Pacaccini, la polizia di Varginha fece grandi sforzi nel tentativo di provare che Chereze non era neanche al lavoro il 20 gennaio del 1996. Tuttavia, la famiglia di Chereze confermò che in verità egli era in servizio quella notte, che era tornato brevemente a casa per cambiarsi e per informarli che non sarebbe tornato per cena e che avrebbe dovuto lavorare fino a tardi in una missione. Dopo che il soldato ebbe concesso la prima intervista registrata a Pacaccini e Rodriguez, altri militari si fecero avanti per parlare dell’incidente, a condizione che le loro identità fossero mantenute segrete. Tutti coloro che si fecero avanti rilasciarono interviste confidenziali registrate. Tutti confermarono che una seconda creatura, probabilmente quella vista dalle tre ragazze nel pomeriggio, era stata catturata la stessa notte da gente dell’Esercito, dei pompieri e del servizio segreto della polizia. Grazie agli sforzi investigativi di Pacaccini e Rodriguez, molti dei dettagli dell’operazione di recupero sono ora conosciuti. La seconda creatura, identica alla prima, fu condotta viva presso l’ospedale regionale di Varginha. Dopo avervi passato alcune ore la creatura fu trasferita al meglio attrezzato Humanitas Hospital.

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