Intervista Maurizio Baiata: Ufologia e destino dell’essere umano

Un’affascinante chiacchierata con uno dei maggiori esperti di Ufo ed entità aliene… riflettendo sull’Ufologia e il distino dell’essere umano

Con grande orgoglio vi presentiamo [ukizero.com] un’intervista esclusiva a uno dei più grandi esperti di ufologia italiana. Un personaggio che, vi anticipiamo, da settembre ospiteremo su queste pagine come Guest Blogger, perché per il “lunario della parevoluzione” qual è Uki, un ricercatore così non può far altro che riempirci di fierezza. Stiamo parlando ovviamente di Maurizio Baiata, giornalista, critico musicale e direttore di testate rock negli anni ’70. La sua attività pubblicistica negli anni ’90 si è di fatto orientata verso il mondo dei Misteri e del giornalismo investigativo, formandosi anche alla “scuola” di Giovanni Minoli (“Mixer” e “Misteri”) e divenendo così una figura di riferimento nel campo editoriale e divulgativo per le tematiche collegate al fenomeno UFO, anche alla luce delle decine di documentari da lui prodotti e di cui ha curato l’edizione italiana sia per la la TV sia per l’Home Video. Innumerevoli le sue partecipazioni televisive, come esperto e protagonista di esperienze di contatto e di incontro con entità sconosciute, occasioni per lui sempre di aperto confronto con esponenti del mondo scientifico e religioso e dalle quali uscire sempre a testa alta. Insomma, un personaggio di tutto rispetto..

Ebbene, il nostro Maurizio ha pubblicato una nuova riedizione di un libro davvero interessante ed affascinante, dal titolo: “Gli alieni mi hanno salvato la vita” (Verdechiaro Edizioni 2012). Da qui siamo partiti per fare una chiacchierata plenaria sull’Ufologia…

Maurizio-Baiata-intervista

Tanto per cominciare, una domanda secca… Perché dovremmo interessarci e prendere sul serio l’Ufologia? Esistono davvero fatti, eventi o testimonianze in grado di dare valore fondativo al discorso sulle entità aliene? Ancor meglio: dacci tre prove, se non certe almeno indiziarie, sull’effettiva esistenza extraterrestre nell’universo e intorno a noi.

> Prova 1: Il caso Travis Walton, il taglialegna dell’Arizona che nel 1977 visse un’esperienza di contatto durata cinque giorni. Con lui, nel momento dell’avvistamento e del suo avvicinarsi all’UFO che poi emanò un raggio che lo avrebbe tramortito, c’erano sei colleghi. Tutti (tranne uno che si rifiutò di sottoporsi al test) passarono il poligrafo (macchina della verità) e da allora hanno sempre mantenuto la stessa versione dei fatti, non ottenendone alcun guadagno. Al contrario. Il debunker Philip Klass, dello CSICOP USA omologo del CICAP nostrano, tentò inutilmente di convincere sia Travis sia uno dei suoi colleghi a ritrattare, offrendo loro 10.000 dollari. La corruzione fa parte del debunking.

> Prova 2: L’affidavit (dichiarazione giurata) del colonnello Philip James Corso sulle sue dichiarazioni inerenti i fatti successivi e le ricadute tecnologiche derivate dall’incidente di Roswell del 1947. Avendo conosciuto bene Corso, sono fermamente convinto della veridicità della sua testimonianza, che include l’aver visto a Fort Riley, in Kansas, il corpo di un essere alieno immerso in un liquido all’interno di un contenitore atto al trasporto, da Roswell a Fort Worth in Texas. Ritengo assai significativa la discussione che ne è scaturita, che ha fatto da spartiacque nella definizione del gioco delle parti tra l’ufologia tradizionale, “nuts & bolts” e quella che si avvale anche delle rivelazioni delle “gole profonde” inserite nel sistema strategico del cover-up sulla questione UFO/alieni. Inoltre, ha favorito lo sviluppo del movimento dell’Esopolitica. Il curriculum militare di Corso costituisce la “prova” di quanto da lui testimoniato. Nel libro “Il giorno dopo Roswell” Corso descrive i suoi contatti diretti con scienziati italiani negli anni in cui prestò servizio a Roma (1946-1947). Tutto verificato e confermato attraverso nostre ricerche d’archivio.

> Prova 3. La mia esperienza di contatto. So cosa ho vissuto. So cosa ho incontrato. Non ne conosco appieno le ragioni, alcune rimaste recondite. Per me è una prova incontrovertibile.

Alcune razze aliene potrebbero plausibilmente disporre di strumenti in grado di superare le barriere della materia e delle leggi della fisica; quindi il fenomeno Ufo esiste perché razze extraterrestri sono innanzitutto padrone del tempo?

Il fenomeno UFO esiste in quanto da sempre oggetti volanti di ogni tipo, misura, caratteristiche spesso straordinarie e incredibili capacità (mat e demat) vengono osservati e la loro manifestazione riportata. La fisica quantistica contempla tutto questo e quindi, secondo me, chi esiste dietro il fenomeno UFO si avvale di conoscenze quantiche. Vedasi “Interstellar”. Risposta affermativa, nel senso che sembrano padroneggiare lo spazio e il tempo.

Secondo le tue parole nel libro, a tuo avviso la vera storia dell’essere umano dipende da quella degli alieni. I più grandi misteri dell’umanità potrebbero trovare finalmente una spiegazione secondo questa chiave di lettura… il “mistero della creazione” ad esempio, in qualche modo unisce la condizione umana a quella degli alieni?

Per le filosofie ermetiche e l’Alchimia, la chiave di lettura è segreta, celata nell’essere non duale, ovvero in un Sé Superiore androgino e capace di autorigenerazione. Essa non contempla principi quali Nascita e Morte e in questo l’esistenza diviene un non-mistero. Ma lo è se quando a ogni atto dell’esistenza poniamo dei limiti. Mi spiego con un esempio che attinge allo Zen. Nel film “Messaggi da Forze Sconosciute”, basato su una sceneggiatura di Bruce Lee, David Carradine interpreta un viandante cieco, il “maestro” di un giovane e sprovveduto eroe. Il cieco percepisce il proprio cammino e suona il flauto. L’etere gli trasmette il pericolo e il suo flauto diviene arma letale. Fende l’aria e a cerchi larghi e precisi annienta gli aggressori. Finita la lotta, il flauto torna ad essere lo strumento che fissa frequenze in armonia con il creato attraverso il Suono. Ma non lo era stato anche un attimo prima, animandosi nella mani del cieco e divenendo i suoi occhi colpendo a morte gli avversari? La condizione umana, dunque, sussiste nei limiti e parametri che il sistema ha voluto imporle. Ma tali regole non valgono nell’Universo. Nell’Universo conta qualcos’altro. Lo scopriremo, al tempo.

Rimanendo su queste considerazioni, cosa ne pensi del lavoro di Mauro Biglino e della miriade di reperti storici e Testi Sacri antichissimi che testimoniano la presenza di forme di vita extraterrestre sulla Terra?

Lavoro interessante, quello di Biglino. Lavoro che riscuote un successo mai visto nel campo dell’editoria di frontiera. Non compete a me discuterne lo specifico dei contenuti. Io sono uno dei tanti che seguono con un certo sbigottimento le sue conferenze, ma non dispongo delle adeguate conoscenze esegetiche per entrare nel merito. La sua validità risiede a mio avviso nell’aver messo in discussione alcuni fondamenti delle religioni cristiana ed ebraica, attraverso le proprie traduzioni delle pagine bibliche, proponendone una diversa interpretazione e quindi altri significati. Questo il Cattolicesimo non lo ha mai consentito a nessuno. Biglino lascia al suo pubblico il diritto-dovere dell’approfondimento. Non mi sembra peraltro che Biglino si occupi o che i suoi studi trattino di ufologia, quindi anche delle tracce di presenze extraterrestri nell’antichità. Provate a chiedergli se secondo lui Gesù era un extraterrestre. Dovrà solo estendere il suo campo visivo per un attimo e proiettarvi nel suo e avrete la risposta.

È vero che la US Navy, la Marina Militare degli Stati Uniti, è da sempre l’intelligence governativa in possesso delle maggiori e più importanti informazioni sulla presenza degli alieni sulla Terra?

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