L’atterraggio di Socorro del 1964

L’atterraggio di Socorro del 1964

Il celeberrimo avvistamento dell’atterraggio e del decollo di un UFO il 24 aprile 1964, da parte dell’agente Zamora del Dipartimento di Polizia di Socorro, Nuovo Messico, è già stato trattato in numerose occasioni ma vi sono alcune informazioni che finora non erano mai state pubblicate. Di seguito una trascrizione del rapporto iniziale di Zamora, scritto mentre egli parlava di fronte a parecchi investigatori. La parte iniziale di questo rapporto, scritto dall’investigatore principale, è stata leggermente riveduta, perché una delle persone presenti era un membro di un’organizzazione governativa, che non desiderava si immaginasse che tale organizzazione stesse effettuando indagini ufficiali sull’incidente: questo personaggio si trovava sul posto per puro caso, da privato cittadino. Di conseguenza, l’organizzazione non è identificata.

Rapporto sull’UFO, 24 aprile 1964

«Io, Richard T. Holder, Capitano, U.S.A., 095042, comandante del poligono di tiro, sono stato informato dal primo tenente Hicks, ufficiale della Compagnia C, USAg, che egli aveva appena ricevuto dal signor B. la segnalazione di un UFO presente nella zona. Il tenente Hicks ha detto che il signor B. desiderava che mi mettessi in contatto con lui all’ufficio della Polizia Statale, a Socorro, se era possibile. Ho cercato di chiamare, ma senza riuscire, poi ho incominciato a vestirmi. Mentre mi stavo vestendo, all’incirca tre minuti dopo, il signor B. mi ha chiamato, informandomi della segnalazione dell’UFO. Ho risposto che sarei stato nell’ufficio (della Polizia Statale) entro cinque minuti. Quando sono arrivato, il signor B. si è presentato: abbiamo esaminato l’uno le credenziali dell’altro, dichiarandoci soddisfatti. L’agente Lonnie Zamora, del Dipartimento di Polizia di Socorro, era presente e mi è stato presentato dal signor B. come il testimone (inizialmente soltanto come testimone) dell’UFO. Tutti e due abbiamo allora interrogato l’agente Zamora, e il risultato dell’interrogatorio è rappresentato interamente, in sostanza, nelle dichiarazioni allegate alla presente, Poi ci siamo diretti sulla scena dell’atterraggio dell’UFO. Lungo il tragitto (il signor B. ed io abbiamo viaggiato a bordo dello stesso veicolo) ci siamo fermati davanti all’abitazione del sergente Castle, NCOIC SRC della Military Police, il quale ci ha poi accompagnati sul posto ed ha aiutato ad effettuare le misurazioni e le osservazioni. Quando siamo arrivati erano presenti l’agente Zamora, gli agenti Melvin Ratzlaff e Bill Pyland, tutti del Dipartimento di Polizia di Socorro, che hanno anch’essi collaborato ai rilevamenti. Dopo avere compiuto l’esame della zona, il signor B., l’agente Zamora ed io siamo ritornati all’Ufficio della Polizia Statale di Socorro, dove abbiamo completato i rapporti. Non appena arrivati nell’ufficio, situato nel Palazzo della Contea di Socorro, siamo stati informati da Nep Lopez, operatore radio dell’ufficio dello sceriffo, che erano state effettuate tre segnalazioni telefoniche di una fiamma azzurra in quella zona. Il primo avvistamento è stato effettuato dall’agente Zamora approssimativamente alle 17,50: io sono stato informato dal tenente Hicks approssimativamente alle 19,10. Questi rapporti non figurano nel registro dei dispacci, quindi non si conosce l’orario esatto in cui pervennero: l’addetto ha indicato che sono pervenuti approssimativamente nello stesso tempo. I rapporti sono stati completati verso le ore 1,00 del 25 aprile. Ho chiesto di venire informato nel caso di una simile evenienza o di una simile segnalazione».

Richard T. Holder – Capitano Ord/C

L’intervista di Zamora

«Socorro, Nuovo Messico, 4 aprile 1964. Lonnie Zamora, 606 Reservoir Street, Socorro, Nuovo Messico, 835-1134, agente del Dipartimento di Polizia di Socorro da oltre cinque anni, numero telefonico dell’ufficio 835-6941, ora in servizio nel turno dalle 2 del pomeriggio alle 10 di sera.

«Verso le ore 5 e 45 del 24 aprile 1964, mentre mi trovavo alla guida della macchina della Polizia di Socorro n. 2 (una Pontiac del 1964, bianca), ho incominciato a inseguire una macchina diretta a Sud, proveniente dal lato a oriente del Tribunale. La macchina stava in apparenza accelerando e si trovava circa tre isolati più avanti di me. A un certo punto su Old Rodeo Street (proseguimento di Park Street, in direzione Sud), nei pressi dell’abitazione di George Morillo (circa un chilometro a Sud di Spring Street), la macchina inseguita si dirigeva diritta, verso il campo del rodeo. La macchina inseguita era una Chevrolet nera nuova (poteva essere di [nome del ragazzo], che ha circa 17 anni). La macchina inseguita aveva ancora tre isolati di vantaggio. Lonnie Zamora era solo.

«In quel momento, ho sentito un rombo e ho visto una fiamma nel cielo, in direzione Sud-Ovest, ad una certa distanza, all’incirca da ottocento metri a un chilometro e mezzo. Ho pensato che potesse essere saltato in aria un deposito di dinamite che si trova in quella zona e ho deciso di lasciar perdere l’inseguimento della macchina.

«La fiamma era azzurrognola, e anche un po’ arancione. Non saprei dire quanto era grande. Era una specie di fiamma immobile, che scendeva lentamente. Stavo ancora guidando la macchina, e non potevo prestare troppa attenzione alla fiamma, che era molto stretta. Era fatta a forma di imbuto, più stretta in alto che in basso. Era larga all’incirca tre gradi… non molto ampia.

«La fiamma era due volte più larga in basso che in alto, ed era alta due volte la sua larghezza alla sommità. Non ho notato alcun oggetto sopra alla fiamma, e non ho notato se la parte superiore della fiamma stessa fosse pareggiata. Il Sole era a occidente e gli occhiali non servivano a niente. Non riuscivo a vedere la parte inferiore della fiamma, perché terminava dietro alla collina.

«Non ho notato fumo. Ho notato invece un certo “movimento” in fondo, forse polvere. Probabilmente era dovuto alla giornata ventosa: il vento era molto forte. Il cielo però era limpido e c’era il Sole: vi erano soltanto poche nuvole sparse sulla zona.

«Il rumore era un rombo, non un’esplosione. Diverso dal rumore degli aerei a reazione. È passato dall’alta frequenza alla bassa frequenza e poi si è interrotto. Il rombo è durato all’incirca per 10 secondi, ed io in quel momento mi stavo dirigendo da quella parte, sulla strada ghiaiata. Ho visto la fiamma all’incirca per tutto il tempo che ho sentito il rombo. La fiamma aveva sempre lo stesso colore, a quanto ricordo. Il suono è passato chiaramente dall’alta frequenza alla bassa frequenza fino a svanire. Entrambi i finestrini erano abbassati. Non ho notato nessun altro spettatore; non c’era traffico, a parte la macchina davanti a me, e può darsi che dalla macchina si sia sentito il rumore, ma è possibile che non si sia visto niente perché la macchina che mi precedeva era troppo vicina alla collina perché si potesse scorgere la fiamma.

«Dopo il rombo e la fiamma, non ho notato nulla, mentre salivo la collina piuttosto ripida e accidentata: ho dovuto fare marcia indietro e ripartire per due volte. La prima volta ero arrivato circa a metà strada, poi le gomme hanno incominciato a sdrucciolare mentre si sentiva ancora il rombo, ho dovuto fare marcia indietro e ripartire prima di riuscire a salire sulla collina. La collina è lunga circa venti metri, piuttosto ripida, coperta di ghiaia e di sassi. Quando ho ritentato per la terza volta, non ho notato né il rumore né la fiamma.

«Dopo essere arrivato in cima, ho incominciato a procedere lentamente sulla strada ghiaiata verso Ovest. Per un po’ non ho notato nulla, all’incirca per dieci o quindici secondi: procedevo lentamente, guardandomi intorno per cercare il deposito della dinamite, perché non ricordavo dove fosse esattamente la baracca.

«All’improvviso ho notato un oggetto lucente a Sud, a una distanza dai 150 ai 200 metri. Era fuori dalla strada, perfettamente in vista. Io portavo gli occhiali da sole verdi per ordine del medico (sic), e appena l’ho visto mi sono fermato. In un primo momento mi è sembrato un’automobile capotata. Ho pensato che qualche ragazzino l’avesse rovesciata. Ho visto due persone in tuta bianca, molto vicino all’oggetto. Una di queste persone, mi è sembrato, si è voltata e ha guardato diritto verso la mia macchina, ed è apparsa sorpresa: mi è sembrato che abbia sussultato.

«A questo punto, ho incominciato a dirigere la mia macchina verso quei due, con l’intenzione di aiutarli. Mi ero fermato solamente per un paio di secondi. L’oggetto sembrava fatto di alluminio, era biancastro contro lo sfondo della mesa, ma non era cromato. Era fatto così (ovale, lungo asse verticale) e, a prima vista, ho avuto l’impressione che fosse un’automobile bianca rovesciata. La macchina sembrava rovesciata, come se stesse ritta sul radiatore oppure sul baule, a quella prima occhiata.

«L’unica volta che ho visto quelle due persone è stato quando mi sono fermato, probabilmente per due secondi o poco più o poco meno, per dare un’occhiata all’oggetto. Non ricordo di aver notato nessuna caratteristica particolare, né che quelli avessero in testa cappelli o copricapi di qualunque genere. Quelle persone sembravano avere una forma normale… ma forse erano adulti di piccola statura, oppure bambini molto alti.

«Poi ho fatto attenzione alla strada, mentre mi dirigevo sul posto. Ho chiamato per radio l’ufficio dello sceriffo: Socorro 2 a Socorro, possibile 10-40 (incidente). Sarò 10-6 (occupato) fuori dalla macchina, a controllare l’automobile giù nell’arroyo”.

«Ho fermato la macchina e stavo ancora parlando per radio: poi ho fatto per uscire, il microfono mi è caduto, ho allungato il braccio per riprenderlo, l’ho rimesso al suo posto e poi sono sceso dalla macchina.

«Avevo appena fatto in tempo a girarmi su me stesso quando ho sentito il rombo (non era proprio un’esplosione), un rombo fortissimo… a quella distanza era veramente molto forte. Non era il rumore di un aereo a reazione… so bene che rumore fanno. È incominciato a bassa frequenza, poi è salito (tono più alto), diventando fortissimo… da forte a molto forte. Nello stesso momento in cui sentivo il rombo ho visto la fiamma. La fiamma era sotto all’oggetto. L’oggetto ha incominciato a salire verticalmente… lentamente. L’oggetto si è innalzato lentamente, in verticale. La fiamma era di un azzurro chiaro e in fondo era di una specie di colore arancione. Da quella posizione, ho visto quello che poteva essere il fianco dell’oggetto (non l’estremità, come mi era sembrato prima). È difficile descrivere quella fiamma. Ho pensato, a giudicare dal rombo, che fosse sul punto di scoppiare. La fiamma poteva venire dalla parte inferiore dell’oggetto, al centro, da una zona di circa un metro e venti, ma è una stima molto approssimativa. Non saprei come descrivere le fiamme, posso dire solo che erano azzurre e arancione. Niente fumo, soltanto polvere nelle immediate vicinanze.

«Non appena ho visto la fiamma e ho sentito il rombo, mi sono voltato e sono corso lontano dall’oggetto, però ho girato la testa in quella direzione. Ho urtato con la gamba contro la mia macchina, dalla parte del paraurti posteriore. La mia macchina era rivolta verso Sud-Ovest.

«L’oggetto era (ovale con un lungo asse orizzontale). Era tutto liscio, senza finestrini e senza portiere. Quando è incominciato il rombo era ancora al suolo, o molto vicino al suolo. Ho notato una specie di scritta rossa. Il distintivo era alto circa 75 centimetri e largo 60, mi sembra. Era al centro dell’oggetto, così (indica il distintivo al centro dell’oggetto ovale). L’oggetto era ancora come l’alluminio… bianco.

Socorro-UFO-Zamora

«Dopo essere caduto vicino alla mia automobile e aver perso gli occhiali, mi sono rialzato e ho continuato a correre verso Nord, con la macchina fra me e l’oggetto. Mi sono voltato indietro a guardare un paio di volte. Ho osservato che l’oggetto si sollevava all’incirca fino all’altezza della macchina, a 6 o 7 metri: erano passati, credo, circa sei secondi dal momento in cui l’oggetto aveva incominciato a salire al momento in cui mi sono voltato indietro. Mi pare che avessi percorso metà della strada in direzione del punto in cui mi sono accucciato, a 15 metri dalla mia auto: è stato là che mi sono accucciato, proprio al di là della cima della collinetta. Credo di avere percorso circa 7 metri quando mi sono voltato indietro e ho visto l’oggetto che era alla stessa altezza della mia macchina, e sembrava proprio sopra al punto dal quale si era sollevato.

«Stavo ancora correndo: poi ho superato la cima della collinetta… e mi sono fermato perché non sentivo più il rombo. Avevo paura di quel rumore, e avevo deciso di continuare a correre giù per la collina. Mi sono girato in direzione dell’oggetto, e nello stesso tempo ho abbassato la testa verso il terreno, coprendomi il volto con le braccia. Siccome non sentivo più il rombo, ho guardato in su, e ho visto l’oggetto che si allontanava da me, dirigendosi verso Sud-Ovest. Quando il rombo si è interrotto, ho sentito una specie di ronzio acuto, che però è passato dal tono alto al tono basso. Alla fine del rombo c’è stato questo ronzio, che è durato più o meno un secondo. Poi attorno all’oggetto c’è stato un silenzio assoluto.

«È stato allora che io ho alzato la testa e ho visto l’oggetto che si stava allontanando da me. Non si è più avvicinato. Mi è sembrato che stesse andando in linea retta, tenendosi sempre alla stessa altezza, direi da tre a quattro metri dal terreno, ed è passato sopra alla baracca della dinamite, sorvolandola di circa un metro. La baracca è alta circa due metri e mezzo. L’oggetto andava a grande velocità. Mi è sembrato che si sollevasse, e che si lanciasse direttamente sopra alla campagna. Sono tornato indietro di corsa verso la mia macchina e mentre correvo continuavo a tenere d’occhio l’oggetto. Ho raccolto i miei occhiali (avevo lasciato gli occhiali da sole per terra quando ero caduto), sono risalito in macchina, e ho chiamato per radio Nep Lopez, il radio-operatore, per dirgli: “Guarda fuori dalla finestra, guarda se riesci a vedere un oggetto”. Lui mi ha domandato: “Che cos’è?”. Io gli ho risposto: “Sembra un pallone”. Non so se lui l’abbia visto. Se Nep ha guardato fuori dalla finestra che dà verso Nord, non può averlo visto. Sul momento, io non gli ho detto da quale finestra avrebbe dovuto guardare.

«Mentre stavo chiamando Nep, continuavo a vedere l’oggetto. Mi è sembrato che si sollevasse lentamente e che “diventasse piccolo” molto rapidamente, in distanza. Mi è sembrato che passasse proprio al di sopra del Box Canyon o della montagna del Six Mile Canyon. È scomparso mentre passava sopra alle montagne. Non aveva più nessuna fiamma, mentre volava sul terreno, e non lanciava fumo e non faceva rumore.

«Mi sentivo in buona salute. L’ultima volta che ho bevuto — due o tre birre — è stato più di un mese fa. Non ho notato nessun odore. Non ho notato nessun rumore, a parte quelli che ho descritto. Ho dato istruzioni a Nep Lopez per radio e al sergente M.S. per arrivare là. Sono sceso sul posto dove era stato prima l’oggetto e ho notato che in parecchi punti i cespugli bruciavano. In quel momento ho sentito il sergente Chavez (della Polizia Statale del Nuovo Messico, Socorro) che mi chiamava per radio per chiedermi dove mi trovavo, e allora sono ritornato alla macchina, e gli ho detto dove doveva cercarmi. Poi il sergente Chavez è arrivato, mi ha chiesto che cosa era successo, perché ero tutto sudato, e mi ha detto che ero pallidissimo, addirittura bianco. Allora ho chiesto al sergente se vedeva quello che vedevo io, cioè i cespugli che bruciavano. Il sergente Chavez e io siamo andati sul posto, e il sergente ha indicato le tracce. Quando avevo visto per la prima volta l’oggetto (cioè quando credevo ancora che fosse un’automobile) ho visto quelle che mi sembravano due specie di zampe, e che andavano dall’oggetto al suolo. In quel momento, non avevo fatto molta attenzione a quello che era… credevo che fosse successo un incidente, e vedevo quelle due persone. Non ho prestato attenzione alle due “zampe”. Le due “zampe” erano alla base dell’oggetto, inclinate all’esterno fino a toccare terra. L’oggetto, in quel momento, poteva essere all’incirca a poco più di un metro dal terreno. Ma gli avevo dato appena un’occhiata.

«Non saprei dire per quanto tempo ho visto l’oggetto la seconda volta (più da vicino); probabilmente per una ventina di secondi, ma non saprei dire con precisione: dal momento che sono sceso dalla mia auto, ho guardato l’oggetto, sono corso via, sono balzato oltre la cresta della collinetta, e poi sono ritornato alla macchina e alla radio mentre l’oggetto scompariva.

«Quando mi è caduto il microfono mentre scendevo dall’auto, ho sentito una specie di “tonfo” molto forte, due o tre volte, come se qualcuno stesse adoperando un martello, o sbattesse con forza una portiera o delle portiere. Quei tonfi si sono sentiti a una distanza di un secondo, o magari anche meno, l’uno dall’altro. Tutto questo è successo subito prima che si incominciasse a sentire il rombo. Quando mi sono avvicinato, non ho più visto le due persone.

«Poco prima che arrivasse il sergente Chavez, ho tirato fuori la penna e ho fatto un disegno del distintivo».

Fine del racconto.

Tratto dal libro di Charles Bowen: Gli umanoidi – identikit degli extraterrestri.

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