Un pianeta con quattro soli (30 Ari)

Fino a qualche anno fa non si credeva possibile l’esistenza di pianeti con due soli, ovvero che un sistema binario potesse contenere dei pianeti. Questo perché si prendeva troppo seriamente lo schema del Sistema Solare in cui viviamo, e giacché non esisteva una strumentazione abbastanza sofisticata da permettere di vedere “oltre” l’immaginazione umana probabilmente non voleva osare eventuali disegni di sistemi planetari “bizzarri”.

Nonostante i pianeti del nostro sistema solare ruotano attorno ad una sola stella – il nostro sole – altri pianeti più lontani, chiamati esopianeti, possono in realtà essere allevati in famiglie con due o più stelle. I ricercatori, incuriositi sulle complesse influenze di più stelle su tali pianeti, hanno creato due nuovi casi di studio: un esopianeta con tre stelle, e un altro con quattro.

Tali scoperte sono state effettuate utilizzando strumenti presso l’Osservatorio Palomar a San Diego: il sistema di ottica adattiva Robo-AO, sviluppato da Inter-University Center for Astronomy e Astrofisc in India, e il California Institute of Technology in Pasadena, il PALM -3000 sistema adattivo di ottica, sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, e Caltech. In realtà ci troviamo davanti a scoperte non molto recenti, infatti questa è solo la seconda volta che un pianeta viene identificato in un sistema stellare quadruplo. Si pensava che lo stesso pianeta avesse solo tre stelle e non quattro. Il primo pianeta scoperto (con quattro stelle), fu KIC 4862625, nel 2013 grazie ai dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA.

L’ultima scoperta suggerisce che i pianeti situati in sistemi stellari quadrupli potrebbero essere meno rari di quanto si pensasse. Infatti, una recente ricerca ha dimostrato che questo tipo di sistema stellare, che di solito consiste di due coppie di stelle gemelle (binarie) situate a grandi distanze l’una dall’altra, è di per sé più comune di quanto si credesse. Circa il quattro per cento delle stelle di tipo solare si trovano in sistemi quadrupli. La scoperta si deve alla miglioria delle tecniche di osservazione, secondo il co-autore Andrei Tokovinin del Osservatorio di Cerro Tololo in Cile.

Il sistema stellare quadruplo è stato denominato 30 Ari, e si trova a circa 136 anni luce di distanza nella costellazione dell’Ariete. Il pianeta gassoso del sistema è enorme, infatti ha una massa che corrisponde a 10 volte quella di Giove (per questo è stato possibile rilevarlo, quindi non è detto che sia l’unico) e orbita attorno alla sua stella principale ogni 335 giorni. La stella principale ha una compagna relativamente vicina, che il pianeta non orbita. Questa coppia, a sua volta, è bloccata in un’orbita a distanza con un altro paio di stelle che si trovano a circa 1.670 unità astronomiche di distanza (una unità astronomica è la distanza tra la Terra e il Sole). Gli astronomi pensano che sia altamente improbabile che tale pianeta, o qualsiasi delle sue lune potrebbero sostenere la vita.

Tuttavia, se fosse possibile vedere il cielo di questo mondosarebbe simile a un piccolo Sole e due stelle molto brillanti visibili in pieno giorno. Ad ogni modo per riuscire a vedere la quarta stella sarebbe necessario un buon telescopio vista la distanza tra le stelle binarie.

Negli ultimi anni, sono stati rilevati decine di pianeti con due o tre stelle madri, e quello che si pensava potesse accadere solo nella fantascienza (vedi Tatooine di Star Wars) si scopre corrispondere a realtà. Riguardo ai sistemi binari, trovare pianeti con più genitori non è poi così sorprendente considerando che queste stelle sono più comuni di quelle singole, solo prendendo in considerazione la nostra galassia (Via Lattea).

“I sistemi di stelle sono disponibili in una miriade di forme. Possono essere stelle singole, stelle binarie, triple, anche sistemi stellari quintupli”, afferma Lewis Roberts del JPL, autore principale delle nuove scoperte che appaiono nella rivista Astronomical Journal.

Roberts e i suoi colleghi vogliono capire gli effetti che possono avere più stelle madri sui pianeti in fase di sviluppo. L’evidenza suggerisce che le compagne stellari possono influenzare il destino dei pianeti cambiando le orbite di quest’ultimi e persino una crescita più massiccia.

Nel nuovo studio, i ricercatori utilizzano il sistema di Robo-AO automatizzato su Palomar Observatory per la scansione dei cieli notturni, cercando le tracce di centinaia di stelle ogni notte. Hanno trovato due candidati che ospitano pianeti extrasolari: il sistema a quattro stelle, 30 Ari, e un sistema planetario triplo denominato HD 2638. I risultati sono stati confermati utilizzando lo strumento PALM-3000 ad alta risoluzione, al Palomar Observatory.

“Questo risultato rafforza il collegamento tra più sistemi stellari e pianeti massicci”, afferma Roberts.

Nel caso di Ari 30, la scoperta ha portato il numero di stelle conosciute nel sistema da tre a quattro. La quarta stella si trova ad una distanza di 23 unità astronomiche dal pianeta. Mentre questa compagna stellare e il suo pianeta sono più vicini gli uni agli altri da quelli del sistema HD 2638, la ritrovata stella non sembra aver influenzato l’orbita del pianeta. Il motivo è ancora incerto, così il team ha in programma ulteriori osservazioni per capire meglio l’orbita della stella e delle sue dinamiche familiari complicate.

sistema-stellare-quadruplo-30-Ari

Fonte immagini e articolo: http://www.jpl.nasa.gov/

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3 COMMENTI

  1. FINALMENTE CAPITO IL MECCANISMO SEGRETO DELLUNIVERSO E COSA NASCONDEVA REALMENTE BISOGNEREBBE COMPRENDERE TUTTA LA STRUTTURA NELLA SUA DIMENSIONE PIU COMPLESSA MA QUESTO QUALCOSA DI TOTALMENTE DIVERSO ABBIAMO GIA FATTO UN PASSO AVANTI..ANZI HO FATTO…MA DICIAMO PER TUTTI SCIENZA TEOLOGIA |ange50337@gmail.com GUGLIELMO

  2. IO HO COME STUDIOSO E IN QUESTO CASO SI DEVO DIRE COME SCIENZIATO ANCHE SE NON LO SONO UNA MIA IDEA DI UNIVERSO CHE VEDE UN UNIVERSO NON SOLO IN CONTINUA ESPANSIONE MA IL GRANDE SEGRETO E MISTERO CHE CREDO DI AVERE SVELATO STA NEL FATTO CHE ESSO CONTIENE AL SUO INTERNO COME DELLE PORTE CHE INTRODUCONO VERSO NUOVI MONDI CIOE SI PUO USARE UNTERMINE MAGARI ESPLICITO POCO INTELLETTUALE MA PRATICO DICIAMO REGNI ANCHE APERTURE VERSO NUOVI UNIVERSI UN CONCENTRATO DI ETERNITA INFINITO IN UN CONCETTO MOLTO CAPACE DI FAR COMPRENDERE LA DIMENSIONE REALE ETERNA INFINITA DELCONCETTO DI UNIVERSO POSSIAMO DUNQUE ARRIVARE A COMPRENDERE CHE SIA IL REGNO DI DIO SIA LINFERNO SONO DENTRO A QUESTE PORTE ALLINTERNO DELLUNIVERSO CHE SI APRANO COME FORME DI UNA ENERGIA SCONOSCIUTA MISTERIOSA CHE AVVALLA ANCORA UNA VOLTA NON SOLO CHE IL DIOVIVENTE E ONNIPOTENZA MA GLORIA INFINITA AL DI SOPRA DI OGNI IMMAGINAZIONE… |ange50337@gmail.com GUGLIELMO

  3. CREDO ONESTAMENTE OLTRE CHE DA STUDIOSO GRANDE ESPERTO CHE TUTTO CIO SE E CREDO EFFETTIVAMENTE DIMOSTRABILE APRA NON TANTO SCENARI NUOVI PERCHE QUI ALTRO CHE SCENARI NUOVI QUI CE UN CAPOVOLGIMENTO TOTALE DI TUTTE LE CONOSCENZE FISICHE METAFISICHE PARLARE DI TRE SOLI DA PARTE DI SCIENZIATI E IPOTIZZARE NON SOLO UN NUOVO SISTEMA SOLARE MA CIO CHE REALMENTE RAPPRESENTA LUNIVERSO E NON SOLO RIVALUTARE IL CONCETTO DI DIO MA RIPORTARLO AL CENTRO DI TUTTO INSOMMA IO CREDO ANCHE SE NON SONO UNO SCIENZIATO PERO ATTUALMENTE IN QUESTE PROSPETTIVE COSI RIVOLUZIONARIE QUASI LO SONO BISOGNA IN FRETTA CAPOVOLGERE TUTTI I CONCETTI DI SCIENZA ATTUALE APPROFONDIRE LA FISICA QUANTISTICA PORTARCI VERSO UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSO MA IN MANIERA GLOBALE VIA I VECCHI STERIOTIPI OBSOLETI MA UN RINNOVAMENTO TOTALE E COMPLETO CHE IMPEDIRA ALLA SCIENZA ATTUALE DI NAUFRAGARE IN UNA DESOLANTE E TERRIFICANTE NON TANTO SCONFITTA CHE COME CONCETTO NON MI PIACE TROPPO POCO INTELLETTUALE PER ME IO CERCO CONCETTI PIU PROFONDI E ANCHE SCIENTIFICI DA UN PUNTO DI VISTA PERO INNOVATIVO PERCIO DIREI E USEREI UN TERMINE PIU LOGICO FUORI DAL TEMPO NON PIU CREDIBILE |ange50337@gmail.com GUGLIELMO

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