Astronomia: Addio al Telescopio Spaziale Kepler

La NASA ha confermato che non riuscirà più a recuperare pienamente il Telescopio Spaziale Kepler.

E così dopo aver scoperto in pochi anni (4) migliaia di pianeti extrasolari, dei quali fino a qualche decennio fa non si credeva la possibile esistenza, il potente Kepler sembra terminare la sua missione.

Kepler e le sue scoperte

Fino a gennaio 2013, Kepler ha individuato 2.740 probabili pianeti (http://kepler.nasa.gov/Mission/discoveries/candidates/), anche se è stata raggiunta la cifra di 3.548 il mese seguente, febbraio 2013. Tuttavia per poter confermare un pianeta bisogna osservare la sua stella per parecchio tempo. Il metodo più efficace utilizzato, è quello dell’occultamento, in pratica si osserva il transito di un pianeta davanti la propria stella, e questo significa che se un pianeta si trova alla stessa distanza della Terra rispetto al nostro sole, bisogna aspettare un anno per poterla osservare. Parliamo della Terra, naturalmente esistono pianeti con orbite strettissime più brevi di quella di Mercurio, e altri con orbite molto più lunghe di quella di Plutone che impiega circa 248 anni per compiere un giro completo intorno al Sole.

Per questo motivo si pensa che esistano svariati miliardi di pianeti nella sola Via Lattea, e in effetti la maggior parte dei pianeti confermati sono quelli che orbitano più vicini alla loro stella. Quindi se Kepler ha confermato ad esempio 3 pianeti attorno ad una stella, in verità potrebbero essere 10 se prendiamo come esempio il nostro sistema solare. Tra l’altro è giusto ricordare che Kepler è stato posizionato per osservare solo una minuscola zona vicina al nostro sistema solare, che riguarda le costellazioni del Cigno, della Lira e del Drago, per quanto riguarda la scelta, lo sa solo la NASA.

keplerNASA

Ma osservare l’occultamento di un pianeta non sarebbe l’unica possibilità, in realtà le stelle come il nostro sole che hanno dei pianeti attorno, eseguono un movimento circolare o leggermente ellittico, mentre questo non avviene osservando le stelle che non hanno pianeti. Si pensa che il sole si trovi in mezzo ai pianeti e gira solo su se stesso, ma in realtà non è proprio così. Il sole, come tutti i pianeti esegue un “piccolo” si fa per dire, movimento circolare mentre gira su se stesso, dovuto dalla forza gravitazionale, per capirci, dovete immaginare che il sole mentre gira su se stesso disegna nel cielo un piccolo cerchio. Quindi se una stella non compie questo movimento e “quasi scontato” che non ospita pianeti, se invece compie questo movimento, come minimo è presente un pianeta.

Tornando alla probabile fine di Kepler

Dopo mesi di analisi e test, il team del telescopio spaziale Kepler sta abbandonando definitivamente l’idea di riuscire a ripristinare il veicolo spaziale in piena efficienza, e ora sta prendendo in considerazione ciò che la nuova ricerca scientifica potrà svolgere nella sua condizione attuale.

Due delle quattro ruote che permettono il movimento del telescopio Kepler, che venivano utilizzate per puntare con precisione in una certa direzione il veicolo spaziale, non funzionano più. La prima ha smesso di funzionare nel luglio 2012, e la seconda nel mese di maggio. Gli sforzi degli ingegneri per ripristinare almeno una delle ruote non hanno avuto successo.

Kepler ha completato la sua prima missione nel novembre 2012 che doveva proseguire ancora per quattro anni. Tuttavia, il veicolo spaziale ha bisogno di tre ruote funzionanti per continuare la sua ricerca di pianeti extrasolari delle dimensioni della Terra, che sono pianeti al di fuori del nostro sistema solare, che orbitano attorno a stelle come il nostro sole in quella che è conosciuta come la zona abitabile – la gamma di distanze da una stella in cui la superficie della temperatura di un pianeta potrebbe essere adatto per la presenza di acqua allo stato liquido.

Ma non tutto sembra essere perduto.

Gli scienziati stanno prendendo in considerazione l’idea che Kepler potrebbe essere utilizzato per svolgere un altro tipo di programma di scienza. Kepler potrebbe essere utilizzato per la ricerca di pianeti extrasolari, utilizzando le restanti due ruote e i suoi propulsori.

A seconda del risultato di questi studi, che dovrebbero essere completati entro la fine dell’anno, la NASA valuterà la priorità scientifica di una missione Kepler utilizzando solo due ruote . Tale valutazione può includere priorità rispetto ad altre missioni della NASA in competizione.

L’articolo della NASA conclude ricordando il lavoro svolto in 4 anni da Kepler.

Dai dati raccolti nella prima metà della sua missione, Kepler ha confermato 135 esopianeti e individuato oltre 3.500 candidati. La squadra continua ad analizzare tutti i quattro anni di dati raccolti, centinaia in attesa, se non migliaia, di nuove scoperte, tra cui i tanto attesi pianeti simili alla Terra sia come dimensione che come posizione nel proprio sistema stellare. Anche se la sonda non funzionerà più con la sua precisione che era senza precedenti, gli scienziati si aspettano interessanti scoperte dal Telescopio Spaziale Kepler. (Fonte – NASA)

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