Il telescopio spaziale Kepler prosegue con la sua missione

Anche se le sue condizioni non gli permettono di svolgere il suo lavoro a pieno, il telescopio spaziale Kepler tornerà a svolgere la sua missione. Questo è quanto conferma la NASA. Sarà denominata K2, la nuova missione che svolgerà Kepler in cerca di altri mondi, e osservazioni di ammassi stellari, giovani e vecchie stelle, galassie attive e supernove.

Nel mese di maggio, Kepler perse la seconda delle quattro ruote utilizzate per la rotazione del telescopio spaziale, senza le quali non avrebbe garantito la massima precisione negli obbiettivi puntati dal telescopio. Kepler ha bisogno di almeno tre ruote per poter garantire un funzionamento accettabile, mantenendo la precisione di puntamento necessaria per rilevare il segnale di piccoli pianeti extrasolari delle dimensioni della Terra, che sono pianeti al di fuori del nostro sistema solare, orbitanti attorno a stelle come il nostro sole in quella che è conosciuta come la zona abitabile – la gamma di distanze da una stella in cui la temperatura della superficie di un pianeta potrebbe essere adatto per acqua liquida.

Kepler sfrutta l’energia solare per potersi muovere liberamente anche se pare non sia così semplice come si crede. La struttura del telescopio spaziale Kepler viene spinta dalla pressione esercitata dai fotoni della luce solare quando colpiscono la navicella.

Dopo aver perso la quarta ruota Kepler perse anche la terza, complicando ancora di più la sua missione. Senza una terza ruota per aiutare a contrastare la pressione solare, la capacità di puntamento ultra-preciso della navicella non può essere controllato in tutte le direzioni.

Tuttavia, gli ingegneri della missione Kepler e Bell Aerospace hanno sviluppato un modo innovativo di recuperare la sua stabilità di puntamento e manovra della navicella in modo che la pressione solare si distribuisca uniformemente sulla superficie della navicella.

Per raggiungere questo livello di stabilità, l’orientamento della sonda deve essere quasi parallelo al suo percorso orbitale intorno al sole. Il piano dell’eclittica definisce la banda di cielo in cui si trovano le costellazioni dello zodiaco.

Questa nuova tecnica di utilizzare il sole come il ‘terzo incomodo’ per controllare il puntamento è attualmente in fase di sperimentazione a bordo della sonda ed i primi risultati stanno già arrivando. L’immagine seguente del telescopio spaziale Kepler mostra parte della costellazione del Sagittario.

Ulteriori test sono in corso per controllare se Kepler è in grado di mantenere questo livello di controllo per giorni e settimane.

kepler-2-costellazione-sagittarioImage Credit: NASA Ames

L’immagine che segue mostra come la pressione solare può essere utilizzata per bilanciare Kepler mantenendo il telescopio abbastanza stabile per continuare a svolgere il proprio lavoro, sostanzialmente, il transito dei pianeti intorno a stelle lontane.

kepler 2 energia solareCredit: NASA Ames/W Stenze

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