Notizie astronomia: Una nube troppo densa per quella zona

Il mistero della nube curiosamente densa, nei pressi del centro della nostra galassia, Via Lattea.

Vicino al centro galattico, dove si rileva una forte attività e grosse nubi di gas e polveri mascherano un buco nero supermassiccio della grandezza di tre milioni di volte quella del nostro sole, la cui gravità è abbastanza forte per attirare verso di se le stelle fino a migliaia di chilometri al secondo, una zona in  particolare, ha sconcertato gli astronomi.

In questa zona c’è una nube che è stata soprannominata G0.253 0,016, e sfida le regole della formazione stellare.

Questa immagine, scattata dal telescopio spaziale della Nasa Spitzer a raggi infrarossi, mostra la misteriosa nuvola galattica, l’oggetto nero a sinistra . il centro galattico è il punto luminoso a destra.

Credit: NASA/Spitzer/Benjamin et al., Churchwell et al

Nelle immagini a infrarossi del centro galattico, la nuvola che si trova a 30 anni luce di distanza appare con una forma di fagiolo su uno sfondo luminoso di polvere e gas incandescenti. Osservare una nube tanto oscura significa che è abbastanza densa da riuscire a non far passare la luce.

Secondo la conoscenza convenzionale, le nubi di gas che sono così dense dovrebbero dar vita a sacche di materiale più denso che a sua volta, darebbero forma a stelle. Uno di questi esempi di una formazione stellare originate da una nube del genere è la famosa Nebulosa di Orione. Tuttavia, anche se la nube è 25 volte più densa di Orione, stanno nascendo solo poche stelle e sono piccole. Secondo gli astronomi la sua formazione stellare è di 45 volte inferiore a quella che ci si dovrebbe aspettare da una tale nube densa.

“E’ una nube molto densa e non forma stelle massicce che è molto strano “, dice Jens Kauffmann, uno studioso anziano di Caltech.
In una serie di nuove osservazioni, Kauffmann, insieme ai dottori ricercatori, studiosi di Caltech, Thushara Pillai e Qizhou Zhang dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, ne hanno scoperto il motivo: non solo mancano i necessari nuclei di gas più densi, ma la nube è così veloce che non può stabilirsi per poi collassare in stelle.

L’immagine Spitzer della nube (a sinistra). l’immagine SMA (al centro) indica la relativa mancanza di nuclei densi di gas che si pensa formarmino le stelle. l’immagine Carma (destra) mostra la presenza di monossido di silicio, il che suggerisce che la nube potrebbe essere il risultato di una collisione con un altra nube.

Credit: Caltech/Kauffmann, Pillai, Zhang

I risultati, che dimostrano che la formazione stellare può essere più complessa di quanto si pensasse e che la presenza di gas denso non implica automaticamente una regione in cui avviene una formazione stellare, questa nube può aiutare gli astronomi a comprendere meglio il processo. Il gruppo ha presentato le proprie conclusioni, che sono stati recentemente accettate per la pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal Letters, in occasione della riunione del 221° dell’American Astronomical Society a Long Beach, in California.

Per determinare se la nube conteneva nuclei di gas più densi, il team ha utilizzato l’array Submillimeter (SMA), dai dati di otto radiotelescopi situati in cima al Mauna Kea alle Hawaii.
In una zona della nube sono presenti questi nuclei circa 10 volte più densi rispetto al resto della nube, ma forti campi magnetici o turbolenze nella nube li disturba, impedendo loro di trasformarsi in vere e proprie stelle.

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