Notizie astronomia:Keplero scoprì velocità e moto dei pianeti

Nel sistema solare, il nostro sistema planetario, è composto da otto pianeti tra cui cinque pianeti minori o “pianeti nani”, ad esclusione di tutte le lune, consideriamo solo i più conosciuti o quelli di cui ci hanno parlato sin da piccoli nelle scuole primarie.

Tutti i pianeti eseguono un movimento rapido e costante e orbitano intorno al Sole, in uno vero spettacolo spaziale perfetto e sorprendente.

Ma ti sei mai chiesto a che velocità si muovono i nostri pianeti, compresa la Terra?

rappresentazione dei pianeti del nostro sistema solare

 

Ecco la risposta, al quesito:

Mercurio: 172.404 km/h intorno al Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 10.83 km/h.

Venere: 126.108 km/h intorno al Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 6.52 km/h.

Terra: 107.244 km/h intorno al Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 1.674 km/h.

Marte: 86.868 km/h intorno al Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 866 km/h.

Giove: 47.016 km/h intorno al Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 45.583 km/h.

Saturno: 34.705 km/h intorno Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 36.840 km/h.

Urano: 24.516 km/h intorno al Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 14.794 km/h.


Nettuno: 19.548 km/h intorno al Sole e la sua velocità di rotazione nell’equatore è di 9.719 km/h.

 

Come si fa a calcolare la velocità del movimento planetario?

rappresentazione dei pianeti del nostro sistema solare

Ora, dobbiamo sapere come si ottengono i risultati, vale a dire come calcolare la velocità con cui si muovono i pianeti nel nostro sistema solare, e per questo dobbiamo risalire a parecchi anni indietro nella storia. Se è certo che il grande Copernico è il responsabile della scoperta che tutti i pianeti girano intorno al Sole e non solo la Terra, il che, fu un buon inizio e un cambiamento piuttosto radicale, fu Keplero che in realtà scopri che ogni pianeta rispettava correttamente la sua propria orbita intorno al Sole.

A 27 anni, Keplero lavorava con Tycho Brahe, un astronomo molto ricco che aveva passato la vita ad osservare il cielo, prendendo appunti formulando diverse osservazioni riguardanti i vari pianeti. Brahe aveva una sua teoria geocentrica dell’universo e rivelò a Keplero molte delle sue osservazioni che hanno contribuito a confermare le teorie copernicane.

Ma quando morì Brahe, Keplero rimase con tutti i suoi appunti scritti, e poco dopo scrisse quelle che furono definite le “orbite” per la prima volta, continuando con le 3 leggi di Kepler.

Le tre leggi di Keplero e il lavoro Newton

Tra la fine del XVI e l’inizio del XVII, lo scienziato tedesco lavorò sulle tre leggi che presero il suo nome. Anche se inizialmente credeva che i moti planetari erano circolari, ben presto notò e chiarì che i pianeti si muovono in orbite ellittiche e non circolari. Ed è precisamente questo quello che viene descritto nella prima legge di Kepler.

Le orbite dei pianeti sono ellittiche, non circolari, con il Sole come punto fisso di messa a fuoco.

La seconda asserisce che la linea (il raggio vettore ) che unisce un pianeta al Sole percorre aree identiche in tempi uguali, il che significa in sostanza che un pianeta si muove più velocemente quando la sua orbita lo porta più vicino al Sole e più lentamente quando se ne allontana, quando l’orbita oscilla ad una distanza maggiore .

Infine, terza legge di Kepler è ciò che ci permette di calcolare quelle velocità matematicamente. La legge stabilisce un’equazione in grado di spiegare il rapporto tra la distanza di un pianeta dal Sole e la lunghezza del suo periodo orbitale. In sostanza, la terza legge dice che il tempo impiegato da un pianeta ad orbitare intorno al Sole è proporzionale alla sua distanza dal Sole.

Anche se queste tre leggi sono da considerare corrette, avevano bisogno di qualche ritocco ed è stato Isaac Newton che ha fatto tali rettifiche. Con le leggi del moto e della gravità, il signor Newton fu in grado di mostrare le incoerenze nelle leggi di Kepler. Tra le altre cose, egli ha osservato che il Sole non ha una posizione unica è fissa, questo fatto è dovuto alla forza di gravità, il Sole si muove. Così Newton rettificò la terza legge per poterla adeguare alla massa e la distanza di ogni pianeta in rapporto al Sole. Ancora oggi, gli scienziati stanno cercando di trovare un metodo più indicato per determinare la forma e la velocità esatta nella quale i pianeti si muovono nello spazio.

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