Allineamento planetario

I più brillanti pianeti del sistema solare sono allineati nel cielo della sera. Si inizia ad entrare all’inizio di questo 2012 classificato come l’anno del cambiamento. Cosi’ iniziamo ad osservare meglio il cielo e ci troviamo di fronte delle luci piu’ intense, cosa sono?

Guardate ad ovest, quando tramonta il sole e vedrete Venere e Giove ancor prima che il cielo diventi scuro. Questi due pianeti circondati dal blu della sera, saranno da ricordare in futuro.

E se il giorno dopo volete rivedere questo evento astronomico, la visibilita’ sara’ ancora piu’ nitida, perché  Venere e Giove stanno convergendo. A metà febbraio,  sono a circa 20°. Entro la fine del mese, l’angolo si restringe a soli 10° saranno così vicini che si potranno contenere nel palmo della mano, tesa verso il cielo. Loro bellezza cresce ogni notte e si riduce la distanza tra di loro.

Questa sera, sabato 25 febbraio sarà una notte speciale per l’osservazione dei due pianeti, perché la Luna crescente si unirà a Giove e Venere formando un triangolo celeste. Questa visione ci sarà consentita anche la notte di domenica 26 febbraio. Ci potremmo godere questo spettacolo non solo dalle campagne, lontanit dalle luci della città, ma anche dai centri urbani. La luna, Venere e Giove saranno gli oggetti più brillanti del cielo notturno.

La Luna si allontanerà definitivamente a fine febbraio, mentre Giove e Venere rimarrano visibili fino a metà marzo, ma si allontaneranno l’uno con l’altra, pian piano sempre di più.

Lo scienziato Hiroyasu, ha trovato in qualche maniera una connessione con la visione dei pianeti e i nostri occhi.

La Fovea, ( indicata nella foto) che è  una regione centrale della retina di massima acuità visiva.
Non rappresenta la regione dalla quale parte il nervo ottico che collega la retina alla corteccia visiva del cervello. Infatti esso è disposto piú medialmente rispetto a questa regione poiché il punto in cui è possibile localizzare l’emergenza del nervo ottico, è un punto cieco, cioè sono assenti neuroni sensitivi primari (coni e bastoncelli) dal momento che questo nervo é dato dai prolungamenti diretti verso il centro delle cellule gangliari. Quindi sarebbe funzionalmente sconveniente se questo punto cieco coincidesse con la porzione della retina dove arriva la massima informazione visiva. La fovea è un avvallamento e di forma circolare nella retina, di circa 1,5 mm di diametro.

Hiroyasu afferma che il campo di vista della fovea è ampio solo 5 gradi. Quasi tutte le sere in marzo, e Venere e Giove si adatteranno entro quel cono stretto.

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1 COMMENTO

  1. Chiedo venia per l’intromissione nel vostro interessante dialogo su allineamenti planetari che tanto interessano i numerosi cultori di astronomia nel tentativo di coglierne implicazioni correlate a effetti geofisici. I casi di probabilità di allineamenti planetari, allargati a più pianeti (il maggior numero possibile), è ovviamente buona se considerati con l’osservazione secondo una vista laterale del piano dell’eclittica. Ma noto che vi è tendenza a osservazioni secondo una vista in elevazione del piano dell’eclittica, tale che tutti i pianeti e il sole costituiscono le loro rispettive proiezioni su questo piano. Naturalmente, a queste condizioni, le probabilità che si riscontrino allineamenti di molti pianeti è assai remota, anzi addirittura impossibile, perciò occorre sconsigliare di dar retta segni straordinari di profezie, secondo le quali si annunciano possibili tali eventi.
    Tuttavia l’idea degli allineamenti non necessariamente deve comportare la geometria della linea retta, poiché l’allineamento in questione può determinarsi su una linea curva – mettiamo – circolare. Allora almeno tre pianeti possono generare un cerchio con una relativa poligonale, tramite le loro proiezioni sul piano dell’eclittica, dunque tutte con declinazione di 0 gradi sessagesimali (le distanze reali vengono moltiplicate per il coseno dell’angolo di declinazione). Ecco allora che si possono determinare occasioni che un quarto pianeta e anche altri possano interessare il circolo anzidetto, ovviamente con una certa approssimazione.
    Da tempo sono attratto da questo genere di indagine geometrica nell’intento di correlarla a situazione di eventi terrestri di particolare valenza, non necessariamente solo di carattere geofisico, come l’atomica di Nagasaki, per esempio. Sembra parlare di astrologia ma non lo è. Sono della stessa idea Carl Gustav Jung di eventi sincronici legati a connessioni acasuali, la stessa perseguita dal nobel della fisica Pauli che chiamava ‘tao’.
    Di indagini di questo genere ne ho fatto diverse e in tutte ho sempre riscontrato singolari configurazioni di geometrie di poligoni regolari, fra triangoli equilateri, quadrati, esagoni e via dicendo.
    Giorni fa ho voluto indagare su un caso generico preso a caso per lo stesso giorno, ossia il 24 aprile, GMT/ 8:35:46 di lat. 47°N e long 7°W. Mi sono servito delle effemeridi di cui al link: -http://www.fourmilab.ch/cgi-bin/Solar/action?sys=-Sf
    Con mia sorpresa ho riscontrato due cose:
    1. In relazione ai pianeti lenti, la poligonale di Saturno, Urano, Nettuno e Plutone si poteva inscrivere in un cerchio. Giove, che riguardava un cerchio interno poteva dar luogo alla costruzione di un buon esagono immaginando il lato di partenza tangente a questo cerchio. I vertici si inscrivevano nel circolo esterno della poligonale suddetta. Ma non basta perché un terzo cerchio, quello passante per la Terra, permetteva di generare un altro esagono i cui vertici si inscrivevano nel cerchio passante per Giove.
    2. Per i pianeti veloci la poligonale Marte, Sole e Mercurio dava luogo ad un cerchio passante per essi, mentre Venere riguardava un cerchio interno davvero speciale poiché la relativa tangente dava luogo ad un pentagramma molto approssimato.
    In relazione alla data fatidica di dicembre 2012, ma non del giorno 12, invece del 21 alle ore GMT 11:25, ho riscontrato, fra l’altro, un cerchio in cui è inscritta la poligonale Saturno, Giove Urano e Plutone. Nettuno è interno a questo cerchio e col suo determina un poligono regolare di tredici lati.

    Gaetano Barbella

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