Notizie dallo spazio: Venere respinge il vento solare

Nel sistema solare, Venere e Terra sono quasi alla stessa distanza dal sole. Eppure i due pianeti differiscono notevolmente: Venere è circa 100 volte più caldo della Terra e un giorno sul pianeta dura 243 giorni terrestri.

L’atmosfera di Venere è molto diversa da quella della Terra; essa è estremamente spessa, e consiste soprattutto di anidride carbonica e una piccola percentuale di azoto. La massa atmosferica è circa 93 volte quella dell’atmosfera terrestre, mentre la pressione sulla superficie del pianeta è circa 92 volte quella della Terra, una pressione equivalente a quella presente a circa mille metri di profondità in un oceano terrestre. La densità sulla superficie è di circa 5,25 g/cm³ (5 volte quella dell’acqua).


Foto di Pietro De Gregorio presa da coelum

La densa atmosfera ricca di CO2, insieme alle nubi di diossido di zolfo, genera il più forte effetto serra del sistema solare, creando una temperatura sulla superficie di oltre 460 °C. Questo rende la superficie di Venere più calda di quella di Mercurio (e di qualunque altro pianeta del sistema solare), anche se Venere è due volte più lontana dal Sole di Mercurio e riceve solo il 25% dell’irradiazione di Mercurio. A causa dell’assenza di acqua su Venere, non vi è umidità relativa sulla superficie.

Gli studi hanno suggerito che, miliardi di anni fa, l’atmosfera di Venere fosse molto più simile a quella terrestre di quanto non lo sia ora, e che vi fossero distese d’acqua probabilmente abbondanti sulla superficie; ma l’effetto serra fu moltiplicato dall’evaporazione dell’acqua originale, che generò un livello critico di gas serra nell’atmosfera

Da un recente studio, esposto anche on-line dal Journal of Geophysical Research nel 29 febbraio del 2012, si è scoperto che intorno a Venere avvengono tipo delle specie di esplosioni conosciute come HFA o anomalia del flusso caldo, che causano una temporanea inversione del vento solare che si muove normalmente passando un pianeta. Un aumento di HFA fa sì che il materiale portato dal vento solare, in qualche maniera ritorni indietro, lo afferma David Sineck, uno scienziato della Nasa Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, che studia il fenomeno HFA sulla Terra.

“E’ un fenomeno straordinario”, dice Sibeck. “Queste anomalie di flusso d’aria calda, rilasciano così tanta energia che il vento solare viene deviato, e può anche tornare indietro verso il sole, ed è una grande quantità di energia se si considera che il vento solare è supersonico. Viaggia più veloce della velocità del suono, e la HFA è abbastanza forte per riuscire a deviarlo.”

Foto – Credit: NASA/Collinson

Osservare il fenomeno HFA sul pianeta Venere, aiuterà gli scienziati a capire meglio perché questo pianeta così simile di grandezza e vicino a noi sia allo stesso tempo così tanto diverso.

Queste anomalie sul fenomeno HFA sono state registrate su Saturno, potrebbero anche avvenire su Marte, ma per adesso ci stiamo concentrando su Venere, dice Goddard Glyn Collison, sul pianeta non è presente un campo magnetico, quindi l’esplosione di questo flusso di aria calda avviene sulla superficie a destra del pianeta.

La ricerca su questo tipo di meteorologia spaziale su Venere è iniziata nel 2009, quando Messenger, il satellite della Nasa, che in realtà era stato creato per studiare Mercurio, ha individuato quello che potremmo chiamare un HFA su Venere. Ma Messenger non aveva una strumentazione adeguata per studiare i campi magnetici, così Collison usò il veicolo, dell’Agenzia Spaziale Europea, Venus Express che non era in grado di per se di studiare i fenomeni meteorologici spaziali, ma era in grado di rilevare i campi magnetici e le particelle cariche di plasma, che compongono il vento solare.

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