Gli effetti del vento solare su Venere

Il fenomeno è durato solo poche ore ma per gli scienziati è stato un bello spettacolo considerando che la coda di plasma della ionosfera di Venere è cresciuta dai 150 ai 300 km abituali a oltre 15 mila km.

In casi particolari, però, questa densità può subire crolli vertiginosi. Com’è accaduto, appunto, a inizio agosto del 2010. Quando, dopo un ciclo di intense esplosioni di massa coronale, gli strumenti in orbita attorno alla Terra registrarono, per un’intera giornata, una densità del vento solare di appena 0.1 particelle per centimetro cubo.

Immagini Satellite: Venus Express – Fonte: ESA/Wei

La sonda Venus Express rileva che la densità e la pressione del vento solare erano precipitate di circa 50 volte al di sotto del normale: rispettivamente, a 0.2 particelle per centimetro cubo e 0.1.

La possibile spiegazione del fenomeno è dovuta dal fatto che Venere ha un campo magnetico quasi inesistente. La ionosfera osservabile sul lato notturno del pianeta, composta per lo più da un plasma di ioni d’ossigeno, si è estesa oltre ogni previsione, fino a raggiungere, appunto, i 15 mila chilometri e oltre. (fonte – link)

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