Il primo vero pianeta simile alla Terra, alieno, verrà individuato nel corso del 2013.

Questo è quanto afferma Abel Mendez che gestisce il Planetary Habitability Laboratory (Laboratorio Pianeti Abitabili) presso l’Università di Puerto Rico, Arecibo.

Gli astronomi potrebbero aver scoperto un certo numero di pianeti extrasolari nel corso di questi ultimi anni, che condividono alcuni elementi chiave del nostro pianeta quali la dimensione, la temperatura della superficie e la zona abitabile che per fare l’esempio del nostro sistema solare (secondo gli scienziati per quel che ad oggi sono riusciti a capire), parte da Venere e finisce su Marte, immaginando una linea di inizio e fine.

Il primo pianeta extrasolare intorno ad una stella simile al Sole fu scoperto nel 1995, ma da allora ne sono atati individuati oltre 800 fuori dal nostro sistema solare. Molti di questi potrebbero essere i candidati di una Terra aliena.

Il telescopio spaziale della Nasa Kepler, ad esempio, ha individuato oltre 2.300 pianeti dal suo lancio avvenuto nel 2009. Solo 100 sono stati confermati come pianeti ad oggi, ma gli scienziati sono fiduciosi e pensano che un 80% sia da tenere sotto osservazione.

Anche Geof Marcy, un cacciatore di pianeti extrasolari del team di Kepler è convinto che ormai manca poco per la conferma di una Terra aliena.

Qualche notizia in più su Kepler

La Missione Kepler è un programma di ricerca astronomica sviluppato dalla NASA. Esso è costituito da un satellite artificiale, chiamato Kepler, costituito da un fotometro e messo in un’orbita eliocentrica parzialmente sovrapposta a quella terrestre. Sarà il primo strumento capace di cercare pianeti della dimensione della Terra e anche più piccoli al di fuori dei confini del nostro sistema solare. Esso infatti sarà in grado di osservare la luminosità di oltre 100.000 stelle per più di quattro anni. Osservando tale luminosità si potranno identificare eventuali pianeti grazie al metodo del transito (a Kepler ne servono 3 per la conferma). Secondo i ricercatori, tale missione potrà portare alla scoperta di molte centinaia di pianeti.

Quali sono i suoi obbiettivi?

  • Determinare quanti pianeti di tipo terrestre (e anche più grandi) ci sono dentro o vicino alla fascia abitabile di diversi tipi spettrali di stelle.
  • Determinare le taglie e le forme delle orbite di questi pianeti.
  • Stimare quanti pianeti possono esserci in sistemi di stelle multiple.
  • Determinare la taglia, forma dell’orbita, luminosità, massa e densità dei pianeti giganti extrasolari.
  • Identificare altri pianeti di ogni sistema planetario già scoperto usando altre tecniche
  • Determinare le proprietà delle stelle dei sistemi planetari extrasolari.

Un concorrente di Kepler è HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) è uno spettrografo di grande precisione installato nel 2002 sul telescopio di 3,6 metri di diametro dell’ESO posto all’Osservatorio di La Silla, in Cile.

HARPS può raggiungere una precisione di 0,97 m/s (3,5 km/h) nella misura della velocità radiale. È progettato in modo da osservare simultaneamente, confrontandoli, lo spettro emesso dalla stella e uno spettro di riferimento emesso da una lampada al torio. Si è posta la massima attenzione ad assicurare una grande stabilità meccanica: a tale scopo lo strumento è alloggiato all’interno di un contenitore sotto vuoto la cui temperatura è mantenuta costante entro ± 0,01 °C. L’individuazione di oscillazioni dovute ai pianeti è a volte impedita da pulsazioni sismiche delle stelle osservate piuttosto che a limitazioni proprie dello strumento.

Lo strumento è stato usato principalmente da Michel Mayor dell’Università di Ginevra, il quale, assieme a Didier Queloz e Stéphane Udry, ha scoperto con esso diversi pianeti del sistema di Gliese 581, tra i quali due Super Terre orbitanti all’interno della zona abitabile della stella.

Di seguito un video che mostra alcune delle terre aliene candidate per l’abitabilità

Fonti – linklink

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