Potrebbero esistere pianeti simili alla Terra binari

Potrebbero esistere pianeti simili alla Terra binari secondo nuovi studi descritti all’American Astronomical Society Division per le Scienze Planetarie a Tucson, AZ.

Due corpi, ognuno di massa simile alla Terra, possono formare una coppia strettamente orbitante in determinate condizioni presenti durante la formazione dei sistemi planetari.

Questa nuova teoria suggerisce che due corpi planetari non devono necessariamente essere diversi di massa come nell’esempio Terra-Luna o Plutone-Caronte. Questi pianeti binari potrebbero “restare uniti” per miliardi di anni, purché si trovino ad una distanza pari o superiore a quella tra la Terra e il Sole.

Questo lavoro è stato presentato da Keegan Ryan, Miki Nakajima, e il Dr. David Stevenson del California Institute of Technology di Pasadena, CA. I loro studi non contraddicono i dati esistenti per i pianeti intorno ad altre stelle, ma suggeriscono che in futuro si potrebbero scoprire tali sistemi.

Questo è il primo studio che prende in considerazione la possibilità dell’esistenza di pianeti terrestri binari. Durante la formazione dei pianeti terrestri, i grandi corpi rocciosi che orbitano intorno ad una stella di tanto in tanto si avvicinano abbastanza da interagire tra loro.

Se due corpi collidono, allora questa interazione si traduce tipicamente in accrescimento dove i due corpi si fondono per formarne uno più grande, probabilmente formando un disco di detriti da cui si potrà formare una luna. Si pensa che la nostra Luna e una di quelle di Plutone (Caronte), si sia formata in questo modo.

Se i due corpi si scontrano ad una velocità elevata, allora questi corpi proseguiranno il loro percorso, non riuscendo a formare una coppia legata. Questo nuovo studio è una via di mezzo, ovvero, uno scenario in cui i due corpi non si fondono ma rimangono bloccati nella stessa orbita.

sistema-planetario-binario

Un probabile sistema planetario binario terrestre, dovrà necessariamente evolvere in uno stato in cui i due corpi sono in rotazione sincrona, e il loro periodo orbitale sarà quasi lo stesso in entrambi i pianeti. L’esistenza di sistemi planetari binari terrestri potrebbe essere reale, tuttavia, l’avvicinamento di due corpi dovrebbe avvenire ad una velocità sufficientemente bassa.

Per verificare questa possibilità, è stata utilizzata una tecnica di simulazione che prende il nome di Smoothed Particle Hydrodynamics (SPH), Un metodo di calcolo sviluppato da Gingold e Monaghan (1977) e Lucy (1977) inizialmente per risolvere problemi astrofisici. E’ stato utilizzato per studiare le collisioni protoplanetarie nonché l’ipotesi del grande impatto che avrebbe formato la Luna.

Grazie a questa tecnica, si è potuto simulare la collisione tra due corpi rocciosi delle dimensioni della Terra, con velocità e parametro di impatto, e osservarne il risultato.

E’ stato osservato, quindi, che in base ad alcuni fattori è possibile che due corpi simili alla Terra possano formare un sistema planetario binario.

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