Particelle d’acqua piovono dallo spazio

I ricercatori della University of Hawaii – Manoa (UHM) School of Ocean and Earth Science and Technology (SOEST), Lawrence Livermore National Laboratory, Lawrence Berkeley National Laboratory e University of California – Berkeley, hanno scoperto che le particelle di polvere interplanetaria (IDPs) potrebbero fornire acqua e sostanze organiche sulla Terra e sul resto dei pianeti anche extrasolari.

A volte ho la sensazione, quando leggo certe notizie, di trovarmi davanti al televisore e rivedere lo stesso film. Nel senso che per qualche strana ragione gli stessi siti, affidabili tra l’altro, danno le stesse notizie di anni a dietro, naturalmente modificando (o aggiungendo come in questo caso) del contenuto negli articoli, ma non la sostanza che rimane invariata. Ho come l’impressione che l’informazione, soprattutto quella scientifica e medica, venga rivelata col contagocce appositamente per prendere tempo anche se non comprendo lo scopo di questa cosa. Caspita sono stati tanto rapidi in 20 anni (dal dopoguerra) ha costruire mezzi ultra tecnologici, tanto da riuscire ad atterrare sulla Luna e volare con vere e proprie astronavi (esempio: TR-3A Black Manta, F-117 Stealth, B-2 Spirit, TR-3B, A-12 Avenger, X-44 Manta, SR-71 Blackbird, eccetera), molti dei mezzi citati sono super tecnologici, fra quelli vi è il classico mezzo triangolare che viene scambiato per mezzo alieno da molte persone, che poi la gente non ha tutti i torti perché se andiamo ad indagare risulta che molti di quei mezzi sono prodotti grazie a tecniche sofisticate d’ingegneria inversa, ma mettiamo da parte gli alieni che in questo articolo non centrano molto. Quello che intendevo dire è; “Perché se sono certi di una qualsiasi scoperta, come ad esempio le particelle d’acqua che provengono dallo spazio, continuano a ripetercelo come se non avessimo capito?” D’altro canto credo si trattasse degli anni Sessanta quando fu teorizzata la panspermia. Ma probabilmente il più grande mistero rimarrà tale per sempre, ovvero “la nascita della vita sulla Terra”.

Se questo ultimo paragrafo ti è sembrato incomprensibile, dimenticalo. Parliamo della “super scoperta” che comunque è interessante non posso negarlo. Perché è l’ennesima prova che “la vita proviene dallo spazio” quindi se qualcuno afferma che in fondo tutti noi siamo alieni, non è poi così assurdo, visto che la parola alieno significa “estraneo” quindi proveniente dall’esterno (in questo caso) non ci resta che formulare un calcolo basilare 1+1, che non fa 3.

acqua dallo spazio

Polvere interplanetaria

La polvere che proviene da comete, asteroidi e detriti del sistema solare, piove continuamente sulla Terra, su altri corpi del Sistema Solare, ed extrasolari.

Queste particelle vengono bombardate da vento solare, ioni di idrogeno predominanti. Tale processo (abbreviando) trasforma queste particelle in molecole d’acqua.

“E’ una possibilità emozionante che questo afflusso di polvere ha agito come una pioggia continua contenente sia l’acqua che i composti organici necessari per l’eventuale origine della vita sulla Terra e forse Marte”, riferisce Hope Ishii, nuovo Ricercatore Associato presso l’Hawaii Institute of Geophysics and Planetology (HIGP) a UHM SOEST e co-autore dello studio. Questo meccanismo di erogare acqua e sostanze organiche allo stesso tempo, potrebbe avvenire anche sui pianeti extrasolari, mondi che orbitano attorno ad altre stelle. Queste materie prime di polveri ioni e idrogeno permetterebbero tale processo in quasi ogni sistema planetario.

Questa scoperta è molto importante perché lo spazio è pieno di oggetti celesti come asteroidi e altri piccoli corpi che contengono determinati materiali i quali una volta esposti ai raggi del vento solare si trasformano in molecole d’acqua. Questo spiegherebbe le tracce d’acqua ghiacciata trovate ad esempio sulla parte non esposta al Sole della Luna.

“Forse è più emozionante”, afferma Ishii, “la polvere interplanetaria, in particolare la polvere proveniente dagli asteroidi primitivi e comete, dai quali si sviluppa carbonio organico una volta entrati nell’atmosfera terrestre, e ora abbiamo dimostrato per la prima volta che l’acqua e le sostanze organiche possono entrare insieme trasportate dal vento solare”.

Questo lavoro recente non indica la quantità d’acqua che arriva dall’esterno sulla Terra, tuttavia, secondo Ishii, queste piccole particelle, che poi si trasformano anche in molecole d’acqua provenienti dallo spazio, non sono sufficienti per formare gli oceani.

Fonti: Hawaii.edu (http://www.hawaii.edu/) – Pnas.org (http://www.pnas.org)

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