Il cervello umano

Ancor oggi il cervello viene definito come un organo stupefacente, con un peso, nell’adulto, compreso tra 1,3 kg e 1,5 kg, situato all’interno della nostra scatola cranica. Il cervello rappresenta una parte dell’encefalo, a sua volta costituito, oltre che dal cervello, anche dal cervelletto e dal tronco cerebrale. Il cervello è sicuramente l’organo più importante del sistema nervoso e sicuramente l’organo più complesso del nostro corpo. Il cervello è la struttura che ci consente di “vedere e percepire” il mondo intorno a noi, ci consente di pensare e di parlare.

Grazie ai circa cento miliardi di neuroni che lo compongono e che sono connessi tra loro e con le altre strutture del nostro organismo riusciamo a soddisfare i nostri bisogni primari quali:

  • mangiare
  • bere
  • dormire
  • respirare
  • procurarsi cibo
  • avere relazioni sessuali

E non solo il cervello soddisfa i bisogni primari e primordiali tipici degli animali ma, nell’uomo si è talmente sviluppato ed evoluto che, sotto la sua “responsabilità” ricadono anche, l’interpretazione dei segnali provenienti dagli altri e dall’ambiente e la relativa gestione delle emozioni, dei sentimenti. Avete mai pensato perche si usa l’espressione “essere senza cervello” per indicare una persona a cui manca o che non si comporta con intelligenza e, in un senso più esteso, per indicare una persona distratta, smemorate, svagata ecc?

Probabilmente proprio perché il cervello è la struttura responsabile di tutte quelle funzioni di “alto livello” come il linguaggio, la coscienza, la capacità di ragionare e “ricordare” sia a breve sia a lungo termine. Lo sapevate che, a differenza di ciò che si riteneva nel passato, il cervello e le sue “componenti” non sono strutture immutabili? Un tempo non tanto lontano si riteneva infatti che il cervello, a differenza di altri organi e apparati del nostro organismo non mutasse mai, fosse statico. E invece no.

Il cervello non è quindi immutabile ma “plastico” e plasticità viene definita questa sua capacità di modificarsi anche nelle sue singole componenti quali i neuroni. Il cervello si dimostra particolarmente “plastico” durante lo sviluppo in età giovanile, in risposta ad un trauma, durante l’apprendimento. Una plasticità che si estende fino alla possibilità dei neuroni di modificare la loro capacità di comunicare l’uno con l’altro. In pratica, un cervello in continuo divenire.

Come funziona il cervello

Quando ci si trova a studiare il funzionamento del nostro cervello ci si trova innanzitutto davanti a uno schema estremamente complesso di flussi elettrici e chimici.

Struttura centrale responsabile del funzionamento del cervello è sicuramente il neurone, una cellula estremamente specializzata con un corpo centrale e molte ramificazioni. Ramificazioni brevi (dendriti) per connettersi con i neuroni più vicini e una ramificazione più lunga (assone) che trasmette impulsi elettrici.

Questi impulsi si scaricano, attraverso una struttura detta bottone sinaptico, nelle ramificazioni di un altro neurone più distante.

La “scarica elettrica” che viene trasmessa da un neurone ad un altro provoca la liberazione di sostanze, i neurotrasmettitori che, a loro volta, stimolano i diversi neuroni a recepire lo stimolo trasmesso.

I segnali chimici possono a loro volta trasformarsi in segnali elettrici e attraverso un decisamente complesso sistema di segnali chimici ed elettrici che si “sommano” o si “sottraggono” si arriverà alla propagazione o meno del segnale iniziale verso una nuova destinazione.

Il principale neurotrasmettitore eccitatorio è il glutammato, mentre il GABA (acido gamma amino butirrico) e la glicina sono i principali neurotrasmettitori inibitori.


Grazie al complesso meccanismo di stimolazione elettro-chimica, ciascuna area cerebrale può svolgere un gruppo di funzioni o una singola attività. Per esempio la corteccia cerebrale è necessaria per le azioni volontarie, per il linguaggio e per le funzioni superiori come il pensiero e la memoria (vedi tabella 1).

tabella 1

Un’altra struttura del nostro cervello, i gangli basali, sono implicati nel controllo motorio e nell’apprendimento e, quando si coordinano con il cervelletto sono coinvolti nel controllo delle azioni volontarie del corpo.

Infine con il termine di sistema limbico si indica quella parte del cervello composto da una serie di agglomerati neuronali. Questi agglomerati che compongono il sistema limbico regolano i comportamenti relativi ai “bisogni primari” per la sopravvivenza dell’individuo e della specie (mangiare, bere, procurarsi cibo, relazioni sessuali, interpretazione dei segnali provenienti dagli altri e dall’ambiente). Questa zona del cervello gestisce le emozioni, i sentimenti e, di conseguenza, anche una parte della nostra percezione della realtà (Vedi tabella 2).

tabella 2

Fonte: brainzone.it

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