Da cosa dipende la genialità? Cerchiamo delle risposte.

Definire e delineare in ciò che consiste la genialità è uno dei concetti più antichi, complessi e affascinanti nella storia della psicologia. Cos’è che permette ad alcuni eletti di diventare grandi scienziati, scrittori immortali o grandi filosofi?

Tutto indica che non esiste una chiave univoca. Gli studi rivelano che influiscono un insieme di fattori, come il talento innato, la creatività e variabili di personalità quali la tenacia, la perseveranza e la motivazione, che insieme costituiscono i tratti distintivi di un genio. Nella prima parte del ventesimo secolo, il genio è stato associato ad un concetto quantitativo conosciuto come il quoziente di intelligenza o QI.

Ma, come vedremo, il rapporto tra un alto quoziente d’intelligenza e genio creativo non è sempre evidente. Se la genialità fosse semplicemente dipendente da una misura di grande intelligenza, saremmo in grado di identificare facilmente un individuo in una società con il QI più alto, ma non è così. Prova di ciò è la ricerca di Lewis Terman, psicologo presso la Stanford University, che si è dedicato, dopo la prima guerra mondiale, allo studio di un gruppo di superdotati, convinto com’era, che il QI è essenziale e sufficiente per raggiungere i più alti livelli di virtuosismo.

Nessuno fu premio Nobel, Pritzker, Pulitzer, o qualcosa di simile. E non solo, uno degli uomini non inclusi nello studio di Terman che fu escluso per avere un QI al di sotto dei limiti, è diventato da adulto un vincitore del Premio Nobel per la fisica: William Shockley, co-inventore del transistor, è certamente un genio. In realtà la storia è piena di geni con un QI molto al di sotto del limite suggerito da Lewis Terman.

 Abbiamo per esempio una particolarmente suggestiva, Richard Feynman probabilmente il fisico più importante del ventesimo secolo dopo Albert Einstein. Il QI di Feynman era di 124, un risultato che è sicuramente eccellente (supera oltre il 95% della popolazione) ma potrebbe non risultarci spettacolare visto che stiamo parlando di geni della scienza moderna con dimensione di input intellettuale e scientifica al di sopra della norma. In realtà quasi tutti abbiamo avuto compagni di classe nei nostri studi con un QI simile a Feynman e difficilmente queste persone hanno raggiunto il suo livello di genialità.

Ciò significa che se una persona ha un quoziente intellettivo che supera la norma, 120/130, non è detto che riuscirà sicuramente a far carriera o prendere un premio Nobel. Potremo fare l’esempio di un campione sportivo di basket. Se un giocatore è alto 1,65 ha poche probabilità di entrare in una squadra di basket, visto che la misura standard varia da 1,85 a 2,05 mt. Però ci sono stati campioni del calibro di Micheal Jordan che pur non essendo alti 2 metri sono riusciti a far bene e diventare campioni.

Si è scoperto che la relazione del QI funziona solo fino ad un certo punto. Raggiungere un punteggio di 120 non sembra che influenzi un vantaggio facilmente quantificabile. Per essere un imprenditore, avvocato, medico o architetto di successo è richiesto più di una grande intelligenza.


Una delle chiavi cerebrali del genio sono ad esempio, una grande capacità creativa, che è una delle caratteristiche che formano una parte della genialità che non è misurabile con test di intelligenza. Uno dei modi per misurare la creatività è il “pensiero divergente”.

Un “pensiero divergente” consiste, per esempio, nel chiedere ai partecipanti che pensino a tutti i differenti usi che si possono fare con una “scatola”. I partecipanti possono dare delle risposte che vanno da… “lanciarla dalla finestra” che è sicuramente poco creativa, a “gemelli per una camicia per giganti” che è molto creativa.

Per usare una metafora semplice, al momento di pensare, gli individui creativi, tengono più i piedi nell’acceleratore che nel freno, in virtù della loro organizzazione del proprio lobo frontale.

Hanno anche bisogno di un lobo frontale sufficientemente ben organizzato per svolgere efficacemente le loro idee, per far si che non restino solamente una creatività inutile. Il Dottor Simonton ha fatto un lavoro incredibile che stabilisce che le persone altamente creative, tra cui eminenti geni, producono un gran numero di idee e sono prolifici, hanno il piede sull’acceleratore, i creativi nei campi meno disciplinati, come la poesia, arti visive e psicologia sono più inclini a disturbi mentali, in media, rispetto a quelli dei più disciplinati, come ad esempio il giornalismo, il design o la fisica. Sappiamo anche che la funzione disfattista che produce un grande poema o un riff jazz può essere associata alla depressione e altri disturbi associati alla ipoattività del lobo frontale.

Questa idea è stata confermata nel 2003 quando i ricercatori delle università di Harvard e Toronto osservarono che le persone più creative producono più onde cerebrali della gamma alfa. I neuroscienziati spiegano questa differenza come il risultato di una diminuzione di attivazione corticale e il decentramento dell’attenzione. Pertanto, il fatto che possa entrare più materiale alla coscienza, potrebbe essere un aspetto importante per comprendere il genio.

Ovviamente senza la sufficiente intelligenza, uno persona non ha le materie prime necessarie per mettere insieme le idee e trasformarle in nuove e utili. E insieme a questo, senza personalità e tendenza a “lottare contro i mulini a vento”, tutte le grandi idee che possono non avere un grande cervello non verranno alla luce, rimarranno nascoste con il passaggio inesorabile del tempo e si dissolveranno nell’oblio.

Un livello minimo di intelligenza e creatività sono necessari per essere un fuori serie, ma questo non è sufficiente, ci sono altri criteri più significativi quali il grado di ambizione, tenacia, circostanze, opportunità, gli sforzi compiuti , carattere, e il livello di ambiente e socio-economico, la brillantezza intellettuale.

Di seguito un video interessante che spiega l’argomento descritto brevemente sopra, è in Spagnolo o Castigliano, se preferite. Provate a seguirlo non è poi così difficile da comprendere, ed è anche un buon allenamento per la mente 😉


Cerebro genial: Genetica y ambiente di raulespert

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1 COMMENTO

  1. A mio parere tutto dipende da come accogliamo ed elaboriamo le informazioni. Le persone non fanno altro che giudicare qualsiasi cosa gli capiti a tiro ed anche se stessi (autostima) : lo fanno in base a valori ed idee pre-esistenti che hanno imparato ed accettato come verità. queste “verità” unite al giudizio creano veri e propri muri , impedendo il libero fluire delle idee. I geni sono persone che non si sono fatte troppo addomesticare ed indottrinare, la loro mente è più sgombra ed in grado di accogliere anche il nuovo,il bizzarro senza scartarlo (tipo i bambini). L’essere umano è e nasce ignorante ed è reggendosi solo sul nulla della propria ignoranza che deve osservare il mondo; perchè sono quelli i sui veri occhi.

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