Sperimentare l’autoipnosi

L’esperimento della matita

Il principale concetto qui espresso prende talora il nome di «monoideismo» che significa semplicemente «una sola idea». Esso vi dimostrerà che le vostre azioni volontarie possono facilmente essere inibite da una concentrazione sistematica del pensiero. Quando si pensa ininterrottamente ad un’idea, è generalmente impossibile eseguire un’azione volontaria molto semplice, e ancor meno, una complessa. Il valore di questa affermazione sarà palese allorché ci occuperemo del rilassamento fisico. Quando sarete in grado di impedire l’attività muscolare con i vostri pensieri potrete creare con essi un vero e proprio rilassamento.

Sebbene questo esperimento prenda il nome di esperimento della matita, potrete usare qualsiasi oggetto di uguale misura o grandezza, come ed esempio una penna, un cucchiaio o perfino un pezzo di carta. Scegliete l’oggetto che intendete adoperare e prendetelo tra il pollice e l’indice, come dimostrato in figura. Sarebbe molto facile, mediante un’azione volontaria, lasciarlo cadere, non è vero? Basterebbe semplicemente disgiungere le dita. Vediamo ora come sia altrettanto facile inibire il sistema nervoso e bloccare gli impulsi necessari per mettere in azione le dita. Vediamo inoltre se possiamo rendere difficile o impossibile per voi lasciar cadere l’oggetto. L’effetto, naturalmente, durerà solo fino a quando penserete secondo le istruzioni. Nel frattempo, cercate di abituarvi all’idea che per pochi secondi farete esattamente ciò che vi sarà suggerito.

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Tenete l’oggetto nella maniera descritta e, mettendo la mano in una posizione che vi consenta di vederlo facilmente, tenetelo fermo per un minuto o due. Fissate un punto qualsiasi dell’oggetto e, mantenendo gli occhi fissi in quella direzione, cercate il più possibile di non battere le palpebre. A questo punto pensate: «Io posso lasciarlo cadere, io posso lasciarlo cadere». Pensate ripetutamente, esclusivamente e senza interruzione a queste parole. Dopo di che provate a lasciar cadere l’oggetto, noterete di non riuscirvi! Anzi, più forte sarà la volontà di lasciarlo cadere e più le vostre dita lo terranno stretto. Non riuscirete assolutamente a lasciar cadere l’oggetto se penserete costantemente e senza interruzione la frase suddetta. Dopo aver eseguito questo esercizio numerose volte, vi renderete perfettamente conto che non basta pensare di poter fare qualcosa per riuscire a farla. In questo caso avete pensato intensamente al semplice gesto di lasciar cadere un oggetto, ma, pur pensandolo, non avete potuto compierlo.

Per riuscire ad aprire le dita dovrete decidere quando voi volete che ciò avvenga. Tale decisione richiede una sollecitazione dell’attività nervosa della corteccia cerebrale, e questo non accadrà facilmente se il vostro pensiero è fisso su un’idea, perfino l’idea dell’atto che desiderate compiere.

Se per caso lascerete cadere l’oggetto, la ragione non potrà essere che una di queste due: o avete male interpretato le istruzioni, o non collaborate sufficientemente, ed in questo caso dovrete applicarvi di più. Quando sarete pienamente convinti per aver realizzato con successo quest’esperimento, procedete, non appena possibile, al successivo.

L’esperimento del semaforo

Quest’esperimento implica una risposta nota con il nome di risposta «ideo-motoria», e cioè, l’innervazione per mezzo di un’idea o di un’immagine di appropriati gruppi muscolari. In realtà, questo tipo di risposta implica più di una idea. Sarebbe più esatto definirla «attività moto-concettuale». Le principali differenze tra questa e la risposta di «monoideismo» sono da ricercarsi nelle limitazioni poste al pensiero del soggetto. In questo esperimento, due saranno i concetti a cui pensare, dato che due sono le risposte che si desidera evocare. I principi inclusi sono i medesimi per entrambe le risposte e possono essere illustrati singolarmente. Il fatto che le risposte siano contrastanti servirà ad accrescere l’effetto.

Invece dell’inibizione, come nel precedente esperimento, avremo in questo caso, un’attivazione muscolare. Questa si verificherà in quanto voi sarete capaci di pensare, in gran parte a modo vostro, ad azioni che accadono piuttosto che essere legati ad un’unica serie di simboli che, in sé, non denotano alcuna attività.


Sedetevi su una comoda poltrona in modo da poter restare nella stessa posizione per due o tre minuti alla volta. I piedi dovranno aderire al pavimento e dovreste potervi appoggiare all’indietro contro un saldo sostegno, come ad esempio un muro o lo schienale della poltrona. Stabilite di seguire esattamente le istruzioni per almeno due o tre minuti. Leggete a fondo le seguenti istruzioni finché non saprete esattamente cosa fare senza aver più bisogno di consultare il testo.

Restando nella posizione suddetta, stendete le braccia in avanti all’altezza delle spalle, con le palme delle mani rivolte all’interno (vedi immagine). Chiudete gli occhi. Ora immaginate, più chiaramente possibile, che un palloncino sia legato con una cordicella al vostro polso destro. Immaginatelo grande e pieno di gas, tanto leggero da sollevare il vostro braccio sempre più in alto. Pensate al colore del palloncino (scegliete il colore che preferite) alla misura, alla forma e al modo con cui è legato al vostro polso. Pensate al vostro braccio che si solleva sempre più verso l’alto. Prendete completamente parte a questa scena rilassandovi. «Vedete», il braccio sollevarsi sempre più in alto ad ogni respiro.

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Quando quest’idea si sarà chiaramente impressa nella vostra mente, pensate che un peso molto grosso sia attaccato con una corda resistente al vostro polso sinistro. Pensate al suo peso, alla sua misura, alla sua forma e alla maniera con cui è legato al polso. Immaginate che il braccio sinistro sia così pesante da non poterlo sollevare. Lo «vedete», cadere sempre più verso il basso.

Concentratevi alternativamente su questi due pensieri dedicando pochi secondi ad ognuno. Se vi sorprenderete a pensare alle braccia nella loro posizione normale cercate di riportare la mente alle immagini del peso e del palloncino. Dopo due o tre minuti… aprite gli occhi. Le vostre mani dovrebbero essere staccate una dall’altra di parecchi centimetri, rispetto al piano orizzontale, con la mano sinistra abbassata rispetto alla destra.

Normalmente, le braccia stese in questo modo diventano molto pesanti ed è molto difficile mantenerle in quella posizione per più di qualche secondo. Nel nostro caso, un braccio reagirà così e l’altro diventerà sempre più leggero. Ripeto, se le vostre braccia avranno reagito nel modo descritto, proseguite con il prossimo esperimento, se no, esercitatevi finché non avrete ottenuto un buon risultato. Pochi centimetri di differenza sono già un indice di successo. Questa differenza, tuttavia deve verificarsi automaticamente, mentre pensate secondo le istruzioni — non per averlo «fatto» intenzionalmente.

L’esperimento del pendolo

Anche quest’esperimento, spesso denominato fenomeno del «pendolo di Chevreul» è un esempio di risposta ideo-motoria. Non vi è nulla di particolarmente misterioso e non si possono, contrariamente alla convinzione di molti, predire con questo sistema gli eventi del futuro. Tanto meno, per mezzo del pendolo possiamo pronosticare con precisione il sesso di un nascituro, o qualsiasi altro caso che presenti delle probabilità matematiche equivalenti. Potrà indicare molto bene i desideri, presumibilmente del sub-conscio, della persona che tiene in mano il pendolo, ma qualsiasi altra pretesa facoltà non farà che mettere a dura prova la pazienza persino del più credulone dei ricercatori scientifici.

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