I Monaci Tibetani e lo Shaolin

La storia dello Shaolinquan è profondamente intrecciata con la storia politica e religiosa della Cina, con la nascita di altri stili e di numerose figure storiche. Ha influenzato l’operato di diversi Imperatori quindi la storia stessa dell’Impero Cinese come indirettamente ha influenzato diverse popolazioni e civiltà orientali. Di seguito verranno affrontati sia gli aspetti storici inerenti alla sola evoluzione dello stile, ma anche fatti politici, storici e religiosi legati alla Cina, al Tempio ed altro, onde avere ben chiara l’evoluzione e l’influenza di questo stile.

Shàolínquán (少林拳, Wade-Giles: Shaolin Ch’üan) (letteralmente “Pugilato della Giovane Foresta”) è uno stile delle arti marziali tradizionali cinesi originariamente praticato dai monaci buddisti del Monastero di Shaolin nella provincia di Henan, Cina. Da alcuni lo stile Shaolin oltre ad essere considerato uno dei più efficaci e antichi stili delle arti marziali asiatiche, ne è considerato per alcuni il progenitore, avendone influenzato in maniera diretta o indiretta la nascita e lo sviluppo.

I Monaci Tibetani e lo Shaolin
Tempio Shaolin

La presenza delle arti marziali a Shaolin non è stata improvvisa: da sempre i monaci, visto il loro stile di vita e pellegrinaggi continui, erano propensi alle arti di combattimento. Per alcuni, già nel 510 a Shaolinsi esisteva un “Pugno di Shaolin”. Per esempio secondo Kieffer e Zanini due discepoli di Batuo (跋陀) creano il “pugilato Shaolin”: Hui Guang (慧光) crea il “Pugilato Morbido”; Sengchou (僧稠) crea il “Pugilato duro”. Per la medesima fonte in questo periodo sarebbe stato creato il metodo di Bastone detto “doppia pelle di tigre”. La stessa storia è riferita da Zhang Jiata: … ci sono persone che sostengono che lo Shaolin Quan abbia avuto origine all’epoca di Buddhabhadra (nome indiano di Batuo). Essi raccontano che Seng Chou, un brillante discepolo di Buddhabhadra, una volta utilizzò il proprio bastone per separare due feroci tigri che si stavano azzuffando. A supporto della tesi dell’esistenza di un Pugilato Shaolin già all’epoca di Batuo,una tradizione leggendaria gli attribuisce la creazione e la trasmissione di uno stile. In particolare lo Shaolin Jingangchan (少林金刚禅, Meditazione dell’ Attendente di Buddha di Shaolin) conferisce a Batuo il ruolo di primo maestro.

shaolin
Tutte le arti marziali provengono dallo Shaolin ovvero gli stili derivati
arte dello shaolin

Numerose scuole di arti marziali dell’estremo oriente, cinesi, giapponesi o vietnamite, si richiamano al Monastero Shaolin. Il testo più antico a fare riferimento al tempio Shaolin come origine di tutte le arti marziali è il Quanjing quanfa beiyao del 1784[15][16].In Cina l’insieme delle arti marziali “esterne” (Waijia) si confonde con la “Scuola Shaolin” (Shaolinpai) a cui numerosi autori del periodo repubblicano, come per esempio Xu Yusheng (1879-1945) e Wu Zhiqing (1887-???) hanno ricondotto la quasi totalità degli stili di pugilato Cinesi. Certi autori occidentali recenti, mescolando differenti fonti e tradizioni, fanno ugualmente di Shaolin il centro unico di diffusione di queste discipline e del mito della distruzione del Monastero da parte dei Qing, la causa principale della loro diffusione. Nei fatti, questa ipotetica distruzione, riguarda il monastero Shaolin del Fujian e per di più è risaputo che la maggior parte delle scuole di Wushu non hanno alcun legame storico con il Tempio dell’Henan. Già nella classificazione delle arti marziali cinesi elaborata all’interno della Jingwu Tiyu Hui, nonostante si descriva la divisione nelle categorie Shaolin e Wudang (Stili Esterni ed Interni), lo Shaolinquan del Tempio dell’Henan vi figura tra trentasette altri stili localizzati nella Cina del Nord. Da un punto di vista tecnico, lo Shaolinquan si distingue assai nettamente dalla maggior parte dei pugilati, sia del Nord che del Sud. In effetti non esiste alcun legame di paternità e poche somiglianze tra esso e, per esempio, il Baguazhang, il Bajiquan, il Chaquan, o il Chuojiao. Conviene quindi stabilire una distinzione netta tra una scuola specifica, lo Shaolinquan dell’Henan, ed uno Shaolinquan generico, puramente simbolico, a cui si richiamano una pletora di stili. In realtà non esiste un’origine unica ed univoca per le arti marziali cinesi ma per la maggior parte se ne può riconoscere una provenienza rurale legata alla zona di nascita. Vi sono zone che giocano un ruolo più importante di Shaolin nella nascita di Scuole di Pugilato, per esempio l’area di Cangzhou in Hebei. La nomea proverbiale nel pugilato del Tempio Shaolin è spiegabile in parte per le saghe che vedono protagonisti i suoi monaci guerrieri, in parte per il ruolo di primo piano giocato da monaci buddisti nella diffusione di numerosi stili quali Mizongquan, Tantui di Linqing, Fanziquan, Sanhuang Paochui, Dabeiquan, Baimeiquan, Fojiaquan, ecc. Inoltre numerosi maestri si sono sparsi per l’intero oriente, dando origine a stili affini o completamente diversi. Altri invece si sono originati per influenze indirette o grazie a Maestri stranieri venuti in Cina per studiare il Buddhismo o per commerciare, poi ritornati nei loro paesi natali. Lo Shaolin stesso cambia nome e caratteristiche in vari paesi: diventa Sharim ad Okinawa, Sao Lil in Malesia e Thien Lam in Vietnam. (Fonte – wikipedia)

resistenza corpo
Shi De Yang considerato, in Cina e nel mondo, il più grande Maestro Shaolin tradizionale vivente.
Shi De Yang

Qual è il valore aggiunto dello Shaolin rispetto alle altre arti marziali?
Risponderò con una metafora. Siamo come un laghetto costantemente agitato da venti e affluenti esterni: i sedimenti sono ovunque, in un moto costante, e l’acqua non è mai limpida. Praticamente Shaolin è quietare il vento, fermare gli affluenti esterni: il laghetto diventa calmo, i sedimenti a poco a poco spariscono, e l’acqua diventa limpida. Solo allora vedremo la nostra immagine. Shaolin ti fa scoprire chi sei e ti migliora, fisicamente e spiritualmente, spesso più di quanto potevi immaginare.

Shaolin Si, il Monastero della Giovane Foresta, fu fondato nel 477 dopo Cristo come centro per i monaci indiani venuti ad aiutare gli studiosi cinesi a tradurre dal sanscrito i testi sacri del buddismo appena propagatosi nell’Impero di Mezzo. Tra di loro c’era un principe indiano di nome Bodhidarma, meglio noto in Cina e in Giappone come Da Mo o Daruma, fondatore della setta Zen.

Da Mo arrivò a Shaolin nell’anno 520 dopo aver attraversato il Fiume Giallo — cosi vuole la leggenda — su una frasca di bambù. Per guadagnarsi dei meriti, Da Mo andò ad abitare in una caverna isolata sulla vetta della montagna alle spalle di Shaolin e li trascorse nove anni, seduto, immobile, in meditazione dinanzi a una grande pietra, al punto che su di essa rimase impressa la sua figura. Fu per compensare l’immobilità della meditazione che Da Mo e dopo di lui i suoi discepoli, tra cui il suo prediletto che una volta si mozzò un braccio pur di attirare l’attenzione del Maestro, svilupparono una serie di esercizi intesi a rilassare i muscoli. A quel tempo Shaolin era circondato da una grande foresta, e fu studiando i movimenti degli animali selvatici che i monaci diedero vita alla loro specialissima forma di ginnastica.

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