Le leggi spirituali

Vicent Guillem Primo è dottore in Scienze Chimiche laureato presso l’università di Valenza (Spagna). Lavora presso il Servizio di Ematologia e Oncologia dell’Ospedale Clinico Universitario di Valenza come ricercatore nel campo della determinazione predisposizione genetica al cancro. Nel suo tempo libero si dedica alla pratica del reiki con fini terapeutici, in modo gratuito e totalmente disinteressato.

…parlerò adesso dei viaggi astrali. Li trovai in vari libri di diversi autori. Affermavano che una persona attraverso alcune tecniche di rilassamento poteva separarsi dal proprio corpo. Questo è un viaggio astrale. Separarsi dal corpo. Incredibile, no? Non solo mi colpì il fatto stesso di potersi separare dal corpo ma che coloro che c’erano riusciti affermavano che in quello stato potevano realizzare cose straordinarie, come attraversare la materia o viaggiare quasi istantaneamente fino a dove il pensiero volesse. E non solo questo. Si trovavano come in uno stato dilatato di coscienza in cui comprendevano chiaramente lo scopo della vita e di quello che facciamo in questo mondo. Questa ultima cosa m’interessava, m’interessava molto. Forse era la chiave per trovare la risposta alle mie domande. Non avevo molto da perdere. Pensai: “il peggio che possa succedermi è che non succeda niente”.

Quindi mi rimboccai le maniche. Tutte le notti, prima di andare a dormire praticavo esercizi di rilassamento. E così durante un mese, senza che succedesse niente, o meglio, senza che riuscissi a separarmi dal corpo. Però non è che non sentissi niente durante il rilassamento. Mi piaceva. Quello che abitualmente sentivo era una vibrazione nella pianta dei piedi che dopo saliva per le gambe fino al punto in cui non me le sentivo più. Un giorno quella vibrazione continuò a salire, più in su delle gambe, alla schiena, al collo, alla testa. Arrivato quel momento io non sentivo più il mio corpo. Solo una vibrazione molto intensa e gradevole. E quindi successe. Plaf! di colpo sentì come se mi proiettassi rapidamente per un tunnel a grande velocità. Era una sensazione incredibile. Non ho parole per descriverla. Questione di secondi… e sentì come se avessi viaggiato migliaia di milioni di chilometri a una velocità vertiginosa, ma senza nessun tipo di nausea o malessere. Poco a poco la mia velocità fu diminuendo e potei vedere dove mi trovavo. Era un posto incredibile, sembrava un racconto di fantasia. C’era un lago circondato da una natura bellissima, indescrivibile a parole. Tutto, la luce, i colori, gli aromi, i suoni, tutto assolutamente tutto era inebriante. E io lo sentivo tanto intensamente come se ne formassi parte. Si respirava una pace indescrivibile. Ero talmente allucinato da quello che stavo vivendo e sentendo che non potevo fermarmi a pensare. Allora fu quando sentì che non ero solo. C’era qualcuno seduto su una pietra, vicino all’acqua. Mi volli avvicinare e, non so come, arrivai subito dove si trovava. Sembrava che in quello stato le cose potessero succedere con un solo pensiero. Sentì che lui mi stava aspettando e non si sorprese in assoluto al vedermi. Era un signore anziano, con i capelli e la barba lunghi e totalmente bianchi, ma non sembrava avere nessuno di quegli acciacchi tipici dell’età avanzata. Però non era questo che mi chiamava l’attenzione. Quello che mi colpiva era il suo sguardo, uno sguardo talmente meraviglioso che credo non ne vedrò uno uguale in questo mondo. Tanto dolce, tanto penetrante, tanto limpido che mi trasmetteva una sensazione di tranquillità e pace indescrivibili. Vi potrà sembrare strano ma mi sentivo come se quel anziano sconosciuto mi riempisse di amore con il suo sguardo, fino al punto che ero tanto al mio agio che non pensavo più a quanto fosse strana quella situazione. A partire da adesso cercherò di riprodurre il nostro dialogo, sia di quella prima volta che dei due successivi incontri che ebbi con quel anziano meraviglioso che rispondeva al nome di Isaia. Quei dialoghi che tanto mi hanno dato, che tanto mi hanno cambiato la vita, così profondamente e in meglio, molto meglio, li voglio condividere con voi con meno interruzioni possibili, perché preferisco che sia dalle sue proprie parole, e non dalle mie interpretazioni o impressioni, che voi otteniate le vostre conclusioni personali.

PRIMO CONTATTO

Fu lui che si diresse a me per primo. Mi prese le mani e mi invitò a sedermi con lui, faccia a faccia:

Benvenuto. Ti stavo aspettando.

Me? Se non ti conosco?
Io a te si. Però questo non è importante adesso.

Eh sono… dove sono? Come sono arrivato fino qui?
Neanche questo è importante adesso. Lo saprai più avanti.

E tu chi sei?
Chiamami Isaia. E anche se tu adesso non ti ricordi di me, ci conosciamo da molto molto tempo.

E che relazione abbiamo avuto io e te?
Considerami il tuo fratello maggiore.

Non mi ricordo di averti mai conosciuto.
Questo non è importante adesso. Approfitta del tuo tempo per chiedere cose importanti. Non avevi domande?

Domande? Che domande?
Adesso non ti ricordi? Quelle domande profonde che ti poni da molto tempo e a cui non hai incontrato risposta.


E tu come lo sai?
Ti ho già detto che ti conosco. Conosco bene la tua interiorità, per cui chiedi senza paura, qui sei totalmente libero.

Mi sento spaesato. Questo posto è così meraviglioso. Mi sento tanto bene qua! È così differente dal mondo normale! Mi sento in pace, tanto colmo di … non so come esprimerlo!
Tanto colmo di amore.

Non lo so … perché non mi sono mai sentito così in vita mia. Però è meraviglioso.
Normale. È la tua prima volta, il tuo primo viaggio cosciente qui in questa vita. Ma per favore approfittiamo del tempo. Metti allo scoperto le tue domande più profonde.

Affermi perciò che esiste la vita dopo la morte?
Si. In realtà quello che voglio dire è che la morte non esiste e che ciò che si decompone è solo il mezzo che utilizza lo spirito per manifestarsi nel piano fisico.

E che cos’è lo spirito?
Lo spirito è l’essere che esiste, che vive e sente. Lo spirito è dove risiede la volontà e la coscienza individuale che non si distruggerà mai. Tu sei uno spirito. Tutti voi, umani, siete spiriti, solo che siete legati ad un corpo materiale durante alcuni periodi che definiremo reincarnazioni. Credete di essere il vostro corpo fisico ma quello è solo un vestito di cui avete bisogno per poter agire nel mondo materiale.

Vediamo se ho capito bene, lo spirito, cioè noi altri, possiamo esistere indipendentemente dal corpo?
Si, ed è ciò che succede dopo la morte. Lo spirito si separa completamente dal corpo fisico e continua ad esistere, vivendo.

E lo spirito non può morire?
No, lo spirito è immortale. Può evolvere, cambiare a meglio, oppure ristagnare, però mai distruggersi.

Già, però che prove abbiamo che esista la vita dopo la morte del corpo? Perché, che io sappia, nessuno è ritornato a raccontarlo.
Mi dispiace contraddirti, ma questa affermazione non è assolutamente vera. Ci sono migliaia di testimonianze di persone dichiarate clinicamente morte e poi rianimate. Molte di loro ricordano di avere vissuto certe esperienze abbastanza forti e reali durante il periodo di tempo in cui erano fisicamente morte.

E queste esperienze che raccontano non possono essere frutto di un’allucinazione a causa dello stato critico in cui si trovavano?
Deve essere quindi un’allucinazione collettiva in cui tutti si sono messi d’accordo per vedere la stessa cosa, perché tutte queste persone stanno raccontando la stessa esperienza.

Bene, io a volte mi chiedo se la mia stessa esistenza non sia un’allucinazione.

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