ARCHETIPI ALFABETICI: DEA MADRE & ALEF

ARCHETIPI ALFABETICI: DEA MADRE & ALEF – lettere M e A l’endiadi della fecondità espressa in “utero = bucranio”

Una volta, Dio era femmina o, perlomeno, così è stato fino a circa il 5000 a. C. quando, con le incursioni e poi invasioni dei protoindoeuropei Kurgan, la cultura ancestrale europea passò da gilanica/matrilineare ad androcratica/patrilineare.

L’icona della Dea Madre Primigenia, documentata già dal 500.000 a. C., vede infatti la Grande Dea come la femmina che genera, quindi la Madre fonte di vita associata al culto della Luna, nella sua peculiarità trinitaria di nascita/morte/rinascita alternata alle fasi di Luna crescente, Luna piena, Luna calante e Luna nuova. Poiché il fluire della vita in natura non si può interrompere e poiché ogni essere vivente è soggetto alla cosiddetta freccia del tempo (che si concretizza nel percorso passato/presente/futuro), la Dea Terra Madre, per assolvere la propria funzione Generatrice, necessita di un Dio Maschio Alef, che rappresenti la Natura con la quale lei stessa possa congiungersi. Ecco quindi comparire sulla scena l’animale totemico per eccellenza: il bovino non castrato, l’Alef con cui accoppiarsi. Ma, al contempo, l’Alef da sacrificare per ingraziarsi la Natura stessa, allo scopo di concepire per rigenerare la prole migliore possibile. E ricominciare il ciclo, a ricorrenze stabilite e ripetute, per celebrare ogni volta ierogamie e conseguenti accoppiamenti con esemplari sempre giovani e sempre diversi. Così, all’infinito.

Il culto della Grande Madre è perciò un concetto primordiale, presente in tutte le culture, atto ad identificare il femminile con la fertilità, della cui adorazione si ha già traccia nel Paleolitico. L’archetipo, come al solito, parla chiaro e denota tutta la innata ambivalenza simbolica di tale divinità, che si presenta quindi al contempo nutrice e divoratrice, creatrice e distruttrice, al pari del seme di grano che la rappresenta nel ciclo delle stagioni. Queste divinità sono la Grande Madre / Magna Mater o Bona Dea o Mater Matuta latina / Cibele frigia / Ki Aruru sumera / Tonacacihuatl azteca / Parvati indù / Anahita persiana / Ishtar babilonese. Da notare che quest’ultima divinità è connessa anche ai riti esclusivamente femminili di rinascita. L’origine comune di tale raffigurazione archetipica è comunque la Venere di Hole Fels risalente a 35.000 anni fa. Da ciò prenderà poi il via quel fondamentale e proficuo filone artistico delle paleoveneri, statue da seni enormi, vulva esagerata e ventre gonfio a significare la peculiarità della procreazione in grembo femminile.

Gli effetti della distruzione scientemente attuata ai danni dell’ancestrale cultura pacifica matriarcale si lessero con evidenza, già nell’immediato, tramite una graduale privazione dei privilegi femminili che, nei millenni a seguire, si è andata man mano accentuando, fino a testimoniare nell’oggi situazioni in molte parti del mondo in cui la condizione femminile rasenta addirittura la schiavitù o, se non altro, la privazione dei diritti fondamentali. Come dire: da Divina (seppur anche divoratrice) Mater Materia ad allegoria di se stessa nella sua funzione di continuum aeternum che, nonostante tutto e nonostante noi uomini contemporanei, perpetua il ciclo passato/presente/futuro. E sempre, lo perpetuerà, in nome di quell’utero/luogo primordiale.

LETTERA M / ORIGINE Mem / SIMBOLO acqua / CONCETTO madre / FUNZIONE nutrimento moltiplicativo

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LETTERA A / ORIGINE Aleph / SIMBOLO testa di bue / CONCETTO cibo / FUNZIONE unione

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Archetipi Alfabetici – (immagine – Venere di Willendorf – dettaglio di un’opera di Mauro Tippolotti).

Costanza Bondi – ARCHETIPI ALFABETICI la storia che sembra una favola… delle 26 lettere dell’alfabeto – XPublishing – disponibile ai seguenti indirizzi:

http://www.xpublishing.it/index.php?page=prodotti-libri.php

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__archetipi-alfabetici-libro.php

http://m.ilgiardinodeilibri.it/libri/__archetipi-alfabetici-bondi-libro.php

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