Le stanze dell’immaginazione

Le stanze dell’immaginazione (Spazio Interiore) è un’opera che ci introduce nel Regno dell’Immaginazione, un regno che non ci sono vere regole proprie ed è per questa ragione che l’utilizzo di una “struttura” (stanza) si rivela estremamente utile e crea una specie di logos, una logica, un metodo, per la comprensione dell’invisibile.
Le Stanze sono uno strumento autonomo e come tale esso permette a tutti di mettersi in contatto con la parte profonda di sé e di riconoscerne i messaggi. In questo libro vengono descritte le Stanze con i relativi poteri, esattamente nove Stanze: La Stanza n. 1 del fuoco e della passione (è il luogo dei mutamenti, i suoi poteri sono quelli di trasformazione, nutrizione e alimentazione. La stanza n.2 degli ingranaggi (“ingranare le marce” del rilassamento per affrontare meglio i problemi e le diverse situazioni della realtà). La Stanza n. 3 del vestiario (sono gli “abiti che indossiamo” esattamente:le maschere da conoscere, vivere e togliere per aumentare la propria consapevolezza del sé). La Stanza n. 4 del rumore assordante (piano d’accesso al campo d’accettazione: creare un ponte, un cortocircuito, o meglio ancora uno shock con cui bypassare l’attenzione cosciente della mente razionale, proiettandoci direttamente nei reami del Cuore). La stanza n. 5 del Potere Personale (è la stanza dove si possono elaborare le paure e raggiungere il Potere Personale della guarigione). La Stanza n.6 dell’amico animale (è la stanza che va oltre l’adesso e si accede a un piano differente di realtà, poiché si connette con “ciò che non è ancora”). La stanza n. 7 dei giochi dei bimbi La stanza n.8 degli appuntamenti. La Stanza n.9 dei desideri (l’eden interiore) e infine la Stanza segreta dell’Eroe.

Selene Calloni William scrive: “Conosco Matteo Ficara da diverso tempo e in varie occasioni abbiamo avuto modo di “fare anima” insieme. L’immaginazione, i suoi regni, le sue intensità espressive e le sue sorprendenti capacità di mostrare le vie dell’inatteso sono al centro della mia ricerca da oltre trent’anni, dal momento in cui ebbi la fortuna di incontrare quel grande maestro della visione immaginale che è stato James Hillman e con cui ho fatto un pezzo significativo del mio cammino.

La magnifica avventura delle Stanze dell’Immaginazione non può essere perseguita in nessun altro modo se non attraverso l’amore. Solo l’amore può permetterci di dialogare con gli dèi, gli archetipi, le forme originarie delle nostre esperienze; solo l’amore può portarci fuori dai circuiti delle esperienze coatte, quei nodi comportamentali che appaiono irrisolvibili. Soltanto l’amore, alla fine, ci può rendere degli esseri liberi”.

Il Viaggio attraverso le stanze dell’immaginazione è un dialogo con l’anima. L’anima infatti è l’atto stesso dell’immaginare. L’immagine è alla base del mondo e di tutti i comportamenti in esso possibili. Nulla può accadere in questo mondo se non è stato prima immaginato.

Le stanze dell’Immaginazione sono principalmente uno strumento di lavoro autonomo con le immagini interiori, ovvero con quei messaggi di profondità che si affacciano in luoghi come i sogni e le meditazioni, e in tutti gli stati di coscienza non alterata. I motivi per scoprire le Stanze dell’Anima e tornarvi per lavorare in esse sono principalmente tre. In primis perché danno la possibilità di vedersi in modo nuovo, andando al di là della percezione quotidiana, che viene condotta fuori dagli schemi della logica e introdotta nel vasto Regno delle Possibilità. In secondo luogo si può entrare nelle Stanze dell’Immaginazione per lavorare sulla trasmutazione della realtà attraverso dei semplici atti simbolici. Infine, il terzo motivo per cui lavorare con le Stanze è il sapere. In pratica è possibile accedere a delle informazioni nuove, che si collocano al di là della conoscenza attuale. Con le Stanze dell’Immaginazione, ogni discesa è una favola, un mito a sé stante, ma le discese, considerate tutte insieme, possono essere considerate come un unico “macro-mito”, un ologramma che si ripete all’infinito. Le stanze pertanto non sono solo uno strumento ma anche un allenamento, una sorta di palestra che, grazie all’immediatezza delle immagini (frammenti del profondo io) e del rito, velocizza i processi interiori.

“Tutte le immagini della nostra vita sono contenute in ciascun singolo momento della nostra esistenza. Ogni singolo momento della nostra esistenza è un’immagine che contiene in sé tutti i momenti passati e futuri della nostra vita”.

Selene Calloni Williams

L’immaginazione è il modo di pensare del cuore, è un nuovo modo di ripristinare il contatto con il nostro io profondo, è un modo di comprendere la propria realtà senza giudicarla ma accoglierla e iniziare a plasmarla in un nuovo potere creativo di luce e di amore che parte sempre e soltanto dal nostro cuore. La magnifica avventura delle Stanze dell’Immaginazione non può essere perseguita in nessun altro modo se non attraverso l’amore.

Recensione di Anna Antonini.

matteo ficara - le stanze dell'immaginazione
Le stanze dell’immaginazione di Matteo Ficara

Matteo Ficara è un filosofo, scrittore, ricercatore indipendente. Nel 2010, seguendo gli Spiriti Guida indicati da Igor Sibaldi, riceve “Le Stanze dell’Immaginazione” strumento di lavoro autonomo con le immagini interiori,e viene spinto a condividerle e a conoscere la natura dell’immaginazione come linguaggi dell’Anima. Queste ricerche lo portano ad approfondire i territori del mito, della fiaba e del fantastico, ma anche dello sciamanesimo e dell’animismo, fino alle antiche radici sufi recuperate da Corbin, poi da Hillman e oggi tramandate da Selene Calloni Williams, della cui scuola “immaginalista” è attualmente allievo.

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