Nutrizione ayurvedica – manuale per un’alimentazione equilibrata e sana

Nutrizione ayurvedica – manuale per un’alimentazione equilibrata e sana

La natura è da sempre a nostra disposizione, pronta a offrirsi totalmente per il benessere dell’uomo. In natura non manca nulla, solo la conoscenza insufficiente provoca il malessere.

Nella ricerca dei rimedi, l’Ayurveda segue un principio fondamentale che è sempre e universalmente valido: uno in tutto, tutto in uno. Tutto interagisce insieme, tutto funziona in modo ciclico e ritmico, ogni cosa ha il suo tempo e il suo luogo e l’uomo stesso è parte di questo ciclo naturale.

Cos’è l’Ayurveda?

Saggezza, scienza, arte, filosofia e vita. L’Ayurveda è tutto questo. I suoi principi si basano sui cinque elementi e sui Tridosha, di cui è composto ogni organismo in proporzioni e configurazioni diverse. A questa teoria sono sottoposti tutti i regni della natura. L’Ayurveda è un grande dono dell’India al mondo. Non si tratta solo di una scienza medica, poiché racchiude in sé tutto: è un sistema di vita. Tale conoscenza è stata generata da una grande esperienza e dalla ricerca della Verità da parte dei grandi Rishi (saggi o osservatori).

L’Ayurveda è il sistema medico più antico e risale ad almeno 5000 anni fa, tramandato da maestro ad allievo oralmente (le testimonianze contenute nei testi ayurvedici hanno circa 3500 anni).

Il termine “ayurveda” deriva da veda, cioè “conoscenza”, e da ayu, cioè “vita”, quindi Ayurveda significa “conoscenza della vita” o meglio ancora “arte del buon vivere”.

L’Ayurveda, da sempre, dà molta importanza al corretto stile di vita, dettando principi guida per la prevenzione delle malattie e per il mantenimento del benessere psicofisico della persona. Particolarmente importanti sono le terapie di purificazione/guarigione (Dinacharya, Panchakarma…), di ringiovanimento (Rasayana) e i principi sull’alimentazione (Ahar) che supportano la persona nella propria quotidianità in un percorso di autopreservazione e cura.

L’Ayurveda considera inoltre fondamentale l’utilizzo di preparati e rimedi naturali per la salute.

L’antico studio delle scienze naturali che è giunto fino a noi si basa sul postulato che non c’è nulla in natura che non possa essere utilizzato come rimedio, purché se ne conoscano profondamente le proprietà e se ne faccia un uso appropriato. Questa sapienza risale a diversi secoli prima di Cristo e racchiude in sé le ricerche, le osservazioni, le formule e i metodi che portarono la cultura popolare indiana a divenire scienza.

In Oriente, come in Occidente, nei sistemi terapeutici tradizionali e naturali le piante sono sempre state il primo rimedio: in particolare l’Ayurveda attua complessi e specifici procedimenti che rendono ogni rimedio una speciale preparazione con caratteristiche uniche per altrettante necessità/problematiche.

L’Ayurveda ha il suo sviluppo anche nelle branche più classiche della medicina, quali:

  • Medicina interna (Kayachikitsa);
  • Psichiatria (Budhi Vidya);
  • Tossicologia (Agada Tantra);
  • Ginecologia (Stri Roga);
  • Pediatria (Bala Vidya);
  • Chirurgia (Shalya Tantra);
  • Otorinolaringoiatria (Salakya Tantra);
  • Geriatria (Rasayana);
  • Fertilità (Vajikarna).

Lungi dall’essere estranea al mondo contemporaneo, l’Ayurveda è oggi più necessaria che mai; essa non appartiene all’Oriente o all’Occidente, all’antichità o ai tempi moderni, ma è tutt’uno con la vita, è un patrimonio di tutti gli esseri umani, a cui attingere liberamente adattandola, di volta in volta, alle esigenze di ciascun individuo.

LO SCOPO DELL’AYURVEDA

Lo scopo finale dell’Ayurveda e della vita di ciascuno è la liberazione dell’anima, mentre lo scopo temporale è mantenere la salute e la felicità con armonia. La felicità è uno stato di distacco, mentre la salute è armonia psicofisica e contentezza. Una persona che riesce a soddisfare i suoi desideri prova contentezza; questa, insieme alla serenità, fa accedere alla gioia interiore; la gioia con distacco porta a uno stato di felicità. Nel tempo, la felicità si trasforma in beatitudine, che è l’ultimo gradino della scala. La soddisfazione dei desideri porta a effetti diversi su ognuno di noi, secondo lo stato della nostra anima.

Qualcuno potrà godere o provare piacere, c’è chi sarà contento, chi gioioso, altri proveranno felicità e certi addirittura sperimenteranno la beatitudine.

Il legame del destino spinge la vita quotidiana al cambiamento.

Sia lo scopo finale sia quello temporale si ottengono vivendo una vita in cui seguire e praticare:

  • Dharma = virtù;
  • Artha = giusta comprensione di se stessi e dell’ambiente che ci circonda;
  • Kama = soddisfazione dei desideri sinceri facendo in modo di non ferire gli altri;
  • Moksha = liberazione finale.

…Le piante assumono grande importanza nella vita dell’uomo e possono essere utilizzate per prevenire o per migliorare il proprio benessere. Le preparazioni ayurvediche traggono dalle piante tutti i benefici specifici poiché usano tutte le parti della pianta, nell’equilibrio naturale dei suoi componenti: questo evita effetti collaterali causati dall’utilizzo dei soli principi attivi estratti dalla pianta.

Il corpo umano, come le piante, ha la capacità di produrre tutte le molecole che servono per la sua esistenza e anche per l’eliminazione di eventuali disturbi. L’autoguarigione è innata in natura, ma per noi uomini che viviamo in una società frenetica è facile perdere questa capacità e acquisire un errato stile di vita, che può portare disturbi e malattie.

Le preparazioni ayurvediche e le spezie agiscono per risvegliare la capacità spontanea di autoguarigione e per mantenere il nostro equilibrio interno.

I benefici dell’utilizzo delle spezie sono tanti:

  • favoriscono una buona digestione;
  • prevengono l’accumulo di grasso e tossine;
  • mantengono in buona condizione lo stato del sangue agendo come anticoagulanti;
  • favoriscono una buona sudorazione e annullano il cattivo odore del sudore;
  • migliorano la circolazione, puliscono i vasi sanguigni riducendo il colesterolo;
  • agiscono sul tratto intestinale come antibiotico digerendo batteri nocivi;
  • portano a un buon funzionamento dell’apparato digestivo;
  • danno uno stato di benessere interiore e mentalmente portano un senso di allerta e vigilanza.

L’alimentazione è uno dei più rispettabili e importanti fattori di equilibrio della nostra persona. Non siamo composti solamente da una struttura fisica (il corpo), ma anche dalla mente e dall’anima. La nostra via è quella della ricerca dell’armonia globale della persona, e per questo è importante ricordare che dobbiamo considerare l’individuo nel suo aspetto integrale. L’Ayurveda approfondisce l’analisi dell’alimentazione attraverso la conoscenza degli elementi, dei gusti, dell’energia, delle qualità e dei loro effetti sul corpo, sulla mente e sullo spirito, in rapporto all’azione specifica di ciò che introduciamo nel nostro organismo.

L’alimentazione influenza in modo positivo o negativo la nostra salute. Il cibo che ingeriamo assume tre forme:

  • grossolana: forma gli escrementi;
  • intermedia: forma la massa corporea;
  • sottile: nutre la mente e l’anima.

PERCHÉ CI NUTRIAMO?

Prima di tutto dobbiamo comprendere perché mangiamo. È meglio dire “nutrire” rispetto a mangiare, ancora meglio è dire “offrire”. Offrire all’anima che sostiene il corpo e la mente. Il cibo dev’essere trattato con rispetto e amore, ma oggi possiamo vedere come in realtà esso non venga curato e rispettato.

La buona salute dipende da una nutrizione bilanciata, una corretta digestione, una buona assimilazione e una regolare eliminazione. Tutto dipende dalle capacità del nostro sistema digestivo, che necessita a sua volta di un’alimentazione sana. Per esempio, se la nostra capacità digestiva è debole dobbiamo fortificarla; per questo specifico scopo, nella medicina ayurvedica utilizziamo le spezie, ricche dell’elemento Fuoco (avremo modo di dettagliare meglio le dinamiche che riguardano le fasi di assimilazione dei cibi).

COME CI NUTRIAMO?

Nell’alimentazione ayurvedica è fondamentale sapere bene come preparare un pasto e come assumerlo secondo le nostre specifiche esigenze. Il processo di trasformazione dei cibi è un metodo alchemico e molto antico che fonda le sue radici nella saggezza umana.

Uno dei principi basilari è come utilizzare le sostanze dei cibi in modo bilanciato secondo la presenza delle qualità dei cinque elementi (Spazio, Aria, Fuoco, Acqua, Terra); un altro principio è saper purificare il cibo dalle proprietà dannose attraverso l’utilizzo di elementi (spezie, alimenti…) che in Ayurveda assumono il ruolo di veri e propri “antidoti”. Il preparato dovrà poi contenere i nutrienti di cui l’organismo necessita. I cibi miscelati e così preparati saranno in questo modo compatibili, favorevoli e digeribili. Un piatto deve essere di qualità pura (sattvica), leggero, saporito e ben assimilabile…

CON COSA CI NUTRIAMO?

Che cibo dobbiamo assumere? Sarebbe meglio scegliere i cibi con qualità pura (sattvica), cioè fresca, nutriente ed equilibrata, valutando la disponibilità stagionale, le differenti varietà e la salubrità degli stessi. Secondo la classificazione della medicina moderna il nutrimento derivato dal cibo è composto da proteine, grassi, carboidrati, vitamine, minerali e acqua. Dopo la digestione, il cibo viene scomposto in aminoacidi, acidi grassi e zuccheri. Queste strutture molecolari di base sono classificate in Ayurveda nelle categorie dei Tridosha: Vata, Pita e Kapa, o Mahabhuta (elementi): Terra, Acqua, Fuoco, Aria e Spazio. Noi siamo composti da esse e ci relazioniamo e interagiamo con tutto ciò che ci circonda (esseri viventi e non) attraverso questa natura intrinseca del creato. Una volta che questi cinque elementi di base, costituenti anche del cibo, hanno fatto ingresso nel nostro organismo, sono digeriti dai loro rispettivi enzimi (Agni) e, dopo essere stati

assimilati, vengono convertiti nei vari tessuti (Dathu).

QUANTO CI NUTRIAMO?

Durante ogni pasto bisogna assumere il cibo in piccole quantità e secondo queste proporzioni:

  • ½ cibo solido;
  • ¼ liquido;
  • ¼ spazio vuoto.

CHI SIAMO?

L’alimentazione è importante per capire chi siamo e cosa dobbiamo realizzare nella vita.

Secondo l’Ayurveda possiamo classificare l’individuo in tre tipologie: Vata, Pita, Kapa, ossia, nella teoria dei Tridosha, le tre energie che governano il corpo grossolano o strutturale e sottile o energetico, cioè funzionale. Queste tre forze variano proporzionalmente in ogni individuo, causando la sua natura intrinseca e creando le infinite diversità che caratterizzano il soggetto umano. I Dosha nascono quindi dall’equilibrio dei cinque elementi.

Il cibo che assumiamo influenza l’equilibrio dei Tridosha in maniera positiva o negativa.

Un individuo dovrebbe quindi comprendere la propria dominanza dei Tridosha, cioè la propria costituzione individuale. Una volta individuata la dominanza, è in grado di approfondire quali meccanismi mettere in atto per mantenere un funzionamento ottimale e armonico della sua persona (se il funzionamento è anormale può essere corretto attraverso adeguata alimentazione e altre idonee terapie di riequilibrio/cura).

COSA DOBBIAMO FARE?

Ogni individuo dovrebbe comprendere il proprio dovere nella vita, chiarire lo scopo finale e agire adattando lo scopo temporale. L’alimentazione è uno strumento da utilizzare saggiamente per raggiungere lo scopo finale.

Per equilibrare il funzionamento del nostro corpo, della nostra mente e della nostra anima dobbiamo curare attentamente l’alimentazione, che dev’essere bilanciata sia qualitativamente sia quantitativamente e, nello stesso tempo, dev’essere adatta a ciascun individuo secondo la propria costituzione. Contemporaneamente, dobbiamo curare la corretta combinazione degli alimenti e la loro preparazione.

Tratto da:

Alimentazione Ayurvedica
Alimentazione Ayurvedica

loading...

Altri articoli che potrebbero interessarti ...dello stesso autore