New York: Viaggio nella grande metropoli

Ciò che colpisce maggiormente il viaggiatore che arriva in aereo a New York in una giornata di cielo sereno e l’immensità dello spazio urbano: grattacieli, case, strade, parchi, fabbriche, centri commerciali, quartieri sterminati di abitazioni si susseguono a perdita d’occhio per chilometri e chilometri; a oriente le acque cupe dell’oceano lambiscono la città, in un susseguirsi di baie, isole e golfi; da nord il fiume Hudson e i suoi rami secondari attraversano l’area metropolitana sfociando nell’Atlantico.

Dei cinque grandi distretti amministrativi di New York solo uno, il Bronx, si trova sulla terraferma; Manhatan e Staten Island sono delle isole, mentre Brooklyn e Queens costituiscono l’estremità di un’altra isola, Long Island. I distretti sono collegati tra loro e con le aree periferiche da tunnel stradali e ferroviari e da numerosi ponti, tra cui il grande ponte sospeso di Brooklyn, uno dei simboli della città.

Benché sia situata alla stessa latitudine di Napoli, New York ha un clima molto diverso: l’area risente infatti dell’influenza dell’oceano e della corrente fredda del Labrador, che lambisce la costa. Così gli inverni sono più lunghi e rigidi, con frequenti burrasche di neve che possono interrompere per parecchie ore ogni comunicazione; quando le temperature diventano particolarmente basse (fino a -25 °C), le acque del fiume Hudson e della baia di New York ghiacciano in parte, bloccando il porto. In estate, al contrario, sono frequenti le ondate di caldo afoso, con temperature che raggiungono e oltrepassano i 40 °C.

I grattacieli sono uno dei principali elementi del paesaggio newyorkese. Essi si concentrano in particolare a Manhattan, dove le strade principali si snodano tra una sfilata di costruzioni altissime, come tra le pareti rocciose del canyon.

Innalzati in tempi diversi, i grattaceli di New York, hanno anche stili architettonici differenti: da quello ricco di elementi ornamentali degli anni Venti e Trenta alle lucide “scatole” in vetro e acciaio costruite negli anni Ottanta. Pur essendo diversi per materiali e funzioni, i grattacieli di Manhattan hanno però lo stesso significato, analogo a quello che nel Medioevo avevano le torri delle famiglie nobili nei comuni italiani: simboleggiano con la loro imponenza, il successo e la competitività delle grandi aziende che li hanno costruiti.

Il più famoso fra i grattacieli di New York è L’Empire State Building, al centro di Manhattan, inaugurato nel 1931. Di notte, illuminato con colori diversi secondo l’occasione, rappresenta un punto di riferimento obbligato per i newyorkesi e i turisti in giro per la città. Co i suoi 381 metri (449 se si tiene conto anche della grande antenna televisiva aggiunta nel 1951) e i suoi 102 piani, l’Empire State Building è stato per oltre quarant’anni l’edificio più alto del mondo.

new-york-empire-state-buildingNew York, Empire State Building

Degli oltre 8 milioni di abitanti di New York City, almeno 4 sono di origine europea (inglesi, irlandesi, italiani, polacchi, russi, tedeschi e scandinavi), 2 milioni sono neri, oltre un milione ispanici (soprattutto portoricani), circa 300 mila asiatici (in prevalenza cinesi, indiani e coreani). LA presenza di circa 2 milioni di israeliti ne fa la prima città ebraica al mondo. Oltre 150 nazionalità vi sono comunque rappresentate, e si parlano circa 120 idiomi diversi.

Questi dati fanno emergere una delle principali caratteristiche di New York, che è sempre stata fin dalle origini, una città “cosmopolita”, cioè creata e cresciuta grazie all’apporto di milioni di stranieri giunti da ogni parte del mondo.

Alcune zone famose di New York

Nel cuore di Manhattan, tra le strade e i grattacieli, si apre Central Park, una grande spazio verde disseminato di zone boscose e di specchi d’acqua, in cui i newyorkesi si rifugiano nel tempo libero per fare jogging, passeggiare e staccarsi, per qualche ora, dai ritmi frenetici della metropoli.

Central Park fu creato nel 1858, non ha nulla di naturale, nel senso di “spontaneo”: tutto è stato accuratamente studiato e progettato dall’uomo. Nel corso degli anni l’aerea ha subito molti cambiamenti, arricchendosi di musei, statue, campi da gioco, piste di pattinaggio, teatri, centri di ricerca e spazi per ogni tipo di passatempo. Colorato e pieno di vita di giorno, Central Park diventa, di notte, uno dei luoghi più a rischio della città per la presenza di numerosi malviventi.

La City è il quartiere degli affari, si trova nella punta meridionale di Manhattan, sulla famosa stretta strada, “Wall Street”, si affacciano alcune delle maggiori banche e la borsa valori più importante del mondo. Simbolo di questa grande forza economica sono i grattacieli o per lo meno lo erano, le World Trade Center (distrutte nell’attentato del 2001), in cui lavoravano 450 compagnie commerciali e 50 mila impiegati.

Harlem, è un mondo a parte. A nord di Central Park si trova il ghetto nero di New York. La zona è abitata da oltre 1 milione di neri, ai quali si affianca, nella parte orientale, una comunità di portoricani (Spanish Harlem), che occupa anche il vecchio quartiere italiano (Italian Harlem).

Nel decennio 1920.30 il quartiere divenne la capitale della musica jazz, ma già dagli anni Trenta, anche la conseguenza della crisi economica, le condizioni di vita cominciarono a peggiorare. Negli anni Sessanta, Harlem fu teatro delle rivolte dei neri contro la discriminazione razziale, e nelle sue strade si formarono i movimenti politici e sociali per l’emancipazione degli afroamericani.

A eccezione della sua parte settentrionale, Harlem rimane ancora oggi un quartiere in degrado, fatto di caseggiati economici, ma è molto migliorata riguardo la delinquenza, oggi si vive molto meglio. Tuttavia, rispetto alla City e agli eleganti quartieri residenziali del centro di Manhattan, Harlem costituisce quasi un mondo a parte.

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