Vangelo della moglie di Gesù vero o falso?

Il “Vangelo della moglie di Gesù” è un papiro scritto in copto contenente un testo che si riferisce a Gesù come un uomo sposato, ma un’analisi approfondita del papiro mette in dubbio la sua autenticità.

Un numero crescente di studiosi hanno denunciato il papiro come un falso, con i recenti op-eds che appaiono in The Wall Street Journal e CNN [con op-ed si intende un singolo articolo, o una raccolta di articoli, a firma di opinionisti esterni alla redazione del giornale su cui avviene la pubblicazione, i cui contenuti non sono necessariamente in linea (anzi eventualmente, in qualche misura, in disaccordo) con le tendenze del giornale stesso]. Nel frattempo, l’Università di Harvard, che annunciò la scoperta dei papiri, non si esprime sul manufatto, non risponde alle richieste di commentare sui nuovi sviluppi il che suggerisce che il ritrovamento è potrebbe essere un falso.

La scoperta del Vangelo della moglie di Gesù è stato annunciato da Karen King, della Harvard University, nel settembre 2012. Egli, che è il proprietario, dice abbia dato il papiro al re, e ha insistito per rimanere anonimo, e il re non ha rivelato l’identità della persona.

Questa sarebbe la traduzione delle frasi “sconvolgenti”

  1. … non [a] me, mia madre ha dato a me li [fe] …
  2. I discepoli dissero a Gesù, “…
  3. … negare. Maria è degno di essa … (o, in alternativa, Maria non ne vale la pena …)
  4. … “Gesù disse loro:” Mia moglie …
  5. … lei sarà in grado di essere mio discepolo …
  6. Che i malvagi si gonfiano …
  7. Quanto a me, io abito con lei per …
  8. … l’immagine …
papiro vangelo moglie di gesu'
Papiro del Vangelo della moglie di Gesù

Questo frammento suggerisce che alcuni dei primi cristiani avevano una tradizione di Gesù che era sposato. La notizia ha creato non pochi dibattiti visto che i cristiani non potrebbero sposarsi né avere rapporti sessuali.

Al momento della scoperta, si è provvisoriamente datato il papiro al IV secolo d.C. affermando che potrebbe essere una copia di un vangelo scritto nel secondo secolo in greco. Una recente analisi al radiocarbonio suggerisce che il papiro potrebbe risalire ad una data che si aggira tra il VI e il IX secolo d.C.

I documenti forniti dal proprietario “anonimo” pubblicati su Harvard Theological Review sostengono che il Vangelo della moglie di Gesù è stato acquistato da Hans-Ulrich Laukamp nel 1999 e lui, a sua volta, lo ottenne a Potsdam, in quella che fu la Germania dell’Est, nel 1963.

Secondo un’indagine eseguita da Live Science (il sito da cui proviene questo articolo tradotto) Laukamp era co-proprietario dell’ACMB-American Corporation per Milling e Boreworks, a Venice, Florida. L’uomo indicato come rappresentante della tenuta di Laukamp nella contea di Sarasota, in Florida, Rene Ernest, afferma che Laukamp non ha mai posseduto questo papiro perché non si è mai interessato di materiale antico, e viveva a Berlino Ovest nel 1963 – in quanto tale, Laukamp non poteva aver raggiunto Potsdam attraverso il muro di Berlino per acquistare questo papiro. Laukamp è morto nel 2002.

Anche Axel Herzsprung, che era un altro co-proprietario della ACMB-American Corporation, sostenne che Laukamp non ha mai posseduto questo papiro e non collezionava materiale antico.

Inoltre, poiché l’inchiesta è stata pubblicata su Live Science, quest’ultima si è messa in contatto con un’agenzia a Berlino, che sostiene che qualunque sia l’oggetto antico esportato deve essere accompagnato da un’autorizzazione. I rappresentanti di tale organismo hanno dichiarato che non gli risulta che tale papiro sia stato esportato dal loro ufficio. In altre parole, è possibile che il papiro del Vangelo della moglie di Gesù sia stato esportato altrove in Germania o nell’Unione Europea.

Proprio di recente, Christian Askeland, un socio di ricerca della Institut für Septuaginta-und biblische Textforschung, a Wuppertal, Germania, ha rivelato nuove informazioni che aumenterebbero i dubbi sull’autenticità del papiro. Il suo lavoro verrà pubblicato sulla rivista Bulletin Tyndale ed è attualmente pubblicato su un blog (http://evangelicaltextualcriticism.blogspot.de/2014/04/the-forgery-of-lycopolitan-gospel-of.html).

Askeland ha analizzato un secondo papiro che, secondo i documenti pubblicati nella Theological Review di Harvard, è stata anche acquistato dal proprietario anonimo Laukamp. Tale papiro fu presentato a Harvard come genuino.


secondo papiro laukamp

Questo secondo papiro, che ha la scrittura su due lati, comprende il testo dal Vangelo di Giovanni – ed è un falso, secondo Askeland, le sue linee sono state copiate da un papiro pubblicato nel 1924, inoltre, fa notare il ricercatore che questo papiro ha grafia e inchiostro simile al Vangelo della moglie di Gesù, il che rende probabile che anche il famoso Vangelo della moglie di Gesù sia un falso.

Img – Il frammento di papiro John (a destra) proviene dallo stesso proprietario anonimo come il Vangelo della moglie di Gesù e ha le stesse interruzioni di riga come un papiro trascritta nel 1924 (mostrato a sinistra). Il papiro e il Vangelo della moglie di Gesù hanno stili di inchiostro e la scrittura simili, suggerendo il secondo è un falso.

Questo secondo papiro, che tramite analisi al carbonio fu datato tra il VII e il IX secolo d.C. è molto simile a un testo del Vangelo di Giovanni, scritto e pubblicato dall’egittologo Sir Herbert Thompson nel 1924, secondo le osservazioni di Askeland. Infatti, le interruzioni di riga (dove inizia il testo) sono identici a quelli del testo di Thompson.

Diciassette interruzioni di riga sono uguali, e secondo Askeland non può essere considerata una coincidenza.

Il frammento di John è scritto in un dialetto copto chiamato Lycopolitan, una lingua morta dal VII secolo d.C. che sembrerebbe confermare l’inautenticità del frammento.

Da successive prove effettuate da James Yardley e Alexis Hagadorn della Columbia University si è scoperto che l’inchiostro dal Vangelo della moglie di Gesù e il frammento di John sono simili, ma non proprio uguali. Lo stile di scrittura, però, preso dal frammento John è simile a quello del Vangelo della moglie di Gesù, sempre secondo le osservazioni di Askeland.

Quindi, date le similitudini di grafia e inchiostro si evince che il proprietario è lo stesso. Askeland, e un gran numero di altri studiosi che si sono occupati dell’analisi dei reperti e hanno scritto online, sostengono che il Vangelo della moglie di Gesù è probabilmente un falso.

Live Science afferma di aver contattato due egittologi che hanno esaminato il Vangelo della moglie di Gesù in prima persona per ottenere le loro opinioni. Malcolm Choat, della Macquarie University, che ha pubblicato l’analisi della scrittura del Vangelo della moglie di Gesù recentemente in Harvard Theological Review, sostiene che necessita di un po’ di tempo per studiare le scoperte di Askeland prima di poter commentare. Anche Roger Bagnall, direttore dell’Istitute for the Study of the Ancient World presso la New York University (il Vangelo della moglie di Gesù è stato esaminato lì a un certo punto) ha dichiarato che gli sia dato un po’ di tempo per analizzare i fatti e quindi esprimere la sua opinione.

Live Science fa notare un altro fattore interessante.

Laukamp avrebbe dovuto attraversare il Muro di Berlino nel 1963, al culmine della Guerra Fredda, per ottenere il papiro del Vangelo della moglie di Gesù da Potsdam (e se catturato, avrebbe dovuto spiegare alla polizia della Germania dell’Est che il seguente papiro era solo un antico manoscritto e non un messaggio in codice). Poi, ad un certo punto, riuscì ad ottenere anche un falso papiro copto del Vangelo di Giovanni con grafia e inchiostro molto simile a quello della moglie di Gesù.

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