Coscienza natura e Geomanzia

FENG SHUI

Comincia così, con un sottile defluire di pensieri indirizzati verso un tema.
Verso “il” TEMA, che di per sé rappresenta l’ennesima sfida rivolta a quella parte di me che continua a non voler accettare che le “cose”, le mie cose, sono per pochi “intimi”- come direbbe un mio grande amico – e non, come vorrei, per tutti.
Ho fatto trascorrere alcuni mesi da quando ho scritto di scienze, arti e filosofie orientali, durante i quali, comunque, non ho smesso di proseguire sul mio cammino conoscitivo, ma lo avevo avvertito chiaramente dopo aver osservato la simbologia del Feng Shui: su quell’argomento mi sarei dovuto soffermare con attenzione, calma e distacco. Avevo maturato la convinzione che non sarebbe bastato parlare di “vento ed acqua” nel solito modo, ma avrei dovuto affrontare, approntare e proporre dei fondamentali di Geomanzia che comunque avrebbero rappresentato di per sé, una negazione di sé stessi, vista la scarsa attenzione da parte dell’ufficialità.

tavola feng shuiLa geomanzia, infatti, oggi scientificamente non esiste, non può più esistere, non si vuole che esista, nonostante tutta la scienza si stia muovendo verso un concetto metafisico di comprensione della realtà. In futuro, infatti, saremo costretti ad ammettere – come la Fisica sta già facendo da decenni – l’esistenza di concause dimensionali dalle caratteristiche spirituali, appartenenti ad una progettualità universale chiaramente senziente. In altre parole ci stiamo dirigendo verso la comprensione di una realtà dove la “materia“ smette di essere l’oggetto osservato, ma diviene un soggetto osservante, dotato di volontà, eticamente paritetica alla nostra volontà indagante. Più semplicemente, saremo costretti a prendere atto di una realtà animica.
Una realtà che l’uomo non vuole più accettare, non solo a livello scientifico ma anche a livello personale ed è in questa mancata accettazione che risiede la motivazione per cui la Geomanzia non può esistere ufficialmente.

Questo è il cuore del discorso.

Se l’umanità tutta, dovesse nuovamente riconoscere a direzioni, tempi, materiali e forme, una matrice pensante, spiritualmente evoluta, dalle palesi capacità modellanti, dovrebbe conseguentemente ammettere l’esistenza di un CAMPO, di un DIO, archetipicamente consultabile, in grado di plasmarsi e plasmare la nostra vita ed i nostri eventi semplicemente reiterando la sua reale essenza geometrica.
Se questo può sembrare impossibile a menti e cuori che si ritengono oggi “evoluti”, quanto tutto ciò diventerebbe ancora più impossibile se si dovesse porre le stesse menti e gli stessi cuori di fronte ad una realtà conoscitiva che, da sempre, ha codificato l’essenza divina della materia, formalizzando le sue caratteristiche nel feng shui, ed asservendole alla vita umana in modo universalmente compatibile?
Ecco perchè la mia volontà di rifondare dei fondamentali geomantici, contiene in sè stessa la negazione del proprio esistere.

Come riferito più sopra, oggi, non si vuole far ri-esistere ciò che non si crede esista.

Ma ciò che è falsamente valido per l’ignoranza umana oggi, probabilmente non lo sarà in futuro e, come ormai faccio da anni, scrivo di ciò che studio, inserendo il mio sapere in luoghi simili a bottiglie, temporalmente sempre pronte a cadere nelle mani “giuste” in momenti ciclicamente altrettanto giusti.
O almeno lo spero.
Ed ora, poiché non mi reputo il solito rivenditore di “precetti” New Age, essendo abituato a formulare un’ipotesi conoscitiva di lavoro basata su esempi concreti, vorrei partire dai “protagonisti“ del contendere.

Svolgimento

Nel seguente ennesimo atto di questa commedia tragi-comica chiamata “Storia del sapere umano” gli attori sono:

1. Un misconosciuto simbolista col fiuto dell’Ottava

2. Un sapere orientale millenario
preposto alla costruzione di qualsiasi tipo di edificio abitativo e non, spesso di forma geometrica rettangolare o quadrata.
Tale conoscenza si basa, tra l’altro: sull’armonizzazione dei 5 elementi (vento, aria, acqua, legno e metallo), l’allineamento alle 8 direzioni geografiche (Nord, Sud, Est, Ovest e le intermedie) ed una particolare attenzione all’aspetto cromatico.

(Fig.1 – Yin e Yang)
Il sapere in questione è diretta emanazione del Taoismo e tiene sempre in seria considerazione la presenza dello Yin e Yang (Fig.1) nella distribuzione di colori, forme, direzioni, momenti temporali e materiali in quanto essi sono portatori di caratteristiche femminili e maschili, che, una volta armonizzate, permettono l’equilibrato scorri-mento dell’unica energia universale, il QI, responsabile di tutta la creazione. Il tutto è finalizzato alla corretta e salutare vita degli occupanti (nel caso di luoghi abitativi) che, rispettando tali “meccanismi” ne traggono beneficio fisico e morale.
Essi potranno, infatti, non solo interagire positivamente con gli avvenimenti della loro vita, ma addirittura influenzarli nel modo migliore, in quanto consapevoli inquilini di spazi viventi, che dialogano con spazi infinitamente più grandi (come quelli universali), la cui matrice creante è, fondamentalmente, divina.

Per farla breve, il feng shui suggerisce: “costruisci come Dio crea, come Dio è, ed avrai salute e fortuna attraverso l’equilibrato scorrere della “Sua” energia.

Nonostante ricorrenti diversificazioni riguardanti il numero delle direzioni e dei colori ecc. ecc. in linea di massima, i vari stili feng shui, pur non avendo un unico canone bibliografico a cui rifarsi, applicano tale sistema conoscitivo.


3. Una scienza moderna
giustamente fiera dei suoi successi conoscitivi, ma anche sprecona, prepotente e soprattutto poco incline all’umiltà, che ritiene tutto ciò completamente privo di ogni fondamento scientifico.

4. Una parte consumistica
tipicamente occidentale, rappresentata dell’”Arredo di Interni”, figlia di un’architettura dimostratasi raramente cosciente della portata del messaggio del feng shui, poichè troppo spesso attratta solo dal suo uso commerciale.

5. Una piccola rete di “scuole“ e di seri amanti del feng shui, carichi di passione divulgativa.

Questi sono i personaggi coinvolti nel mio “tema”.
E l’attuale situazione qual’è?
La seguente:

La scienza non si preoccupa minimamente di dedicare autorevoli studi al feng shui in quanto lo reputa un’anacronistica pratica negromantica.

Il feng shui continua a rimanere sospeso in una specie di limbo di semiufficialità conoscitiva.

Il mondo dell’architettura non ha la volontà, né probabilmente i mezzi conoscitivi, in grado di inglobarlo in una reale struttura formativa ed universitaria.

Scuole e praticanti vivono il loro sapere ai margini di un’ufficialità irritante, privati dei giusti riconoscimenti formali.

Morale: un fastidioso senso di stallo continua ad avvolgere non solo il feng shui, ma tutto il sapere orientale, formalmente trattato oggi come l’eco di un’umanità un po’ pagana ed incapace di un vero razionalismo scientifico.

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Quindi, l’unico modo per mettere tutti d’accordo sembrerebbe essere quello di riuscire a trasformare il non-ufficiale in ufficiale, rendendo:

il sottile misurabile,

  • il dimensionale visibile,
  • il presunto disordine, ordinato e
  • l’animico percepibile.

Una cosetta da poco insomma.

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