Esperienza di premorte vissuta dal neurochirurgo Eben Alexander

Vita oltre la vita, una storia di un’esperienze di premorte vissuta da Eben Alexander.

Negli ultimi decenni aumentano sempre di più le testimonianze di persone che hanno avuto esperienze di premorte. Esistono da sempre ma è sempre stato un argomento un po’ tabù per via della mentalità scientifica, per la quale tutto sarebbe solo un’illusione del cervello stesso, questo perché si cerca per forza di dare una risposta scientifica anche quando non ne sia ha la minima idea di ciò che accade veramente. Ed è proprio questa una delle ragioni per cui molte persone si rifiutano di raccontare certi fenomeni vissuti sula propria pelle. Ma fortunatamente le cose stanno cambiando e sempre più testimoni sono disponibili a “metterci la faccia” nonostante le critiche degli scettici, e uno di questi è stato un dottore di Harvard, che dopo essere uscito dal coma racconta di aver visto “il Paradiso”.

Essendo un’appassionato del paranormale, sono “abbastanza” documentato, e il discorso sarebbe un po’ più complicato e incredibile di quel che si pensa (come se non lo fosse già abbastanza, dirà qualcuno). Il fatto è che, da quel che ne ho capito, quando ci si trova tra la vita e la morte (non accidentale ed improvvisa, perché a seconda della persona possono variare le esperienze sia in positivo che in negativo) soprattutto quando si muore di vecchiaia, o dopo una lunga malattia quindi è compreso anche un coma farmacologico, il primo fenomeno che il 90 per cento delle persone raccontano è l’incontro immancabile con alcuni dei propri cari, successivamente se la cosa si aggrava quindi si comincia ad intravedere il famoso “tunnel di luce” le persone raccontano di incontrare i vari santi, e luoghi paradisiaci. Questo accade (sempre secondo i miei approfondimenti “personali”) perché per non spaventarci e quindi farci sentire più a nostro agio trasmettendoci una sensazione di pace e amore, in base alle “nostre credenze”, i vari maestri (pare che questo sia il compito loro) si mostrano con identità a noi familiari, ma è tutta una cosa illusoria che poi si scoprirà una volta ambientati in questa nuova dimensione, dove ognuno proseguirà sul proprio percorso.

Qui mi fermo perché capisco che la cosa potrà sembrare un’assurdità soprattutto per gli scettici, e come dargli torto, certe affermazioni non sono dimostrabili. Bene, infatti “credo” funzioni in questa maniera, ma fin quando non me ne andrò da questo mondo (senza alcuna fretta 😉 non ne sarò sicuro. Questo è uno dei molti misteri che avvolgono la nostra esistenza. A questo punto è bene continuare con il racconto del “dottore”.

Nell’edizione di ottobre 2012, una rivista americana la Newsweek ha sorpreso i lettori con una copertina e un titolo che ha suscitato molto interesse: “Il paradiso è reale: L’esperienza di un medico nell’Aldilà”.

L’articolo in questione riguardava una presunta incredibile esperienza vissuta dal neurochirurgo Eben Alexander, che nel 2008 ha subito un attacco di meningite che lo ha costretto in coma per sette giorni. La cosa insolita è che durante questo periodo, il medico, che fa corsi regolari presso la Harvard University, ha raccontato di aver vissuto un’esperienza extracorporea, durante la quale si è trovato in un ambiente molto simile all’immagine che abbiamo del Paradiso, un luogo tranquillo, con cori celesti, angeli e parenti defunti.

Alexander, nell’intervista concessa per la pubblicazione dell’articolo ha spiegato che questa esperienza lo ha fatto crescere in un mondo scientifico, nonostante da neurochirurgo, fosse sempre stato scettico riguardo certi fenomeni raccontati da testimoni. Il medico affermò che lui, come molti altri, ha sempre pensato che dietro questo fenomeno dei viaggi extracorporei raccontati da pazienti che si sono trovati in situazioni di premorte, ci fosse stata una spiegazione scientifica.

Neurochirugo Eben Alexander esperienza premorte
Il neurochirurgo Eben Alexander che ha vissuto un’esperienza di premorte.

Il cervello è un meccanismo sorprendentemente sofisticato, ma estremamente delicato. Se la quantità di ossigeno ricevuto si riduce ad una piccolissima quantità, questo reagisce. Infatti secondo i medici non è una grande novità che le persone che subiscono gravi traumi ritornano dalle loro esperienze raccontando di aver vissuto strane storie. Ma questo non significa che abbiano viaggiato in un luogo reale. E anche se mi sono sempre considerato un credente cristiano, quel titolo che hanno inserito nella rivista è più reale di quel che si pensa, secondo il Dr. Eben Alexander.

Nell’autunno del 2008, il Dr. Alexander dalle rigide credenze cambiò il suo modo di pensare repentinamente. Una meningite batterica fulminante lo ha costretto per sette giorni in coma profondo ed i medici che lo tenevano sotto controllo ritenevano che non avrebbe avuto molte speranze di ritornare in vita.

Per sette giorni sono stato coma profondo, il mio corpo non rispondeva e le mie funzioni cerebrali superiori erano completamente offline. Ma una mattina del mio settimo giorno in ospedale, mentre i miei medici stavano considerando se interrompere la terapia, i miei occhi si spalancarono. Non vi è alcuna spiegazione scientifica in grado di spiegare come possa accadere che nonostante il mio corpo era in coma, la mia mente, la mia mia coscienza interiore, era viva e vegeta. La mia coscienza si allontanò dal cervello per viaggiare verso un universo diverso e più grande, una dimensione che non avevo mai immaginato potesse esistere, la stessa descritta da innumerevoli persone che hanno vissuto esperienze di premorte e altri stati mistici.

il medico racconta di essersi trovato in un luogo coperto da nubi, grandi, soffici, di un color rosa-bianco, che si contrastavano con un profondo cielo di color nero-blu. Ancora più in alto, molto più alto vi erano una moltitudine di esseri trasparenti e luminosi che si muovevano tracciando archi nel cielo, lasciando lunghe code filanti dietro di loro.

Questo fenomeno lo raccontano in molti (chi conserva il ricordo), tutti coloro che vivono un’esperienza di premorte dicono di aver visto esseri trasparenti, di un colore che per noi è paragonabile a quello che ci viene mostrato nei filmati di presunti fantasmi o spiriti, visualizzati con quell’attrezzatura professionale adatta. E’ un colore che varia tra il grigio-bianco-trasparente per intenderci. E gli stessi testimoni (molti, ma non tutti) raccontano di aver incontrato esseri di luce.

Erano uccelli, angeli? Furono descritte parole simili nell’articolo ma secondo il Dr. Eben Alexander, nessuna di queste parole rendeva giustizia, erano semplicemente fenomeni sconosciuti diversi dalla realtà giornaliera vissuta sulla Terra, erano entità più avanzate, forme superiori.

Il medico aggiunge che sentì un suono soave simile ad un canto glorioso, e si chiese se erano quegli esseri luminosi a produrlo. Questa melodia mi trasmetteva una gioia incontenibile, il suono era palpabile e quasi materiale, come una pioggia che si può sentire sulla pelle, ma asciutta.

“Ho potuto “sentire” la bellezza dei corpi d’argento di quegli esseri luminosi, riuscivo a vedere la crescente perfezione, la loro allegria emessa nel cantare. Era una strana ma gradevole sensazione, come se io facevo parte di tutto questo. Non è facile da spiegare, in realtà io non vedevo solo in una direzione, ero dappertutto, e sentivo tutto”.

Il medico, a questo punto della sua storia, ha spiegato di aver incontrato una giovane donna con zigomi alta con occhi azzurri. “La prima volta che la vidi, eravamo a cavallo ma dopo mi resi conto che si trattava di un’ala di una farfalla. Infatti, milioni di farfalle erano tutte intorno a noi, enormi onde di farfalle, che si immergevano in un bosco per poi tornare a volare intorno a noi. Era un fiume di vita e di colore, che si muoveva attraverso l’aria. Lei mi guardò con uno sguardo che mi trasmise una bellissima sensazione, una di quelle che vale la pena provare. Non era uno sguardo romantico, ne di amicizia. Era uno sguardo che era in qualche modo al di là di tutto questo, al di là di tutti i diversi tipi di amore che abbiamo qui sulla Terra. Era qualcosa di superiore, che conteneva tutti questi tipi di amore, e ancora di più.”

Alexander ha aggiunto che “senza dire una parola, gli disse. Che il messaggio, se avrebbe dovuto tradurlo in linguaggio terrestre, sarebbe stato qualcosa di simile a questo: “Non hai nulla da temere” e “Tu sei amato e amato per sempre.”

“Questo messaggio, mi ha attraversato come un vento e fui invaso da un grande senso di sollievo”.

“Ti verranno mostrate molte cose qui”, disse ancora una volta senza utilizzare alcuna parola, ma trasmettendomele direttamente con la sua essenza concettuale. “Ma alla fine tornerai.”

quindi mi domandai; “Tornare dove?” Un vento caldo soffiava, come quelli nelle perfette giornate d’estate, scuotendo le foglie degli alberi e l’acqua che scorreva celeste. Una brezza divina. Questo trasformò tutto il mondo intorno a me in un un’ottava più alta di vibrazione.

Iniziai a porre domande a quel vento e all’essere divino che si trovava al di là. Chiesi dove mi fossi trovato, e perché mi trovavo in quel posto? Ma non ricevetti alcuna risposta verbale, provai solo delle sensazioni inspiegabili, un senso di amore e pace, calore, nulla di tutto questo è possibile provare sulla Terra. Il calore del fuoco, l’umido dell’acqua, fu come se tutte le mie percezioni si alterarono. Fu infinitamente confortante.

Nella parte finale della sua storia, dopo aver incontrato alcuni parenti e amici deceduti, Alexander spiegò che procedendo si trovo ad un certo punto ad entrare in un immenso vuoto, completamente buio, un’infinità di dimensioni, ma nonostante tutto si sentiva a suo agio. Un nero profondo, ma allo stesso tempo, pieno di luce. Una luce che sembrava venire da un globo luminoso che si avvicinava sempre di più a lui.

Con gran sorpresa dei medici, Alexander si risveglia bruscamente dal suo coma, entrando in uno stato di recupero. La sua presunta esperienza nell’aldilà, lo convertirà in un nuovo uomo il quale osserverà la vita sotto un altro punto di vista.

“Ora so che l’universo non è solo definito dall’unità, ma anche dall’amore. L’universo come l’ho sperimentato nel mio coma è con sorpresa e gioia, lo stesso su cui sia Einstein e Gesù ne avevano parlato nei loro modi (molto) diversi. Eppure io sono ancora un medico e un uomo di scienza, quasi esattamente come lo ero prima di aver vissuto questa straordinaria esperienza. Ma su un livello più profondo io sono molto diverso dalla persona che ero prima, perché sono stato in grado di intravedere questa dimensione straordinaria che si trova al di là di questa vita terrena”.

L’insolita esperienza del dottor Eben Alexander è stato ripresa in dettaglio nel suo libro “Proof of Heaven: A Neurosurgeon’s Journey into the Afterlife” (Proof of Heaven: Il viaggio di un neurochirurgo nell’Aldilà), che, come previsto, ha causato molte polemiche nella comunità scientifica del suo paese.

Io penso che invece molti medici e scienziati abbiano vissuto esperienze simili, e sarebbe ora che si aprissero un po’ raccontando le loro esperienze, perché anche gli scienziati e i medici sono esseri umani. E’ inutile di cercare di trovare una spiegazione logica, quando non si è in grado. Se accadono fenomeni inspiegabili non vuol dire che non esistono. Solo da un decennio o forse più, gli scienziati hanno ammesso che nell’universo esiste un’energia invisibile che genera una sua forza, non si vede ad occhio nudo eppure è là davanti ai nostri occhi.


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