Il bambino e il contatto

Solo l’innocenza, legata all’infanzia dell’anima, è in grado di accordarsi alla dimensione immortale di noi. La tradizione tramanda che il regno dei cieli appartiene agli iniziati, agli uccelli, ai bambini ed ai re. Le ultime testimonianze di contatto che seguiranno riportano delle esperienze vissute da alcuni di noi nella loro infanzia o nella loro giovinezza. Il periodo dell’infanzia è quello di una visione magica che attraversa le apparenze e va dritta all’essenziale. Non per nulla dei bambini vedono apparizioni che gli occhi ciechi degli adulti ignorano.

alieno-bianco

«All’età di 4 anni. mentre giocavo in una stanza chiusa. la mia attenzione fu improvvisamente catturata da una presenza. Alzai gli occhi e vidi dinanzi a me un essere luminoso tutto bianco, in levitazione a una ventina di centimetri da terra. Fu una visione breve. di qualche secondo. Col tempo mi resi conto che, anche se non c’era stato uno scambio di parole, in quel momento si era stabilito un collegamento con un altro continuum”.

Blaise B.

Molti bambini vivono spontaneamente degli sdoppiamenti che fanno parte integrante della loro esistenza, ma che possono anche allarmarli. Se i familiari sanno ascoltare e comunicare in una maniera che rispetti la loro sensibilità possono aiutarli a capire meglio quel che accade loro.

…Tutto è cominciato quando avevo 5 anni; mi sdoppiavo improvvisamente in orizzontale, trovandomi proiettata nel mio corpo energetico a 5, 10 o 100 metri dal mio corpo fisico. Mi spaventavo un po’, avevo il cuore che mi batteva forte, non capivo bene quel che mi succedeva. La mia coscienza era nel corpo che usciva, Sentivo il corpo fisico rimanere indietro. ma non ne avevo molto coscienza, e vedevo normalmente quel che mi circondava. Poi ritornavo nel mio corpo. La cosa è continuata fino all’età di 8-9 anni».

Christine G.

“Ho vissuto degli sdoppiamenti spontanei fino all’età di circa 10 anni. Mi capitava di ritrovarmi la notte al di sopra del mio letto e al di sopra della casa. Non vedevo più il tetto, ma vedevo il mio corpo e andavo a spasso per il cielo. Mi piaceva la sensazione di libertà. Poi veniva il momento in cui ero riaspirata e per me era il lato terribile dopo quello piacevole. Venivo aspirata in una specie di buco senza fondo, e mi ritrovavo nel corpo con l’impressione di avere una testa enorme. Mi ci voleva un’infinità di tempo per riuscire a muovermi. Quando riuscivo a smuovere i mignoli stavo meglio. Essendo piccola, la cosa mi preoccupava un po’ perché mi succedeva mollo spesso. Ne ho parlato a dei medici, alle persone che mi erano vicine, ma nessuno è riuscito mai a darmi una spiegazione».

Agnès R.

“Devo aver avuto pressa poco 5 anni. Ero stata operata di adenoidi in una clinica. C’era una grande sala con grandi letti uno accanto all’altro pieni di bambini. Mi ricordo ancora che guardavo dall’alto e vedevo tutti i bambini che piangevano, mentre io dormivo nel mio letto. Il ricordo di questa scena mi è rimasto fortemente impresso. Più lardi ho capito di aver vissuto un’uscita fuori dal corpo, quando ho letto “La source noire” di Patricc Van Eersel».

Béarrice L.


«La prima volta che sono uscita dal corpo dovevo avere circa 10 anni. Vivevo in campagna e giocavo spesso con i miei amici in una cava alta 10 o 15 metri; era molto pericoloso. Un giorno ci sono andata da sola, ci sono caduta dentro e mi sono ritrovata aggrappata alla parete verticale. Non riuscivo più né a salire né a scendere. Ho avuto una paura tale che mi sono ritrovata proiettata verso l’alto, e mi vedevo dall’alto, come dall’alto vedevo la cava e tutto il paesaggio. Quando ho reintegrato il corpo non avevo più paura e sono riuscita a risalire aggrappandomi a dei rami e a delle radici».

Dominique M.

Nel corso del suo studio detto “Projet Omega” Kenneth Ring, che crede personalmente alla realtà di questi fenomeni. si è interessato all’infanzia dei soggetti predisposti a queste esperienze. Ha scoperto che «gli individui che riferiscono di esperienze connesse agli UFO o alle NDE nell’infanzia non erano portati alle fantasie, ma erano già chiaramente sensibilizzati alle realtà paranormali». Ecco altre testimonianze che dimostrano una predisposizione a cogliere un” ‘altra” realtà.

«Avevo 8 anni ed ero in vacanza in un campeggio. Mentre andavo a dormire in tenda, alzai gli occhi al cielo e vidi, proprio sopra di me, una luce a forma di lente biconvessa. Era una delle mie prime osservazioni di un fenomeno di questo tipo. Per me, quel che succedeva era una cosa chiara e naturale. Ero semplicemente molto felice di avere osservato qualcosa che avevo già veduto in sogno o immaginato».

Laelitia F.

«Primo contatto con un’astronave: avevo 14 anni. Era il mese di agosto e mi trovavo in vacanza con i miei genitori e i miei tre fratelli. Il nostro gruppo si era installato in un’alta vallata nella zona di Briançon, a fianco del torrente della Clarée, io dormivo in macchina con mio fratello Philippe. Ma quella notte mi svegliai di soprassalto con la sensazione viscerale che presto e improvvisamente sarebbe accaduto qualcosa. Col fiato mozzo dall’emozione, assistetti all’apparizione di un immenso sigaro volante di cui potevo distinguere gli “oblò” arancioni. Svegliai mio fratello per farlo assistere allo spettacolo. Restò inebetito e chiese cosa potesse essere, lo sapevo che non era né un aeroplano, né un dirigibile, né il pianeta Venere, né un’allucinazione, ma proprio un disco volante, e glielo dissi. L’indomani, i miei genitori mi presero in giro: “Allora, abbiamo visto degli uomini verdi?”. Chiaramente mio fratello aveva fatto la spia. Ma io lasciai cadere il discorso e non se ne parlò più. Intuitivamente capii che quel contatto era riservato solo a me e non avevo nessun bisogno di prove»

Charlie C.

Genitori, non prendetevi gioco dei vostri figli quando vi raccontano le loro comunicazioni con l’invisibile! Anzi, profittate dello sguardo immacolato che poggiano sul mondo, e lasciate che siano loro a riportarvi alla vostra propria infanzia. Mettetevi in viaggio con loro alla scoperta del continente segreto che vibra in voi. Datevi il tempo ili ascoltare le loro percezioni. Raccontate loro i vostri sogni e ascoltate i loro. Vi accorgerete allora che c’è da imparare da questo scambio.

“Mi sembra di aver avuto da sempre una ricerca interiore ed una percezione molto energetica, talora intensissima. dell’universo che mi circondava. Da piccolo ero piuttosto meditativo, leggevo una quantità di libri sulle scoperte, la geografia. le tradizioni, le documentazioni sugli UFO che collezionavo, e anche su tutti i misteri delle antiche civiltà. Ero sempre al corrente di tutto quello che veniva dalle altre dimensioni, sugli extraterrestri, e tutto questo mi sembrava normale, anche se nessuno me ne aveva mai parlato. Verso i 14 anni ho vissuto la mia prima esperienza di sdoppiamento, sognavo di camminare, quando dal cielo scese una spirale all’interno della quale un forte potere mi chiamava. Questa forza mi strappava da questo mondo. ma a un certo punto non volli seguirla. La mia reazione di bambino fu di accendere la luce sul comodino. Aprii gli occhi e mi accorsi che vedevo la camera non come di consueto, ma da più in alto. In effetti, non ero più nel mio corpo fisico. Il mio braccio fisico non riusciva a muoversi. Pian piano, concentrandomi fortemente, riuscii a ridiscendere e a far muovere il braccio che si era intorpidito. Infine riuscii ad accendere la luce, un po’ spaventato per quello che avevo appena vissuto. Non potevo crederci. Incapace di riaddormentarmi, svegliai i miei genitori. Mi parlavano d’incubo, ma io sapevo che si trattava d’altro. Solo verso i 17-18 anni sentii parlare di sdoppiamento. Questo genere di esperienza non è facile da vivere, perché è qualcosa che trasforma totalmente l’esistenza. Si ha la prova vissuta che esiste qualcos’altro, un’energia sconosciuta, al di là delle apparenze fisiche e formali».

Benoit P.

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