La coscienza solare e la sua vibrazione

Il filosofo Charles Hartshorne ha una visione convenzionale, in Philosophers Speak of God, però vira verso una ipotesi creativa:

“Secondo le teorie contemporanee, il sole spreca la sua materia. Soprattutto, se il sole non riceve nulla in cambio dei suoi effetti, è questo il preciso motivo per cui è cieco e inconscio; altrimenti lo spettacolo della vita sulla Terra sarebbe un immenso contenuto estetico che refluisce verso il sole!”

Hartshome potrebbe essere stato troppo ansioso di fermare la sua speculazione.
Applicato al quantum tunneling dei protoni in una stella, il modello Penrose-Hameroff della coscienza, ci fornisce una base teorica per definire la coscienza stellare. Considerando la massa di un protone relativamente a quella di un elettrone, una differenza superiore a 1000 contro 1 e il numero di protoni disponibili a partecipare nella riduzione oggettiva dentro le stelle, abbiamo una base (molto speculativa) per suggerire non solo che le stelle possano essere conscie, ma superconscie.

coscienza solare e vibrazione

Una critica ai modelli quantistici della coscienza evidenzia che le sovrapposizioni quantistiche nel cervello non sarebbero sostenibili per la durata necessaria, perchè il cervello è un ambiente caldo e “disturbato” termicamente e la coerenza quantistica richiede un ambiente relativamente freddo e non disturbato (ndt. vedi “Quantum computation in brain microtubules: Decoherence and biological feasibility” ). Questa critica sembrerebbe affossare la prospettiva di una coscienza solare, a meno che le stelle, come i frigoriferi, non siano pompe di calore che raffreddano il proprio interno.

Recentemente è stato identificato un meccanismo di pompaggio attivo nelle stelle o almeno sono stati proposti dei meccanismi per spiegare quello che sembra essere un trasposrto attivo di energia dall’interno alla superficie. In “The Paradox of the Sun’s Hot Corona” (Scientific American, June, 2001), gli autori Bhola Dwivedi e Kenneth J.H. Phillips descrivono la ricerca di possibili meccanismi alla base di una inversione del gradiente di calore del sole a livello della cromosfera. Muovendosi verso l’esterno dalla cromosfera alla corona, allontanadosi dal nucleo, le temperature di alzano costantemente, un paradosso che suggerisce che il metabolismo del sole pompi attivamente calore dai suoi strati interni a quelli esterni.

“La mente subconscia sta alla coscienza, come il mondo quantistico sta al mondo classico” -Legge di Hameroff

Rivelare i meccanismi responsabili sarebbe un piccolo passo verso la prova dell’esistenza di processi di riduzione oggettiva nelle stelle. Il paradosso almeno stabilisce che i metabolismi stellari possono supportare il pompaggio attivo di energia da un punto ad un altro, che il calore nelle stelle non è trasmesso solo da modalità passive di conduzione, convezione e radiazione, ma anche da trasporto attivo. Come concludono gli autori, “Mentre un mistero inizia a dissiparsi grazie ai nostri sforzi, altri appaiono. Il sole e altre stelle, con la loro stratificazione complessa, campi magnetici e dinamismo effervescente, continua a superare la nostra comprensione”. Più recentemente, nel 2011, dei ricercatori hanno identificato spicole, jet di plasma, che trasportano calore dalla superficie del sole alla sua atmosfera

Un meccanismo specifico che potrebbe facilitare il raffreddamento dei nuclei stellari è l’effetto Ranque, in cui gas rotanti si scaldano nella sua periferia, mentre il suo interno si raffredda lungo l’asse di rotazione. Il ricercatore Renzo Boscoli descrive questo effetto e lo applica al metabolismo stellare. E’ una applicazione molto speculativa dell’effetto Ranque, ma interessante per la sua rilevanza rispetto ad una coscienza stellare. Dice Boscoli, “…grazie ad un effetto Ranque costante non vedo ragione per cui il centro (di una stella) non possa continuare a raffreddarsi verso lo zero assoluto.” Se l’effetto può produrre un tale freddo estremo, allora questo va a forte supporto di una coscienza solare/stellare. Come il processo di Hawking, il processo di riduzione oggettiva Penrose-Hameroff descrive una interazione tra la meccanica quantistica e la gravità. La nostra ipotesi di larva stellare usa il modello Penrose-Hameroff, non solo per suggerire che le stelle sono conscie, ma anche per creare una base teorica per una industria di produzione protonica. La riduzione oggettiva ha il potenziale di usare il processo di Hawking per produrre protoni sfruttando la peculiarità quantica a volte detta effetto osservatore. L’effetto riguarda l’abilità degli osservatori umani di influenzare il risultato di una riduzione quantistica.

“Gli atomi sono strani, si comportano come agenti attivi piuttosto che come sostanze inerti. Fanno scelte imprevedibili tra possibilità alternative secondo le leggi della meccanica quantistica. Sembra che la mente, manifestata come capacità di fare scelte, sia ad un certo livello inerente in ogni atomo” -Freeman Dyson (Templeton Prize, 2001)

Una sovrapposizione quantistica potenzialmente può collassare in un evento determinato tramite il processo di riduzione oggettiva del modello di Penrose e Hameroff o tramite l’interferenza di influenze ambientali. Una peculiarità nella fisica quantistica è la scoperta che la soggettività umana sembra in grado di agire come quell’influenza ambientale. Sembra che, selezionando una particolare modalità o frequenza di osservazione, uno sperimentatore possa influenzare il risultato del collasso delle sovrapposizioni quantistiche. In un esempio, il gruppo guidato dal fisico Wayne Itano al National Institute of Standards and Technology, ha messo un sistema di atomi in un ambiente irradiato che normalmente, dopo un dato periodo di tempo, avrebbe portato un gruppo di atomi in uno stato eccitato tramite un processo quanto-meccanico. Invece, osservando il sistema abbastanza frequentemente, hanno evitato l’alterazione dello stato degli atomi. Per ogni data osservazione, le probabilità di trovare atomi in uno stato alterato erano bassissime e con osservazioni abbastanza frequenti, la transizione degli atomi ad uno stato eccitato è stata rimandata indefinitamente. Ogni osservazione rimetteva l’orologio a zero. Questo effetto è conosciuto come Quantum Zeno Effect

In The Dreaming Universe, il fisico Fred Alan Wolf riassume le implicazioni di questo e altri esperimenti. “L’intento, tramite il nostro potere d’osservazione, modifica realmente e altera il corso del mondo fisico e fa sì che le cose avvengano come normalmente non avverrebbero”. Questo implica che l’intento conscio è in grado di deviare gli eventi quantistici in una direzione voluta. L’effetto osservatore sembra essere il risultato della concentrazione o dell’intento o della decisione selettiva della mente. Con tali mezzi, eventi quantistici indeterminati e probabilistici, che includono potenzialmente la radiazione di Hawking, possono in teoria essere influenzati verso risultati desiderati, come la produzione di protoni piuttosto che altri tipi di particelle.

“Dato che la psiche e la materia sono contenute nell’unico e stesso mondo e che inoltre sono in continuo contatto e poggiano su fattori trascendentali, non è solo possibile, ma piuttosto probabile, che la psiche e la materia siano due diversi aspetti di una stessa cosa.” -C.G.Jung (“On the Nature of the Psyche” (1947/1954)) Fonte – altrogiornale

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