La trappola del karma e la gestione delle reincarnazioni

Questo argomento è già stato trattato in altre occasioni, diciamo che sono molte le persone che lo trovano interessante proprio perché si tratta di una questione che riguarda tutti noi, poco importa quale sia nostra cultura o il colore della pelle poiché sotto certi punti di vista siamo tutti uguali.

Quest’oggi riassumerò una video intervista del canale di Parcerisa (YouTube). Ogni tanto faccio un salto (si fa per dire) per vedere cosa combina dato che tratta sempre argomenti interessanti sul paranormale. Dal titolo promette bene: “La trappola del Karma – Chi controlla le tue reincarnazioni?”.

Cosa avviene quando una persona muore fisicamente?

In generale si pensa che l’anima (per capirci senza utilizzare altri termini) lascia il suo contenitore (corpo) e viene attratta in un’altra dimensione dove dopo un periodo indeterminato rientrerà in un nuovo contenitore per poter proseguire con la sua evoluzione. Questa è grosso modo l’idea generale che le persone si sono fatte riguardo la reincarnazione. Invece secondo Sol Ahimsa tutto dipende dalla nostra frequenza energetica.

In altre parole, nell’aldilà esisterebbero diverse dimensioni adatte ad ospitare gli esseri con determinate caratteristiche. Ma non si tratta di buoni o cattivi, più che altro diremmo qui sulla Terra: “è una questione di genetica”. Ciò significa che ogni essere produce (o appartiene) ad una determinata coscienza energetica e indipendentemente da come si è comportato sulla Terra appartiene a quel “gruppo di esseri”.

Sol è dell’idea che non tutte le persone quando trapassano vengono “accolte” in quell’ambiente paradisiaco di cui parlano molte persone che hanno avuto esperienze di premorte. Asserisce che non funziona in quel modo, non tutte le persone posseggono un’anima per come la intendiamo noi. Pare che, almeno nel nostro mondo, esistono persone che presentano delle carenze poiché fanno parte di quei gruppi “negativi” ovvero quegli esseri che si trovano qui per generare caos e rallentare il processo evolutivo. Le persone che fanno parte di determinati gruppi si distinguono per il loro comportamento anomalo qui sulla Terra, e rientrano in questa categoria coloro che uccidono e portano sofferenze senza neanche dar peso a ciò che fanno. Sono quegli individui che nascono malvagi senza alcuna spiegazione logica.

Ebbene, questi individui (uomini e donne non c’è distinzione) con cui dividiamo il pianeta seguono altri percorsi (diremmo) o meglio, non si reincarnano come noi perché provengono da altre dimensioni. In buona sostanza, si trovano sul nostro pianeta per bloccarci, tentano di disorientare più anime possibili, e a quanto pare ci riescono.

Ad ogni modo queste creature hanno il potere di parassitare il contenitore (di altre persone) e assumerne quasi totalmente il controllo. Non importa quale sia la razza umana, ricco/povero, anche uno scienziato, come un politico, potrebbero essere vittime di queste creature senza scrupoli, probabilmente i cristiani la chiamerebbero possessione demoniaca.

Tutto questo a quale scopo?

Ad ogni azione ne consegue una reazione, e questo è sostanzialmente il principio del karma, una vera è propria trappola illusoria. Se vogliamo credere nel ciclo karmico, tutto accade per un determinato motivo per cui se una donna viene violentata potrebbe voler dire che in un’altra esistenza ha abusato di un altro essere. Le persone che vengono uccise, a loro volta in altre vite hanno ucciso altri individui, e così via. Mi fermo qui perché gli esempi sono praticamente infiniti ed è proprio qui che sta la vera fregatura. L’essere umano viene coinvolto inconsciamente in un ciclo infinito perché convinto che sia la cosa giusta da fare, perché così c’è stato insegnato dai falsi déi. Per cui se una persona uccide a sua volta dovrà pagare con la morte (per noi è semplicemente “giustizia”). Un gran numero di persone sostiene che sia la cosa più giusta, ma chi l’ha stabilito? Dio? La nostra coscienza? Esseri superiori?

In realtà questo è il gioco meschino che adottano le entità parassite per tenerci imprigionati nella ruota del karma. Si pensa addirittura che nel momento del trapasso facciamo un patto con esseri di altre dimensioni che si presenterebbero con un aspetto fisico a noi familiare. Per quale ragione è necessario reincarnarsi 50, 500, 5000, o molte di più vite? Per apprendere cosa? Non sarebbe più semplice conservare la stessa memoria, o le conoscenze acquisite nel corso delle vite precedenti? È chiaro che sarebbe tutto più semplice e nel giro di poche reincarnazioni qualsiasi individuo potrebbe trasformarsi in un genio, ma qualcosa lo impedisce.


Secondo Sol Ahimsa, e lo stesso David Parcerisa dietro questa “trappola” si nascondo gli esseri oscuri (Arconti).

Il discorso poi si complica se pensiamo ai vari contattisti che asseriscono di aver avuto l’onore di stabilire un contatto con i “fratelli di luce”. Parcerisa fa notare che gran parte dei contattisti, o contattati da entità superiori abbiano fatto una brutta fine, ossia la loro vita ha preso una brutta piega. Alcuni hanno perso tutti i loro averi, c’è chi ha perso la moglie, altri i figli, e si presume che questo non debba accadere se dalla tua parte hai esseri superiori che ti sostengono.

Parcerisa sostiene che Salvador Freixido (e non solo), probabilmente non si sbagliava affermando che bisogna diffidare da qualsiasi individuo o essere superiore che si presenta suggerendoci quello che è giusto o sbagliato. D’altro canto l’essere umano per natura associa la bellezza alla purezza, o alla bontà, per cui se vediamo una bella donna (o uomo) con gli occhi azzurri, i capelli lunghi e biondi, e i lineamenti delicati siamo convinti che dispensino per noi solo ed esclusivamente buoni consigli. Questa nostra debolezza la conoscono bene i nostri nemici e ne approfittano per inculcarci idee sbagliate. A quanto pare, secondo questa teoria, in molti casi vengono presi di mira personaggi “sfruttabili” uomini o donne, altruisti e dotati di un certo carisma.

Tuttavia questo non significa necessariamente che tutte le “visioni” o i contatti siano negative. Ad ogni modo l’unico “trucco” utile a smascherare questi esseri angelici è quello di connettersi con il proprio SÈ, ovvero è necessario chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie e restare in silenzio. Secondo Sol, ognuno di noi è in grado di connettersi con la sua anima (uso questo termine per comodità) e con l’Universo, grazie ai quali ci verranno trasmesse determinate sensazioni positive o negative a seconda dei casi.

Ma allora si potrà mai uscire da questa trappola karmica?

Certo, cambiando il nostro comportamento e probabilmente ragionando al di fuori delle regole, per così dire. In realtà qualcuno ha provato in passato a trasmettere certi messaggi anche se poi furono mal interpretati. Non vi dice niente il detto “porgi l’altra guancia?”. Certo ammetto che in alcuni casi non è facile da rispettare, se però avesse ragione e lo interpretassimo con: “se vuoi prendere coscienza, porgi l’altra guancia?”.

Ad ogni modo, penso che questo discorso verrà ripreso in futuro da Parcerisa e Sol, perché ci sono ancora diverse domande che non hanno ricevuto una risposta soddisfacente, tuttavia Sol suggerisce sostanzialmente di non ascoltare nessuno e di seguire il proprio cuore, non come amore fisiologico ma universale.

reincarnazione

Questo è un po’ il riassunto della chiacchierata tra David Parcerisa e Sol Ahimsa (altro su Sol Ahimsa ).

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