Medico racconta la propria esperienza di premorte.

Quest’oggi tradurrò gran parte di una video intervista che potrete trovare sul canale YouTube di David Parcerisa.

In questa intervista parla Miguel Angel Pertierra un chirurgo, neuropsicologo, otorino, e qualcos’altro. Ebbene, il Dr. Pertierra il 25 luglio del 2007 ebbe un grave incidente in moto dove visse una NDE (dall’inglese Near Death Experience) conosciuta da noi come ‘esperienza di premorte’.

Questo tipo di esperienze non è nuovo, esistono tantissimi casi documentati senza contare poi le migliaia di testimonianze. Tuttavia, le persone non ne parlano volentieri perché si tratta comunque di un fenomeno allucinante e per molti è difficile raccontarlo. I medici solitamente sono i primi a dare una qualche spiegazione “logica” (capirai che novità dirà qualcuno). Se vi trovate a parlare con un medico di certe esperienze potreste rimanere quasi infastiditi dallo scetticismo, nella maggior parte dei casi vi troverete un muro davanti. Ma fortunatamente non tutti la pensano allo stesso modo e soprattutto nell’ultimo decennio si sente parlare con maggior frequenza di medici che testimoniano di aver vissuto un’esperienza di premorte. Uno di questi è proprio il Dr. Miguel Angel Pertierra che trova il coraggio di raccontare la sua storia.

La verità è che tutti sanno dell’esistenza di qualcosa di inspiegabile che va oltre la nostra percezione ma non trovando una soluzione a questo ‘rebus’ si preferisce dire che non esiste nulla dopo la morte, che poi è la cosa più scontata.casi-di-premorte-medico-testomoneEsperienze di premorte

Lo stesso Dr. Pertierra racconta di essere stato scettico in passato riguardo questi strani fenomeni, ma dopo aver sentito più volte le testimonianze di pazienti che provavano e vivevano certe situazioni decise di indagare a fondo. Egli sostiene (giustamente) che dopo aver sentito 1,2,3,4,5… pazienti (sani/normali o se preferite con tutte le rotelle al suo posto) che raccontano più o meno le stesse sensazioni chiaramente deve esistere un fondo di verità, e nonostante nel campo medico e scientifico certi fenomeni sono sempre stati considerati tabù (o tabu), decide che vale la pena di indagare poiché si tratta di una realtà. Pertierra ricorda che questo fenomeno è conosciuto dall’uomo fin dai tempi antichi solo che adesso più che mai, le notizie vengono divulgate molto più facilmente e quindi se ne sente parlare più spesso.

Il caso vuole che un giorno mentre si reca in moto sul posto di lavoro un’automobilista sbadato intralcia il suo percorso e rimane coinvolto in un brutto incidente. Così da medico e assistente si ritrova ad essere assistito dai colleghi. Miguel Angel Pertierra inizia così a provare sulla propria pelle tutto ciò che gli era stato raccontato dai vari pazienti durante la sua carriera di medico. L’uomo afferma che prima di averne parlato con qualcuno passarono circa nove mesi, questo è il tempo che ha impiegato per autoconvincersi che era successo proprio a lui e che quindi il fenomeno era molto più reale di quel che immaginava. Nonostante tale fenomeno lo incuriosiva già da tempo, e che lui stesso investigava, quasi non credeva a ciò che ha assistito.

Tutti noi sappiamo che per quanto possiamo credere ad una storia di questo genere e tutt’altra cosa quando la proviamo sulla nostra pelle. Insomma è la solita storia, si dice: “si certo ti credo, ma….” C’è sempre quel “ma”. Ed è normale, la ragione evita di farci abbindolare da ogni strano racconto e nonostante ci fidiamo di una persona, ci crediamo al 90%, diciamo così. Personalmente sono in grado di distinguere abbastanza bene un “pallonaro” da una persona “genuina” tra le persone che mi circondano. Esistono anche persone con problemi mentali, intendo quelli che raccontano bugie dalla mattina alla sera senza neanche rendersene conto ed è chiaro che è indispensabile conoscere a fondo una persona per poterne valutare l’autenticità sulle esperienze raccontate. Ovviamente il medico non ha la possibilità di conoscere a fondo un paziente, e nella maggior parte dei casi non ci prova neanche. Tuttavia, se la stessa esperienza viene riscontrata in diverse persone qualcosa di vero ci dovrà pur essere. Di solito il medico risponde: “è un’allucinazione”, ma mi domando cos’è un’allucinazione? C’è chi sostiene che la nostra vita è un’allucinazione (in parole povere) poiché le immagini che l’occhio umano visualizza vengono create in una zona posteriore del nostro cervello. In realtà il nostro cervello codifica le particelle che ci circondano, trasformandole in un’auto, un albero, città, etc., Ora, se non riusciamo neanche a capire come sia possibile una cosa del genere come possiamo comprendere un’altra dimensione? E’ chiaro che non è alla nostra portata, ma ciò non significa che non esiste. Per farvi capire meglio (so di non essere stato molto chiaro) la questione della codifica dell’immagine da parte del nostro cervello aggiungo due interessanti video. Percezione: Il segreto oltre la materia 1ªp.Percezione: Il segreto oltre la materia 2ªp.

Visioni fuori dal corpo

Il Dr. Pertierra sostiene di aver visto se stesso dall’alto mentre si trovava in sala di rianimazione e crede di aver perso coscienza per il forte dolore provocato dalle ferite, tuttavia sostiene che una volta fuori dal corpo il dolore cessa e al contrario ci si sente meglio. Lo stesso afferma di essersi informato sul trattamento medico, su ciò che gli venne somministrato in quel momento per capire se poteva essere un effetto di un qualche farmaco, ma scopre che gli venne somministrato solo una normale soluzione liquida che non provoca allucinazioni. Quindi indaga a fondo e riscontra che ciò che ha visto in quel momento nella sala operatoria è accaduto realmente. Ebbe la sensazione di essere lo spettatore di uno spettacolo teatrale il cui protagonista era se stesso.

Il medico racconta di non aver visto proprio lo stesso tunnel che descrivono parecchi pazienti, tuttavia assiste a strani fenomeni di luce dove lui percorreva un certo tragitto verso queste luci ma senza provare alcuna sensazione come ad esempio lo spostamento d’aria che si prova nella nostra dimensione. L’uomo ad un certo punto vede una nebbiolina di color arancio/azzurro e intravede delle figure antropomorfe che si avvicinano, e mentre accade questa nebbiolina si muove come se si spostasse. Pertierra sente la presenza di qualcuno ma ciò che lo colpisce maggiormente è la strana, ma piacevole sensazione di pace. Egli sostiene che se potesse scegliere un luogo dove trascorrere del tempo, quello sarebbe l’ideale. Un’altra cosa che ha notato è la mancanza del tempo, afferma che in quel momento si perde la concezione del tempo quindi non è in grado di affermare quanto sia effettivamente durato l’intero fenomeno.

Talmente si trovava a suo agio in quel luogo che quasi non voleva tornare, e si rende conto che le storie che gli raccontavano i suoi pazienti avevano un senso.

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