Aiutare i cari in una fase importante del loro percorso

So per certo che questo articolo potrà infastidire parecchie persone, soprattutto quelle che non credono in un qualcosa dopo la vita fisica. Ci tengo a precisare che non è mia intenzione offendere qualcuno, al contrario mi fa piacere condividere qualcosa di quello che personalmente ho appreso nel corso degli anni, tramite ricerche o fatti personali.

Ovviamente le persone scettiche continueranno a pensarla a loro modo, ed è giusto così. Ognuno di noi per iniziare le proprie ricerche su un determinato argomento, specialmente “questo” tipo di argomento, ha bisogno di un qualche stimolo. Finché non sentiamo quella piccola scossa, pizzicotto o curiosità personale, proseguiremo per la nostra strada fregandocene di qualsiasi cosa non abbia a che fare con il presente o futuro – lavoro, casa, famiglia.

Probabilmente l’argomento spaventa la maggior parte delle persone, e questa è una ragione per la quale si evita di pensarci, immagino già i superstiziosi che toccano qualsiasi oggetto, o altro 😉 per paura della sfortuna. Ma no, datemi retta, qui non centra niente la sfortuna, “lunga vita a tutti voi!”.

Chissà forse chi si è già trovato in certe situazioni “difficili” potrà capire o immedesimarsi meglio sull’argomento…

Quello che scrivo di seguito non è roba mia naturalmente, sono pensieri di persone, scrittori, con una mentalità sicuramente aperta.

E’ un argomento ancora tabù ma curioso per certi versi, la “vita dopo la morte”.

dopo la vita

In che maniera potremmo “aiutare” (comportandoci per una volta con spirito altruista, e non egoista, pensando anche a loro, soprattutto in quel momento, dove hanno più bisogno della presenza di una persona cara accanto a loro) in futuro i nostri cari che si trovano alla fine del loro percorso terrestre?

Credo che sia una cosa positiva sia per noi, che per loro, affrontare al meglio certi momenti. Non richiede alcuno sforzo fisico, ne cambiamenti della nostra vita, si ha solo più consapevolezza e nulla di più. Penso che sia sbagliato il comportamento “freddo” che adottano sia i medici che i preti, nei confronti di una persona che sta lasciando il mondo materiale, per proseguire nella dimensione che gli spetta.

L’importanza di essere spiritualmente propositivi – William Buhlman

Oggigiorno, sono molti coloro che viaggiano in questa vita senza una chiara direzione spirituale, aggrappandosi alle credenze religiose più diffuse della loro cultura. Si accontentano della tradizione e della fede anziché cercare di vivere la propria esperienza personale.

L’uomo possiede l’innata capacità di condizionare e orientare il proprio progresso spirituale e la propria transizione. Divenendo spiritualmente propositivi, avremo la capacità di aiutare anche gli altri.


Dio, o come preferite chiamarlo, ci ha donato la capacità di assistere e di guidare i nostri cari verso uno stato di coscienza più elevato prima, durante e dopo il processo di morte. Al momento attuale, sul punto di morte, il malato viene spesso alimentato artificialmente con farmaci o lasciato da “solo” a morire “in pace”. L’enfasi principale della famiglia, della chiesa e della professione medica è sulla consolazione del paziente e sul controllo del dolore (soprattutto quest’ultimo), mentre si affrontano raramente problematiche di primaria importanza quali la transizione della coscienza.

William Buhlman – Nel corso dei miei seminari, insegno un metodo semplice che può aiutarci durante la transizione verso la morte. Sedendo accanto a una persona in fin di vita, è possibile aiutare quest’ultima a passare a una stato spirituale più elevato anche durante il coma o in uno stato di incoscienza. Concentratevi sulla vostra intenzione spirituale per l’individuo e siate perfettamente consapevoli dell’efficacia delle vostre direttive e della vostra guida.

Non sto suggerendo un cerimoniale o rituale elaborato, ma consigli e direttive semplici e precise. Offrite consigli che incoraggeranno l’individuo a essere aperto a sperimentare il nucleo spirituale della sua coscienza. Per quanto possibile, utilizzate termini comprensibili, ma ricordate che la vostra chiara intenzione spirituale è di gran lunga più importante che le parole utilizzate.

Secondo Buhlman, prima di cominciare è utile eseguire una breve meditazione per centrare e aprire il proprio sé. Chiedete e lasciate che il vostro sé sia un canale chiaro e aperto per il potere illimitato di Dio. E’ molto importante guidare e assistere i propri cari a superare tutti gli aspetti della forma. Attenzione perché ogni concetto o immagine basata sulla forma crea limiti che possono portare l’individuo verso manifestazioni più basse della realtà spirituale. Per quanto è possibile, indirizzate i vostri cari verso il superamento di tutti i concetti e di tutte le credenze basate sulla forma. Incoraggiateli a cercare e a sperimentare la pura essenza del loro essere. E’ importante che siamo condizionati dalla nostra vita fisica ad accettare varie forme dense come la nostra realtà; persino molti dei nostri concetti di cielo e di Dio sono basati sulla forma.

Sempre secondo Buhlman, sarebbe meglio tentare di avere esperienze fuori dal corpo mentre ci troviamo ancora immersi nella materia, per velocizzare il processo di transizione quando arriverà il momento [fra 200 anni ;-)] .

Lui che è un esperto di viaggi astrali, tra l’altro insegna parecchi trucchi per apprendere. Nei suoi libri potete trovare anche degli esercizi, ma la base principale della riuscita, è la costanza e determinazione. Sono necessari parecchi mesi prima di riuscire ad ottenere qualche risultato, per una persona “normale”, quindi che non è portata. Un altra cosa importante è leggere parecchio, non solo di un autore, è un lungo percorso, e soprattutto è necessaria una mente libera dallo stress quotidiano.

Una regola basilare per chi fosse interessato, è imparare a respirare, concentrarsi, rilassarsi, svuotare la mente. Non è impossibile, è solo un po’ complicato per chi vive sotto uno stress quotidiano, specialmente se vive in luoghi dove il silenzio è difficile da “gustare”.

D’altra parte gli eremiti o i monaci tibetani, ad esempio, hanno “poteri” soprannaturali proprio per questo motivo. Riescono a concentrarsi e fare ciò che vogliono, comunicando con il proprio “sé” interiore.

Molti non sanno che alcuni suoni dell’esterno influiscono positivamente o negativamente le nostre cellule, un esempio potrebbero essere le onde Theta, fate una ricerca!

E’ stato scoperto che ad esempio le onde del mare, come il verso dei delfini, emettono un suono che è positivo per il nostro organismo. Mi fermo qui, altrimenti vado fuori tema, c’è tanto da imparare, troppo. Non bastano 100 vite, ed è proprio per questo che esisterebbe la reincarnazione….

Direttive spirituali in punto di morte

  1. Concentratevi e siate aperti al potere illimitato di Dio – l’universo che influisce in voi. Chiedete sinceramente di essere un canale aperto e ricettivo per il potere divino: “Ora sono un canale chiaro e aperto per il potere di Dio che scorre dentro di me!”. (E’ d’obbligo credere fermamente in Dio, per la riuscita). Con calma lasciate che l’inspirazione, i pensieri e le parole fluiscano attraverso il vostro corpo.
  2. Per quanto possibile, parlate, indirizzate e guidate la persona a soffermarsi sulla sua essenza spirituale al di là di qualsiasi concetto di forma e di sostanza. Concentratevi sul potenziale, sulla libertà, bellezza spirituale e su tutti gli aspetti positivi dell’avventura che si approssima a vivere.
  3. Date istruzioni e guidate la persona ad abbandonare e rifiutare tutte le forme di paura e di colpa e ad abbracciare la libertà illimitata della sua essenza spirituale.
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