Misteri e paranormale: Il potere del perdono

Sia nel corso della nostra vita sia nel punto di morte siamo i nostri più accesi critici e giudici. Si fa tanto parlare di perdono senza con questo sapere che molti non si rendono conto che è estremamente importante perdonare se stessi per i peccati percepiti. Le testimonianze che le esperienze fuori dal copro e di premorte ci forniscono suggeriscono uno scenario da giudizio finale radicalmente diverso da quello comunemente accettato oggi: al momento della morte, non saremo giudicati da Dio o da gli angeli seduti su un trono celestiale ma piuttosto dovremmo affrontare il giudice più rigoroso che mai si possa immaginare, ovvero il nostro sé spirituale.

La pura essenza spirituale della nostra coscienza valuta il nostro sviluppo. Ogni nostro pensiero, parola, desiderio sono noti. La nostra vita è un libro aperto nel quale ogni segreto, ogni desiderio è chiaro e presente. L’arte del perdono è spesso la pratica del perdono di se stessi. Non sottovalutate il potere spirituale liberatorio del suo utilizzo.

Per enfatizzare il fatto che le esperienze extracorporee sono realmente naturali, gli esperti in questo campo, ci tengono a ribadire che ci separiamo dai nostri corpi durante il sonno. Ogni notte il nostro corpo non fisico si dissocia dal corpo fisico.

Questo processo naturale ci consente di radicarci energeticamente e spiritualmente. Inoltre, coloro che si stanno avvicinando alla morte spesso cominciano a vivere esperienze extracorporee volontarie come preludio naturale alla loro transizione. Questo fenomeno è stato descritto con dovizia di particolari dal dottor Raymond Moody (di cui un giorno ne scriverò qualche suo aneddoto), e da altri ricercatori di esperienze di premorte.

Esistono testimonianze di assistenti geriatrici e infermieri così come amici e persone care che hanno assistito persone in fin di vita, i quali descrivono che all’approssimarsi della morte vi è un sostanziale aumento degli stati di coscienza extracorporei e comunicazione con ospiti invisibili. Di seguito vengono riportati alcuni esempi di testimonianze di infermieri geriatrici.

paranormale potere del perdono

“So riconoscere quando è giunta l’ora, perché il paziente perde e riprende i sensi continuamente. Tali persone spesso descrivono conversazioni dettagliate e incontri con amici e parenti deceduti”.

“Con l’approssimarsi della morte, l’incidenza delle visioni e delle esperienze fuori dal corpo sul letto di morte aumenta sostanzialmente”.

Molti descrivono questo processo come un assottigliamento del “velo” che divide le dimensioni fisiche da quelle spirituali.

E’ comune che gli stati di coscienza fuori dal corpo si manifestino sotto forma di comunicazione con una persona amata non fisica. Di seguito alcune testimonianze.

“Alcuni minuti fa stavo parlando con mia madre deceduta, aveva un aspetto meraviglioso. Mi ha detto che andrà tutto bene.”

“Ho parlato con mia nonna scomparsa che era in piedi laggiù nell’angolo della stanza.”

Inoltre, le visite di esseri angelici sono spesso associate alle visioni sul letto di morte e alle esperienze di premorte. La ragione di fondo della visione è uno spostamento interno di coscienza del corpo fisico al corpo spirituale. Ulteriori prove che confortano questa conclusione ci vengono offerte dal dichiarato incremento di esperienze extracorporee volontarie che si verificano in punto di morte.

“Nel periodo che vide l’acutizzarsi del tumore che l’avrebbe poi condotta alla morte, mia sorella era solita svegliarsi dallo stato di incoscienza per raccontarmi degli incontri avuti con nostra nonna e altri membri della famiglia deceduti. Mi riportava conversazioni dettagliate durante le quali veniva rassicurata sulla meravigliosa destinazione che l’aspettava quando avrebbe deciso di “Lasciarsi andare”. Queste visite giornaliere si verificarono per circa due settimane e poi una notte, tranquillamente, spirò”.

In passato si supponeva che queste visite fossero una sorta di visioni o incontri onirici ma (ancora oggi la maggior parte dei medici la pensano così, secondo loro è il cervello del paziente che gioca brutti scherzi), dalla ricerca di alcuni esperti che studiano il fenomeno, risulta che nella stragrande maggioranza dei casi questi resoconti non sono altro che esperienze extracorporee che si verificano naturalmente all’approssimarsi della morte.

Il loro manifestarsi è causato dall’allentamento e dalla rottura del legame eterico che collega il corpo fisico alla forma spirituale sottile (primo corpo energetico). Avvicinandoci alla morte, l’incidenza di esperienze extracorporee volontarie e di visioni sul letto di morte subisce un sostanziale incremento. E’ in questo modo che l’anima prepara la sua coscienza legata alla materia alla transizione verso la morte che si sta avvicinando.

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