Misteri: Esperienze extracorporee OBE

Esperienze extracorporee

Nel corso della storia, gli individui avventurosi che hanno vissuto esperienze extracorporee hanno gettato le basi delle nostre credenze religiose e spirituali.

“In verità, in verità vi dico: nessuno può vedere il regno di Dio se non nasce di nuovo”. Giovanni 3:3

I primi profeti delle diverse religioni erano soliti registrare e interpretare le loro esperienze spirituali in base alle convinzioni culturali e religiose del momento. Pertanto, per migliaia di anni, le esperienze fuori dal corpo sono state venerate come sacre e trascendentali, e sono spesso state considerate come una profonda comunione con Dio. In ogni angolo del mondo, i testi sacri descrivono straordinari viaggi spirituali verso dimensioni che esistono al di là della nostre visione.

Le esperienze fuori dal corpo vengono descritte in gran parte dei documenti scritti più antichi del genere umano, e tra questi il Libro Egizio dei Morti risalente a venticinquemila anni fa. In questo testo antico, gli Egizi descrivevano la separazione del corpo sottile, che essi definivano “Ba”, dal corpo più denso, definito “Ka”. In Egitto, alcuni dei pittogrammi più antichi del genere umano mostrano chiaramente la separazione dell’anima dal corpo.

esperienze extracorporee ka egizioKa Egizio

La separazione della coscienza dal corpo rivestiva un’enorme importanza per molte culture primordiali. Tutte le civiltà più antiche della Grecia, di Roma, dell’India e della Cina raccontano di individui che viaggiavano in dimensioni celestiali. Si racconta che sul letto di morte Socrate, il noto filosofo, affermò: “Cos’altro è la purificazione se non la separazione tra anima e corpo?”. Nel corso del terzo secolo a.C., Platone, nel libro 10 della Repubblica, parla di un soldato greco di nome Er il quale alcuni minuti prima di essere cremato, si sveglia e descrive come abbia lasciato il corpo per entrare nella “terra dei morti”.

Esperienze extracorporee

Nel quinto secolo a.C. il grande mistico persiano Zaraustra, fondatore dello Zoroastrismo, l’antica religione persiana dei Magi convogliata nell’attuale fede Parsi, era noto per le sue esplorazioni nelle zone invisibili dell’universo. Lo Zoroastrismo fu fondato da Zaraustra e si basa su gran parte dei suoi viaggi extracorporei in quelli che egli definisce i “mondi spirituali”. Si deve a Zaraustra la riforma dei vecchi sistemi religiosi panteistici e l’abbandono dell’idolatria.

I tibetani offrono molteplici riferimenti ad avventure extracorporee. Nella lettura tibetana, si racconta che la madre di Budda visse un’esperienza extracorporea prima della nascita del figlio. Vi sono inoltre testimonianze di Budda e dei suoi discepoli che trascendono il tempo e lo spazio nel corso dei loro viaggi oltre la materia. Nelle aree del Tibet, coloro che lasciano il proprio corpo ricevono l’appellativo di delogos, ovvero “coloro che ritornano dall’aldilà”. Nel 1972 l’International Journal of Parapsycology ha pubblicato un articolo di D. Scott Rogo, dal titolo Astral Projection in Tibetan Buddhist Literature (La proiezione astrale nella lettura buddista tibetana) che raccoglie racconti affascinanti sulle esplorazioni extracorporee tibetane.


La Bibbia e il Corano abbondano di chiari riferimenti al viaggio extracorporeo. Ad esempio in Ezechiele 3:12 si afferma: “Allora lo spirito mi portò via da lì, e udii dietro di me come il boato di un gran terremoto, mentre la Gloria del Signore si alzava da quel giorno” (piccola nota: secondo Mauro Biglino la Gloria del Signore potrebbe essere un UFO, o meglio un oggetto volante). Nel resto del libro, Ezechiele prosegue descrivendo decine di esperienze fuori dal corpo.

E ancora, nel Nuovo Testamento sono molti i riferimenti al viaggio extracorporeo. Ad esempio, nella seconda lettera ai Corinti 12:2, Paolo parla di esperienze nelle regioni non fisiche dell’universo, affermando: “Conosco un uomo in Cristo, il quale quattordici anni fa, se nel suo corpo o fuori del suo corpo non lo so, lo sa Iddio, fu rapito in Paradiso (il terzo cielo)”. L’uso dell’espressione “terzo cielo” ad indicare il paradiso denota la sua personale conoscenza delle molteplici dimensioni spirituali e dell’esplorazione extracorporea.

Nell’Apocalisse 1:10, Giovanni descrive una delle sue esperienze fuori dal corpo quando afferma: “Or ecco, fui rapito in estasi nel giorno del Signore, e udii da me una voce potente come di tromba”. Quindi prosegue fornendo i dettagli della sua incredibile avventura nelle aree delle dimensioni interiori, sensibili al pensiero.

Esperienze extracorporee

E’ opportuno notare che frasi bibliche primordiali quali “come il boato di un gran terremoto” e “voce potente come una tromba” riferite da Ezechiele, Giovanni, Paolo e molti altri profeti potrebbero corrispondere facilmente a descrizioni di suoni vibratori oggi comunemente descritti durante la separazione dal corpo.

Ciò coincide con le descrizioni delle moderne esperienze fuori dal corpo. Secondo le fonti di alcuni esperti nel campo, l’85 per cento dei partecipanti racconta di aver udito suoni quali ronzii, rombi o mormorii come preludio immediato alla loro esperienza.

Spesso questi vengono descritti come estremamente intensi e provenienti dalla testa. Una ricerca nazionale effettuata da Twemlow, Gabbard e Flowler indica che i suoni registrati sono distribuiti nel modo seguente: ronzio (il più comune): 29 per cento; boato: 19 per cento; e musica e canto: 16 per cento. I molteplici risultati della ricerca forniscono un’ulteriore conferma che molti dei primi leader spirituali stavano davvero sperimentando proiezioni astrali.

Una delle citazioni più famose del Nuovo Testamento è l’affermazione di Gesù in Giovanni 3:3 “Nessuno può vedere il regno di Dio se non nasce di nuovo”. Per centinaia di anni si è continuato a discutere circa il significato di un’affermazione di tale portata che fazioni religiose e eruditi hanno interpretato come impegno totale di mente ed emozioni verso Gesù. Sfortunatamente non si fa che interpretare un’osservazione mistica avvalendosi di una struttura intellettuale.

Si dimentica infatti che Gesù, Maometto e altri erano esploratori e mistici spirituali del più alto livello ed esploratori spirituali che si rifiutavano di seguire ciecamente le credenze religiose ufficiali (Gesù non inventò di certo la religione). Ognuno di essi non era solo un credente in Dio, ma aveva anche incontrato Dio (non inteso come persona fisica). Ed è molto probabile che viaggiare fuori dal corpo fosse per essi una pratica comune.

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