Anomalie riscontrate in siti archeologici millenari, con evidenze che potrebbero provare esplosioni nucleari.

Distruzione di Sodoma – Genesi 19:24-25

“Allora il signore fece piovere dal cielo, ‘dal Signore’, su Sodoma e Gomorra, zolfo e fuoco; e subissò quelle città, tutta la circostante pianura, tutti gli abitanti delle città, e tutta la vegetazione della terra.”

Nonostante alcuni affermano che il vetro verde fuso che si trova in diverse aree soprattutto in Arabia, è una conseguenza delle onde di un meteorite, altri non ne sono così convinti tanto da pensare più ad un’anomala esplosione nucleare. D’altra parte molti ricercatori dichiarano che in diverse zone si possono trovare strani reperti archeologici anomali.

sabbia vetrificata dalla fusione
Granello di sabbia vetrificato dalla fusione

Anche se è possibile che una potente onda d’urto di un meteorite lasciò dietro a sè pezzi di “vetro verde fuso”, alcuni si chiedono se un fenomeno naturale del genere può aver creato tutti e ventotto i campi di pietre annerite e frantumate che coprono una zona di circa 11.000 chilometri ciascuno in Arabia occidentale. Le pietre sono raggruppate in modo tale che sembrano resti di città, affilate, e bruciate di un color nero. Gli esperti hanno dichiarato che non hanno origine vulcanica, ma sembrano datate ai tempi in cui si pensava che l’Arabia fosse terra rigogliosa e feconda, fino a quando improvvisamente si trasformò in un deserto. (Nota: Eseguendo qualche ricerca ho scoperto che la sabbia si fonde ad una temperatura di circa 1.700°)

Ciò che noi oggi conosciamo come il deserto del Sahara, era una volta una regione tropicale con vegetazione fitta, diversi fiumi, e pioggia abbondante. Gli scienziati hanno scoperto che le aree desertiche in cui una volta esistevano terre che conobbero l’influenza dell’aratro, quindi dell’agricoltura, oggi sono coperte da un sottile strato di sabbia. I ricercatori hanno anche trovato un enorme falda acquifera sotto una vasta area desertica inaridita. Tale serbatoio d’acqua di grandi dimensioni, potrebbe essersi creato proprio grazie alle forti piogge di quel periodo di tempo precedente alla devastazione anomala che consumò la lussureggiante vegetazione della zona.

Nella zona di Khamis Bani Sa’ad nel distretto Tehema della provincia di Hodeidah, il 25 Dicembre 2007, uno scienziato francese conferma che negli scavi avvenuti in quella zona sono stati rinvenuti oltre un migliaio di pezzi archelogici rari datati a circa 300.000 a.C. prima di un drammatico cambio climatico. La gente di quel tempo erano pescatori e avevano addomesticato vari animali, successivamente trovati in molte zone della regione, vi era anche una sorta di cavallo che si trovava comunemente solo in Asia centrale.

La Cina ha condotto alcuni test atomici vicino il lago Lob Nor lago nel deserto di Gobi, i quali hanno lasciato vaste aree di territorio coperte di sabbia vetrosa. Ma il Gobi ha un enorme quantità di aree di sabbia vetrosa, note da migliaia di anni.

Ad Albion W. Hart, uno dei primi ingegneri che si laureò nel Massachusetts Institute of Technology, fu assegnato ad un progetto nella zona interna dell’Africa. Mentre lui e i suoi uomini stavano viaggiando verso una regione quasi inaccessibile, hanno dovuto fare i conti con una grande distesa di deserto. Egli rimase perplesso quando spiegò che si trovarono davanti ad un’enorme area desertica ricoperta di sabbia di un vetro di color verdastro.

Più tardi nell’arco della sua vita, scrisse Margarethe Casson su Rocks and Minerals (n° 396, 1972), che egli passò nella zona di White Sands dopo la prima esplosione atomica che si verificò in quel luogo, e riconobbe la fusione della stessa sabbia silicea che vide 50 anni prima nel deserto africano.

Nel 1947, nella valle dell’Eufrate a sud dell’Iraq, dove certe tradizioni pongono il Giardino dell’Eden e dove gli antichi abitanti di Sumer incontrarono l’uomo-dio, gli scavi esplorativi hanno portato alla luce uno strato di vetro verde fuso. Gli archeologi non hanno potuto fare a meno di notare la somiglianza con i vetri millenari che si erano fusi nel suolo di White Sands, nel New Mexico, dopo le prime esplosioni nucleari in tempi moderni fondendo sabbia e pietra.


Negli Stati Uniti, il deserto del Mojave dispone di ampie aree circolari o poligonali che sono coperti da un sostanza dura molto simile a vetro opaco.

Durante un’esplorazione nella Death Valley, nel 1850, William Walker afferma di aver scoperto le rovine di un’antica città. In un’estremità del grande edificio, all’interno sono state trovare in mezzo alle macerie delle pietre fuse vetrificate.

Walker affermò che l’intera regione compresa tra i fiumi Gila e St. John era cosparsa di rovine. In ciascuna delle ex popolazioni aveva trovato tracce evidenti di un incendio talmente grosso da liquefare anche la pietra. I blocchi delle pavimentazioni e le case di pietra avevano spaccature, ed erano presenti grandi crepe, che davano l’impressione di essere state falciate da lame ardenti.

Ma non è tutto. Esistono vecchie fortezze e torri in Scozia, Irlanda e Inghilterra, dove gli edifici in pietra sono stati bruciati per via dia una grosso incendio, il quale fece salire la temperature ad un livello altissimo.

Altri segni del genere sono presenti in fortificazioni che vanno dalle Isole Lofoten in Norvegia settentrionale alle isole Canarie, a nord-ovest dell’Africa, queste fortificazioni presentano segni di materiale duro fuso. Erich A. von Fange affermò che sono presenti delle pietre accatastate sulle pareti circolari che si sono fuse trasformandosi in vetro per via di un calore intenso.

Catal Huyuk in Turchia, è considerata una delle più antiche città del mondo, a quanto pare, secondo le testimonianze archeologiche, vissero antichi popoli che si civilizzarono e poi misteriosamente si estinsero. Gli archeologi sono rimasti sorpresi nel trovare spessi strati di mattoni cotti in uno dei livelli, chiamati Vla. I blocchi avevano subito una fusione dovuta da un calore così intenso che penetrarono ad una profondità di quattro metri sotto il livello del suolo dove la terrà si carbonizzò, come tutti i resti scheletrici ritrovati, e le altre strutture. Tutta la decomposizione batterica fu bloccata dal calore tremendo.

Gli edifici reali a nord della Siria, noti come Alalakh o Atchana sono stati completamente bruciati, tanto che il nucleo delle spesse mura si è convertito in piccoli pezzi di mattoni di color rosso brillante.

Tra il fiume Gange in India e le colline di Rajmahal vi sono rovine che contengono grandi masse di pietra che sono state fuse. Alcuni viaggiatori che si sono avventurati nel cuore delle foreste indiane hanno riferito rovine delle città in cui le pareti si sono trasformate in grandi blocchi di vetro, a causa di un ispiegabile calore intenso.

Le rovine di Sette Città, situate vicino l’Ecuador nella Provincia di Piaui, in Brasile, sembrano mostrare la scena di una catastrofe. Poiché ancora oggi non vi è ancora alcuna spiegazione geologica di ciò che è accaduto, alcuni degli archeologi che hanno studiato il sito affermano che vi è una somiglianza con Sodoma e Gomorra riguardo il modo in cui le pietre sono state essiccate, distrutte e fuse.

sodoma e gomorra nucleare
Sodoma e Gomorra

I ricercatori francesi hanno trovato prove di una reazione nucleare spontanea preistorica presso la miniera di Oklo, Pierrelatte, in Gabon, Africa. Gli scienziati hanno scoperto che il minerale di questa miniera conteneva proporzioni anormalmente basse di U235 quali si trovano solo nel combustibile di uranio impoverito prelevato dai reattori atomici. Secondo coloro che hanno esaminato la miniera, il minerale conteneva anche quattro elementi rari in forme simili a quelli trovati nell’uranio impoverito.

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