Misteri: Matias parla di Ere e insegnamenti adatti agli Indaco

Matias parla di Ere e insegnamenti adatti agli Indaco

Ragazzo Indaco Matias De Stefano – Ater Tumti (5/8)

Più avanti l’umanità ha dovuto generare un altro tipo di evoluzione che non riguardava poi così tanto le stelle, ma il lavorare la terra, l’umanità in sè, la cultura. Questo avvenne nell’Era del Toro, dal 3.000 a.C. comincia la storia che noi tutti conosciamo. La storia dell’umanità e l’iniziò della “civilizzazione” per i professori di storia. L’epoca dell’Egitto, che poi in realtà si tratta di un’epoca in cui l’umano cominciò a lavorare sulla spiritualità della società umana.

La storia che noi conosciamo riguarda soprattutto l’Era del Toro, dell’Ariete e quella dei Pesci che stiamo vivendo ora (dal 21/12/12 siamo entrati nell’Era dell’Aquario), possiamo comprendere che tutta la storia fu influenzata dalle varie energie provenienti dal cosmo al pianeta, nel nostro caso la Terra. E che questa pressione energetica, emanata dalle stelle, ha influito anche sugli abitanti del pianeta, perché tutto è sincronizzato.

– Le energie dell’ambiente cosmico, sono fattori che modellano l’energia dell’anima, perché questa formi un corpo fisico con un’intenzione, il suo tirocinio, la sua missione, in quello specifico momento. Ed è per questo che l’ordine cosmico determina il nostro percorso futuro, la nostra storia, il nostro ambiente, i nostri sentimenti, relazioni, e tanti altri aspetti che generano i meccanismi necessari per poter apprendere e permetterci di realizzare i nostri obbiettivi, che ci siamo posti prima di nascere.

Quando arriverà il periodo dell’alba solare, nel 2012, l’intenzione dell’Era nel ciclo, cambia, quindi cambia tutta la vibrazione dei pianeti che si trovano in questa zona. Per fare un esempio, sarà come l’inizio di una primavera, quindi tutti quelli che hanno continuato ha contribuire nella storia conosciuta, cominciano ad evolvere una storia totalmente sconosciuta. Questo accadrà, non perché “il mondo cambia” in una maniera spropositata, ma perché si alzerà il livello vibrazionale, avverrà quindi, un aumento di energia. Questo darà modo alla Terra di trasformare il suo livello energetico.

Quando si trasforma questo livello energetico, vibreremo in un’altra maniera. Il vibrare in modo differente, genererà un altro colore. Tutta la vibrazione che si manifesterà in tutti i pianeti e le stelle, genererà un altro tipo di colore. Questo nuovo colore, è quello che dovremmo adattare alle nostre anime. Questo colore che oggi sta vibrando sulla Terra è l’indaco.

Nascono sempre più bambini indaco, che non è un gruppo di anime che viene con uno speciale indumento di colore indaco, o che vengono da un determinato livello che si conosce come indaco. Sono semplicemente anime nuove che vengono a lavorare sulla Terra in un determinato periodo, e che per poter incarnarsi nel pianeta, avevano bisogno del colore indaco (*che la Terra vibrasse emanando questo colore).

Il bambino indaco non è come si pensa, non è una scelta da parte di queste anime, che servirà a chissà quale scopo. In realtà è la Terra che sta vibrando nell’indaco, che è il colore del terzo occhio, l’occhio della visione.

– Questo, è il colore della trasmutazione, pertanto, sarà una specie di energia rigenerante, è lo farà adattandosi alle necessità. Questo significa che, se il nostro atteggiamento tende ad essere aggressivo, o molto passivo, lo farà mediante l’aggressività e la rottura di idee a livello familiare, la sessualità, politica, vandalismo, arte, indifferenza, anche attraverso l’amore puro, o possessivo. Influenzerà tutti, poiché la sua funzione sarà quella di cambiare le cose e risvegliare i ricordi a chi lo necessiterà.

Trasformerà la visione delle cose, generando nuove idee, stimolando la creatività e l’idealismo, cambiandole. Quindi tutto quello che nascerà di nuovo sul pianeta, sarà “trasformato”. Questa trasmutazione avverrà in diversi modi, attraverso l’aggressività, attraverso i conflitti delle società, con la non-azione o azione, le quali sono utili entrambe all’universo. Quindi questa vibrazione, questa energia che si genera fa si, che tutto quello che entra nel pianeta come nuovo, vibra in sintonia con questa trasmutazione.

Qualsiasi essere animico che entra nel pianeta, già a partire dagli anni 80 si trasforma in indaco. Significa che anche gli alberi, pietre, animali e umani, che nascono dagli anni 80 (* Continuo a non seguire questa faccenda delle pietre che nascono, ma probabilmente sono io che non sono sintonizzato nella sua frequenza di vibrazione ;-)), fanno già parte di questo gruppo.

Potrebbero esserci degli indaco, che sono combattivi, altri creativi, pacifici, che non credono in nulla. Indaco non vuol dire credere in Dio, tanto meno un indaco dovrà per forza parlare dell’universo. Indaco è solamente una vibrazione che trasmuta. Un indaco può diventare un politico, o lavorare nell’economia, senza avere alcun dogma. Non ha niente a che vedere con la spiritualità, è un fattore di “vibrazione”.

– La classificazione delle anime avviene in base alla propria vibrazione, e alla sua quantità, dovuta al suo stile di visione delle cose, tutti hanno concordato quello che sono venuti a fare in questo pianeta.
Una cosa importante per la loro riuscita nella propria “missione”, è che gli adulti la smettano di preoccuparsi della loro libertà, o educazione. Il “cristallo” a differenza dell’indaco, è un essere che proviene dal piano cristico, sono i piccoli 600 di Cristo, che vennero a compiere un lavoro di amore incondizionato, e sono generazioni che cominciarono a nascere dall’anno 2000.

Quelli che lavorano nella spiritualità, sono i bambini cristallo, che sono venuti in questa Era come una specie di gruppo di avatar, usando la parola che piace a loro. Si tratta di un gruppo animico che viene a lavorare per la spiritualità e l’armonia. Questo non significa che devono avere a che fare con Dio o gli Angeli, ma con l’armonia delle società e con l’interiorità delle persone.

Ragazzo Indaco Matias De Stefano – Ater Tumti (6/8)

Quarta parte: Il Nuovo Tempo – Una nuova educazione

L’educazione è cambiata nell’arco della storia, la sua funzione è stata quella di imparare a vivere sulla Terra, facendoci adattare al mondo fisico, conoscere le forme delle cose, conoscere il necessario per la sopravvivenza, la logica del corpo di Dio, la comunicazione tra gli esseri, le relazioni tra gli esseri, l’educazione, e tutto il necessario che ci sarebbe servito per poterci adattare a questo mondo, apprendere da noi stessi e dagli altri.

Il problema che sta attraversando la società ora è, cosa faccio con questi bambini indaco? Dovrò chiuderlo in qualche scuola? Dovrò lasciargli distruggere il mondo? Cosa dovranno fare gli adulti con i bambini indaco o viceversa?

Gli indaco vengono a “trasmutare” quello che sarà.., quindi lo faranno inizialmente, “senza far nulla”, quella che io chiamo la “non-azione”. Questo comportamento servirà a trattenere il flusso sociale, il movimento sociale. Qualcuno sperava che gli indaco avrebbero sconvolto il sistema, ma non è così, o meglio, non avviene in questo modo, il non fare niente, in realtà è il principio di un cambio. Quindi creare un’educazione appositamente per i bambini indaco è molto difficile.

Gli adulti dovranno sopportare questo comportamento per almeno due decadi, e tutti i rimedi che si andranno ad escogitare per farli cambiare, saranno un fallimento. Dovranno lasciare che questi nuovi bambini si esprimano in quello che gli riesce meglio, ad esempio può essere creatività, o qualsiasi altra cosa. Dovranno essere totalmente flessibili con questa nuova generazione. Per permettergli di svolgere il proprio lavoro sul pianeta.

– Bisognerà quindi cambiare il modo di insegnare, dovremmo dimenticarci i vecchi metodi che si basavano sulla memorizzazione, competenza, abuso di autorità, la mancanza di creatività, immaginazione. L’importanza del mentale sull’emozionale, un nuovo sistema che deve basarsi sulle emozioni, l’apprendimento attraverso la sperimentazione e la scoperta, e che favorisca l’integrazione.

Non esiste uno strumento specifico in grado di direzionare l’educazione della persona, l’indaco accetta qualsiasi tipo di strumento, che sia ancestrale, moderno, o anche futuro, la cosa importante è che gli permetta un ampliamento della visione dell’apprendimento, che va oltre la semplice educazione. Bisogna permettergli di esprimersi, di dibattere, dovrà essere sicuramente un’educazione differente dalla nostra. In sostanza noi indaci siamo qui per apprendere, e “aiutare” ad apprendere, e niente di più.

Ma da dove si può imparare qualcosa dal nostro ecosistema?

– Visitando un bosco, o da una fotografia di un libro?

Dove impariamo a conoscere il nostro corpo?

– Danzando è giocando, o da una data con dei nomi complicati?

Come impariamo la lingua?

– Scrivendo e leggendo, o comunicando tra di noi?

Come impariamo il teorema di Pitagora?

– Memorizzando le formule, o tramite la scoperta come ha fatto lo stesso Pitagora?

Sappiamo che la Terra gira intorno al Sole, però a volte guardiamo il cielo senza neanche sapere il perché.

L’apprendimento si deve fare attraverso la pratica, con l’esperienza, non con la teoria. La teoria serve solamente per imparare una parte di tutto quello che ci serve realmente. Un buon metodo per avere successo con un bambino indaco, è che tutto quello che gli si insegna, tutto ciò che ha che fare con la pratica, che riguardi la casa, la scuola o la società, deve essere anche applicabile, a casa, a scuola e nella società. Non c’è bisogno di insegnare cose inservibili, come ad esempio studiare tutte le ossa di un corpo, tutto il livello cellulare, o la matematica completa.

Noi siamo esseri che veniamo dalla sesta e tredicesima dimensione, per promuovere la quarta e la quinta dimensione dentro la terza. Se veniamo chiusi in un’aula e ci viene insegnata la matematica in seconda dimensione, quando noi promuoviamo la quinta, sarà un po’ complicato. Quindi tutto quello che ci viene insegnato deve essere applicabile alla vita reale. Perché è questo che a noi interessa.

Un’altra cosa importante da insegnare, è di non aver paura della natura, dell’oscurità, dei temporali, o del vento. Sono cose che aiutano molto a muoversi nell’integrazione. La cosa più importante per poter svolgere questi insegnamenti, è l’avere un buon padre maestro, i quali sono i primi che dovrebbero cambiare il modo di vedere le cose. I padri per noi, dovrebbero smettere di comportarsi come tali. I padri in realtà dovrebbero essere delle guide della vita, non dirci quello che dobbiamo fare, non devono imporci le cose, “Questo si deve fare così e basta!”, dovrebbero indicarci spiegandoci qual’è la cosa migliore da fare e perché. Una guida è come un maestro, non è colui che ti impone le cose, perché anche lui deve apprendere con te, è un tuo compagno. Deve esserci un rapporto di scambio di idee, perché per quanto uno possa avere imparato dalla vita, c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare.

Quindi i “padri” devono convertirsi in “guide”, e i “maestri” in “compagni”.

* Penso che il ragionamento che fa Matias possa andare bene per qualsiasi bambino. Anche se a differenza di oggi, ci sarebbe da dire che l’educazione di una volta era molto più rigida, adesso si tende a lasciare fare, e dare ciò che vogliono (o quasi), ai bambini, a volte può essere un bene altre un male, sicuramente lasciare fare, o dare ciò che vogliono per pigrizia, è un male. Non sono né uno psicologo, né uno scienziato, ma sono consapevole del fatto che quando un adulto non vuole essere “disturbato” da un bimbo/a gli da quello che vuole, e questo non vuol dire educare, al contrario. Penso comunque che sia giusto rispettare i bambini, perché l’infanzia che molti sottovalutano, il pensare: “Tanto e piccolo/a non capisce niente!”, è una cosa sbagliatissima. Questa è la fase della vita più importante, che determina la formazione del carattere di un/a bambino/a per quando sarà uomo, o donna. Non penso che questa spiegazione abbia illuminato qualcuno, o meglio, non credo che Matias ci abbia dato nuovi consigli, ma va bene lo stesso 😉

(1 parte) – (2 parte)

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